Cosa accadrebbe se si votasse oggi con il Rosatellum?

(Giovanna Vitale – la Repubblica) – Tutto può succedere. Se si votasse oggi, sondaggi alla mano, l’unico pronostico a prova di errore sulla schedina del toto-elezioni sarebbe quello classico: 1-X-2. Vittoria, pareggio, sconfitta. Indifferentemente del centrosinistra o del centrodestra.

Coi moderati a far da ago della bilancia, sia che si propongano come raggruppamento autonomo, sia che vadano in ordine sparso, agganciati a questo o a quell’altro schieramento. Tre risultati diversi, ciascuno a suo modo plausibile, in cui sono le coalizioni a fare la differenza. La loro composizione o, viceversa, scomposizione. Che la partita sul Quirinale potrebbe cristallizzare.

Determinando l’esito delle prossime Politiche. È firmata YouTrend insieme a Cattaneo Zanetto & Co la simulazione di cosa potrebbe accadere se si andasse alle urne col Rosatellum, tenendo conto della riduzione dei parlamentari, del ridisegno dei collegi e dell’abbassamento da 25 a 18 anni dell’età per votare al Senato. Tre gli scenari ipotizzati, basati su diversi schemi di alleanze. Il calcolo, escludendo quelli assegnati all’estero, riguarda 392 seggi su 400 alla Camera e 196 su 200 al Senato. Vediamo.

Scenario A – Il Grande centro

È forse lo scenario meno probabile, a dispetto del gran lavorìo di Renzi, Toti e associati. L’asse giallorosso (Pd-M5S-Verdi-Leu) si troverebbe a sfidare il blocco sovranista Lega-FdI e un polo centrista composto da Iv, Azione, +Europa, Forza Italia e Coraggio Italia.

In questo schema nessuna coalizione avrebbe la maggioranza assoluta, ma quella relativa andrebbe ai giallorossi con 194 seggi su 400 alla Camera (dove la soglia della maggioranza assoluta è fissata a 201) e 100 seggi su 200 al Senato (dove, escludendo i senatori a vita, la soglia è 101). Sarebbe dunque un quasi pareggio, sinonimo di stallo. Decisivo potrebbe allora risultare il Terzo polo.

Nella quota maggioritaria, il blocco di centro allargato a FI e Coraggio Italia non riuscirebbe a eleggere deputati e senatori, ma i suoi 62 parlamentari sarebbero tutti eletti nella quota proporzionale. Inoltre, coi sovranisti scoperti sul fianco moderato, i 147 collegi uninominali della Camera finirebbero per la gran parte ai giallorossi (88), seguiti da centrodestra (57) e Svp (2). Così come i 74 collegi uninominali del Senato: 46 ai giallorossi, 26 al centrodestra e 2 alla Svp.

La coalizione Lega- Fdi darebbe man bassa al Nord (in particolare Lombardi e Veneto) e nel Lazio, a eccezione delle aree metropolitane di Roma, Milano e Torino. Ma resterebbe a secco in quasi tutto il Sud e nel triangolo Liguria- Emilia-Toscana.

Scenario B – Centrodestra unito

In tal caso, il centrodestra resta unito (Lega, FdI, FI, Coraggio Italia), il polo centrista si riduce (Iv, Azione e +Europa), l’asse giallorosso rimane invariato. Stavolta è il centrosinistra a risultare più debole: la vittoria andrebbe al centrodestra con 202 seggi alla Camera e 101 al Senato. Anche qui, lo schieramento centrista otterrebbe seggi solo nella quota proporzionale.

Negli uninominali, il centrodestra eleggerebbe 83 deputati e 41 senatori, i giallorossi 62 deputati e 31 senatori, la SvP 2 deputati e altrettanti senatori. In questo schema, il centrodestra classico risulterebbe favorito anche in Emilia, Toscana, Liguria e in circa la metà dei collegi centro-meridionali, dall’Abruzzo alla Sicilia.

Scenario C – Il Campo largo

L’ultimo scenario vede il centrodestra perdere nettamente contro un maxi-schieramento in cui l’asse giallorosso (Pd-M5S-Leu) si allea con Iv, Azione e +Europa. I seggi conquistati sarebbero 210 alla Camera e 107 al Senato.

