Andarsela a cercare

(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Barbara Palombelli è una giornalista in gamba che ha fatto del garantismo la sua bandiera, ma stavolta le è scappato il piede sulla frizione. Commentando a «Forum» – programma di dispute giudiziarie di cui è conduttrice – la terrificante sequela di sette femminicidi in una settimana, si è chiesta: «Questi uomini erano completamente fuori di testa oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo dall’altra parte? La mia è una domanda. Essendo il nostro un tribunale, dobbiamo farcela per forza».

Ma anche no. Nel senso che sarebbe più urgente farsene prima altre. Una su tutte: che cosa esaspera davvero il novantanove virgola nove per cento (periodico) degli uomini violenti? Non il modo di fare della donna, ma il suo modo di essere, cioè il suo rifiuto di considerarsi una loro proprietà. È la perdita del possesso e del controllo a scatenare la reazione omicida del maschio, non il carattere più o meno «esasperante» della donna. Anzi, di solito i comportamenti aggressivi che precedono il femminicidio appartengono all’assassino.

Proprio mentre viene uccisa una donna al giorno, diventa pericoloso adombrare, anche solo per spirito anticonformista, che un femminicida possa essere stato provocato. Pur non volendolo, si finisce per alimentare una letteratura funesta, figlia di pregiudizi arcaici in via di troppo lenta estinzione, che individua la causa della violenza nell’atteggiamento delle vittime anziché in quello dei carnefici.

