Puntini

(Andrea Zhok) – 1 L’Italia ha già preordinato 90 milioni di fiale di vaççino per il 2022 (spesa 1,8 miliardi; ogni fiala contiene più dosi).

  1. Nessun passo è stato fatto, né si intende fare, per riconoscere la validità di altri vaççini al di fuori di quelli finora in uso (nel mondo sono in uso più di 20 vaççini anti-covid, alcuni con funzionamento tradizionale a virus inattivato.)
  2. Diversi personaggi dell’entourage governativo (l’ultimo in ordine di tempo il sottosegretario Sileri) hanno già preannunciato l’estensione del Green Pass nel corso del 2022.
  3. Il riconoscimento del Green Pass con relativi dati è stato incardinato sul sito dell’INPS.
  4. In molti luoghi pubblici si sono installati lettori fissi del GP.
  5. E’ partita sui giornali la campagna sulla necessità della terza dose, con usuale profluvio di rassicurazioni a costo zero su quanto sia efficace e sicura.
  6. Con l’avvento delle temperature invernali – come ampiamente previsto – sta partendo l’incremento di tutte le malattie respiratorie, incluso il Sars-Cov-2.
  7. Per i prossimi tre anni è stata prevista una riduzione percentuale di circa il 6% dell’impatto della spesa sanitaria sul PIL.
    Ed ora proviamo a unire i puntini.
    L’unica figura che sembra tenere assieme tutti i puntini, senza concedere nulla al rasoio di Ockham, è la seguente:
    il governo spinge in direzione di una strategia dove il principale investimento sanitario verrà fatto in inoculazioni anticovid, mentre il sistema sanitario nel suo complesso verrà lasciato deteriorare ancora, lasciando ulteriore spazio alla sanità privata.
    Verremo gradatamente persuasi – con le buone o con le cattive – a sorbirci la terza, e poi la quarta dose, e poi quante dosi sarà ritenuto opportuno.
    Non essendo le inoculazioni una procedura in alcun modo risolutiva del problema Covid (che l’immunità di gregge sia una fiaba lo sanno oramai anche i sassi), potremo rimanere a tempo indefinito in una situazione che può essere dipinta come ‘emergenziale’, dove saremo chiamati a inoculazioni cicliche, sotto il ricatto della certificazione verde per avere piena cittadinanza.
    Ora, c’è palesemente una parte della popolazione italiana a cui poter esibire una certificazione per accedere al ristorante dà piacere: per una volta nella vita si sentono parte di un club esclusivo, il club dei buoni con bollino governativo, e al contempo provano evidente diletto nell’essere dalla parte di chi può esercitare piccole prepotenze, delazioni, esclusioni verso il prossimo.
    Questa gente è l’eterno materiale su cui ogni autoritarismo e ogni dittatura sono cresciuti ubertosi.
    Oggi è di nuovo, una volta di più, la loro ora, e faranno di tutto perché duri.
    Per tutti gli altri, per tutti quelli cui non piace la prospettiva di rimanere attaccati a tempo indeterminato alla catena corta di una certificazione per vivere, soggetta a richiamo periodico, con conseguenze sulla salute ignote, ecco per tutti questi è davvero giunta l’ora di svegliarsi, e anche rapidamente.

29 replies

  1. Figliuolo, l’ospedale da campo per i pazienti Covid arriva un anno dopo

    La struttura attende di essere inaugurata ma nessuno vuole metterci la faccia: né il presidente della Regione, Marco Marsilio, né il Commissario straordinario. Costo dell’opera: di 1,3 milioni di euro