Nel maggioritario, il centrodestra vincerebbe 60 uninominali alla Camera e 27 al Senato, mentre il Nuovo Ulivo 85 alla Camera e 45 al Senato, con la Svp sempre a 2 in ciascuna delle Camere. La coalizione Salvini-Meloni-Berlusconi resterebbe favorita al Nord e nella fascia centrale, mentre al Sud numerosi collegi sarebbero in bilico, specie in Puglia e Sicilia.

4 replies

  1. È un problema che non mi riguarda: questo (fu) m5* il mio voto se lo può scordare. Vinca il migliore (con la rogna, come minimo).

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  2. E se mio nonno avesse avuto le ruote…
    Giornalismo d’inchiesta on fire. Lituania e Bitswana un altro anno in tranquillità (parlo della classifica della libertà di stampa ndr)

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  3. Aiutatemi a capire perché da sola non capisco.
    E’ sempre più probabile che Draghi non diventerà Presidente della Repubblica e che torneremo a votare a breve. Ovviamente sempre col Rosatellum e dunque senza il premio di maggioranza e con una nuova ammucchiata, per di più con un M5S che non è nemmeno all’opposizione e dunque non raccoglierebbe tutti i nemici di Draghi, per cui le sue speranze di fare un cambio di governo come in Germania non esistono, perché si è suicidato da solo, rendendosi non influente, perdendo sei milioni di voti ed entrando in una coalizione giallo rossa in posizione di minoranza.
    Ora ricordiamo che alle ultime amministrative un italiano su 2 non ha votato, per cui qualunque ipotesi dei sondaggisti è assurda e tutto è imprevedibile.
    Ci saranno 345 parlamentari in meno e 4 milioni di nuovi elettori per il Senato in più.
    Non c’è al momento nessuna coalizione con una maggioranza assoluta ma ci basiamo sugli attuali numeri in Parlamento che potrebbero cambiare tutti.
    Il Rosatellum è un sistema misto che prevede l’elezione del 37% dei seggi con il metodo maggioritario e del 61% col proporzionale.Nella quota proporzionale lasoglia è del 3%. Per le coalizioni, invece, è del 10%, ma all’interno dell’alleanza almeno un partito deve prendere il 3%. I voti delle liste coalizzate che non raggiungono il 3%, ma superano l’1%, confluiscono nella coalizione.
    Quello che non capisco è perché si continui a considerare i partiti di Totti, Renzi o Calenda che non supereranno la soglia, come potrebbe non superarla Alternativa o un nuovo partito di Di Battista.Ma questi partitinuovi poi con chi starebbero?
    Sembra inutile tentare di fare un grande centro (Iv, Azione, +Europa, Forza Italia e Coraggio Italia) che sarebbe in minoranza.
    Pd+ M5S potrebbero avere una maggioranza relativa con 194 seggi su 400 alla Camera (dove la soglia della maggioranza assoluta è fissata a 201) e 100 seggi su 200 al Senato (dove, escludendo i senatori a vita, la soglia è 101) ma i voti sarebbero più bassi di quelli attuali per tutti quegli elettori che non voterebbero più per il M5S perché delusi dall’alleanza con Draghi.
    La coalizione Lega- Fdi vincerebbe al Nord (Lombardia e Veneto) e nel Lazio, eccetto Roma, Milano e Torino. Ma rnon al Sud e in Liguria- Emilia-Toscana.
    Se tutto il cdx si riunisce, i giallorossi diventano più deboli, e vincerebbe il cdx con 202 seggi alla Camera e 101 al Senato ma sarebbe una vittoria molto risicata.
    Se il csx si unisce al centro, Pd, M5S, Azione e Italia viva (campo largo) vincerebbe (210 alla Camera e 107 al Senato).
    Ma Renzi e Calenda sparirebbero comunque perché sono sotto la soglia. Perché allora continuano a dar loro tanta importanza?
    Il campo largo di Letta può vincere, ma costruirlo sarà tutt’altro che facile
    Il csx è spaccato tra chi starebbe anche con i 5 stelle e chi non ci starebbe mai (Renzi, Calenda), viceversa ci sono molti 5 stelle che con Calenda e Renzi non ci andrebbero mai (epperò finora ci sono stati!)
    Infine potrebbero esserci nuovi partiti come Alternativa o un partito di Di Battista che si porterebbero dietro chi oggi è deluso da Conte e da Grillo per essersi asserviti a Draghi.

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