Categorie:Cronaca, Editoriali, Interno

Tagged as: , ,

39 replies

  1. Palombelli, donne che ri-uccidono (a Forum) le donne

    (di Selvaggia Lucarelli – Il Fatto Quotidiano) – Eravamo rimasti a Sanremo, al suo monologo raccapricciante, a Tenco che giocava con le pistole e al padre che la voleva con la collana di perle, convinti che quella sera, nei fiori dell’Ariston, ci fosse un polline allucinogeno.
    E invece no. Barbara Palombelli è nella sua fase global warming, sta alzando sensibilmente la temperatura delle scempiaggini dette in tv, scatenando tempeste violentissime e alterando il clima del dibattito.
    L’ultima perla l’ha partorita a Forum, lo storico programma in cui si simulano processi: “Negli ultimi sette giorni sono state uccise sette donne. A volte è lecito domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa o c’è stato un comportamento anche esasperante o aggressivo dall’altra parte? In un tribunale queste domande bisogna farsele…”.
    Prima di passare a considerazioni più generali, mi chiedo intanto come sia possibile che anche in assenza di sensibilità rispetto a certe tematiche, una donna che fa tv da qualche decennio e non la suora eremita sul Monviso, non comprenda che pronunciare un frase così, detta così, con quelle parole lì, nella scala dei suicidi perfetti sia seconda solo alla stricnina nel caffè.
    Come è possibile che nessuno l’abbia fermata, che un cameraman non abbia finto un infarto, che un autore non le si sia lanciato addosso urlando “bomba!”, che dopo aver detto quello che ha detto non abbia realizzato e si sia messa a gattonare sul soffitto per crearsi l’alibi della possessione demoniaca.
    No, niente. È andata dritta, sicura di aver fatto una riflessione banale, “Fuori piove”, “Che brava Bebe Vio”, “Chissà dove saremmo ora senza Mario Draghi!”, cose così. Ed è in questo contesto di devastante inconsapevolezza che si consuma la vicenda.
    Secondo Barbara Palombelli dunque, i sette femminicidi dell’ultima settimana impongono una domanda. Che in effetti potrebbe essere: “Quando la smetteranno di ammazzare le donne?”. Invece la domanda è: “Gli uomini sono fuori di testa o ci sono anche donne che li esasperano?”.
    Grande assente, la terza opzione: gli uomini uccidono le donne per senso del controllo, del possesso, per incapacità di accettare il rifiuto, perché sono figli di una cultura patriarcale e non sanno gestire la minaccia della perdita?
    No, secondo la Palombelli quando uccidono, gli uomini o sono matti o sono vittime di compagne sfinenti. In entrambi i casi, l’uomo agisce mosso da una forza superiore, quella della follia che straccia la razionalità o quella della moglie che straccia le palle.
    Dopo il fiume di critiche ricevute e di lezioni su cosa sia il victim blaming, Barbara Palombelli ha scritto un post su Facebook: “La violenza familiare, l’incomprensione che acceca e rende assassini richiedono indagini accurate e ci pongono di fronte a tanti interrogativi. Stabilire ruoli ed emettere condanne senza conoscere i fatti si può fare nei comizi o sulle pagine dei social, non in tribunale. E anche in un’aula televisiva si ha il dovere di guardare la realtà da tutte le angolazioni”.
    Alcuni avvocati, tra cui Anna Maria Bernardini De Pace ne hanno preso le difese, ricordando che esiste il principio della provocazione, che esistono le attenuanti generiche, che il contesto in cui si svolge il delitto ha un suo peso. Certo. Se non fosse così, tutti gli omicidi varrebbero un ergastolo.
    I problemi nel discorso della Palombelli però sono molteplici: il primo è che i suoi riferimenti ai femminicidi degli ultimi giorni è infelice e non pertinente, perché alcune di queste donne sono state uccise a seguito della decisione di separarsi (una, Ada Rotini, il giorno della prima udienza), dopo aver subito stalking o addirittura a seguito di aggressione sessuale, il che rende poco credibile la tesi dell’uomo esasperato e della donna aggressiva. Erano le donne a essere esasperate e a subire l’aggressività dell’uomo, al limite.
    Il secondo problema è che proprio perché “le cose vanno viste da varie angolazioni e non bisogna assegnare ruoli senza conoscere i fatti”, dice la Palombelli, sarebbe stato più corretto affermare che anche quando avviene un fatto efferato come l’omicidio, bisogna ricostruire le dinamiche del rapporto tra vittima e assassino, contestualizzare il delitto, comprenderne il movente e stabilire eventuali aggravanti e attenuanti.
    I ruoli li assegna proprio la Palombelli quando attinge a piene mani dall’immaginario sessista per cui sì, magari l’uomo ha esagerato però la donna certe volte “ti ci porta”, “provoca”, “è una rompicoglioni” o, appunto, “esaspera”. Insomma, un po’ se l’è cercata.
    In effetti le due donne ammazzate perché avevano deciso di separarsi sarebbero potute rimanere con i mariti, anziché esasperarli con questa decisione aggressiva di riprendersi il loro diritto alla felicità.
    E chissà quanto deve essersela cercata Chiara Ugolini, ammazzata dal vicino di casa con tanto di straccio intriso di candeggina in bocca. Doveva averlo esasperato parecchio, il povero vicino. Forse gli aveva macchiato i jeans con la candeggina. Aggressiva e pure maldestra.
    Insomma, per quanto sia apprezzabile la difesa d’ufficio di chi per mestiere o buona abitudine (che è anche la mia) difende allo sfinimento lo Stato di diritto, esiste anche il dovere di usare le parole giuste. Soprattutto in tv. Soprattutto quando si scomodano argomenti su cui c’è ancora tanto lavoro da fare, quando ci sono complesse rivoluzioni culturali in atto, che richiedono sensibilità, attenzione e il totale abbandono di stereotipi pericolosi.
    La Palombelli ha detto cose sbagliate, facendo riferimenti sbagliati, usando parole sbagliate. E questo sì, è esasperante, ma vorrei tranquillizzarla: ho comunque intenzione di lasciarla in vita.

    Piace a 3 people

    • Ok, ok, ma basta che ora non ricomincia la Murgia a coniare neologismi come “Victim blaming “, “patriarcato “, “ maschi sempre carnefici”…
      Ah si?
      Ha già cominciato?

      "Mi piace"

      • Mari,
        ma perché, non ha ragione?

