Ecco i danni dell’atto di forza su famiglie e lavoro

Il passaporto vaccinale non è una misura sanitaria. Serve però a rendere più complicata la vita di chi non ha ancora accettato di farsi somministrare il siero. E porta con sé anche una serie di complicazioni


(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Ho una domanda preliminare: ma i ministri che l’altro ieri hanno annunciato il decreto di estensione del green pass per 23 milioni di lavoratori, dando a intendere che il certificato sia indispensabile per garantire la salute degli italiani, sono gli stessi che per le conferenze stampa a Palazzo Chigi e per gli incontri con le parti sociali non tengono conto del green pass, ma pretendono che le persone esibiscano un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti? A qualcuno la domanda potrà apparire oziosa, ma in realtà rivela la sostanza del provvedimento, ovvero dimostra che il passaporto vaccinale non è una misura sanitaria, come hanno ben detto i medici del lavoro, ma un modo con cui rendere più complicata la vita di chi non ha ancora accettato di farsi somministrare il siero, così da indurlo a rassegnarsi e offrire il braccio per l’iniezione. Che l’obiettivo sia questo lo ha detto senza troppi giri di parole lo stesso ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, il quale ha parlato di «modo gentile» per indurre gli italiani a vaccinarsi. Anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha sostenuto l’idea che il decreto del governo contenga misure dolci, che hanno «evitato la messa al bando di chi non è immunizzato, tracciando un solco meno profondo nella società». Ma è evidente che, nel momento in cui a un cittadino si tolgono i diritti di lavorare, viaggiare e avere una vita sociale, di dolce o gentile c’è veramente poco. Senza dichiararlo, per ragioni oscure o forse troppo chiare, si è introdotto l’obbligo vaccinale. Infatti, manca solo che a chi non è vaccinato si vieti di uscire di casa e di andare al supermercato (come peraltro qualche talebano aveva suggerito) e l’operazione di limitazione delle libertà è completa.

Ciò detto, così come fin dall’inizio il certificato vaccinale era motivo di straordinarie contraddizioni (infatti ad agosto era obbligatorio per i ristoranti, ma non per le mense; necessario per chiunque volesse andare in palestra, ma non per chi tra i tapis roulant vi lavorava) le incongruenze continuano: dunque si salirà sui treni ad alta velocità solo con il green pass, ma se ne potrà fare a meno su quelli dei pendolari e perfino su metropolitane e autobus, mentre al museo sarà necessario e in chiesa no. Ma oltre a prevedere una serie di assurdità, il certificato vaccinale porta con sé anche una serie di complicazioni. La prima riguarda la vaccinazione delle badanti, molte delle quali hanno il regolare permesso di soggiorno, ma non il passaporto vaccinale. Che facciamo con loro? Ci auguriamo che si affrettino entro il mese di ottobre a farsi somministrare il siero, così da essere in regola con il decreto? E se non lo fanno che si fa? Le licenziamo in blocco? E gli anziani che sono a loro affidati, come li curiamo? Stesso discorso per le baby sitter. Una volta licenziate, anzi sospese, se dopo un certo periodo si ripresentano con il certificato che si fa visto che il posto va conservato? Il pasticcio delle colf rischia di essere anche più complicato nelle aziende private, dove il lavoratore senza green pass va sospeso, però per venire incontro alle richieste sindacali, gli si può togliere lo stipendio ma non il posto. E quando il dipendente, settimane dopo, ci ripensasse, che succede? Si lascia a casa lui o l’eventuale sostituto? E il giudice del lavoro a chi darà ragione, al lavoratore o al titolare? La faccenda potrebbe anche apparirvi di poco conto, ma si dà il caso che vada moltiplicata per 4 milioni di volte, tanti sono i dipendenti che non si sono ancora vaccinati. Il rischio è di intasare i tribunali, con una valanga di ricorsi che daranno lavoro agli avvocati giuslavoristi.

C’è di più: siamo sicuri che sospendendo i lavoratori non vaccinati, le aziende non avranno problemi? Pensate a quel che è successo negli ospedali: vi siete mai chiesti perché le direzioni sanitarie abbiano impiegato tanto a sospendere medici e infermieri che non si erano immunizzati? La risposta è facile: per non lasciar sguarniti i reparti. Dunque, allo scopo di non trovarsi in difficoltà, i vertici delle aziende ospedaliere hanno chiuso un occhio e in qualche caso anche tutti i e due.

Altro nodo non facile da sciogliere: il tampone – che a rigor di logica è da considerarsi un esame diagnostico – può essere considerato motivo di permesso retribuito? Se la risposta è sì, siamo destinati a vederne delle belle. Oltre alle assenze per malattia, che certamente fioccheranno, anche i permessi per il tampone: una presenza a singhiozzo per cui le imprese ringrazieranno.

Era proprio necessario imbarcarsi in questa guerra di posizione? A vedere la curva dei contagi e il tasso di occupazione delle terapie intensive, direi di no. In ogni Paese, dalla Germania all’Inghilterra, ci sono movimenti no vax, anche più agguerriti e resistenti di quelli nostri (ministro Lamorgese permettendo), ma nessun governo ha introdotto surrettiziamente l’obbligo vaccinale.

