No -Tav, querela contro il terrorismo di Repubblica

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Leggo un titolo: la Repubblica entra in classe, e mi compiaccio. Mi immaginavo che le aule si aprissero alla filosofia grazie all’inattesa popolarità che questa disciplina ormai pret à porter ha conquistato, per via una contesa interna alla dotta corporazione, e con Trasimaco influencer pronto a scendere in campo per lo Stato ideale.

Macché, in realtà  l’articolo parlava della edificante iniziativa del gruppo Gedi pronto a far parte del progetto Il quotidiano in classe, offerta multimediale e di qualità al servizio delle scuole illustrata così dall’ad Scanavino: “Iniziativa in linea con i nostri valori”, dal direttore Molinari: “E’ un passaggio cruciale che fa confluire la tradizione di Repubblica come interprete del mondo della scuola con l’impegno per l’informazione digitale, le tecnologie più avanzate e la lotta alle fake news che ci distingue”.

Peccato che un paio di giorni dopo l’annuncio di questo forte impegno pedagogico inteso “a rilanciare, in chiave moderna e contemporanea, la Cenerentola della scuola italiana: la vecchia lezione di educazione civica“, l’autorevole quotidiano sia incappato in un brutto incidente.

Centinaia di abitanti della Val di Susa si sono muniti delle apposite marche da bollo da 3,92 andate a ruba nelle tabaccherie locali da apporre alla querela sporta contro Maurizio Molinari, direttore responsabile de la Repubblica, il quale, il 10 ottobre, nella trasmissione televisiva “Mezz’ora in più” si è detto persuaso che  “i No Tav sono un’organizzazione violenta, quanto resta del terrorismo italiano degli anni ’70. Aggrediscono sistematicamente le istituzioni, la polizia, anche i giornali, minacciano i giornalisti a Torino e la cosa forse più grave è che sono in gran parte italiani che si nutrono anche di volontari che arrivano da Grecia, Germania e a volte dalla Francia”. E  facendosi portatore delle convinzioni dell’opinione pubblica torinese per la quale “No Tav significa sicuramente terrorista metropolitano; chiunque vive a Torino ha questa accezione”, concludendo infine che “la cosa più grave nei confronti dei No Tav è che siccome si avvalgono di una motivazione ambientalista, quando questa motivazione viene legittimata, loro reclutano, con una dinamica che ci riporta davvero agli anni ’70”.

Ieri si è svolta la gloriosa giornata: “Io querelo in prima fila” e centinaia e centinaia  di persone hanno aderito all’iniziativa rivendicando di essere  un movimento di cittadini che si riconoscono nei principi e nei valori della tutela del proprio territorio, oggetto di speculazione, manomissione e dissipazione di suolo e risorse naturali, trattati da anni proprio grazie a una informazione comprata e venduta, in minacciosi anarco insurrezionalisti, in terroristi attivi che dietro la cortina morale dell’ambientalismo farebbero opera di destabilizzazione violenta.

Eh si sa che la battaglia contro l’Alta Velocità e il suo piccolo ma tenace esercito è proprio una spina nel fianco di Molinari fin dai tempi della parentesi torinese tanto da diventare, per estensione, una guerra delle aziende dell’informazione nelle quali ha lavorato contro chiunque abbia l’audacia di dire No, con lui in trincea a denunciare l’abietto Nimby, le anime belle dei misoneismo arcaico che ostacolano il progresso, i provinciali che osano mettere in discussione le opportunità dell’appartenenza all’impero occidentale.

Ha attraversato tutti i Si più infami del renzismo referendario, delle cordate del cemento, all’acquisto di armi farlocche, all’occupazione del suolo patrio compiuto dalla Nato, alle missioni di esportazione di democrazia  tramite pacifici bombardamenti, alla deportazione di molesti irregolari colpevoli di minacciare con il meticciato l’identità nazionale, interpretando magistralmente la “maggioranza” che si riconosce nello Specchio dei Tempi così come nelle omologhe rubriche romane intrise dell’ideologia sviluppista, bulimica di grandi opere, dedita all’idolatria dei tecnici, psicologi e pensatori compresi, estasiata dalla svolta marziale delle campagne vaccinali e del tesseramento a fini discriminatori e persecutori delle minoranze.