        – I DANNI DELLA CULTURA PATRIARCALE

        Michela Murgia per “la Stampa”

        “Che lievità, che liberazione dev’ essere stata per molti degli spettatori di Forum poter sentire finalmente scandita a voce alta da Barbara Palombelli la convinzione che la colpa della morte delle donne sia delle donne stesse.
        Che apertura di polmoni avrà Loro regalato ricevere comodamente a casa la conferma televisiva che la pretesa di libertà delle loro compagne sia innervosente, la loro parola snervante e le loro decisioni un atto di insopportabile insubordinazione.
        Barbara Palombelli, affermando che i femminicidi sono colpa delle donne esasperanti, ha offerto a molti l’occasione di sentirsi finalmente capiti come poveracci stremati, vilipesi e sminuiti nel loro ruolo, continuamente infragilito da donne arroganti che insistono a voler decidere per se stesse.
        Ci sarebbe quasi da dire grazie a Palombelli, perché il suo scriteriato victim blaming – è così che si chiama il meccanismo retorico che scarica sulle vittime la colpa della violenza che subiscono – ha reso visibile il pensiero che da anni continua a guidare la narrazione italiana della violenza sulle donne, dallo stupro al femminicidio, passando per tutte le sfumature di botte fisiche e psicologiche che si possono ricevere da un uomo fuori e dentro le mura domestiche. Non c’è alcun problema culturale, nessun maschilismo da affrontare. Anzi, è colpa loro, delle donne che hanno provocato.
        L’ha stuprata, è brutto, certo, ma lei com’ era vestita? L’ha picchiata, è brutto, mammamia, ma lei che cosa gli ha detto per provocarlo? L’ha uccisa, orribile, ma a che punto di esasperazione doveva essere, povero cristo, per ammazzare la donna che amava? Maledette femmine che seducono, irritano, esasperano. Se stessero zitte, docili e modeste non succederebbe nulla: nessun pover’ uomo si innervosirebbe e nessuna donna si farebbe male.
        È anche così, con la minaccia di morte e violenza, che il patriarcato impone le sue leggi alle donne più decise a sottrarsene. Nelle scorse ore, nella pretesa indignazione generale, è stato facile prendersela con Palombelli, così si può ipocritamente far finta che non sia quello il racconto nazionale che quotidianamente si fa della violenza di genere in Italia. Quel racconto viaggia in modo più o meno esplicito su tutti i media, che a ogni donna uccisa per movente patriarcale rafforzano il pregiudizio che gli uomini siano eterni irresponsabili dei loro gesti, mai agenti, sempre re-agenti.
        Hanno poco da scandalizzarsi di Palombelli i giornali che continuano a titolare «L’ha uccisa perché lei voleva lasciarlo», descrivendo ogni femminicidio come la reazione a un’ingiustizia emotiva. Tutti i giorni sui giornali e nei notiziari si prende la decisione pigra e colpevole di raccontare le donne morte dal punto di vista degli assassini, con le loro scuse e i loro alibi, il loro contesto e le opinioni dei loro parenti, che guarda caso sempre ci dicono quali brave persone fossero gli omicidi, che gran lavoratori, che gentili ragazzi che salutavano sempre.
        Ogni giorno la violenza di genere viene raccontata come un affare di famiglia, l’estremizzazione di un conflitto di coppia, e non come la conseguenza della persistente cultura del possesso che impone alla donna di comportarsi come funzione, invece che come persona.
        Questa scelta narrativa, di cui Palombelli è solo l’interprete più scalcagnatamente esplicita, è scellerata e gravida di conseguenze terribili per le donne, eppure viene presa tutti i giorni a ogni livello della comunicazione. L’unica consolazione che possiamo darci è considerare che dieci anni fa non si sarebbe sollevato alcun polverone per quelle dichiarazioni, ma la speranza è che quella polvere seppellisca ogni testata, ogni trasmissione, ogni notiziario dove ancora si insinua che le donne siano responsabili della loro mattanza. “

        Piace a 3 people

      • Rassegnato,
        e che dubbi avevi? Dicevi a te stesso: vabbè lavora a rete4, ma potrebbe pure essere in gamba?
        Una volta ho sentito non so dove che è stata cacciata dal Corriere per raccomandata, manco la volevano guardare in faccia (non il corriere di ora, dove lei forse spiccherebbe per personalità).

