Caro senatore voltagabbana, come posso fidarmi di lei?

(Mario Giordano – laverita.info) – Caro senatore Gianni Marilotti, mi spiace che il grande pubblico non la apprezzi abbastanza, perché lei meriterebbe una fama imperitura.

È riuscito infatti in un’impresa degna del guinness del Parlamento: in un anno ha cambiato casacca per 5 volte. Oplà, un partito. Oplà, un altro partito. E così via fino a fare cinquina che, come è noto, è il passo che precede la tombola. Lei non è un rappresentante del popolo: lei è Zelig in salsa parlamentare, la girandolina dei partiti, transfuga ad
honorem. È stato eletto con i 5 stelle, poi è nel novembre 2020 passato al gruppo per le Autonomie, poi al gruppo Maie, poi al gruppo misto e infine nel Pd. Roba da mal di testa, immagino. Me la vedo, infatti, al mattino davanti allo
specchio mentre si interroga amletico: ma in che gruppo sarò mai oggi? Pd? Maie? Misto? Che casacca devo mettermi? E se sbaglio ufficio? Chi sono i miei compagni di partito? Li riconoscerò o me li confonderò? Del resto uno come lei mica può essere imbrigliato: se la legislatura andrà a scadenza naturale, un altro paio di salti di quaglia non glieli toglie nessuno. Se arriva a 10, stia tranquillo, le danno un peluche in premio come alle giostre.

La fantasia non le manca, anche perché di mestiere, oltre che insegnante al liceo, fa lo scrittore. Fra le sue opere alcuni titoli interessanti, fra cui L’errore: spero non si tratti di un’autobiografia. In Parlamento, però, più che la sua prosa, viene ammirata la sua coerenza: lei infatti è stato eletto con i 5 stelle annunciando la riduzione delle poltrone e poi si è fatto promotore della lotta per salvare le poltrone; ha votato sì al taglio dei parlamentari ma subito dopo è stato fra i promotori del referendum per dire no al taglio dei parlamentari; ha lottato fino all’ultimo per formare i responsabili ciampolilli che dovevano sostenere Conte e subito dopo ha chiesto asilo politico al Pd per sostenere con convinzione Draghi. Insomma al confronto un drappo al vento è un esempio di immutabile fermezza. Più che il premio
Calvino, da lei meritoriamente vinto, dovrebbero darle il premio Sorelle Bandiera. O, meglio, sorelle banderuola.

Lo so che non è solo nella deriva. Nei 10 mesi del governo Draghi (dati Open Parlamento) ci sono stati 109 cambi di casacca, 11 al mese, 3 a settimana. E non si tratta soltanto di un problema di malcostume: in vista delle elezioni del presidente della Repubblica il trasformismo diventa anche una questione politica. Chi può garantire i voti in un Parlamento così? Chi può escludere tranelli, trabocchetti, agguati, riedizioni dei 101 o peggio ancora? Mi permetto di scriverlo a lei perché, se nel 2018 si candidò nei 5 stelle, immagino condividesse la sacrosanta esigenza di una politica diversa, più trasparente, più leale nei confronti dei cittadini. Guardi come si è ridotto: lei è il simbolo di un’illusione che si è bruciata tra cambi di casacche, sigle incomprensibili (Maie? Cos’è?), piccoli opportunismi e altre vergogne che rendono la politica ancora più insopportabile. E incomprensibile. Se vuole, ci scriva un altro romanzo. Il titolo ce l’ha già. Ma ci perdoni se non lo leggeremo: a noi l’horror non piace.

9 replies

  1. questo nella classifica delle serpi è un lombrico, mentre la vipera di rignano eletto nel pd, si è inventato il partito rinascimentale “italia viva” portandosi appresso i suoi 41 carlini, che facendo i conti alla giordano sono quasi la metà dei voltagabbana.

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  2. Va bene, cambiano gruppo, alcuni renzisti lo hanno fatto rientrando nel pd, ma la domanda è: sono aperte tutte le porte e quindi possono pascolare liberamente dove gli pare o sono aperte solo le porte del pd, tipo indifferenziata?

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  3. Ricordo i tempi andati in cui le foto segnaletiche dei “traditori” pentastellati, in rigoroso bianco e nero, venivano pubblicate dal FQ dandole così in pasto al pubblico ludibrio. Roba da non poter più uscire dal bagno di casa. Adesso tutto sembra passare in cavalleria, ed è solo roba per Mario Giordano.

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  4. Il signor mattia feltri ha scritto una dichiarazione d’amore per i traditori.
    Dice che lui ha letto simone weil e ha capito tutto, mentre i milioni di cittadini che non vanno più alle urne perché hanno realizzato che il voto conta un caxxo, ecco, quelli sono polvere da nascondere sotto il tappeto.
    Perché lui ha letto simone weil ed è uno scaltro. Lui ha capito tutto.

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  5. ok, non avrà più pelo nello stomaco per via della epilazione, possibile che non incroci nessuno che si sente un lama, uno sputo stereo negli occhi se lo è meritato, molto catarroso se possibile

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  6. Se “La Verità” fosse vera e coerente fino in fondo l’apprezzerei senza riserve, ma i cambi di casacca in direzione opposta non hanno sortito effetto simile. Promuoviamo e proponiamo il vingolo di mandato sempre e poi potremo riempire di insulti questo “signore”e ancor di più chi prese 3 milioni per tradire Italia dei valori e far cadere il governo Prodi (che io ,per la cronaca,non amavo).

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  7. Giordano e i tre milioninche il tuo ispiratore(l’evasore fiscale di arcore) allungò a quel tipo di cui non ricordo il nome?E Razzi e scolpiti?E tutti quelli pagati dalla tua compagnia di merende?Vai a letto Giordanetto e copriti

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  8. Sono curioso di sapere se, qualora il percorso di questo illustrissimo voltagabbana fosse approdato a Forza Italia o a Fratelli d’Italia, il Sig. Giordano ci avrebbe deliziato con un articolo come questo. Mi permetto più di qualche ragionevole dubbio.

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