Giletti porta in tv “il dentista che dice di curare il Covid”

(nextquotidiano.it) – La vasta eco del no vax italiano che in Irlanda ha convinto un suo amico – affetto da Covid – ad abbandonare l’ospedale in cui era ricoverato per affidarsi alle (non certificate) cure domiciliari ha smosso molte coscienze, ma sembra non aver varcato le sorti degli studi di La7. Ieri sera, tra gli ospiti della prima puntata della nuova stagione di “Non è l’Arena” c’era anche Andrea Stramezzi, il dentista che dice di essere in grado di curare il Covid. E lì, nello studio di Massimo Giletti, è andato in scena un acceso confronto con il virologo Fabrizio Pregliasco.

Andrea Stramezzi a “Non è L’Arena” che diventa il palco dei no vax

Il tema è sempre lo stesso: quello delle presunte cure domiciliari che, nella maggior parte dei casi, non sono state approvate. I medicinali citati nel corso della trasmissione sono sempre gli stessi (compresa la famosa ivermectina, bocciata da tutte le istituzioni mondiali che si occupano di farmaci). Ed è lì che Andrea Stramezzi dice di aver curato – ciascuno con una terapia ad hoc – persone di tutte le età. Cita centenari e ultra-centenari. Una serie di commenti che hanno provocato l’immediata reazione del virologo Fabrizio Pregliasco.

Poi, nel bel mezzo della discussione, l’intervento di Massimo Giletti: “Mi pare evidente ci siano posizioni assolutamente diverse”. Insomma, il conduttore de Non è L’Arena ha scoperto l’acqua calda (così come è stata inutile la chiosa finale di Vittorio Sgarbi). Il vero problema, però, è il dare spazio – in prima serata – a opinioni che sono state smentite dalla scienza, con personaggi che parlano senza presentare uno straccio di prova delle loro teorie. Perché gli studi sulle cosiddetta “cure domiciliari” contro il Covid sono stati fatti, si stanno facendo e si faranno. Per il momento nessun medicinale è stato ritenuto consono a queste terapie. Lo dice la scienza a livello mondiale. Ma le televisione italiana continua a dare spazio a fantasiose teorie che poi portano a casi, tra i tanti, come quello accaduto in Irlanda.

10 replies

  1. In questa situazione l’imbecille è sicuramente Pregliasco che si presta a fare la foglia di fico ed a legittimare queste trasmissioni spazzatura.
    Speriamo che almeno si faccia pagere bene per questo servizio.
    Pregliasco, ma vai a fare in culo.

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  2. collutorio e filo interdentale e vi salvate dal Covid-19
    ma anche dalla carie
    ma anche dall’alitosi
    per la forfora, invece, nulla da fare.

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    • Ti sbagli, corrotto vaxxista! Io la forfora l’ho sconfitta e tutti possono fare come me: ho preso un farmaco che fa diventare calvi. Ma ovviamente voi da questo orecchio non ci sentite, ehhh?

      Puah, voi e la vostra “scienza”…

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  3. https://ilsimplicissimus2.com/2021/09/29/ivermectina-una-storia-per-non-dimenticare/
    E’ come la storia di Davide contro Golia, rappresentato da big pharma. I rimedi poveri utilizzati da decenni nel terzo mondo, e quelli ricchi, continuamente aggiornati, per ricavare profitti e non per curare.
    Ma la società moderna deve essere sempre aggiornata, tanto da diventare un obbligo, addirittura con il green pass. Un pò come pagare il pizzo per poter lavorare e vivere.
    Ancora non l’avete capito???

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  4. Il vero problema, però, è il dare spazio – in prima serata – a opinioni che sono state smentite dalla scienza, con personaggi che parlano senza presentare uno straccio di prova delle loro teorie.

    Il vero problema sono i giornalisti a caccia della qualunque pur di parlare spesso a sproposito…..i timori sui vaccini li hanno instillati loro e poi sparano a zero sui no vax….sempre per scrivere qualcosa

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  5. —quello delle presunte cure domiciliari che, nella maggior parte dei casi, non sono state approvate.

    — Per il momento nessun medicinale è stato ritenuto consono a queste terapie. Lo dice la scienza a livello mondiale.

    ECCERTO, vuoi mettere con tachipirina e vigile attesa?

    E poi: quando ci farà vedere l’AIFA (nb: quella di Pasqualino Settemazzette Rossi, per non dimenticare chi regola le autorizzazioni), i verbali con cui hanno rifiutato le 10.000 fiale monoclonali l’anno scorso?

    E quando sapremo che fine ha fatto il plasma iperimmune (di cui i monoclonali sono la versione industriale)?

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