    (DI ILARIA PROIETTI – Il Fatto Quotidiano) – Non ci saranno né fanfare né pennacchi ma, al più, un imbarazzato silenzio. Sì, perché nessuno vuol parlarne e si capisce: ora che il peggio sembra passato e da un pezzo, è pronto l’ospedale da campo per i malati Covid di Avezzano e non è uno scherzo. La struttura chiesta inutilmente dai cittadini della Marsica durante la seconda ondata di pandemia che si è abbattuta come un ciclone su questo angolo di Abruzzo, attende solo di essere inaugurata anche se nessuno intende metterci la faccia: né il presidente della Regione, Marco Marsilio, che quando il morbo mieteva vittime a tutto spiano aveva detto che l’ospedale non serviva e chi lo chiedeva complottava per metterlo in difficoltà.
    Né è possibile chiederne conto al Commissario per l’emergenza, il generale Figliuolo, che a ridosso dell’estate, nonostante i dati fossero nel frattempo diventati rassicuranti, aveva deciso comunque di avviare una gara per realizzare la struttura per la non modica cifra di 1,3 milioni di euro.
    Il Comune di Avezzano, per bocca dell’assessore alla salute, Maria Teresa Colizza, pare spiazzata: “Non ne abbiamo saputo niente per mesi. Poi a fine settembre Figliuolo ha comunicato l’avvio dei lavori, ma per saperne di più bisogna chiedere al direttore generale della Asl che ha tenuto i contatti con Roma”. Il dg della Asl, Ferdinando Romano, invece si nega proprio al telefono e con lui pure il suo ufficio stampa, per tacere dell’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, braccio destro e sinistro del presidente Marsilio.
    Chi parla invece sono gli operatori del polo ospedaliero SS Filippo e Nicola che non hanno dubbi. “Dovrebbero vergognarsi tutti per come è stata gestita l’emergenza nella Marsica. L’ospedale da campo? Sono soldi buttati dalla finestra: quei 7 posti di rianimazione non verranno mai attivati” dicono in coro con la garanzia dell’anonimato, mentre ricordano le vittime del Covid: chi è morto in auto o in ambulanza aspettando di essere accolto nell’ospedale di Avezzano quando ormai era già in tilt o chi è stato ingoiato per sempre nei reparti che il virus aveva trasformato in un lazzaretto.
    Una tragedia che aveva indotto i comuni della Marsica a invocare aiuto all’inizio della seconda ondata. Ma per Marsilio l’emergenza non c’era, tanto da fregarsene del bando fatto dall’allora commissario Domenico Arcuri per realizzare ospedali da campo nelle regioni che ne avessero fatto richiesta.
    “Qualche sindaco utilizza questa tragedia per preparare la campagna elettorale: ad Avezzano qualcuno reclamava l’ospedale da campo: noi stiamo per aprire una tensostruttura che è molto meglio” aveva detto il 19 novembre assicurando, tramite l’allora dg della Asl 1 Roberto Testa, che il suo tendone avrebbe assicurato “massimi livelli di comfort”.
    E che importa se a pochi giorni dall’inaugurazione già ci pioveva dentro… E la tragedia si doveva ancora trasformare in farsa, ché il dg Testa aveva infine vergato (il 23 febbraio scorso) una richiesta formale per l’attivazione del famoso ospedale di “rinforzo”, quello che era stato ritenuto inutile durante il picco della crisi. E trasmessa dal dipartimento salute (che risponde all’assessore Verì) al generale Figliuolo.
    “Che l’ha accolta sebbene la realizzazione di ospedali da campo era ormai terminata nelle altre regioni. Dalla struttura commissariale ci hanno detto che erano avanzati dei fondi e quindi era stato dato l’ok comunque” racconta un alto dirigente della sanità abruzzese. Che non sa spiegare cosa sia successo poi: il bando, a dispetto delle procedure accelerate, è stato aggiudicato a metà luglio e la comunicazione dell’avvio dei lavori addirittura a fine settembre, almeno sentire il comune di Avezzano. .
    Risultato? “Non sarà operativo prima di novembre 2021, quando già da mesi il picco emergenziale era passato” dice Giorgio Fedele, consigliere regionale M5S, che non si capacita: “Avevo chiesto al tempo un intervento straordinario in Marsica, ma Asl e Regione hanno tirato dritto temendo di sentirsi commissariati o di dover confessare più semplicemente la loro inadeguatezza. Sta di fatto che tra scuse e rimpalli di responsabilità, abbiamo dovuto assistere a uno squalificante teatrino politico che ha umiliato la Marsica con soluzioni grottesche, come quella della tensostruttura. Ora spero che questo ospedale possa diventare comunque una risorsa e cioè che Asl e Regione almeno lo dotino di un numero adeguato di personale specializzato perché sia in qualche modo fruibile”. Altrimenti ci troveremmo di fronte all’ennesima cattedrale nel deserto, con uno spreco in termini di denaro pubblici e offerta sanitaria”.

