Meno male che esiste Report!

(Alessandro Di Battista) – Se critichi il governo israeliano sei anti-semita. Se ti fai alcune domande su case farmaceutiche e GP sei no-vax. Se critichi le sanzioni all’Iran sei un fondamentalista. Se sei contro le sanzioni alla Russia sei un fascista. Se vuoi ricoscere lo Stato di Palestina sei un comunista. Se vuoi la nazionalizzazione delle autostrade sei stalinista. Se vuoi ladri e corrotti in galera sei giustizialista. Se te ne fotti di etichette, giudizi, pregiudizi e strumentalizzazioni sei un uomo libero. Meno male che esiste Report!

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  1. La campagna nascosta di Casini, che promette tutto e il suo contrario

    QUIRINALE – L’EX PRESIDENTE DELLA CAMERA CI PROVA: I SUOI COLLOQUI RISERVATI CON I DUE MATTEO

    (di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – Nel 2009 un “Anonimo Romano” scrisse un libello di 160 pagine in cui si raccontava, in forma di giallo, il “grande gioco del Quirinale”. Un intrigo politico ambientato nel 2011 – a cui partecipavano inquietanti personaggi, dal prelato dell’Opus Dei a un emissario dei Servizi – che, tra omicidi e finti suicidi, si concludeva così: l’elezione al Quirinale del “Sempre Giovane”. Alias, Pier Ferdinando Casini. Dodici anni dopo siamo ancora lì. Ma stavolta più di allora. Perché il senatore Casini, ribattezzato non a caso “Pierfurby” da Francesco Cossiga, rispetto al 2009 non passa più le sue giornate a rinnegare quel Silvio Berlusconi che lo fece eleggere presidente della Camera nel 2001. Da qualche mese Casini ha iniziato la grande rincorsa del Quirinale. “E per farlo – dice chi lo conosce bene – non deve solo essere, ma anche sembrare, un arbitro imparziale”.
    Lui, così, si muove. Felpatamente. Tra i corridoi e la buvette del Senato non si fa quasi più vedere. Entra in aula da ingressi laterali, vota e poi ritorna nel suo ufficio a palazzo Giustiniani. È lì che fa i suoi incontri. Casini vuole evitare i giornalisti. Non può permettersi di esporsi. Martedì scorso, per dire, era alla presentazione della biografia di Carlo Donat-Cattin all’Istituto Luigi Sturzo, in via delle Coppelle. Da Palazzo Madama distano 30 metri, il tempo di passare davanti a San Luigi dei Francesi. Ma lui voleva evitare domande indiscrete. Così, al ritorno, si è fatto venire a prendere da un’auto blu, ha girato l’angolo ed è sceso per andare a votare il ddl Zan. Già, il ddl Zan. Dopo l’affossamento della legge che ha certificato la nuova maggioranza centrodestra-renziani, Casini girava giulivo per i banchi. E andava dicendo: “Avete visto?”. Come dire: questa è la maggioranza che mi eleggerà al Colle. Si nasconde ma si muove, Casini. E tanto. È il candidato di Matteo Renzi ma il suo obiettivo è un altro: piacere a tutti. Il suo programma per salire al Quirinale lo si trova in una dichiarazione del 2013 prima del voto dei 101 che avrebbero impallinato Romano Prodi: “Sono amico di Prodi ma cercavamo un presidente che unisse tutti gli italiani e rischiamo di trovare un presidente che unisce il Pd”. L’Udc allora sosteneva Annamaria Cancellieri. Ma oggi il mantra di Casini è identico: “Serve una figura che unisca”. Pensando a se stesso, stavolta.
    E così, da mesi, Casini pensa solo ad accontentare tutti. Ha speso una buona parola per ricordare quei democristiani che, in vita, sono stati suoi nemici storici nel partito. Lui, scuola dorotea di Antonio Bisaglia e poi allievo di Arnaldo Forlani, ha ricordato con eloquio magniloquente Giovanni Goria (“ha reso migliore l’Italia”), Mino Martinazzoli (“profeta della politica”) e perfino Aldo Moro (“Sapeva capire i bisogni della società”). Oggi “Pierfurby,” con i leader di partito, fa lo stesso. Dice loro quello che vogliono sentirsi dire. Ai centristi e ai cattolici dem propone il seggio fino al 2023: “Non sciolgo le Camere”. A Matteo Salvini, che ha incontrato un mese fa in Senato, dà garanzie: “Se vincete le elezioni, Palazzo Chigi va al centrodestra”. A Renzi di fare il king maker per il Colle e per i prossimi governi. La sua maggioranza di partenza è questa: centrodestra dal quarto scrutinio più i centristi (anche nel Pd). Spera nel caos, Casini. Anche la sua agenda è quirinalizia. A settembre ha ospitato i leader per parlare di Afghanistan, poi è andato con Marta Cartabia a Castenedolo con Renzi per ricordare Martinazzoli, infine la celebrazione di Donat-Cattin con Gianfranco Astori, consigliere per l’informazione di Sergio Mattarella . “Devo essere super partes” dice Casini. Qualcuno sa di che partito sia? No, non ha più incarichi nell’Udc dal 2016. Dopo l’elezione nel collegio di Bologna col Pd si è iscritto al gruppo delle Autonomie in Senato. Quello di Giorgio Napolitano. Come ricorda il suo amico-nemico Marco Follini non c’è una legge che porti il nome di Casini, non una causa che si è intestato. Per il Quirinale sono caratteristiche perfette. Sentite Giorgetti: “Casini non lo escluderei, d’altronde è amico di tutti, no?”.

