Il Superbonus non è più super. M5S contro i tagli di Draghi

(Raffaella Malito – lanotiziagiornale.it) – Superbonus, Reddito di cittadinanza, fisco. La battaglia sulla manovra si sposta in Parlamento. Senatori e deputati avranno a disposizione 500 milioni per le modifiche alla Legge di Bilancio (qui la sintesi sul provvedimento): nella bozza si prevede infatti un aumento del Fondo per le esigenze indifferibile di mezzo miliardo l’anno. Le valutazioni sarebbero ancora in corso e c’è chi ipotizza che la dote per il Parlamento possa salire a 700 milioni.

Il Superbonus al 110%, figlio del M5S e sostenuto da tutti i partiti della maggioranza, è finanziato per tutto il prossimo anno solo per i condomini e per le case Iacp (o equivalenti). Vale per i pagamenti effettuati entro il 31 dicembre 2022. Dopo la detrazione rimane ma cala di percentuale: scende al 70% nel 2023 e al 65 nel 2024. Per le case unifamiliari invece il calendario è diverso. Non cambia nulla – cioè rimane la detrazione al 110% – fino al 30 giugno. Poi lo stesso sconto si allunga fino alla fine dell’anno se il proprietario ha un Isee inferiore a 25mila euro, oppure se ha già fatto entro lo scorso 30 settembre una Cila (la comunicazione di inizio lavori asseverata) o le pratiche per demolizione con ricostruzione.

Paletti questi per le unifamiliari che il M5S considera irricevibili. “Il Governo uccide di fatto il Superbonus e con esso la ripresa economica”, ha commentato a caldo il padre della misura, Riccardo Fraccaro (nella foto). E ieri Fraccaro (M5S), insieme con altri parlamentari, ha spiegato che la proroga del Superbonus necessita “di alcune importanti correzioni”. Si parte dal tetto Isee a 25.000 euro che, secondo il M5S, penalizza i tanti cittadini con abitazioni unifamiliari che superano di poco la soglia o non sono certo facoltosi e magari vivono in piccole città o in provincia, dove le abitazioni unifamiliari sono la norma.

Altro problema da risolvere è quello che limita il beneficio a chi, avendo reddito Isee superiore a 25.000 euro, abbia chiesto la Cila o avviato le procedure per demolizione e ricostruzione entro il 30 settembre 2021. “Si escludono così tanti soggetti che confidavano nel termine già fissato del 30 giugno 2022, procurando loro anche un danno economico, perché hanno già dato mandato ai tecnici per lo studio di fattibilità e la progettazione su lavori che non potranno avviare con l’agevolazione prevista”.

Reddito di cittadinanza. In Consiglio dei ministri è andato in scena l’ennesimo braccio di ferro tra lo schieramento di quanti – destre e renziani – vogliono ridimensionarlo e il M5S in trincea per difendere la sua misura bandiera. A far discutere la sospensione del sussidio e il taglio dell’assegno. Il M5S, grazie all’intervento del leader Giuseppe Conte, ha impedito che il decalage scatti per gli occupabili a partire dal sesto mese e che il sussidio venga sospeso dopo la prima offerta di lavoro rifiutata.

Il punto di caduta si è trovato stabilendo che la riduzione dell’assegno parta dopo la prima offerta di impiego rifiutata e che la sospensione subentri invece dopo due offerte rifiutate. In Parlamento il M5S sarà costretto ancora una volta a difendere il suo cavallo di battaglia dai nuovi assalti che Salvini&C. muoveranno. Per quanto riguarda le pensioni il M5S annuncia la volontà di intervenire sullo strumento pensionistico dedicato alle donne. Se è vero che Opzione donna è stata prorogata è anche vero che è salito il limite di età per accedervi: da 58 a 60 anni per le lavoratrici subordinate e da 59 a 61 anni per le autonome.

“Come M5S presenteremo un emendamento per ristabilire i precedenti requisiti”, annuncia la deputata pentastellata Tiziana Ciprini. Ma su questo punto si starebbe muovendo il ministero del Lavoro per rivedere in senso più favorevole i criteri anagrafici. E poi c’è il capitolo fiscale. A dire come verrà usata la dote di 8 miliardi che la manovra ha destinato alla riforma fiscale sarà sì un emendamento del Governo ma frutto del lavoro d’intesa col Parlamento. La sinistra spinge per destinare la quasi totalità delle risorse a tagliare il cuneo fiscale per i lavoratori.