        Piace a 1 persona

  2. Il virus che gira a madiaset, ha fatto l’ennesima vittima: “mi avete frainteso”.
    No, hai detto una cazzata punto, capita a tutti, anche ai migliori ( migliori?? Gesù.. )
    passiamo oltre, dai, su.
    Ciao Palomba.

    "Mi piace"

  3. A parte che la PALOMBELLA ROSSA conduce Forum in una zona LETAMAIO mai vista prima, voglio dire, chiamare ‘tribunale’ un teatrino dove recitano dei pazzoidi che pare, facciano nella realtà gli attori di teatro (ma dove li prendono tutti ‘sti aspiranti, oltretutto da utilizzare una volta sola?),, ma che le situazioni siano spesso più complesse è un fatto. magari non riguarda questi femminicidi, ma di sicuro certe situazioni sono tutt’altro che chiare nella complicità tra i due nell’esasperare le cose.

    Casi reali, ne ho già descritti due prima, ne potrei descrivere altri ancora, ma tanto è come parlare al muro, per cui pensatela come vi pare.

    —–che cosa esaspera davvero il novantanove virgola nove per cento (periodico) degli uomini violenti? Non il modo di fare della donna, ma il suo modo di essere, cioè il suo rifiuto di considerarsi una loro proprietà. È la perdita del possesso e del controllo a scatenare la reazione omicida del maschio, non il carattere più o meno «esasperante» della donna. Anzi, di solito i comportamenti aggressivi che precedono il femminicidio appartengono all’assassino.

    Gramellini, magari un giorno ti porto a vedere il palazzo dove quel tizio di cui tu non sai niente ma io sì, si è buttato di sotto dopo una lite furiosa con la mogliera, che dici? Forse ti sfugge qualche cosa sulla tensione che riescono a generare le donne specie quando cominciano a darti del fallito e vanno per avvocati per prenderti pure la casa coniugale?

    "Mi piace"

    • Anche io conoscevo un signore che si è suicidato per un motivo simile a quello da te descritto. Se ci penso ancora mi viene una rabbia, e poi non me lo spiego: perché diavolo non hai sbattuto la porta e te ne sei andato?

      Eppure c’è qualcosa in questa scelta che accomuna quello che spara alla moglie. O all’estranea entrandole in casa, due ultimamente (sotto leggo di gente che parla di stronze e gente che applaude, io boh).

      Cioè se ti suicidi tu o spari a un’altra persona, o la gonfi di mazzate, sempre un filo che lega le cose c’è. Non può essere spostato al 100% il problema di quello che vede nella violenza la soluzione sull’altro o sulla relazione: è evidente che è un fatto culturale, di educazione, di madri disgraziate e di scuole, di società, di prestazioni, ecc.

      Ad ogni modo se Rutelli la prende a calci, io sono disponibile a rimangiarmi tutto.

      Piace a 1 persona

      • “…e poi non me lo spiego: perché diavolo non hai sbattuto la porta e te ne sei andato?”: perché in quelle condizioni la finestra è la via più breve e risolutiva!

        Ma tu saresti quella che ha studiato psicologia?

        "Mi piace"

      • X Paola:

        è testosterone, se non si fosse capito.

        E’ l’aggressività innata di molte specie dove i maski combattono per avere la femmina e la prole. Hai presente le pecore no? I maschi delle pecore sono gli arieti. E i maschi delle mucche sono i tori.

        E parliamo di animali erbivori.

        Quando all’uomo partono i nervi tende ad azioni violente. Se non contro gli altri, può farlo su se stesso, perché per lui fin da subito, la chimica, la vita, la competizione sono state chiare, e se non bastasse, c’é sempre mamma che da piccolo mentre piangi ti rimprovera: ‘non piangere, sei un ometto’. Aumentando solo la frustrazione repressa.

        Mi sono spiegato?

