Sant’Agata de’ Goti (BN), Pd e Dei Goti: “P.O Sant’Alfonso Maria De’ Liguori, la maggioranza Riccio boccia le nostre proposte”

Il sindaco di Sant’Agata dè’ Goti Salvatore Riccio e la sua maggioranza bocciano ai  voti, nella capigruppo tenutasi ieri sera su richiesta dei gruppi di minoranza,  la proposta dei gruppi PD e Dei Goti di celebrare un Consiglio Comunale aperto per informare e confrontarsi con la cittadinanza sulla questione ospedaliera e bocciano anche la proposta di richiedere al sindaco di Benevento un’Assemblea dei sindaci per discutere di tale argomento.

Ecco il documento dei gruppi consiliari Dei Goti e PD da allegare al verbale della capigruppo permanente specifica del 28/10/2021 – problematica “P.O Sant’Alfonso Maria De’ Liguori” – Sant’Agata De’Goti (BN) – AORN “San Pio” di Benevento.

“In seguito alla richiesta della convocazione della Conferenza dei Capigruppo riguardante l’urgente problematica “P.O Sant’Alfonso Maria De’Liguori”, inviata via pec dai gruppi consiliari Dei Goti e PD in data 20 ottobre 2021, si sta svolgendo in data odierna la suddetta riunione dei capigruppo, nella quale noi sottoscritti capigruppo PD e “Dei Goti”, ribadiamo quanto riportato nelle motivazioni della richiesta ovvero:  a) di valutare e prendere in considerazione la nostra istanza di convocare un consiglio comunale specifico aperto, al fine di informare la cittadinanza su quanto intrapreso e con l’obiettivo anche di rasserenare gli animi di cittadini che in questi giorni hanno dato vita a forme di protesta molto forti; b) allo stesso tempo di considerare la richiesta di discutere l’argomento all’interno dell’organismo istituzionale dell’Assemblea/Conferenza dei Sindaci della provincia di Benevento. Giusto un anno fa, nell’ottobre 2020 abbiamo avanzato proposta analoga.

La richiesta di un consiglio comunale aperto diventa ancora più forte in virtù del comunicato stampa da parte della Regione Campania in seguito alla riunione svoltasi ieri 27 ottobre 2021, convocata dal Presidente De Luca sul tema << potenziamento dell’Ospedale di Sant’Agata de’ Goti>> con la partecipazione, si apprende dalla nota stampa, del nostro Sindaco S. Riccio, del presidente della Confindustria di Benevento O. Vigorito, del direttore del Dipartimento Salute della Regione Postiglione, del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “San Pio” e del direttore generale dell’ASL di Benevento Volpe.

Perché un consiglio comunale aperto?

Nel comunicato stampa viene riportato un risultato ritenuto da più parti “soddisfacente”; nel consiglio comunale aperto sarà data la possibilità innanzitutto al Sindaco di fornire una informativa dettagliata a tutti e nel contempo di chiarire anche molti altri aspetti.

Abbiamo costituito un gruppo di lavoro, dove Presidente Lei ci rappresentava Tutti e pertanto ci chiediamo se l’azione di ieri, è stata portata avanti dal Sindaco a prescindere dalle sue iniziative e ci chiediamo “la sua, Presidente” è una iniziativa parallela? È convergente? Condivide l’azione messa in campo? Ne è partecipe?

Sindaco, abbiamo letto della presenza di altri autorevoli esponenti all’incontro di ieri e ci chiediamo se abbiamo “perso qualche pezzo” legato alla problematica e/o alla presenza, autorevole, del Presidente di Confindustria di Benevento.

