Gli “xenobot” si riproducono da soli: luminosa conquista o incubo catastrofico?

Dopo l’arrivo degli alieni annunciato anche da Barack Obama, una nuova ossessione sta facendo il giro del mondo: quella per i robot replicanti, programmabili e pari ad organismi viventi divulgata da illustri atenei americani. Gli «xenobot» si riproducono da soli: luminosa conquista o incubo catastrofico?

(Adriano Scianca – laverita.info) – Importante invenzione o incubo che potrebbe mettere in discussione il ruolo dell’essere umano? Prima gli alieni, ora i cyborg. Sarà che il Covid ci ha chiusi in casa, allontanato dai nostri cari, reso schiavi di un nemico invisibile, rendendoci quindi ipersensibili a paure ancestrali, ma di recente alcune grandi ossessioni letterarie e cinematografiche hanno fatto irruzione nella cronaca. Prima, come detto, è toccato agli extraterrestri: qualche mese fa una serie di notizie, mezze allusioni (anche, per esempio, da Barack Obama) e scoop più o meno farlocchi ha indotto l’opinione pubblica a credere che fossimo sull’orlo di un incontro ravvicinato del terzo tipo, al momento, comunque, ancora non pervenuto. Ora spuntano i robot in grado, niente di meno, di riprodursi da soli. La notizia, anche in questo caso, viene dall’America. Un team di ricercatori divisi tra l’università del Vermont, la Tufts e l’Istituto Wyss di Harvard ha pubblicato un ricerca in cui si porta all’attenzione del mondo la creazione degli xenobot, «una nuova classe di artefatti: un organismo vivente, programmabile», come spiegato da Josh Bongard, l’esperto di robotica della university of Vermont. Le notizie su questi «robot viventi», in realtà, risalgono a un anno fa.Il nome xenobot deriva da una rana africana – «xenopus laevis», meglio nota come xenopo liscio, anche se il nome richiama sinistramente anche lo xenomorfo di Alien… – da cui provengono le cellule staminali usate per la ricerca. Si tratta di esseri viventi lunghi pochi millimetri, che possono muoversi verso un obiettivo, autoripararsi dopo essere stato sezionati e all’occorrenza trasportare un piccolo carico. I ricercatori hanno utilizzato il supercomputer Deep Green dell’università del Vermont, su cui un algoritmo ha ipotizzato migliaia di modelli di nuove possibili forme di vita. Dopo aver selezionato le simulazioni più interessanti, gli studiosi sono passati ai test in vivo. Prima hanno raccolto cellule staminali da embrioni delle rane africane, poi le hanno separate in singole cellule e rimontate al microscopio secondo il progetto elaborato dal computer. Il risultato è un organismo vivente, ma progettato in laboratorio e non esistente in natura. Gli xenobot hanno subito mostrato di sapersi muovere in modo coerente e addirittura di potersi autoriparare. In questi giorni, la scoperta ancora più sorprendente: gli xenobot sanno riprodursi. Essi danno infatti in qualche modo vita a nuove cellule covate all’interno di una struttura morfologica che ricorda la pallina divora tutto di Pac Man, il famoso videogioco. Il fatto che questa tecnologia inedita – tenuta comunque sotto stretto controllo e per ora confinata in dei vetrini da laboratorio – sia stata finanziata dalla Darpa, l’agenzia statunitense che si occupa di sviluppare nuove tecnologie di utilizzo militare, può suscitare qualche legittimo dubbio (ma va ricordato come praticamente tutta la tecnologia, compresa quella più pacifica di uso quotidiano, sia nata in ambito militare). Ma sono soprattutto le inclinazioni etiche, filosofiche e metafisiche a colpire: se esiste una nuova specie, un essere vivente creato in laboratorio secondo schemi biologici mai visti prima in nessun altro organismo, che ne è dei piani divini? O, più laicamente, l’evoluzione cessa forse di rifarsi «al caso e alla necessità», come diceva il premio Nobel Jacques Monod, per diventare invece un fattore puramente volontaristico? E quale sarà lo status ontologico, biologico, giuridico di questi organismi, qualora dovessero proliferare e magari evolversi, diventare più complessi e addirittura intelligenti? Potranno diventare infestanti? Potranno sfuggire al nostro controllo? I film catastrofisti hollywoodiani ci danno una risposta: tutto quello che potrà andar male, sicuramente lo farà. Gli xenobot cresceranno, si moltiplicheranno, accresceranno la loro dimensione, la loro forza, la loro coscienza. E avranno fame… La realtà tende tuttavia a essere diversa dai film hollywoodiani. Del resto non è detto che le tecnologie embrionali poi siano necessariamente destinate a crescere: magari il passaggio dai Pac Man di pochi millimetri a organismi più complessi si rivelerà più difficile del previsto. La verità è che tutte queste cose non le sappiamo. Di sicuro, a livello anche solamente filosofico, la creazione umana di una nuova specie che non assomiglia a nulla di già esistente ed è addirittura in grado di riprodursi da sola determina un interessante stress test per le nostre categorie concettuali, per esempio quelle legate all’umanismo, al nostro posto nel mondo, alla differenza tra uomo e animale e tra animale e cosa. C’è tutta un’architettura narrativa ed etica che viene rimessa in discussione. Se mettiamo gli xenobot accanto all’intelligenza artificiale, di cui si aspetta tra qualche anno il «decollo» in direzione della Singolarità, a tecnologie seminali come l’editing genetico e magari pure agli alieni, vediamo bene come l’uomo così come lo conoscevamo stia cessando di essere la soluzione. E forse presto diventerà il problema.

9 replies

  1. (Ahahahahahah …idioti)
    Tutto questo, un giorno sarà tuo.
    Guarda, ah già… sei cieco, ascolta… ahh già… sei sordo, tocca… sei monco, dimenticavo.

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  2. Spero facciano una capatina a mettere in ordine i tanti siti creati e gestiti da emeriti imbecilli. Si trovano ovunque, pubblici e privati.
    Ieri per cercare di farmi accreditare un rimborso di tasse pagate in più ( in quanto a imbecillità supero tutti) senza dover per forza recarmi in Agenzia ( la possibilità di ricevere il rimborso sul conto corrente è evidenziata sul sito) ci ho messo più di un’ ora e nulla di fatto. Ti rimandano qui e là, a numeri non attivi … Incredibile.

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  3. Un nuovo terrore percorre l’Occidente: “Arrivano gli alieni!”. E che sarà mai? Al massimo gli attacchiamo Omicron!

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    • L’Omicron dell’altro giorno che ci avrebbe uccisi tutti o quello di ieri che è solo un po’di mal di gola,?

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  4. Certamente: esprimevo – ovviamente scherzando – la speranza che tali “organismi”, si occupassero finalmente dei siti della PA…
    Per quanto riguarda il merito, staremo a vedere; molte cose in apparenza sensazionali si sono arenate, rivelate vicoli ciechi, o si sono fallaci (vedi, nel caso del citato Monod, il suo “operone”) non appena uscite dal laboratorio. E’ ancora presto per costruirci sopra filosofie o etiche.
    Per quanto mi riguarda aspetto con ansia i computer quantistici: tutta un’ altra cosa, ma per il lavoro un bell’ aiuto. Ma siamo ancora indietro anche lì, purtroppo. purtroppo.

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