Di Battista, talebano sincero, che punta a creare il terzo polo

(di Andrea Scanzi) – Per la prima volta dalla sua uscita dal Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista ha davanti a sé un futuro partitico concreto. Di Battista ha detto di voler fare “politica” anche da cittadino. Lo fa: nei suoi libri, nei suoi reportage, nelle sue apparizioni in tivù. Nelle ultime settimane Di Battista ha ripetuto di essere pronto a partire per un tour. Accanto a lui ci saranno amici ed ex colleghi. E già qui c’è un problema, perché se tra quei colleghi figureranno i Paragone e le Lezzi, allora l’ex deputato M5S si saboterà da solo in partenza.

Il tour, per Di Battista, è anche un modo per contarsi e soppesare gli eventuali fan pronti a divenire elettori. Se fino al governo Conte-2 il ruolo di Di Battista sembrava marginale e velleitario, il conformismo dilagante gli regala di colpo spazio. Allo stato attuale, di fronte a Draghi, ci sono perlopiù due approcci estremizzanti: da una parte la divinizzazione servile e dall’altra il bombardamento idiota. Di Battista potrebbe incunearsi in questi due poli, arrivando (con molto impegno e un po’ fortuna) a creare non dico un terzo polo, ma un’alternativa per molti desiderabile. Una cosa tipo Italia dei Valori, magari però senza Razzi e Scilipoti.

L’operazione, per Di Battista, è difficilissima. Di Battista non è un “organizzatore” e un “uomo di macchina”, ma un battitore libero: lui parte in quarta e colpisce. Non ha le capacità, e la duttilità, di Di Maio. E per fare un partito serve anzitutto quella roba lì. Ci sono poi i limiti caratteriali e ideologici. Alessandro non sa mediare. Non concepisce (o quasi) il compromesso. Ha un’idea altissima della politica, ed è quindi condannato puntualmente a bruciarsi. È un talebano sincero, che ragiona un po’ coi paraocchi: o bianco o nero. Ha un’idea comicamente mitizzata del primo M5S (lo stesso che candidava i Barillari, i De Vito e le Salvatore…). È incline al “benaltrismo” e al “bastiancontrarismo” (esempio: se tutti parlano di deriva fascista, lui fa un post su tutt’altro argomento. Lasciando intendere che le cose serie sono quelle lì e che gli altri parlino di cazzate). Tende a pensare che “gli altri” siano tutti uguali e che un Bersani valga Giorgetti. E – soprattutto? – ha un odio viscerale per il Pd. Avere dubbi su quel partito è sacrosanto, ma Di Battista va oltre e bombarda a prescindere tutto ciò che anche solo sembra Pd. Arrivando a tirare la volata, cioè la retromarcia, per le prime Laricchia effimere che passano.

Questi difetti, che sono più che altro ingenuità e mancanza atavica di concretezza, vengono però controbilanciati e anzi messi in minoranza dalle qualità di Di Battista: il carisma; l’onestà intellettuale; la passione; la sincerità; l’onestà; la coerenza; la voglia di studiare e informarsi; la tigna. Qualità rare, che ne fanno al contempo una bella persona e uno dei pochi politici in grado di generare un dibattito (e un seguito).Di Battista, grazie al conformismo dilagante, potrebbe creare una terza forza in grado se va “male” di fare opposizione seria e se va bene di condizionare positivamente il “campo progressista” (tipo ago della bilancia). Certo, Di Battista potrebbe anche realizzare tutto questo dall’interno del M5S, come pungolo e coscienza critica di Conte, ma finché i 5 Stelle appoggeranno Draghi non se ne parla. Il suo peso politico? Difficile dirlo, ma se uno come Paragone prende quasi il 3 a Milano e Calenda sfiora il 20 a Roma, allora vale tutto e Di Battista il suo 5 per cento – su scala nazionale – potrebbe pure raggiungerlo. Staremo a vedere, ma chi lo reputa finito sbaglia.

33 replies

  1. non è finito: non è neanche iniziato.
    finché non decide che cazzo fare nella vita, rimane il non leader di un non partito, uno che parla parla parla e poi non fa nulla.
    vuole scalare il Movimento per rifarlo come era alle origini? alzi il culo e si dia da fare.
    vuole fondare un nuovo partito simile al Movimento delle origini? alzi il culo e si dia da fare.
    vuole fare un terzo polo alternativo sia al PD sia alla destra? alzi il culo e si dia da fare.
    finché l’unica cosa che fa è ciarlare, il Di Battista leader rimane un’invenzione dei media.

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  2. Il solito ballerino di Scanzi. Ma come si può immaginare un M5s attuale che lasci il governo in cui sembra trovarsi tanto bene . Se ciò,per assurdo, dovesse davvero avvenire significherebbe una nuova rivoluzione. Significherebbe che il movimento insieme al governo ha lasciato anche il pd alla sua strada e a quel punto Di Battista si trpverebbe di nuovo a casa sua nel m5s. Ma siccome ciò è fuori discussione allora di che stiamo parlando ? Di Battista la pensa come la pensava cinque anni fa,sono gli altri che hanno cambiato corpo e anima.