        "Mi piace"

    • Maristella, ma che ti ha fatto il genere femminile?
      Ti adoro, ma, quando scrivi queste cose, mi sembra di tornare al medioevo.
      Già è assurdo che certi cosiddetti “uomini” non si vergognino di scrivere queste enormità, ma da una donna fa proprio impressione.
      Tra l’altro, a prescindere dal “femminicidio”, è come giustificare L’OMICIDIO.
      Ma NON ESISTE giustificazione all’omicidio.
      O siete anche per la pena di morte?

      Piace a 1 persona

      • Poi “era ora che qualcuno lo dicesse forte e chiaro”?!?!?
        Perché, che altro si è sempre, se non detto, SOTTINTESO, sull’argomento??
        La Murgia scrive esattamente quello.

        "Mi piace"

      • *Anail,
        Io sono contro la violenza IN GENERALE, verso donne, uomini, bambini , anziani, omosessuali, animali, di tipo fisico, psicologico, per interposti figli che si usano come bancomat o come strumenti di vendetta ,ecc.
        Trovo molto pericoloso questo manicheismo :Donna sempre Santa -uomo sempre troglodita , perché non è affatto e non è sempre così.
        Non bisogna mettere le persone in condizioni di non avere nulla da perdere .
        Donna e uomo hanno la stessa probabilità di essere sia vittime sia carnefici , perché la violenza appartiene alla natura umana.
        La legislazione attuale di famiglia , per non parlare della legge sullo stalking ,è SMACCATAMENTE a favore della donna , la quale gode ingiustamente di un credito pregiudiziale di partenza, e alla quale basta una dichiarazione senza riscontri per provocare arresti di chi denuncia , spesso falsamente ,per motivi abietti .
        Il lato economico ha tutti i mezzi di supporto : se l’uomo non paga il mantenimento, si pignora lo stipendio, ed è un reato penale.Se la donna non fa vedere i figli , non succede niente . È nell’interesse del minore la bigenitorialita’, no?con la differenza che i soldi -essendo impersonali e fungibili-si possono prestare dal nuovo compagno (che dorme nel letto del padre dei figli, ), ma il padre che fa, si presta i figli degli altri perché non riesce a vedere i suoi???
        Non si deve legiferare sull’onda emotiva, ma sulla base delle reali statistiche e dei numeri veri.
        ATTENZIONE: per me anche UN SOLO omicidio ( la definizione “femminicidio” non è stata in grado di spiegarla nemmeno la presidente della Commissione Femminicidio del Parlamento) è di troppo , ed è una cosa atroce ,ma le priorità le stabiliscono i numeri.
        E i numeri dicono che l’Italia è uno dei paesi più sicuri per le donne, se escludiamo gli svitati ( e le svitate) fuori di testa che vi sono sempre stati e purtroppo sempre ci saranno . Solo che in malafede si sommano omicidi di donne per ragioni casuali ( rapine finite male, incidenti stradali, malavita organizzata, liti familiari o condominiali degenerate per le quali il “genere “non c’entra) a quelle POCHE DECINE l’anno di omicidi di donne realmente per ragioni di prevaricazione e gelosia malata, da punire severamente. Motivi?creare allarme sociale perché sulla pelle delle donne uccise i politici possono avere voti , la tv ascolti televisivi, i giornali on Line clic e quindi introiti pubblicitari. E inoltre per ottenere SOLDI , tanti SOLDI per i centri antiviolenza, sulla reale utilità dei quali te ne parlerei in privato.
        E comunque visto che siamo circondate da assassini da tutte le parti , essi si sono rivelati sostanzialmente inutili, no?
        Io NON CI STO a farmi usare .
        Io NON CI STO a cucire l’abito dei trogloditi a TUTTI gli uomini : i nostri mariti , padri, fratelli, amici , come se tutte le donne fossero fiorellini delicati e non anche stronxe che dopo una separazione non fanno vedere più i figli al padre ,togliendo loro ogni spontaneità Per sempre , tolgono la casa , rovinano economicamente l’ex, anche inventando accuse false di violenze e abusi sessuali; tanti ci sarà qualche magistrata da uncinetto che le credera’!
        Ci sono donne assassine, che ammazzano e acidificano gli ex; per non parlare di quelle che maltrattano negli asili o nelle RSA. Ma NON SI DEVE SAPERE.Punto.non se ne deve parlare. Non è Trendy.Per loro Non ci sono “amori criminali”, “quartigradi”, Sanremi con la Rulacomediavolosichiama. La notizia se viene data , viene data solo per qualche ora , e solo sulle edizioni locali.Nessuno che invoca :“in galera e buttate la chiave!”
        E le donne di chi ha subìto accuse infamanti prima che dimostri la sua innocenza , quelle mi, non sono donne? Sono donne a metà? Possono soffrire?
        Cara, ti stimo tanto, ma in nome della tua professione ti prego di rifletterci su.
        🌹