Il centrodestra e le imprese chiedono di agire anche lato aziende. I sindacati chiedono che tutto vada a beneficio di lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie. Il Governo ha indicato nella manovra una direzione: la riduzione dell’Irpef e dell’Irap. Niente contributi, come chiedeva Confindustria. Per il taglio del cuneo non si fanno scelte ma si opzionano due vie: la riduzione delle aliquote e la revisione delle detrazioni. In base alle simulazioni fatte con le risorse disponibili, e considerando anche che si dovrà ridurre l’Irap, non si potrà far arrivare ingenti somme nelle tasche dei lavoratori se non si troveranno altri fondi. Le diverse ipotesi ed esercitazioni fatte nei mesi scorsi infatti ritenevano necessari almeno 10-11 miliardi per arrivare a ridurre il peso del fisco su tutte le fasce di reddito in maniera significativa.

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8 replies

  1. Reddito di cittadinanza, Cristiano Gori: “La manovra non lo migliora, punisce solo i poveri”

    (di Carlo Di Foggia – Il Fatto Quotidiano) – Lo scenario è paradossale.
    I 5Stelle parlano di pericolo scampato per le modifiche al Reddito di cittadinanza approvate in manovra. “Poteva andare peggio” è il senso. Gli esperti delle misure anti-povertà sono invece preoccupati.
    “Non affrontano nessuno dei principali problemi del Rdc e sono ispirate a una logica punitiva dei poveri”, spiega Cristiano Gori, docente di Politica sociale a Trento, curatore del rapporto Caritas (il più completo finora sulla misura) e membro della commissione di esperti nominata dal ministro Orlando per rivedere la misura.
    È al lavoro in commissione che si ispirano queste modifiche?
    Il nostro lavoro sarà chiuso a breve, ma chiariamo un punto: tutti gli esperti concordano che abbiamo bisogno di uno strumento come il Rdc, ma serve correggerne alcuni aspetti per potenziarlo. Interventi che qui non ci sono.
    Perché?
    Si è voluto dare il messaggio che si sarà ancora più severi con i poveri. Dietro c’è lo stereotipo del povero come una persona che non vuole lavorare, verso cui avere un approccio coercitivo e punitivo. La narrazione dei “divanisti”, però, ignora i dati e chi sono i poveri beneficiari del Rdc: persone in condizione di fragilità con ridottissimi livelli di studio. E ci si dimentica che prima di tutto serve una domanda di lavoro.
    Perché pensa sia un approccio “punitivo”?
    Prima si perdeva il sussidio dopo la terza offerta di lavoro rifiutata, adesso dopo la seconda, inoltre prima il posto di lavoro doveva essere entro i 200 km, ora in tutta Italia. Anche il taglio di 5 euro mensili dopo i primi 6 mesi solo per chi non ha trovato lavoro è inutilmente punitivo.
    Il messaggio è: non lo hai trovato? Colpa tua, vai sanzionato. E poi è tutto da vedere se queste regole verranno osservate.
    In che senso?
    Giovedì è arrivata un’ulteriore stretta, ma già oggi i dati Ocse dicono che il Rdc è la misura anti-povertà con il sistema sanzionatorio più forte d’Europa. E proprio per questo è impossibile applicarlo tutto. Insistere non serve a molto.
    Si apre alle agenzie private, cui andrà il 20% del sussidio se trovano lavoro al percettore.
    Queste agenzie non si sono mai occupate di lavoratori con questo profilo di fragilità. Il governo di questa misura deve rimanere pubblico, si può dare un ruolo al privato ma allora perché non farlo anche con le imprese sociali?
    Non vengono indebolite ancora le politiche attive pubbliche per il lavoro?
    Purtroppo i centri per l’impiego sono stati trascurati da anni. La verità è che stiamo rincorrendo la debolezza storica del welfare italiano sulle politiche attive.
    Altra modifica: i datori di lavoro potranno ricevere l’incentivo anche se offrono part time e contratti a termine.
    Questo penso sia positivo. Molti poveri non riescono ad arrivare subito a un contratto stabile a tempo pieno. La priorità è rimetterli prima in pista.
    Mario Draghi ha detto che la misura non deve ostacolare il mercato del lavoro.
    Questo è il malinteso di fondo. Il Rdc è stato presentato come una misura di politica per il lavoro, ma non lo è. Gli interventi anti-povertà sono politiche sociali, devono assicurare alle persone una vita dignitosa. Ci deve essere la parte lavorativa, ma con aspettative realistiche sul tipo di risultati che si possono ottenere. La gran parte dei percettori del Rdc non è occupabile nell’immediato.
    Il premier, e non solo lui, parla di fallimento su questo piano.
    Non è vero, lo sanno tutti gli studiosi. Innanzitutto si sono posti obiettivi inarrivabili, poi ci si dimentica del ritardo storico sulle politiche attive e che c’è stato il Covid. Ma soprattutto serve una domanda di lavoro, che manca. Tutto il pacchetto punitivo, che ora viene potenziato, si basa sull’idea irreale che il lavoro ci sia e tu, povero, non lo vuoi prendere.
    Cosa si deve fare allora?
    I difetti principali sono noti: la misura penalizza i nuclei numerosi, gli stranieri e le famiglie del Nord. Finisce poi a molti che non sono in povertà assoluta, seppur non lontani e questo capita per un difetto di costruzione non per le truffe.
    Serve poi permettere ai beneficiari che trovano lavoro di cumulare lo stipendio con il Rdc per un po’. Cose che sono note da tempo, ma si continua a voler punire i poveri invece di occuparsi dei veri problemi della misura.

