E’ qui la festa?

(Gra. Lon. – La Stampa) – Un «quadro normativo più restrittivo» e un «nuovo tavolo per l’ordine pubblico con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese». Ecco le principali proposte dei sindacati di polizia per affrontare emergenze come quella del rave party abusivo di sabato sera nella cintura di Torino, tra Nichelino e Borgaretto.

Mimmo Lacquaniti, portavoce dell’Associazione nazionale dei funzionari di polizia stigmatizza il fatto che in Italia «a differenza di quanto accade in altri Paesi ad esempio in Francia, dove pure eventi di questo tipo sono numerosi, l’organizzazione di rave party di per sé non costituisce reato. E a ribadirlo purtroppo c’è una sentenza della Cassazione».

Inoltre secondo Lacquaniti sarebbe necessario «prevedere che per eventi di questo tipo organizzati in luoghi pubblici o aperti al pubblico occorre dare preavviso alle autorità competenti o ed essere autorizzati. Utilissimo sarebbe poi prevedere il sequestro del materiale come amplificatori, casse, stereo, destinato ad essere utilizzato per queste finalità anche quando intercettati durante le fasi del trasporto».

Sulla lacuna normativa interviene anche Felice Romano, segretario nazionale del Siulp, sindacato unitario della polizia, primo per numero di iscritti: «Occorrono leggi più severe, sia per l’autorizzazione dei rave party sia per il sequestro del materiale necessario per realizzarli. Perché sono certo che se si procedesse a sequestrare camion, stereo, amplificatori e quant’altro occorre per sparare la musica a palla, i giovani farebbero molta più attenzione ad organizzarli».

Romano rilancia, inoltre, una proposta alla titolare del Viminale: «È quanto mai necessario convocare un nuovo tavolo per discutere su come gestire l’ordine pubblico. Per i rave party, ma anche per manifestazioni e cortei. Perché accanto a quelli pacifici ci sono quelli violenti, come dimostrato dai fatti del 9 ottobre scorso a Roma. Attualmente chi chiede l’autorizzazione per una manifestazione e poi viola le regole deve pagare una multa di 276 euro, se questa salisse a 30 mila euro sono certo che la gente starebbe più attenta».

Nello specifico del rave party clandestino nel Torinese, sia Lacquaniti sia Romano elogiano «la tempestività con la quale le forze dell’ordine pure impegnate nelle stesse ore nei controlli preventivi tesi a garantire il regolare svolgimento del G20 di Roma hanno impedito che al rave partecipassero alcune migliaia di persone in più».

Nel frattempo non si placa la polemica politica. Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida «il ministro Lamorgese tollera i rave illegali, l’immigrazione clandestina ma reprime duramente le manifestazioni dei lavoratori. Fratelli d’Italia chiede le dimissioni di un ministro che si è dimostrato inadeguato».

E le dimissioni vengono invocate anche dalla deputata torinese di Fdi Augusta Montaruli: «perché tutta l’Italia sta assistendo all’ennesima prova di incapacità del Ministro Lamorgese che usa gli idranti davanti ai lavoratori ma continua a far sballare sotto effetto di stupefacenti e alcolici migliaia di ragazzi».

Incalza anche la Lega. Secondo il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari «dopo Viterbo, l’assalto alla Cgil, sabato un altro rave abusivo alle porte di Torino ha generato gli ennesimi episodi di violenza. Chiediamo che Lamorgese venga a riferire in aula perché è evidente che esiste un problema di gestione dell’ordine pubblico che il ministro non ha saputo garantire».

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