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  2. Paolabl, credo che tu volessi alludere a Ranucci…Dunque, scrivi “servizio pessimo”? Evidentemente sei incline a guardare ben altri tipi di “servizi” , tipo quelli trasmessi da Porro, Giordano, Palombelli, Del Debbio e via…dicendo! Quella si che è “vera” informazione-!!!!

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  3. E se TU hai visto Report dicci dove l’informazione di Ranucci e’ stata solo pura mistificazione non corretta e dove la realtà è stata travisata con verità non assodate ! Trovo giustificato il commento di Nicola ! Non “ TACCI “ quindi , ma applicaTI di più e studia che,forse, c’è la puoi fare ! Non serve risposta per quanto ininfluente e superflua .,

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  4. “Il lieve aumento dei rischi di condizioni infiammatorie cardiache, che è la conseguenza più rilevante segnalata fino a ora come conseguenza del vaccino, si presenta in soggetti che per ora non sono oggetto di richiamo booster, in particolare i maschi tra i 18 e i 24 anni. Fare un intero servizio sensazionalista su questo errore da parte di AIFA non serve a molto ai fini dell’informazione, ma contribuisce a spaventare chi invece dovrebbe stare tranquillo. Siamo tutti d’accordo che usando dose intera siano state sprecate svariate dosi Moderna che avrebbero potuto essere usate per altri soggetti. Ma ormai il latte è stato versato, impossibile raccoglierlo.”

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  5. Servizi come quello di Report o titoli come quello di Libero, invece, contribuiscono a spaventare la gente (“un tragico errore”!), che ovviamente perde fiducia nelle istituzioni. Fiducia che invece, come dimostrano i bassi numeri di ospedalizzazioni e decessi, è stata finora ben riposta. Siamo uno dei Paesi con minori manifestazioni gravi della malattia negli ultimi mesi, e con terapie intensive perlopiù non in sofferenza. Dovremmo esserne lieti, invece che continuare a remare contro. Sia chiaro, la cosa viene poi spiegata anche dai giornalisti di Report, Libero & c. :
    …a suggerirlo nei documenti che accompagnano il vaccino, è la stessa azienda: l’aumento degli anticorpi è praticamente identico, ma dimezzando la quantità si ottengono il doppio delle dosi. E ancora, nelle ricerche “è stata osservata una tendenza verso una minore reattogenicità“, ossia un minor rischi di reazioni avverse.

