Così parlò “l’Innominabile”…

(Dott. Paolo Caruso) – Ora che i fari mediatici si sono spenti sull’undicesima edizione della Leopolda renziana in salsa I.V., ci si rende conto quanto questa Kermesse sia stata sotto tono per le numerose assenze di personaggi di peso che avevano caratterizzato le precedenti edizioni. Probabilmente i sondaggi negativi del 2% di I.V. ne hanno condizionato la presenza disinteressandosi momentaneamente delle logiche affaristiche che stanno tanto a cuore al “padrone di casa”. Si notano nelle prime file e sul palco i suoi peones sempre più rampanti e bravi a recitare i diktat del cantastorie fiorentino, mentre in sala tra i pochi politici non renziani si annidano i soliti prenditori di area, oltre un folto numero di giornalisti. Lo show inizia con il senatore Faraone e la Boschi che presentano l’Innominabile come un perseguitato dalla magistratura  sotto attacco dei P.M. fiorentini, a cui fa presto seguito il discorso del segretario nazionale di I.V. tutto indirizzato ai suoi problemi giudiziari, l’inchiesta Open, i finanziamenti illeciti, e che con toni sempre più aspri tende a trasformarsi da garantista a giudice sommario della stessa magistratura che lo indaga, ritenendola populista accusando il loro operare di gravissima invasione della politica e soprattutto del campo personale. Un rancore espresso in tutto il suo discorso contro tutti i suoi presunti avversari politici, contro il mondo esterno al suo giglio magico. Un soggetto inaffidabile ma ancora legato ai poteri forti e alle lobby finanziarie, un infido servitore dello stato con collegamenti e interessi economici all’estero che continua con il suo misero 2% a tenere sotto scacco, rappresentando l’ago della bilancia, la politica italiana, intravedendo oggi la possibilità di essere davvero decisivo nella elezione del presidente della repubblica e minacciando domani di elezioni anticipate nel prossimo mese di giugno. Il Saudita di Rignano ancora una volta affetto da delirio di onnipotenza con fare sprezzante e oltraggioso cerca di  ergersi a paladino della politica italiana, dettando i programmi della grande ammucchiata di governo. Uno sciacallaggio politico costante quello del Cazzaro fiorentino che con il suo atteggiamento schizofrenico offre uno spettacolo squallido e irriverente nei confronti della democrazia e della politica stessa. Si assiste ad accuse, sproloqui, e battutacce da caffè dello sport rivolte ai suoi avversari politici, populisti di destra e di sinistra, al suo ex partito e ai suoi uomini più rappresentativi, che nulla hanno a che vedere con progetti ideali a grande respiro utili per la ripresa del Paese Italia. Come riporta stamani l’Huffpost, “C’è qualcosa davvero che attiene più a Sigmund Freud che alla politica, in questa ossessiva ricerca di nemici da parte di Renzi”, l’uomo della provvidenza tradita. Un discorso comunque molto ambiguo, come del resto è suo costume, quello di Matteo Renzi, un personaggio che ha fatto dell’ambiguità il filo conduttore della sua linea politica e che autocompiacendosi e gongolando al coro dei suoi peones “Meno male che Matteo c’è” di nota memoria berlusconiana, ha posto la parola fine alla Kermesse fiorentina. 

21 replies

    • Se avete riservatezza, campo libero, e tre quartini, e pensate di essere forse non proprio degli intellettuali ma sempre meglio di quelli la’, questo va proiettato sulla parete della camera da letto mentre fate tanto tanto sesso.

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  1. “… che continua con il suo misero 2% a tenere sotto scacco, rappresentando l’ago della bilancia, la politica italiana”.
    Se lei pensa che chi ha preso realmente il 33% non ci riesce più…

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    • A volte i fiorentini ( molto raramente l ) sono meno cattivi e rancorosi di questo ! Però lui è di Rignano … il rancore è di un provinciale che parla inglese come un mucca spagnola ! La mucca in ogni caso vale molto di piu! In tutti i sensi!

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  2. Ed il bello che lui lo dice agli altri. Testualmente a Travaglio e Giannini “ragazzi ma quanto siete ossessionati da me?”. Io gli avrei detto, e grazie al cazzo, hai fatto fessi 15 mln circa di italiani che ti hanno votato e hai avuto uno dei governi più lunghi della storia della repubblica italiana. E a chi dovrebbero cagare il cazzo i giornalisti, a te e Berlusconi, o a Veltroni e Bersani che non hanno governato neanche un giorno?

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    • Visto che hai scomodato Ungaretti, su quelli della Leopolda sta bene pure dire che ormai stanno “come d’autunno sugli alberi le foglie” pronti a staccarsi e farsi trasportare dal vento verso un altro imbonitore o incantati da un flauto magico( opera massonica) che se li porti tutti in qualche letamaio. Il discredito che ha portato il Bomba e la sua combriccola alla politica è ormai così pesante che bisognerebbe fare come al periodo dell’inquisizione: metterli al rogo, il fuoco purifica….

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  3. Ennio, bello parafrasare Ungaretti. E’ vero la sera arriva per tutti. La auguro ( intendiamoci, “la sera della vita politica” ai politicanti, come gli inutili arroganti, delinquenti sfacciati del 2 per cento, ma anche a quelli che vedono i dubbiosi del vaccino gente da calpestare, ingrati che pur pagano tasse e si attengono alle leggi, la auguro agli evirologi superstar, sprezzanti , minacciosi , che considerano i cittadini, malati da curare e chi non si cura muoia, sante parole da conigli mannari , e alle tv tutte da spegnere o gettare dalla finestra, ma per amore dello sport non lo farò.

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