Abbiamo letto un comunicato, nel quale sono stati toccati vari argomenti e che probabilmente vanno esaminati più a fondo, e per tali motivi vorremmo averne non solo lettura , ma una più dettagliata ed esaustiva informativa, per cui il sindaco può cogliere l’occasione della proposta di un consiglio comunale aperto dove potrà senz’altro dettagliatamente dar conto della sua attività, così come anche lei Presidente se lo ritiene, perché altrimenti non avrebbe alcun senso avere una commissione dei capigruppo permanente sull’argomento, avere un gruppo di lavoro che poi nei fatti, non è sostanziale, dove il sindaco partecipa e non partecipa, poi va a Napoli accompagnato dal presidente Vigorito. Vorremmo capire anche la finalità (si parla di sinergie) della presenza del vertice dell’ASL nei panni del suo direttore generale, sul tema Ospedale “San Pio” in quanto sembrerebbe anticipare un declassamento dello stesso. È per darci la notizia che non ospiteremo più la Guardia Medica nella nostra struttura a Via Starza dove c’è il Centro per l’impiego? Il fatto che la Guardia Medica si trasferisca all’ospedale desta qualche elemento di dubbio e preoccupazione. Facciamo presente che il decreto n. 41/2019 prevede tra l’altro la deroga concessa per il pronto soccorso (PS). Noi non vorremmo che dietro questa iniziativa, cioè di portare presso il presidio Sant’Alfonso Maria de’ Liguori la Guardia Medica, che sapete bene opera in notturno, ci sia un depotenziamento del pronto soccorso (PS) e si passi ad un formale Punto di Primo Intervento (PPI) nel quale le 12 ore diurne sono garantite dagli operatori dell’ospedale (e a questo punto vi è da porsi la domanda se sarebbe più in questa condizione), legati all’Azienda AORN “San Pio” e per le 12 ore notturne coperte dall’ASL con la guardia medica (?). Si è tanto gridato allo scandalo quando si parlava di Punto di Primo Intervento (PPI) legato alla attivazione di un polo specialistico nel comparto oncologico (polo oncologico pluriterritoriale), dunque ora ci dobbiamo di nuovo preoccupare, vista la programmata presenza della Guardia Medica nella struttura del PO Sant’Alfonso dell’AORN “San Pio”? Ipotesi e commistioni che, se non oggetto di una programmazione e conseguenziali atti formali (decreti, norme, etc.) rischierebbero di creare non poca confusione e nocumenti irreparabili che andrebbero a vanificare i risultati del recente passato (es. DCA n. 41/2019 e LR n. 6/2016 art. 22 comma 3).  Leggiamo che si parla di attivare servizi per patologie neoplastiche con un accordo di Intesa con Pascale di Napoli (accordo di che genere?).  Ben venga il supporto di un autorevolissimo professionista, anche legato alla nostra terra, come il dott. Paolo Ascierto, vorremmo però capire se questa intesa prevede l’attuazione della legge regionale n. 6/2016 articolo 22 comma 3 ovvero la realizzazione di un polo Oncologico o parte di esso, o è finalizzato a “superare” tale norma attualmente ancora vigente (che ha superato anche il vaglio della costituzionalità!). Vorremmo capire se, nell’ambito delle patologie neoplastiche da attivate su Sant’Agata si prevede un “braccio operativo” dell’Istituto Pascale di Napoli o semplicemente una attività ambulatoriale dello stesso? La legge regionale che istituisce il Polo Oncologico dice ancora che le risorse per la sua realizzazione devono essere “extra budget finanziario regionale”, se è così,  va inteso capire cosa sia da prevedere e modificare nell’Atto Aziendale di riferimento dell’AORN “San Pio” recentemente varato. Nel comunicato stampa si scrive “….. che per l’ospedale di S. Agata de’ Goti è stato innanzitutto confermato e rafforzato quanto già previsto dal decreto n.41/2019, quindi il mantenimento di tutte le funzioni già attivate con gli attuali 96 posti letto e l’attuale Pronto Soccorso……”.  Il decreto n. 41 vige dal 2019, allora fateci capire perché si parla della piena attuazione del decreto n.41? Il decreto 41 non è stato ancora attuato ed è chiaro a tutti, o meglio sotto gli occhi di tutti! Se per attuarlo il direttore della AORN “San Pio”, dr. Ferrante, riferisce e non fa mistero da sempre che ha provveduto ad approvare un atto aziendale che per metterlo in campo/attuarlo ha bisogno delle necessarie risorse economiche, dove sono allocate le stesse, in quale atto? Quale è il decreto dirigenziale della Regione Campania che alloca le risorse necessarie che ha richiesto il dott. Ferrante nella qualità di Direttore Generale alla Regione Campania? Nello stesso tempo ci sono risorse “extra budget” della spesa cd. “storica” per l’avvio della polarizzazione specialistica? In passato, anche quando si parlava della polarizzazione specialistica si urlava allo scandalo, quindi vediamo di capirci: “stiamo realizzando un polo oncologico o un ambulatorio legato alla seppur prestigiosa struttura del “Pascale”? Utile comprendere cosa si intenda, a questo punto, dire che “…..l’ospedale sarà potenziato con l’istituzione del Polo per le patologie neoplastiche in collaborazione con l’Istituto Tumori Pascale e con il professore Paolo Ascierto”.