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  6. Quello che ha detto Report
    Report- Ranucci- NON CE’ DUE SENZA TRE.
    Ha fatto scalpore il Report di Ranucci del primo novembre 2021 che denuncia le società farmaceutiche e tutte le cose che non tornano dei vaccini.
    Nessuno parla più di effetto gregge e si sta abbassando il tempo in cui si presume che uno sia vaccinato. Ormai tutti sanno che si può essere contagiati anche dopo essere vaccinati. Prende sempre più campo la necessità di fare la terza dose ma la scelta è politica. Non sembra si faccia un studio sugli anticorpi ma nel frattempo abbiamo dato l’okey alla terza dose per i più fragili e gli over sessantenni. In Israele (governo di dx) non puoi fare nulla se non hai il green pass che ti danno solo se hai fatto tre dosi di vaccino. Ne sono state ordinate tre dosi in meno di un anno e chissà che non serva la quarta o la quinta. Qui le manifestazioni contro green pass le fanno quelli di sx. Il Governo ha deciso che la durata del vaccino è di sei mesi e se non ti fai 3 dosi addio lavoro e addio vita sociale. Quello che succede in Israele potrebbe ripetersi da noi. Da noi da luglio ad agosto i contagi si sono impennati per cui i casi di operatori sanitari infetti sono balzati da 250 a 1950. Ci dicono che questi vaccini coprono ma non risulta. Negli ospedali si fanno pochi temponi e nessun sierologico mentre i contagi crescono nel personale vaccinato. Da una analisi fatta al Niguarda (dove una macchina fa 7.000 test al giorno) risulta che 9 mesi dopo la seconda dose gli anticorpi si dimezzano. Il problema è che quello del Niguarda è l’unico studio sistematico esistente. Non esistono studi salvo che qualche ricercatore non ne faccia per sua scelta. Non c’è una ricerca di stato. Anche la ricerca del Niguarda è autonoma e autofinanziata. Eppure l’Istituto superiore di sanità aveva annunciato già un anno fa uno studio sul decadimento degli anticorpi. E da questi studio doveva dipendere la scelta o no di una terza dose. Brusaferro si difende da queste accuse. Lo studio è iniziato solo a febbraio su un campione molto piccolo (2506 persone) ma dei risultati non c’è traccia. Intanto il green pass è stato prorogato da 9 a 12 mesi. Ma su quale base è stato fatto questo? Su nessuna base. La scelta è stata politica e i politici hanno fatto affermazioni non provate sulla sicurezza che ne avremmo ottenuto e hanno fatto una serie di dichiarazioni pazzesche. Israele non ha insegnato nulla e il comitato tecnico scientifico ha avallato la decisione senza prove di fatto. Sul tavolo c’era una nota di un tecnico del Ministro Speranza che chiedeva di allungare i tempi del green pass. La richiesta era politica e non sulla base di dati scientifici.
    Oggi nessuno sa se una persona vaccinata è protetta e per quanto tempo. Senza l’ordine di Speranza a dicembre sarebbe scaduto il green pass di 3 milioni di italiani. Ora il problema è solo rinviato. L’estensione del green pass è stata una scelta burocratica. Quando ci si renderà conto che la protezione del green pass è quasi zero, lo dovranno abolire. Oppure faremo come Israele che ha reso obbligatoria la terza dose.
    Il vaccino migliore è Moderna che però avrebbe dovuto fare una dose attenuata. Alcune migliaia di italiani si sono presi una dose doppia del dovuto, raddoppiando i rischi. Già il 3 settembre Moderna aveva avvertito che la dose doveva essere dimezzata ma l’AIFA non ha fatto nulla fino a novembre e si è data la dose doppia. Eppure diminuire il dosaggio avrebbe diminuito gli effetti dannosi del vaccino che sono molto frequenti e avrebbe fatto risparmiare dosi e non ci sono ancora studi sugli effetti negativi della terza dose come le miocarditi. Dai 60 anni in su i rischi sono superiori ai benefici. E sui più giovani ci sono più dubbi che certezze. L’Ema o agenzia europea ha preso posizione solo sulle categorie a rischio, non si è pronunciata sui giovani e non ha espresso dichiarazioni chiare, per cui ogni Paese europeo ha deciso per conto proprio in base a scelte politiche. Già 10 Paesi su 27 hanno deciso per la terza dose. Ma manca una linea comune e non si sa in base a cosa scegliere per i più giovani.

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