        "Mi piace"

      • Quale professione, tesoro? Non crederai anche tu alle allusioni scherzose che facevamo con Paola? Io non sono una psicologa, se è questo che intendi… Ho studiato medicina, terapia della riabilitazione ad indirizzo neurologico e psicologico dell’età evolutiva, dando 6 esami di psicologia e psichiatria ed ho anche frequentato la facoltà di Psicologia, prima che 2 interventi durante l’anno accademico mi fermassero (già lavoravo, anche), ma non sono una psicoterapeuta.😂
        Detto ciò, condivido molte cose che hai detto, ma ho un’interpretazione diversa, una visione generale che si discosta dalla tua.
        Penso che non possiamo confondere tutte queste problematiche col sistematico “atteggiamento culturale” di una certa categoria di uomini, che purtroppo, spesso, sfocia nella violenza domestica reiterata e nell’omicidio.
        È un tipo di comportamento malato (e di “tipologia”di omicidio, per le sue cause) che non ha l’equivalente nel nostro sesso (se non in qualche sporadica personalità psicotica), derivante da una cultura tipica del patriarcato, in cui la donna è una proprietà dell’uomo e contemporaneamente rappresenta il nucleo del suo amor proprio.
        Ovviamente stiamo parlando di uomini, diciamo, “non strutturati” psicologicamente, con grossi problemi di autostima che spesso sfociano in violenza domestica, anche per mancata gestione della rabbia.
        La ritorsione a cui accenni, l’uso dei figli per punire il padre ha radici antiche, mitologiche persino (estremizzando: Medea) ed è certamente esecrabile, ma non è paragonabile e non può giustificare comunque l’omicidio. (Le due cose raramente sono attinenti)
        Quei dati che mettono insieme TUTTI gli omicidi femminili come femminicidi mi sembrano improbabili, Mari…ma d’altronde le donne sono pochissimo coinvolte in omicidi “normali” (!!), per cui credo che la differenza non sarebbe tanta in ogni caso.
        Certamente nessun uomo viene ucciso in quanto uomo, in quanto proprietà, in quanto lesivo del nostro orgoglio di donne, a meno che non parliamo di serial killer come Aileen Wuornos… E se conoscessi la sua storia terribile, capiresti quanta parte di ciò che lei è stata nasca da ciò che ha subito.
        L’orgoglio femminile, la sua coscienza di sé, l’autostima hanno altre radici, forse più profonde, forse solo diverse, forse più antiche… o forse nuove, che quindi QUALCHE uomo non è in grado di gestire, probabilmente anche a causa delle madri, che, anch’esse, certo, reiterano vecchi schemi.
        Abbiamo nei secoli basato il nostro “senso” sulla maternità, sulla cura, sull’inferiorità spesso solo ostentata per sopire e blandire la fragilità maschile, di cui avevamo però necessità per la sopravvivenza.
        L’autonomia ci è stata repressa in mille modi, non ultimo il rogo per le detentrici di conoscenze non mediate da sacerdoti, cerusici, alchimisti… sempre comunque maschi.
        I nostri ruoli sono sempre stati decisi dall’altra parte del cielo, direttamente o indirettamente tramite i dettami delle società.
        Come OSIAMO, ora, pretendere di aggiungere ai nostri ruoli tradizionali (con grande fatica, tra l’altro) anche altre modalità di espressione della personalità?
        Come osiamo affrancarci?
        BELLI quegli uomini che hanno capito quanto la nostra emancipazione liberi anche loro.
        E sono tanti, grazie a Dio.
        Ciao, tesoro, stima ricambiata e riflessione insita nei miei cromosomi…😉

