Amministrative di Battipaglia (M5S) Farina: “A fuoco il terreno di famiglia. Noi però non indietreggiamo”

Il candidato Sindaco del Movimento 5 stelle Enrico Farina: “In queste ore si sta cercando di capire l’origine dell’incendio, che pare essere di origine dolosa. In fumo tutti i ricordi e il lavoro di generazioni. Ancora più forti in campo per innescare cultura della legalità e creare un futuro virtuoso per Battipaglia. “

“Il mio terreno di famiglia è andato a fuoco, bruciando con se piante d’olivo secolari che i miei nonni hanno coltivato con sacrificio per decenni, comportandomi danni per migliaia di euro. In queste ore si sta cercando di capire l’origine dell’incendio, che pare essere di natura dolosa. se dovesse essere confermato che si è trattato di un atto vandalico la mia condanna è forte contro coloro che danneggiano la natura e l’ambiente”. A denunciarlo è il candidato Sindaco del Movimento 5 stelle Enrico Farina. “Davvero non voglio pensare che vi sia attinenza con la mia candidatura a sindaco, ma se le indagini porteranno a questa conclusione sappiate che non indietreggerò di un millimetro dal mio percorso politico per restituire a Battipaglia il riscatto che merita”.

“Come sostenuto da Giuseppe Conte, in visita a Battipaglia, noi cittadini abbiamo il dovere di lottare per il nostro territorio, contro la criminalità e la cattiva politica. Io resto al mio posto. Facciamo rinascere questa terra”. – conclude Farina-.

Ufficio Stampa

Nicola Arpaia

Tofalo (M5S): ‘Solidarietà al nostro candidato Sindaco di Battipaglia Farina, si faccia subito luce’

Il deputato salernitano Angelo Tofalo: ‘Non ci facciamo intimorire, andiamo avanti più forti di prima’

“La mia totale solidarietà ad Enrico Farina, candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle a Battipaglia, per quanto accaduto la passata notte. Enrico ha trovato i suoi terreni di famiglia bruciati”. Lo denuncia attraverso la sua pagina facebook il Deputato del Movimento 5 stelle Angelo Tofalo.

“Confido nella velocità degli inquirenti per fare luce sulla vicenda. Queste intimidazioni non ci fermeranno, continueremo a portare avanti le nostre idee sempre nella legalità e nel rispetto degli altri” -conclude Tofalo.

2 replies

  1. La Capitale bruciata: il Tmb, gli autobus e 2500 cassonetti

    (di Vin.Bis. – Il Fatto Quotidiano) – È il fuoco l’elemento che più degli altri ha contraddistinto questi cinque anni di Virginia Raggi in Campidoglio. Prima delle fiamme al ponte di ferro con cui si è chiusa la sua consiliatura, l’episodio più grave era stato sicuramente quello dell’11 dicembre 2018, quando un terribile incendio scoppiato alle 3 del mattino ha distrutto il Tmb Salario, uno degli impianti di trattamento dei rifiuti della Capitale. Il tmb era fortemente contestato dai residenti dei quartieri limitrofi, le telecamere di sorveglianza erano state staccate poche ore prima e l’innesco è avvenuto nella breve finestra oraria in cui non c’era nessuno a lavoro.
    Da allora l’emergenza rifiuti a Roma non si è mai attenuata. La Procura di Roma ha indagato a lungo per incendio doloso ma poi ha dovuto archiviare senza riuscire a individuare un colpevole.
    Pochi mesi dopo, il 24 marzo 2019, con le stesse modalità qualcuno ha provato a incendiare anche il Tmb Rocca Cencia, ma in quel caso il rogo è stato subito domato e i danni limitati.
    Non solo. Il ciclo dei rifiuti è stato messo in difficoltà anche dai circa 500 fra cassonetti e contenitori dati alle fiamme ogni anno, statistica la cui portata non ha mai accennato ad attenuarsi e che ha portato ad avvicinare la quota record dei 2500 in cinque anni.
    A fuoco nella Capitale anche tanti, troppi, autobus. I “flambus” dal 2016 sono stati ben 202, di cui 182 di proprietà di Atac e 20 della società privata Roma Tpl che gestisce le linee periferiche.
    Roghi anche in diversi depositi autobus: l’ultimo c’è stato il 20 agosto 2021 a Grottarossa, quadrante nord di Roma; prima gli incendi erano scoppiati il 2 giugno 2020 alla rimessa di Magliana e il 16 dicembre 2018 in quella di Tor Pagnotta.
    Infine l’altro grande incendio dell’era Raggi: quello del 17 luglio 2017, quando un rogo gigantesco distrusse gran parte della storica pineta di Castel Fusano.

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  2. e naturalmente la solertissima procura di Roma, quella che ha perseguitato per anni la Raggi facendola apparire come una supercriminale, NON HA TROVATO COLPEVOLI.

    Chi ha staccato le telecamere, per esempio?

    Chi è incaricato della manutenzione degli autobus?

    NON E’ POSSIBILE che questi incendi che solo per fortuna non hanno causato vittime, non abbiano colpevoli. NON E’ POSSIBILE che non abbiano nessun condannato.

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