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  3. Di battista dovrebbe spiegare il suo rifiuto assoluto del pd e l’accettazione del governo con la lega.Non e’ la lega un partito corrotto e incistati nel potere?

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    • Il pd fu interpellato dal M5* per primo nella formazione di un governo, dato che era arrivato secondo alle elezioni, però declinò l’invito. Allora il M5* si rivolse alla lega, terza arrivata.

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      • No, il Pd NON declinò l’invito.
        Lo fece GIUDA, che non era neanche più il segretario (c’era Maurizio Martina come reggente ed era favorevole), dichiarando la sua intenzione di mangiare i popcorn sul divano… e Di Maio lo prese in considerazione. 🤬
        Quanto lo avrei IGNORATO, al suo posto!
        Non sarebbe servito a nulla, perché comunque il traditore aveva ancora tutto il suo peso nel PD, ma la soddisfazione di non degnarlo di attenzione se la doveva prendere e CE la doveva dare.
        Imperdonabile.

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  4. Giansenio.La lega propose Siri,bancarottiere conclamato e condannata,come ministro dell’economia poi dirottato alle infrastrutture.Il M5S tacque e anche Di battista.L’opposizione al governo col pd fu a prescindere.Non fu toccato ne’ il reddito di cittadinanza ne’ la riforma Bonafede.Fu cambiato in meglio il decreto sicurezza che come unico risultato produsse l’aumento della clandestinita’.Poi il governo pd /m5s si è trovato a fronteggiare la pandemia…bombardato da tutti Confindustria lobby varie il bullo di Rignano tutti i giornaloni.E anche Di Battista.Caduto il governo hanno fatto la schiforma Cartabia con la benedizione della lega del pd e della Meloni.E con qualche insufficiente modifica del m5s.Ora stanno attaccando il reddito di cittadinanza.Remzi e la lega sono in prima fila nell’attacco.E Di Battista spara….possedendo la verità?A me non piace il governo dei” migliori”.Ma Di Battista cosa vuole fare da grande ..il falegname il barista lo scrittore il politico.Quando ce lo fa’ sapere?

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  5. Se dopo le dimissioni di Di Maio si fossero svolte le votazioni per il nuovo capo politico ,Di Battista sarebbe diventato alla grande la guida del M5Stelle e la storia sarebbe stata diversa ,peccato che i capetti poltronari allora si opposero con tutti i modi trascinando il M5Stelle nelle mani del PD

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    • Sicuro, agli Stati Generali ha preso il 40%, contro il 18% di Dino Giarrusso e il 13% di Di Maio.

      Evviva la democrazia diretta, evviva la trasparenza, evviva il Crimi-nale della partecipazione, bene ha fatto Casaleggio ad andarsene sbattendo la porta, almeno ha onorato il padre.

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      • Sí, dopo le votazioni agli Stati Generali c’è stato uno scontro feroce nella sua sede a Milano fra lui, Crimi e altri “pezzi grossi” riguardo alla pubblicazione dei risultati, a cui questi si opposero.. le motivazioni le ha spiattellate tempo dopo nel manifesto ControVento, dove è riportato tutto ciò che disse in faccia all’accolita di autocrati

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      • Però non mi risulta che se ne sia andato sbattendo la porta, ma che abbia reclamato soldi per mesi, sino alla “contrattazione” con Conte che ha chiuso il contratto.

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  6. Condivido pressoche’ tutta la parte dell’articolo che elenca i “difetti” di Di Battista come politico, ma anche quella sui suoi pregi. Per questo penso che Alessandro debba percorrere altre strade. La sua scrittura e’ molto migliorata negli ultimi anni. E’ incisivo, sa argomentare e far luce su tanti temi scomodi e nascosti (primo fra tutti il conflitto di interessi). Io lo vedrei bene come giornalista/opinionista. Se fatto bene si tratta di un lavoro che puo’ incidere. Il paragone e’ un po’ eccessivo, lo so, ma pensate a quanto fatto da Travaglio per l’Italia negli ultimi 25 anni. Un bel bastone tra le ruote per la nostra classe dirigente meschina e corrotta.

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  7. Il revisionismo storico è un’arte veramente nobile, se la sai fare: mo’ il duro e puro Casaleggio figlio se ne è andato LUI e sbattendo la porta.
    Ah ah ah!
    Peccato non sappiano farla!

    p.s.
    Come volevasi dimostrare: quelli che contestano la coerenza altrui e l’onestà intellettuale a tutti quelli che passano c’hanno la rogna, e in questo caso i duri e puri (dell’ultima ora del blogge) non sono manco i più puliti.

