E il giudice sentenziò: non si irrita il rapinatore

Il tribunale di Lucca ha negato il risarcimento a una cassiera, vittima di una rapina nel supermercato, per aver «urlato troppo». La donna era rimasta ferita da 200 pallini esplosi da un fucile a canne mozze. Adesso dovrà pagare anche 5.800 euro di spese legali

(Mario Giordano – laverita.info) – Il ladro ti spara? È colpa tua. Ovvio, no? Ora lo dice un tribunale della Repubblica: devi farti derubare in silenzio, magari agevolare il lavoro del delinquente, stendergli un tappeto rosso e offrirgli un caffè mentre ti porta via i soldi. Reazioni (anche solo vocali)? Ribellioni? Urla? Grida? Proteste? Schiamazzi? Non se ne parla nemmeno: le orecchie del ladro sono particolarmente sensibili. Non lo sapevate? Parola di giudice. Durante un furto il malvivente non deve essere infastidito. In nessun modo. Chiaro: non si disturba il manovratore e tanto meno il rapinatore. Altrimenti, se ti spara, vuol dire che te lo sei meritato. Ben ti sta.

Avevamo già visto di tutto finora. Avevamo visto leggi assurde per cui la legittima difesa può avvenire solo di notte. Avevamo visto sentenze creative di giudici che stabilivano che per difendersi da una rapina era necessario prima chiedere al ladro «scusi lei è armato e quindi posso difendermi oppure è disarmato e quindi mi devo far strozzare dalle sue mani senza dire bah?». Avevamo visto persone condannate soltanto perché avevano evitato di farsi massacrare. E stupratori assolti perché la ragazza sciaguratamente portava i jeans. Ma è la prima volta che vediamo una sentenza così: stabilisce infatti che una persona ferita durante una rapina non merita di essere risarcita perché, nel suo ruolo di rapinata, non è stata abbastanza accondiscendente con il rapinatore. E dunque quest’ultimo è stato costretto a sparare. Dovrà pur difendere la sua dignità di bandito, no? Ora resta solo da decidere chi difenderà la dignità dello Stato.

Se non fosse un decisione di un giudice, infatti sarebbe una barzelletta. Invece, purtroppo, è tutte e due le cose. Succede al tribunale di Lucca. La vittima è la cassiera di un supermercato di Pontremoli, Ombretta Cordoni, 66 anni. Un uomo entra nel negozio. Lui è armato. Lei, ovviamente no. Lui chiede i soldi, lei anziché offrirglieli su un piatto d’argento con accanto the e pasticcini, pensate un po’, si mette a strillare. Lo insulta. Gliene dice quattro. E il ladro che fa? Impugna il fucile a canne mozze e le spara 200 pallini in corpo. La lascia a terra nel sangue e fugge con la refurtiva, ben 400 euro. La cassiera finisce all’ospedale, viene operata. Alcuni pallini le sono entrati nel polmone, respira a fatica. Se la cava, ma ancora adesso, a distanza di anni paga le conseguenze di quella rapina, e dunque ha pensato di chiedere un risarcimento. Ma la sentenza è stata negativa. Motivazione: «Impossibile risarcirla perché è stata troppo aggressiva con i ladri».

Ombretta, così, oltre al danno, avrà anche la beffa: le hanno sparato contro 200 pallini e dovrà pagare 5800 euro di spese legali, più varie ed eventuali, senza avere un euro di risarcimento. La prossima volta ci pensa due volte prima di alzare la voce contro un ladro, no? La prossima volta gli stringe la mano, gli dà il benvenuto, «che bello vederla qui, a casa tutto bene?», poi gli chiede dove vuole cominciare a rapinare, dalla cassa o dai portafogli dei clienti, magari lo agevola un po’ nelle operazioni, «guardi le do una mano così fa prima» e poi lo congeda con la dovuta cortesia: «Mi saluti tutti a casa e se non ci vediamo più buone feste». Così si fa, insomma. Capito, signora Ombretta?