In definitiva vorremmo avere una informativa chiara, finora non ancora avuta, momenti di chiarezza per tutta la cittadinanza, di grande chiarezza. Chi più del nostro Sindaco, caro Presidente, può fornirceli avendo partecipato alla riunione ed avendo ottenuto elementi di chiarezza e verità, visto che immaginiamo, anzi siamo certi, che il nostro Sindaco abbia posto questi quesiti ed interrogativi ai suoi autorevoli interlocutori nella sede preposta, cioè la sede regionale. Comprendeteci, abbiamo avuto atti formali ed impegnativi come i Decreti e siamo ancora qui a discutere della loro attuazione, di un Commissario ad Acta e dei conseguenti provvedimenti con poteri straordinari, di Legge Regionali etc, mentre oggi dovremmo dibattere e confrontarci su di un comunicato stampa, seppur di fonte autorevole. Purtroppo non possiamo permetterci il lusso di non aver ben chiaro il percorso che deve essere seguito, e non possiamo rischiare di commettere irrimediabilmente un errore storico per il futuro del Sant’Alfonso, mentre la realtà è cruda e dice altro. Insomma si dicesse con chiarezza quali sono i fondi allocati e destinati all’attivazione del DCA n. 41/2019 e del successivo Atto Aziendale dell’AORN San Pio/P.O. Sant’Alfonso. Cosa si attiva del programmato Polo Oncologico previsto dalla legge n. 6/2016 art.  22 comma 3 passata anche alla valutazione verifica di costituzionalità?

Intanto oggi, senza fare azioni campanilistiche, nei canali istituzionali (social, etc…) regionali il presidente De Luca annuncia il potenziamento di altre strutture ospedaliere regionali, ma non si accenna al P.O. Sant’Alfonso.

Facciamo Nostro, ma credo tutti debbano far proprio, il monito e l’appello che tutti i Vescovi del nostro territorio hanno fatto qualche giorno fa: siamo tremendamente preoccupati sul futuro del Presidio Ospedaliero del “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori”, ed oggi, consentiteci, se non vengono forniti chiarimenti, rassicurazioni e dettagli sui tanti interrogativi sopra riassunti, rispetto a ieri, la nostra preoccupazione è ancor più cresciuta anche in prospettiva di una allocazione nei piani superiori dell’ospedale, cosi come è riportato nel comunicato stampa, di servizi a cura dell’ASL, di strutture dell’Ospedale di Comunità e della Casa della Salute, con poliambulatori, centrale operativa, Guardia medica, istituzione di un polo della riabilitazione per lungo degenze dotato di tutte le più moderne tecnologie, il day surgery e il week surgery per tecniche chirurgiche relative ad attività di media intensità.

Non vorremmo che si stesse attuando una trasformazione/riconversione dell’Ospedale in qualcos’altro!Poi, infine, nel corso della riunione, in relazione anche all’ospedale di Sant’Agata, è stato confermato il finanziamento della Regione per la Fondovalle Isclero, per migliorare e potenziare i collegamenti tra la Valle Caudina e la Valle Telesina, confermato rispetto a cosa? Siamo in attesa da anni dell’avvio delle procedure di gara, un finanziamento che trova sostanza in atti del passato, si spera non si tratti di un altro annuncio/proclamo ma di leggere a breve la pubblicazione della relativa procedura di gara”. 

Gruppi  consiliari  PD e “Dei Goti”