Un motivo forse c’è ed è forse che insieme alla difesa della salute – sacrosanta e giustificata – si tengono da conto anche altri principi. E l’uso della forza non sempre è il modo migliore per tutelarli.

12 replies

  1. “passaporto vaccinale non è una misura sanitaria”

    e grazie al ca

    non ho capito da chi sarebbe stata emessa questa solenne idiozia
    (pure se l’avesse dette Draghi lo sarebbe)
    visto che è la certificazione di una misura sanitaria effettuata
    mica si tramette per convezione dal corpo alla carta

    misura sanitaria che non prevede che la persona soggetta risulti immune al virus
    ma solo meglio protetta dai suoi effetti

    questi vaccini non sono mai stati un preservativo

    inoltre i vaccini attuali sono progettati per una variante specifica, la variante attuale è differente, quindi
    il sistema immunitario, istruito dai vaccini attuali, non è “performante” come lo era per l’altra versione
    ma 80% invece che il 90% è meglio che niente, o il poco (nei più fortunati), percento*1

    il green pass questo certifica, che uno, volendo, può esporsi di più, sperando nella protezione data
    dal sistema immunitario potenziato.
    scrivo sperando perché, come tutte le cose in medicina, anche questa è soggetta a migliaia
    di variabili e quindi esiste sempre la possibilità di capitare in una sequenza di variabili negative
    (come per fare il vaccino, ma li le percentuali sono dell’ordine della 3a cifra decimale – 0.00x
    contro quelle dell’incontrare il virus sprotetti che è dell’ordine di una cifra decimale – 0.x)
    cosa che può capitare pure con l’aspirina, altrimenti il bugiardino sarebbe inutile.

    basta non seguire i link di tal Borghi che non ha capito neppure cosa stava linkando.

    *1
    la percentuale è il livello di protezione contro l’insorgenza di casi gravi
    – non centra nulla con l protezione da prendere il virus –
    quindi era previsto che una % potesse risultare non coperta.
    per i più coriacei
    alcune persone vaccinate possono finire ugualmente in terapia intensiva
    e, a seconda del loro stato pregresso, anche perire.

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    • @paolapci

      Si , anche lo stato di emergenza iniziato a marzo 2020 doveva finire dopo 3 mesi, ma è ancora in vigore, con green pass e quant’altro…

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      • Punto interrogativo,
        Non sto facendo delle valutazioni di merito, sembri confondere.
        Se anche si raccogliessero le firme (cosa possibile ma improbabile) al momento del referendum il provvedimento sarebbe superato, perché ci sarebbe un’altra legge. Quindi andiamo a votare per una legge superata?

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  2. Una domanda in generale:Ma quando gli emeriti stronzi che ci stanno “governando”(tutti) compresi “giornalisti alla “Bel”Pietro o alla travagghio e soci)Quando distruggerete tutto e tutti di cosa camperete?

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    • @paolapci

      Il referendum permetterà a chi ha scelto la Libertà di Cura, sancita in Costituzione di liberarsi di quel trappolone simil Estorsivo che è il Green Pass…

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  3. “Quindi andiamo a votare per una legge superata?”

    Si ma si capirebbe dove che direzione sta prendendo la sovranità popolare, a riguardo di certe logiche politicanti, e delle “leggi porcata che ne derivano”, quanto meno sarebbero costretti ad un maggior Dibattito-Opposizione politica ( questi vedendosi concretizzare la sovranità popolare, dovranno farsi qualche conto di come potranno nel loro futuro accaparrarsi le poltrone politicanti… gli interessi a valori sociali da rappresentare avranno una chiara e documentata direzione sovrana, e se i politicanti se ne fregheranno, i popolo DOVRÀ PROPRIO AVERE BUONA MEMORIA, in sede di elezioni politiche ed amministrative e di protesta-opposizione.

    Non potranno andare in giro a dire che vogliono i bene del popolo facendo evidentemente a pugni con , od eludendo in modo surrettizio, la sovranità popolare ( che risulterà dagli esiti dei referendum).

    Il referendum è, Oggettivamente, un istituto di DEMOCRAZIA DIRETTA ( di questo se ne deve ricordare prima di tutto il popolo…)!

    Più se ne fregheranno in vario modo del referendum più netta sarà la comprensione della loro Vera natura.

    Ci sono tanti piccoli partiti di opposizione, che possono diventare una Maggioranza futura, a giusto discapito degli sgovernanti attuali, che eludendo questi ultimi, le volontà referendarie, si mostrerebbero per quello che sono.

    Il pd, la lega, forza itaGlia, fratelli d’itaglia i 5stalle potrebbero divenire partiti al di sotto del 5%, se continuassero con la loro pervicacia anti democratica.

    L’esito dei referendum metterebbe di fronte allo specchio, in modo netto-limpido, la reale rappresentatività democratica dei partiti attualmente sgovernanti.

    Poi se uno usa il cervello quando vota, qualche piccolo risultato positivo dal chiarimento referendario, ne potrà uscire.

    Il referendum mostrerà nettamente Quali sono i partiti che cozzano ( fosse pure in modo elusivo…) contro la volontà o sovranità popolare.

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  4. la resistenza, una volta capito cos’era il nazismo, si è armata di carta e penna ed ha promosso i referendum sulla canna, l’eutanasia. certo, goebbels era un principiante…

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