Invece niente. La cassiera ha osato alzare la voce. Capite? La voce. Quello, in fondo, aveva solo un fucile a canne mozze, mica un kalashnikov e neppure una bomba atomica. E lei, sciagurata, s’è permessa di essere aggressiva nei suoi confronti? Addirittura urlando? Magari pure forte? Magari proferendo pure qualche parolaccia? Non lo sa che le parolacce offendono le orecchie dei ladri? Mica come i fucili a canne mozze che, si sa, sono uno strumento di pace. Ombretta s’è giustificata (eh sì, ha dovuto pure giustificarsi…) dicendo che era spaventata. Ma anche questa mania di paventarsi, poi, mi pare francamente esagerata.

La sentenza alla fine lo esplicita in modo chiaro: quando ti trovi davanti un ladro con un fucile a canne mozze in mano devi mantenere il sangue freddo e non avere paura. In fondo è sempre meno pericoloso che finire davanti a un giudice del tribunale di Lucca.

19 replies

  1. Al solito, siamo in Italia purtroppo, paese creato su misura per tutelare chi delinque in ogni modo possibile ed immaginabile.
    In un paese civile ste merdate non succederebbero.

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  2. Mi sembra strana una sentenza del genere, ma comunque da un nullatenente (almeno sulla carta) è impossibile ricevere risarcimenti e le spese per l’avvocato. Dubito che uno che fa rapine ai discount abbia proprietà e conti correnti. Al massimo li ha intestati a famigliari.
    Invece per il processo penale, cioè mandarlo in galera, non occorre pagare un avvocato. Sono i PM che fanno l’accusa.

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  3. Se il parlamento é propenso a nominare un pregiudicato come pdr allora non possiamo stupirci di nulla
    Perche non scrivere il nome del giudice ?
    Potremmo mandargli gli auguri di natale

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    • No, questo (“Se il parlamento é propenso a nominare un pregiudicato come pdr allora non possiamo stupirci di nulla”) va scritto direttamente a Mario Giordano.

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  4. Conoscendo questi servi della Stampa Deviata quali il nostro Marietto Giordano, sono andato a cercare ulteriori info su questa notizia… anche perche’ oltre che falsi e deviati son spesso pure assai farlocchi questi giornal…ai…

    Il Marietto Giordano poi ben lo conosciamo…

    Allora Marietto… iniziamo dalle basi.
    Quali sono le parti in causa nel fatto specifico?

    Non ce lo vuoi dire maramaldo eh?
    E io ben lo so perche’ non ce lo vuoi dire…
    Non ce lo vuoi dire perche’ altrimenti tu dovresti fare tutt’altro discorso… e al TUO PADRONE certi discorsi non piacerebbero… vero Marietto?
    Allora meglio metterla in caciara come sei solito fare in TV… e dare solo una parte della notizia ed ometterne un’altra… ovvero la piu’ IMPORTANTE… vero caro Marietto?
    E questo sempre per aizzare quegli ebeti dei tui lettori vero che ancora non hanno capito una cippa…

    Eggia’… perche’ a CHI e’ stato chiesto questo risarcimento?
    Dai Marietto sono le basi queste: i SOGGETTI IN CAMPO…
    C’e’ UNA PARTE che chiede un risarcimento e ce n’e’ un’altra che dovrebbe PAGARLO…
    Ma chi e’ L’ALTRA PARTE?
    Sembrerebbe il rapinatore da quello che vuoi fare intendere tu…

    E invece no…
    Ecco la notizia COMPLETA:

    https://www.luccaindiretta.it/cronaca/2021/12/07/ferita-da-una-fucilata-dopo-una-rapina-al-supermarket-chiede-i-danni-allazienda-il-tribunale-le-da-torto-per-comportamento-aggressivo/266432/

    Allora caro Marietto riportiamo l’ultimo stralcio del tuo articolo ed io riprovo a scriverlo…ok?

    “Ombretta, così, oltre al danno, avrà anche la beffa: le hanno sparato contro 200 pallini e dovrà pagare 5800 euro di spese legali, più varie ed eventuali, senza avere un euro di risarcimento. La prossima volta ci pensa due volte prima di alzare la voce contro un ladro, no? La prossima volta gli stringe la mano, gli dà il benvenuto, «che bello vederla qui, a casa tutto bene?», poi gli chiede dove vuole cominciare a rapinare, dalla cassa o dai portafogli dei clienti, magari lo agevola un po’ nelle operazioni, «guardi le do una mano così fa prima» e poi lo congeda con la dovuta cortesia: «Mi saluti tutti a casa e se non ci vediamo più buone feste». Così si fa, insomma. Capito, signora Ombretta?”