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      • Le tue tre fonti si riducono a una: il FQ. E quindi a zero: perché da nessuna parte si dice che se ne sia andato sbattendo la porta. Accadde esattamente il contrario: fu messo alla porta.
        Poi come il Casaleggio racconta la sua storia poco me ne cale, certo rivendica etica e null’altro. Ma il motivo è il vile denaro.
        Infine, citare il giornale non lo comprendo: cosa è una ammissione di incapacità giuridica?

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      • Ma io leggo di tutto, da Lotta Comunista al Secolo d’Italia, che ci posso fare se mi interessano tutti i punti di vista?!?
        Anche il tuo che leggi un unico giornale, per cui va bene, hai ragione tu, una carezza e un abbraccio.
        E goditi Gualtieri, sono sicuro che i cinghiali sono già spariti.

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      • Che cosa c’entrerebbe col congedo di Casaleggio, protrattosi per MESI, impedendo, tra l’altro, l’avvio del nuovo corso del m5s?

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      • E che c’entra Casaleggio con il fatto che Crimi non abbia voluto pagare per mesi?
        La questione soldi è stata la naturale e successiva conseguenza di un rapporto già ampiamente e da tempo rotto sul piano della fiducia e delle regole, e chiedere a fine rapporto il corrispettivo che la tua controparte si era impegnata per contratto a riconoscere mi sembra il minimo sindacale per chi campa del proprio lavoro.

        Ed il lavoro di Casaleggio, ora che è venuto a mancare, si vede tutto: zero democrazia diretta, zero partecipazione dal basso sul nuovo corso, zero interazione con i vertici, zero gruppi di attivisti interconnessi fra loro sui territori, zero comunità, meetup azzerati, solo un pessimo sito dove ogni tanto si pubblica una velina, ed a cui non è neanche consentito commentare.
        Peggio di un PD qualsiasi.

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  8. Forse non e’ carino, forse lo faccvio perche’ mi sento altezzoso nei confronti anche dei coreuti del “meglibile”, o forse perche’ sono stato l’amante di una professoressa bulgara a Parigi, ma se leggo articoli sul Dibba mi viene in mente questo:

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    • Insomma, e’ banale, lo so, ma Dibba non e’ Super Giovane. Per tirarne fuori uno dal corpo elettorale, bisognerebe che tutti e tutte le adolescenti limonassero per un’ora nello stesso momento e queste cose non accadono piu’ dalla strage alla Stazione di Bologna.

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    • Ma io leggo di tutto, da Lotta Comunista al Secolo d’Italia, che ci posso fare se mi interessano tutti i punti di vista?!?
      Anche il tuo che leggi un unico giornale, per cui va bene, hai ragione tu, una carezza e un abbraccio.
      E goditi Gualtieri, sono sicuro che i cinghiali sono già spariti.

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  9. No ma ragazzi ma che davero? PARAGONE??! No dico PARAGONE??!
    Ma siam pazzi? Ma il Dibba non sa distinguere un onesto da un disonesto? Annamo bene, proprio bene

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  10. La Lezzi si, ma Paragone, il traditore, assolutamente NO.
    Dibba sta intraprendendo questo percorso nel momento giusto, dopo che tutte le carte sono state scoperte dai vari protagonisti della scena politica italiana.
    Lo aspettano in tanti: dentro e fuori del Movimento. C’è bisogno di novità e serietà. E soprattutto di onestà e coerenza.
    Forza Dibba. Auguri.
    G. Mazz.

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  11. Tu credi di sapere tutto, invece non sai niente. Io NON ho votato Gualtieri.
    Certo, al ballottaggio con Michetti ovviamente sì, ma non al primo turno.

    Goditi le tue certezze, quelle che ti fanno vedere Brad Pitt la mattina allo specchio.

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  12. Ah e ovviamente non sai niente di quello che leggo IO, ma credi di sapere.
    Già più volte ho dichiarato quali giornali leggo (con grande disappunto di qualcuno secondo cui alcuni giornali non meritano di essere comprati), plurale, ma tu non necessiti dettagli, rimani con le tue convinzioni.

    E non confonderei l’interesse per la spazzatura che hai tu con l’eclettismo, IO.

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    • Bisogna avvisare Travaglio che nel corso della sua carriera ha fatto anche danni collaterali.
      Comunque resta bello farti replicare, perché è un divertimento per tutti.
      Ed in ogni caso, ti ho già detto che più che Brad Pitt sono il tipo da Hugh Jackman. 😝

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      • Non posso accusare il giornale di aver fatto gli stessi danni.
        E nemmeno il mai abbastanza da VOI rimpianto governo giallo-verde: sembra proprio tutta farina del tuo sacco.
        Continuerò a farti divertire, non ti angustiare, i passivo-aggressivi mi invitano a nozze.

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