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  2. Il m5s (o quel poco che resta) si sta’ costruendo il nodo scorsoio per impiccarsi, pensano sia una cravatta di un dimaio qualsiasi. Comunque tranquilli loro “controllano” , c’è da ridere per non piangere veramente.

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  3. L’impressione che si ha è che il mv5s all’interno dll’esegutivo sorvegli gli ingressi delle lattine, e attenti che nessuno osi dire che sono totalmente irrilevanti.

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  4. Avevano detto che entravano nel governo per controllare dall’interno che le loro riforme non fossero toccate.

    Ora che queste riforme sono state smantellate del tutto o in parte in attesa di finire il lavoro a breve, come si giustificano?

    Il mondo è fatto a scale, c’è chi scende e chi si butta.

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    • Già con il RdC modificato hanno fatto schifo, ma Gigino si vanta che ha premiato Rossi e che ha fatto un libro.

      Nel mentre: Prima si perdeva il sussidio dopo la terza offerta di lavoro rifiutata, adesso dopo la seconda, inoltre prima il posto di lavoro doveva essere entro i 200 km, ora in tutta Italia. Anche il taglio di 5 euro mensili dopo i primi 6 mesi solo per chi non ha trovato lavoro è inutilmente punitivo.

      I 5 euro tagliati non li capisco. Perché non tagliarne 500?

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  5. Il reddito di cittadinanza ha AUMENTATO il lavoro NERO.
    Soprattutto in Edilizia, grazie al SUPERBONUS.
    È pieno di gente che preferisce lavorare in nero per fottersi il RdC.
    Ed io e la mia compagna (che non siamo certo ricchi) ci siamo siamo rotti il cazzo di pagare le tasse ed i contributi anche per loro.
    La GUERRA TRA POVERI è lecita e legittima se ci sono poveri che fottono altri poveri.
    Ci sono poveri che combattono la loro povertà fottendo ovunque possano fottere.
    Lavorano in nero e si fottono un RdC a cui non hanno diritto, una pensione a cui non avrebbero diritto, leccano culi politici per ottenere una casa popolare saltando la lista o un impiego nel pubblico (dove molti poveri non fanno il loro cazzo di dovere.

    Altri poveri invece combattono la povertà lavorando duro.

    Io sono amico dei secondi e nemico dei secondi.

    Essere poveri non vuol dire essere buoni.

    Ci sono una moltitudine di poveri bastardi che sorreggono questo sistema ladro e parassirario.

    Non basta avere delle buone idee (incentivi alle rinnovabili e RdC) per fare buone cose.

    Bisogna avere anche competenza e onestà.
    Il RdC andava modificato e Draghi ha fatto molto bene a provvedere.

    Questa è una repubblica fondata sul LAVORO!!!

    Non voterò mai più il M5S.
    Sono dei demagoghi che cacciano voti regalando soldi a pioggia.
    Abbassate tasse e contributi bastardi.
    E costringere chi un lavoro ce lo ha, ad aprire una Partita Iva.
    Non a lavorare in nero “perché così me conviene”.

    Non si trova gente in regola in edilizia, capito furboni?
    E i lavori col superbonus di questa minchia sono progettati male ed installati peggio.
    Questa corsa vorticosa alle ristrutturazioni ha creato una moltitudine di effetti distorti.

    Urgono politici di buona volontà in grado di scrivere bene le leggi.

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  6. Ma dove casso sta scritto che usufruire di detrazioni al 70% sia una ingiustizia?
    Almeno il 30% lo vogliamo far pagare nel Paese che non ti toglie nemmeno un punto percentuale su IRPEF e contributi?
    Ma ragionate col culo?

    Sapete cosa sta succedendo in Edilizia?
    La corsa alle installazioni, i materiali introvabili e coi prezzi gonfiati, installazioni e progettazioni frettolose, “gli infissi sono buoni, taglio termico ma tanto sostituirli è gratis”.

    La sedicente sinistro sopravvivenza grazie a questa destra di merda.
    Non sono fazioni opposte, sono completamentari.

    Il M5S ha annichilito se stesso (cosa di cui a me non è mai fregato un cazzo, i partiti sono il mezzo non il fine per quei cittadini che non leccano culi politici) ma soprattutto i primcipii che avrebbe dovuto promuovere.

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