        Ps Vorrei esprimermi tanto di più, e meglio, su questo argomento, ma non sono in forma fisicamente, perdonami
        😘🌷

        "Mi piace"

  4. La Murg(i)etta del blog scrive:

    “Tra l’altro, a prescindere dal “femminicidio”, è come giustificare L’OMICIDIO.
    Ma NON ESISTE giustificazione all’omicidio.”.

    Anche se non è in grado di capirla, e se lo fosse non lo ammetterebbe mai, c’è qualcuno che può spiegare alla Mongolfiera la fallacia del suo ragionamento?

    "Mi piace"

  5. *Anail,
    La Murgia e’ brava come scrittrice, come opinionista vorrebbe creare i campi di rieducazione per uomini…
    A LEI Il genere maschile cosa le ha fatto?
    Perché se si sostituisce la misoginia del passato alla misandria attuale, il saldo resta zero quanto a evoluzione della specie.
    Questi sono i numeri dei femminicidi dal sito ufficiale:48 nel 2021 .
    Sempre troppi ,si intende .
    Ma Pochissimi rispetto ai 1000(mille) morti all anno sul lavoro ( in gran parte uomini, 3 al giorno , quella si “mattanza “ed “emergenza nazionale “) , per i quali non Importa a nessuno.
    https://femminicidioitalia.info/lista/2021

    E, se hai altro tempo, leggi anche questo:

    Fai clic per accedere a 957%20FENBI%20-%20A.pdf

    "Mi piace"

    • Cara, non dare retta a questo stalker, campione di bullismo, che accomunandomi, come sempre, alla Murgia, per motivi imperscrutabili, non sa far altro che riproporre lo schema di commenti rivolti a lui, in altre occasioni.
      Che noia, uno che scrive solo in modalità copiaincolla, pur di vendicarsi( secondo la sua ristretta visione delle cose), di ciò che gli è stato, a suo tempo, fatto rilevare, neanche da me, peraltro.
      Sì, io stimo la Murgia per come si esprime ed in genere per l’acutezza delle sue osservazioni, ma non la seguo al punto di identificarmi e, soprattutto, conoscerne le peculiarità.
      Noto che spesso viene malinterpretata, ma ciò non mi stupisce, visto il grado di intelligenza di certi individui e la loro malafede.
      (Mi ricordo, di lei, una mitica descrizione della “gatta morta” , che, credo, accoglieresti con entusiasmo😆)
      Addirittura la usano come insulto, nei miei confronti, non sapendo, invece, di farmi un complimento.
      Tra l’altro quel cognome è molto diffuso, qui da noi, ed è il cognome di mio marito… Quindi, se non fossi orgogliosa del fatto che noi italiane non prendiamo il cognome dei nostri mariti, potrei persino dire che sono una Murgia per davvero! 🤣😆

      "Mi piace"

      • Scusa cojona, sarà capace di decidere da sola o pensi abbia bisogno dei tuoi consigli? La trovi così sprovveduta da aver bisogno delle tue puttanate per decidere? Mi pare, come ha ben evidenziato nel commento sotto, che abbia sempre e solo risposto a te. Non avesse fatto altro che rispondere a me, capisco, ma ha risposto a te, ERGO sc3mina, che cazzo vuoi dimostrare? Devi sempre fare la maestrina di vita, idiot4?

        "Mi piace"

      • Contraccambio sc3ma:

        🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻🖕🏻

        "Mi piace"

    • Le notizie di fritture di peni (penicidio) finiscono sul Corriere dello SPORT! Non occorre aggiungere altro… Immaginiamoci se qualcuno si sognasse di friggere qualche clitoride che fine gli farebbero fare le Murgia de noantri!