    “Ombretta, così, oltre al danno, avrà anche la beffa: le hanno sparato contro 200 pallini e dovrà pagare 5800 euro di spese legali, più varie ed eventuali, senza avere un euro di risarcimento perche’ IL PADRONE DELLA SUA AZIENDA NON CI PENSA PROPRIO A DARGLI NEPPURE CENTO LIRE. La prossima volta ci pensa due volte prima di alzare la voce contro un ladro, no? La prossima volta gli stringe la mano, gli dà il benvenuto, «che bello vederla qui, a casa tutto bene?», poi gli chiede dove vuole cominciare a rapinare, dalla cassa o dai portafogli dei clienti, magari lo agevola un po’ nelle operazioni, «guardi le do una mano così fa prima» e poi lo congeda con la dovuta cortesia: «Mi saluti tutti a casa e se non ci vediamo più buone feste». Così si fa, insomma. Capito, signora Ombretta?”

    Capito signor Marietto?

    Ora che hai capito vedi di farci trovare un bell’errata corrige sull’edizione di domani…

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  5. Comunque sia, la signora ha tentato di impedire il furto proprio col suo “comportamento aggressivo”, La Società la dovrebbe ringraziare. La motivazione della sentenza è comunque quanto meno…sorprendente.
    E’ ovvio che la forza di una Società ( multinazionale? Nazionale? Cooperativa? Come mai l’ articolo, così dettaglòiuato nel descrivere la malcapitata, non la cita? Non conviene?) abbia il sopravvento su una dipendente sessantasettenne ( al lavoro lì da quasi 30 anni…).

    La questione comunque rimane. La prossima volta dipendenti attenzione: aprite la cassa e gentilmente allungate il contenuto al “richiedente”. Sarete a rischio di licenziamento per “aver facilitato la rapina”? Dipenderà dal giudice e soprattutto dalla “forza” del vostro datore di lavoro. Siamo sempre lì.

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  6. Non capisco se con questo articolo Mario Giordano abbia perso un’occasione per dimostrarsi obiettivo oppure se abbia colto un’altra opportunità di dimostrarsi fazioso, astioso e intellettualmente disonesto.
    Se le cose sono andate come descritte nell’articolo https://www.luccaindiretta.it/cronaca/2021/12/07/ferita-da-una-fucilata-dopo-una-rapina-al-supermarket-chiede-i-danni-allazienda-il-tribunale-le-da-torto-per-comportamento-aggressivo/266432/ , che gentilmente FranzGe ha trovato e condiviso, allora il giudice ha fatto la cosa tristemente giusta. L’azienda ti dice di non reagire e di non preoccuparti della perdita economica che è coperta, il rapinatore non spara “per commettere la rapina”, ma a seguito della reazione della donna e l’azienda dovrebbe dare 250000 euro alla signora? Che colpa ne ha l’azienda?
    Dispiace per la signora, che dovrebbe tutt’al più essere coperta dall’assicurazione…

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      • infatti… se non hanno una polizza ad hoc, nulla da fare. I danni fisici e le cure dovrebbero essere comunque già coperti. Poverina per quel che le è successo, però l’idea di chiedere un risarcimento all’azienda era un po’ balzana. Chissà se è stata convinta da un avvocato “furbetto”?

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      • Mah, non so che cosa le sia saltato in mente di reagire così…una reazione isterica dovuta alla paura, certo non un modo per cercare di impedire la rapina…
        Io, alla Troisi, gli avrei fatto anche un disegnino… 😆

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  7. L’azienda cosa ha fatto per prevenire il furto ? La sicurezza del dipendente è un suo problema. Non basta dire al muratore di indossare il caschetto, bisogna controllare che lo faccia.
    Qui si parla solo di soldi, ma la signora poteva venire uccisa – e infatti è stata ferita gravemente – e la sua reazione davanti ad un fucile avrebbe potuto essere imprevedibile: c’è chi se la fa sotto dalla paura e chi, come la moglie del povero negoziante trucidato dal fantomatico “Igor” corre addirittura a prendere la scopa…
    A mio parere la Società aveva un buon avvocato, non basta “dire” di non reagire. E neppure scriverlo, temo. Mi piacerebbe sapere il nome della società.

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