La “character assassination” di Rondolino

Come mai Renzi dalla Gruber, pur sommerso dall’enormità dei contenuti del documento, si è preoccupato prima di tutto di salvaguardare l’immagine di Rondolino? Di colui, cioè, che sia pure senza volerlo lo ha messo nei guai?

?Cosima Scavolini/Lapresse 19-06-2008 Roma Spettacolo Presentazione della trasmissione Il cielo e la terra Rai Tre Nella foto Fabrizio Rondolino Simona Ercolani ?Cosima Scavolini/Lapresse 19-06-2008 Rome Presentation of the tv program Il cielo e la terra In the photo Fabrizio Rondolino Simona Ercolani ?b

(RONDOLINO TRAMA E RENZI LO STIMA di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “Non dobbiamo perdere tempo a ‘riconquistare’ l’elettorato: dobbiamo spingerlo a non votare più. Non dobbiamo rincorrere Grillo sul suo terreno, ma dobbiamo dimostrare che anche Grillo è Casta. Non dobbiamo contro-argomentare sulle loro proposte, dobbiamo distruggere chi le ha avanzate”.Fabrizio Rondolino a Matteo Renzi

Quando, venerdì sera a “Otto e Mezzo”, Matteo Renzi ha definito la mail di Fabrizio Rondolino sulla “character assassination”, da organizzare contro 5Stelle e “Fatto”, non le parole “di un folle ma di un giornalista stimato”, Lilli Gruber ha subito replicato che “cronisti stimati non hanno progetti simili”. Giusto, ma la domanda successiva è: come mai l’ex premier, pur sommerso dall’enormità dei contenuti del documento, si è preoccupato prima di tutto di salvaguardare l’immagine di Rondolino? Di colui, cioè, che sia pure senza volerlo lo ha messo nei guai? Riteniamo lo abbia fatto per almeno un paio di motivi, facilmente intuibili. Primo: è difficile credere che Rondolino si sia svegliato una mattina per organizzare una così ben articolata campagna di fango contro i nemici del suo datore di lavoro, spinto esclusivamente da un risentimento personale. Non sappiamo se retribuito e quanto, ma l’ex portavoce di D’Alema (e molto altro ancora) struttura il progetto (a cui, precisa, ha dato il suo competente contributo una esperta di televisione come Simona Ercolani) seguendo l’approccio professionale di chi risponde a una precisa richiesta, probabilmente frutto di precedenti colloqui sul merito. Per capirci, una cosa del tipo: perché non butti giù un paio di paginette sulla migliore strategia da adottare contro i grillini e contro i giornalisti che ci fanno la guerra? Lo sventurato rispose, ma non poteva certo sapere che un giorno tutto sarebbe venuto fuori, come un cadavere che riaffiora dopo una marea. Comunque, le proposte vengono due minuti dopo trasmesse al capostazione Marco Carrai, come da procedura. Nulla è lasciato all’improvvisazione. Questo ci dice che scavando nelle 90 mila carte dell’inchiesta sulla fondazione Open forse sarà possibile ricostruire quel sistema di intossicazione della politica e dell’informazione che hanno consentito di avvolgere in una densa nebbia certe fulminanti carriere politiche. Se le cose stanno così, pensate davvero che l’ex premier potesse scaricare, davanti a milioni di telespettatori, il fido Rondolino (più Ercolani) con cui sicuramente condivide certi interessanti segretucci. “Giornalista stimato” è dunque il minimo con cui Renzi poteva definirlo. Secondo: quando Rondolino scrive che bisogna spingere l’elettorato “a non votare più” mostra ancora una volta di sapere il fatto suo. Anche se potrebbe essere che sull’astensione, che alle ultime Amministrative ha toccato il sessanta per cento, abbia pesato la permanenza sulla scena di personaggi come il senatore di Rignano. Resta il fatto che i quarantuno parlamentari di Italia Viva – i quali, oltre alla “character assassination”, tollerano senza fiatare le genuflessioni del capo al mandante dell’assassino del giornalista Khashoggi – potrebbero tra breve essere decisivi nella elezione del nuovo Capo dello Stato. Del resto, Renzi non si muove già da kingmaker? Tutto si tiene.