      "Mi piace"

  6. *Anail 11,04,
    Qualunque percorso di studi e di lavoro tu abbia fatto, ti ha dato la bella testa che hai , e dei problemi di cui parliamo ne capisci certo più di me, e del mio orientamento invece economico-commerciale e previdenziale.
    Dunque: la Palombelli ha sbagliato a dire la frase che ha detto perché l’ha abbinata alle 7 morte in 7 giorni; ovvio che abbia suscitato indignazione.
    Ma la sostanza di ciò che ha detto non cambia.
    Alcune donne-non tutte-esasperano gli uomini, ed e’ male .
    Alcuni uomini-non tutti- perdono il controllo , ed è male, niente giustifica violenza e omicidi .
    Ma non ci sto a generalizzare, perché cosi si sbaglia anche quando si ha ragione.
    Io -per mia abitudine -non salto mai il passaggio “critico” di quando apprendo una notizia sui mass media , non mi limito a riferirla , farla mia e ad adeguarmi alla massa , mi faccio sempre tante domande ed analizzo le cose con la mia mente , pur con i miei limiti.
    L’amore e il rispetto verso tutte le creature va insegnato e valorizzato , cosa difficile ormai.
    Anche quello verso se stesse.
    Perché molte donne ammirano e apprezzano il “machismo” degli uomini , salvo poi provarlo sulla propria pelle? I fratelli Bianchi assassini di Willy , per esempio. Sono un esempio di prepotenza fisica e psicologica , di non rispetto di leggi e regole e di arroganza , quindi un modello di mascolinità tossica. Le ragazze del 2021 dovrebbero ignorarli se non schifarli, a pro di ragazzi seri e corretti .Giusto? No, sbagliato! Erano pieni di donne, delle quali addirittura “non ricordavano il nome mentre facevano sesso al cimitero” prima di essere chiamati presso Willy.Ed anche in carcere ricevono lettere d’amore da sconosciute, ammaliate dalla loro fisicità( e da cosa, se no?) .E i ragazzi seri rimangono solo e ”sfigati.”
    Circa il numero di donne carnefici rispetto a quelle vittime , credo che in realtà siamo sul 50 e 50.
    Per i numeri sembra il gioco del lotto: non ci sono 2
    Giornali che danno lo stesso numero per il 2021 di femminicidi : chi ne fa 77, chi 85, il corriere della sera ne da 186( sommando anche quelli del 2 semestre 2020).Non dovrebbe essere un numero oggettivo?
    Ma se anche fosse che ci sono più uomini carnefici che donne , non dobbiamo occuparci anche degli uomini vittime, come i due tra i tanti esempi che ti ho fatto?(ma solo dalle parti mie c’è stata una che ha accoltellato il marito 30 enne e a Brindisi una donna che ha acidificato il marito , poi deceduto per ustioni). allora non dobbiamo occuparci rimuovendone l’esistenza anche dei disoccupati perché i lavoratori sono di più, dei disabili perché i normodotati sono di più , degli omosessuali perché gli etero sono di più? non ci si rende conto che squilibrare l’attenzione a favore della donna rende quegli uomini “poco strutturati”come li hai definiti tu , ancora più squilibrati? Cosa costa un po’ di obiettività nel distribuire le responsabilità?
    La 21enne di Vicenza ammazzata dall amante , perché non si è separata , invece di tenere marito ed altro uomo e illudendo l’amato che era una cosa seria ,invece per lei era forse solo un capriccio per cui non valeva la pena perdere lo status di donna sposata?
    Poi la balla dell”inquantodonna”: se fosse così , L uomo ammazzerebbe la donna da subito dopo il matrimonio perché era donna sin da allora, oppure ucciderebbe qualsiasi donna; forse la ammazza in quanto ladra, in quanto traditrice , in quanto qualunque cosa, ma non in quanto donna , perché è demenziale .

    "Mi piace"