E chi meglio interpreta questi fermenti marginali, ottusi, conservatori, ignavi e accidiosi di chi si oppone alla tecnologia anche nella veste futurista dell’alta velocità, alla scienza, nella veste terrapiattista dei novax, alla democrazia, nella veste di chi non ammette che sia garantita “da chi sa”, quindi l’autorità indiscutibile dei “competenti”  e rifiuta gli accorgimenti persuasivi e le pressioni esercitate a alto contenuto sociale e a fin di bene?

È davvero una pacchia questo nostro tempo per chi sogna di partecipare in prima persona a intrighi internazionali in qualità di gradito spione ammesso a contesti strategici e tattici, fan della doverosa delazione a norma di legge: legittimati dalla grande menzogna secondo al quale certi incidenti capitano per caso inattesi e imprevedibili e chi ha l’audacia di intravvedere una volontà dietro al loro accadere è un complottista allucinato da sottoporre a Tso, possono contribuire dai loro grigi anfratti alla vera grande macchinazione, quella del totalitarismo che produce e riproduce inganni, crisi da amplificare per promuoverle ad emergenze tali da autorizzare stati di eccezione, repressioni, disuguaglianze feroci.

Ormai l’oligarchia è talmente sprecona che esagera con le misure autoritarie e le censure strabordanti quando basterebbe l’opera di mistificazione e manipolazione che ha affidato ai media, che serve a normalizzare deroghe e anomalie, a esaltare la negatività di qualsiasi pensiero non allineato fino allo stravolgimento semantico di convinzioni e principi, come nel caso della sovranità retrocessa a sovranismo nazionalista o dell’aspettativa legittima di partecipare ai processi decisionali arretrata a populismo.

E è talmente occupata a  appagare l’avidità, la smania di possesso e di dominio che delega anche alla servitù, ai lacchè, ai lustrascarpe e quindi ai cronisti assoldati,  il compito di esercitare un potere morale insindacabile, stabilendo a monte quali fonti siano attendibili, quali dati menzionabili, quali tecnici debbano essere esibiti e quali condannati alla penombra mediatica, quali espressioni di pensiero e opinione possano manifestarsi e quali invece destinate alla clandestinità, tanto che per non incorrere in equivoci è meglio instaurare una proibizione generalizzata e totale.

Solo che ogni tanto il meccanismo si inceppa, ogni tanto qualcuno decide di ricorrere alle armi che sono state nascoste in cantina dalla postdemocrazia, ogni tanto qualcuno sceglie a suo rischio di esporsi per i diritti di tutti ormai guardati con sospetto da chi è stato persuaso che coincidano con indebite prerogative individualistiche.

Tanti dovrebbero imitare gli abitanti oltraggiati due volte dal sistema che li espropria di suolo, paesaggio, memorie e insieme li criminalizza, dovremmo farlo noi che contestiamo la gestione della crisi sociale ben più che sanitaria, tacciati insieme a Agamben, a pensatori, medici, clinici, ricercatori  e virologi, di essere ignoranti, ottusi, psico e sociopatici.

No si può lasciare solo chi si ricorda cosa vuole dire essere cittadini, quelli de la Repubblica del 380/70 a.C.cosa significa in un paese, che è stato la patria del diritto, rivendicare una giustizia giusta. E forse non siamo poi così pochi in Val di Susa e nelle piazze del sabato, in quelle dei lavoratori in lotta, dei senzacasa, dei licenziati, e in quelle che insorgeranno.

2 replies

  1. Molinari squallido pennivendolo al soldo de potenti. Speriamo che la giustizia gli imparta una bella lezione in seguito alla indovinata iniziativa dei no Tav, risarcimento pecuniario incluso

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...