Il brokerino di Rignano

(Tommaso Ciriaco – la Repubblica) – La scelta è destinata inevitabilmente a far discutere. Matteo Renzi è pronto a partire, direzione New York. Nelle prossime ore, confermano a Repubblica fonti qualificate, il senatore ha in programma una missione di lavoro a Wall Street. L’appuntamento è per il 3 novembre. L’obiettivo: percorrere l’ultimo miglio della quotazione della società italo-russa di car sharing Delimobil Holding, di cui il leader di Italia Viva è membro del consiglio di amministrazione. Sotto i riflettori, nel cuore della finanza mondiale, a sostenere l’ingresso ufficiale del gruppo nella Borsa newyorkese. Le puntate precedenti.

Nell’agosto scorso, il leader di Italia Viva era stato arruolato dall’italiano Vincenzo Trani – fondatore della società di microcredito Mikro Kapital, presidente della Camera di commercio italo-russa e console onorario della Bielorussia in Campania – proprio per cercare di favorire lo sbarco sui mercati azionari a stelle e strisce. Un impegno che Italia Viva aveva anche rivendicato con una nota ufficiale, una volta trapelata la notizia. «Il senatore è molto felice di collaborare all’attività della società Delimobil.

La prossima quotazione a Wall Street rappresenta una fase di internazionalizzazione importante a livello globale. Renzi, da sempre convinto dell’importanza di valorizzare le competenze degli imprenditori italiani in tutto il mondo, sarà al fianco del dottor Trani in questa sfida». Lo sarà letteralmente, vista l’intenzione di di recarsi negli Stati Uniti in qualità di consigliere di amministrazione. Renzi dovrebbe restare Oltreoceano per diversi giorni, con tanto di partecipazione ufficiale ai passaggi pubblici che sanciranno l’approdo a Wall Street.

È l’ultimo atto di un percorso che aveva avuto una tappa decisiva a inizio ottobre, quando il gruppo aveva depositato alla Sec – la Consob americana, vale a dire l’ente che regola la Borsa negli Stati Uniti – la richiesta di quotazione (IPO, offerta pubblica iniziale) e inviato il documento di presentazione. Delimobil, d’altra parte, ha interessi crescenti. Può arruolare 18.400 automobili, con 7,1 milioni di utenti registrati e un raggio d’azione in undici città. Trani, che lo guida, è stato anche il primo italiano a scegliere di sottoporsi al vaccino russo Sputnik-V. In questo quadro, la società – che opera in Russia e ha sede fiscale in Lussemburgo – ha scelto di avvalersi dell’esperienza di Renzi. Suscitando un vero e proprio caso.

La notizia dell’ingresso dell’ex presidente del Consiglio nel cda della società aveva scatenato infatti molte polemiche. E non soltanto per il fatto che si tratta di un impegno retribuito: non è noto a quanto ammonta il compenso di Renzi, ma è pubblica l’informazione che Delimobil stanzia un milione di dollari l’anno per pagare l’intero consiglio d’amministrazione.

Voci critiche si erano levate dalla politica, mettendo in risalto il doppio ruolo dell’ex premier: consulente retribuito di società private e leader politico (oltreché senatore) di Italia Viva, una forza politica che sostiene l’attuale maggioranza di governo di Mario Draghi. La replica dell’ex presidente del Consiglio non prevedeva autocritica, ma rivendicazione della scelta: «Tutte le mie attività sono assolutamente disciplinate dalla legge e quindi come tali riguardano la mia sfera privata».

Adesso il nuovo capitolo, con la scelta di presenziare alla quotazione a New York. E d’altra parte, non è il primo vespaio sollevato dalle scelte del fondatore di Iv. Scalpore avevano suscitato in particolare gli incarichi e i viaggi in Arabia Saudita come membro del Future Investment Initiative, fondazione che fa capo a Mohammad bin Salman (considerato dalla comunità internazionale il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Kashoggi).

Ieri sera, la puntata di Report si è occupata proprio delle missioni di Renzi in Arabia Saudita. Nel trailer del programma su Facebook si preannuncia anche la notizia di un presunto viaggio negli Emirati Arabi a fine novembre 2020, finora rimasto inedito. Lo dimostrerebbe una foto del senatore su un volo Emirates.

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7 replies

  1. Critiche o riflessioni da parte del renziano Ciriaco? Non pervenute. Fosse stato Conte l’avrebbero, giustamente, scorticato vivo. Che gran bel giornale La Repubblica di Elkann

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  2. Sarò banale, ma non è davvero tanto importante il sapere DOVE vada il Fascio-Rignanese d’Arabia, perché può assolutamente andare dove più gli aggrada e in fondo non ce ne può fregar di meno. La cosa fondamentale è che ovunque vada, poi ci resti non tornando mai più. Perché toglierselo dalle palle è la cosa realmente più importante di tutte. Parliamoci chiaro.

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  3. Il linguaggio del corpo è il principale rivelatore. Dare un’ occhiata all’ “intervista” (diciamo così) che Renzi ha fatto a Ben Salman e tutto diviene chiarissimo. Il Nostro che si sbraccia tutto emozionato, il bel Mohamed che lo guarda… sornione ( la sua espressione, per quanto nascosta dal sorriso, è tutto un programma…).

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