15 replies

  1. MATTEO CHIAMA MARCELLO

    (DI GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – È stata raccontata come la riunione della cautela. Quasi del diniego rivolto a chi, nel suo partito e nel centrodestra, lo tira per la giacchetta facendogli sognare il Quirinale: “Non posso fare giri a vuoto, non bruciatemi. La mia storia non me lo permetterebbe” ha detto lunedì scorso Silvio Berlusconi davanti ai coordinatori regionali di Forza Italia e ai vertici del partito. Un avvertimento che ha fatto pensare al gran rifiuto. E invece no. Quel pranzo ad Arcore è stato tutt’altro. Lì è partita un’operazione politica: conquistare i voti dei parlamentari renziani. E a lanciarla non è stato un dirigente qualunque bensì, come ha raccontato ieri La Stampa, Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia, storico braccio destro di Berlusconi che ha scontato una condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. È tornato a frequentare le stanze di villa San Martino da un paio di mesi, dopo l’assoluzione in Appello al processo sulla Trattativa Stato-Mafia. Ma a qualcuno, ai piani alti di Forza Italia, questa cosa non piace perché, insomma, l’ex senatore “sarà pure un buon cristiano” ma è pur sempre un pregiudicato.
    Dell’Utri però è tornato lo stesso a sussurrare all’orecchio di Berlusconi. Lo si era visto il 29 settembre per festeggiare l’85esimo compleanno dell’ex premier, ha apparecchiato la tavola a Firenze tra Gianfranco Miccichè e Matteo Renzi per l’accordo tra Forza Italia e Italia Viva in Sicilia ed è tornato ad Arcore lunedì scorso per la riunione con i coordinatori regionali e i vertici del partito. E non è stata una presenza casuale.
    Al momento del dolce, dopo aver scosso i suoi chiedendo una “maggiore presenza sul territorio” e in tv, Berlusconi ha toccato l’argomento del Quirinale. Il tema dei temi. Molti coordinatori sono intervenuti rivolgendosi così al leader: “Presidente, sarebbe davvero bello vederla al Quirinale”. A quel punto il padrone di casa ha dato la parola a Dell’Utri. Che, silenzioso fino a quel momento, ha rivelato: “Nei giorni scorsi mi ha contattato Renzi e mi ha detto che non gli dispiacerebbe vedere Silvio al Quirinale – ha spiegato Dell’Utri – ha detto che ci può aiutare con i suoi voti”. Fonti di Italia Viva confermano la telefonata tra Renzi e Dell’Utri. Qualcuno, seduto alla tavola, ha però obiettato che “Renzi non è affidabile” e che “gioca su molti tavoli” solo per spingere la candidatura di Pier Ferdinando Casini. Ma a chiudere la conversazione ci ha pensato Berlusconi che ha fatto capire di voler andare a caccia dei voti renziani. “Renzi dice che può aiutarci ma ci ha già fregato nel 2015 con Mattarella (l’allora premier ruppe il patto del Nazareno e l’accordo su Giuliano Amato, ndr) – ha concluso il padrone di casa – vediamo cosa si può fare, dovremo parlare con tutti”. Insomma, il tentativo di conquistare quei 43 preziosi voti sarà fatto.
    Che quello di Renzi sia un bluff o meno, come temono alcuni dirigenti di FI, si vedrà. Se però il leader di Iv intende davvero percorrere la strada di un accordo con il centrodestra per eleggere Berlusconi o un altro candidato – oltre a Casini, si fa il nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati – dovrà prima vedersela con la sua truppa parlamentare. Come ha raccontato ieri il Fatto a una decina di deputati e senatori renziani non sono andate giù le rivelazioni sul caso Open e l’avvicinamento del capo al centrodestra. Tant’è che diversi di loro, come il senatore Leonardo Grimani e il deputato Camillo D’Alessandro, hanno fatto capire che in caso di accordo con la destra per il Colle, si terranno le mani libere. In queste ore, alla vigilia della Leopolda del prossimo fine settimana, si torna a parlare di possibili fuoriuscite da Iv: tra i nomi in bilico ci sono Grimani, D’Alessandro, Mauro Marino e Massimo Ungaro. Si parla di un possibile passaggio ad Azione di Calenda. E che Iv sia destinata a scomparire presto lo ammette lo stesso Grimani: “Non abbiamo una prospettiva, dobbiamo superare il nostro partito” dice al Fatto. Va sciolto? “Quello lo deciderà Renzi…”

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  2. Le cinque Leggi Fondamentali della Stupidità di Carlo Maria Cipolla

    La Prima Legge Fondamentale:
    Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

    La Seconda Legge Fondamentale:
    La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.

    La Terza Legge Fondamentale:
    Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.

    La Quarta Legge Fondamentale:
    Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

    La Quinta Legge Fondamentale:
    La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

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  3. Oh.. avro’ letto quindici/venti nomi di possibili prossimi Presidenti di questa Repubblica Italiota (oggi abbiamo aggiunto pure Casellati), ma non ce n’e’ uno non dico stimabile, ma neppure minimamente accettabile…
    Ma davvero non abbiamo alcuna possibilita’ di trovare una persona “normale”…?
    Edddddai…

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  4. Silvio sa come fare.
    Un bell’assegno post-datato a dopo la nomina, fiduciaria estera, preferibilmente con tanti zeri.
    E i quarantuno sono in cassaforte.

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  5. Avevo cancellato dalla memoria questo rondolino, e sono andato a ricercare qualche suo pezzo da rivedere col senno di poi.

    Character suicidation

    …..

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