    "Mi piace"

  2. 1) Si vis pacem para bellum, si vis bellum para culum
    2) Quali? I cinesi, russi, dei quali si sa tutto e senza la minima ambagia?
    3) Ma no?
    4) E la tua sintassi l’hai incardinata dove? Che vuoi, che l’Ufficio del Lavoro, se preclude accessi senza il suddetto, non vi si riferisca?
    5) Vuoi dire facili da pulire e potenzialmente senza contatto umano?
    6) Dopo qualche centinaio di milioni di tentativi il soufflé’ esce meglio
    7) E della ripresa lavorativa, e di piu’ persone in luoghi chiusi, e degli idranti della polizia, etc…
    8) 6%?!?! Grasso che cola, tu dov’eri negli ultimi vent’anni?

    "Mi piace"

  3. “c’è palesemente una parte della popolazione italiana a cui poter esibire una certificazione per accedere al ristorante dà piacere: per una volta nella vita si sentono parte di un club esclusivo, il club dei buoni con bollino governativo, e al contempo provano evidente diletto nell’essere dalla parte di chi può esercitare piccole prepotenze, delazioni, esclusioni verso il prossimo”,

    no, c’è palesemente una parte della popolazione italiana che crede che basti scrivere amenità complottistiche per potersi ergere al ruolo di eroi rivoluzionari da filmetto di serie c

    "Mi piace"

  4. I dati essenzialmente Veri, sulle morti covi19 ( da qui il ragionevole dubbio che la bussines-pandemia possa essere probabilmente un colossale, Costosissimo o Dannoso e fraudolento, Procurato allarme o simile,se Non più grave…), spiegati in modo ironico e Discorsivo da questo attore con Probabile laurea in economia ( anche per demistificare i “numerologi da tastiera” che danno i numeri con il “metodo Trilussa” ) :

    "Mi piace"

  5. Provo solo sgomento, se penso ai sorrisi della tv generalista,
    alle menzogne intensivamente seminate. alle minacce usate a mò di randello, alla sinistra
    che pulisce le scarpe al ras del governo, alla destra che parla e non dice,
    alla stampa mendace, quasi tutta. Uno scientismo imperante, passato per verità irrefutabile,
    che non chiede pareri ma solo un asservimento totale .
    Cancellazione dell’io. Automi felici.

    "Mi piace"

    • Spesso tramite la poesia si dicono verità che “i numerologi da tastiera”, Non dicono o Non vogliono dire :

      trilussa/la-statistica

      Sai ched’è la statistica? È na’ cosa
      che serve pe fà un conto in generale
      de la gente che nasce, che sta male,
      che more, che va in carcere e che spósa.

      Ma pè me la statistica curiosa
      è dove c’entra la percentuale,
      pè via che, lì, la media è sempre eguale
      puro co’ la persona bisognosa.

      Me spiego: da li conti che se fanno
      seconno le statistiche d’adesso
      risurta che te tocca un pollo all’anno:

      e, se nun entra nelle spese tue,
      t’entra ne la statistica lo stesso
      perch’è c’è un antro che ne magna due.

      "Mi piace"

  6. No, io non sono medico, come non lo è Sndrea Zhok, quindi perché lui avrebbe titolo per sproloquiare di medicina e io non avrei il diritto di farglielo notare?

    "Mi piace"