Un altro ponte Morandi nei casini

(Carlo Macrì – il Corriere della Sera) – Che la malta cementizia per consolidare le parti cadenti del ponte Morandi, 113 metri d’altezza, che collega Catanzaro all’autostrada del Mediterraneo attraverso la superstrada dei Due Mari, fosse di qualità scadente, erano in tanti a saperlo.

A cominciare dall’ingegnere dell’Anas Silvio Baudi, progettista e direttore dei lavori. I fratelli Eugenio e Sebastiano Sgromo, 52 e 55 anni, titolari della Tank di Lamezia Terme, la ditta che si è aggiudicata i lavori di manutenzione del Morandi per 25 miliardi di euro, avevano avvertito il tecnico confessando di aver utilizzato la malta «Azichem», anziché la «Basf».

L’avevano fatto per risparmiare sui costi, perché inguaiati finanziariamente. «Io Azichem l’ho già utilizzata su una superficie pressoché liscia e ha fatto guai. Non so se è stata messa male, ma ha fatto guai, si è staccata» è stata la replica dell’ingegner Baudi.

«È una porcheria questo prodotto, fa c… – sentenziava il capo cantiere Gaetano Curcio, geometra dell’Anas -. Noi al Morandi con questo materiale l’abbiamo fatto… e casca tutto».

È lo spaccato inquietante che emerge dalle intercettazioni dell’operazione Brooklyn della Guardia di finanza di Catanzaro che ieri ha portato in carcere i titolari della Tank, il maresciallo della Finanza Michele Marinaro, amico fidato degli Sgromo, considerato dagli inquirenti la talpa all’interno della Procura di Catanzaro e la dipendente della ditta Rosa Cavaliere (ai domiciliari), intestataria fittizia dei beni dei due imprenditori che, già indagati in altre inchieste, avevano timore del sequestro e della confisca dei loro beni.

Il giudice delle indagini preliminari Paola Ciriaco che ha accolto le tesi della Procura distrettuale ha invece applicato l’interdizione dalla professione per nove mesi all’ingegner Silvio Baudi e per sei al geometra Curcio.

Il gip ha disposto anche il sequestro, con facoltà d’uso, del viadotto Morandi (il vero nome è Bisantis, ndr), costruito nel 1962 con le stesse tecniche del ponte di Genova. L’Anas in una nota ha fatto sapere che «sta fornendo tutta la necessaria collaborazione alle autorità inquirenti». Inoltre «conferma la sicurezza statica delle opere, poiché il sequestro riguarda il risanamento di alcune porzioni delle infrastrutture, senza impatto per la viabilità».

La Tank dei fratelli Sgromo è un’impresa che i magistrati considerano «vicina» alla cosca Iannazzo di Lamezia Terme. Gennaro Pulice, laurea in Giurisprudenza e Scienze giuridiche, killer dei Iannazzo, oggi collaboratore di giustizia, ha riferito che molti lavori appaltati dagli Sgromo sono poi finiti in subappalto ai Iannazzo.

Tra questi la caserma dei carabinieri e l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. Gli imprenditori lametini si sentivano al sicuro, anche perché potevano contare sulle «soffiate» del maresciallo Marinaro che, attraverso un giornalista, passava loro informazioni riservate. In cambio il sottufficiale, un passato alla Dia di Catanzaro, ha ottenuto il trasferimento alla sede di Reggio Calabria dei Servizi segreti, ufficio informazioni.

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