Ferrero riconosce ai 6mila dipendenti italiani un premio di 2.200 euro a testa

(il Giornale) – Accordo tra Ferrero e sindacati sul premio individuale legato agli obiettivi (Plo). La multinazionale di Alba guidata da Giovanni Ferrero distribuirà ai propri dipendenti in Italia, circa 6mila tra impiegati e operai (restano esclusi i dirigenti, ndr) nella busta paga di ottobre un importo medio di circa 2.200 euro (leggermente variabile rispetto alla sede di lavoro). Il premio è determinato dall’andamento di due parametri, il risultato economico, unico per tutta l’azienda (che concorre a determinare il 30% del premio), e il risultato gestionale (70% del premio) legato all’andamento specifico di ogni stabilimento.

Nel corso dell’incontro in video conferenza, le parti hanno analizzato gli andamenti di mercato, le prospettive produttive aziendali, i programmi di investimento per gli stabilimenti e le unità aziendali italiane, le tendenze occupazionali nonché le iniziative previste dal vigente accordo integrativo aziendale.

«In un anno caratterizzato ancora dagli effetti della pandemia Covid 19, l’attenta attuazione di tutte le misure di sicurezza previste dalla legislazione e dai protocolli nazionali, ha consentito a tutti i dipendenti di lavorare in piena sicurezza», si legge in una nota in cui Ferrero e sindacati esprimono «piena soddisfazione per tutte le attività fatte a garanzia della tutela e sicurezza dei lavoratori».

Categorie:Cronaca, economia, Interno

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14 replies

  1. state zitti e muti: più mutella per tutti.nuto è olio antiusura. forse un goccio di olio di ricino fa bene alla salute? ha detto:

    non so come facciano. nessuno fra i miei conoscenti consuma prodotti ferrero. sin da piccolo, quando facevan le raccolte punti per vendere, a casa mia dicevan che i premi te li compravi nell’economia delm prodotto che effettivamente a noi bimbi non piaceva. preferivamo i perugina. oggi, anche sui biscotti di altre case, leggo esente da olio di palma, un a sostanza attenzionata e presente nei prodotti ferrero. adesso questa regalia, quasi a suggerire che la sicurezza in fabbrica paga. magari, i dipendenti son tutti vaccinati. nessuno pensa che sia un’azienda sponsor di governo, ma certo suona male, la boutade, se vogliamo, paternalistica, assurda e ridicola. forse voleva provocare, come uno che si zappa i piedi.

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  2. per chi non lo sapesse, la novi realizza una buona crema di cioccolato che fa bene ai nostri bimbi. le piccole aziende, danno una garanzia migliore di attenzione e qualità di altri prodotti che per forza di cose devon pagare spese accessorie di pubblicità e tenere un prodotto standard privo di aggiunte migliorative. senza parlare di piccoli produttori di creme di nicchia dai gusti ed aggiunte più disparate. insomma, se volete la scelta, è come per il vino, i prodotti esclusivi, non li trovi nei cantinoni ad ettolitri.

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  3. che tirchieria, si direbbe a prim’acchito. anch’io se avessi una galassia di filiali agenzie, consociate disparate in giro per il mondo, con cui giostrare spese, bilanci, fatturato e sede legale di direttori, agenti, commissionarie con residenza in paradisi fiscali, poptrei forse dare 10-12 mila euro ai miei dipendenti. invece la pmi si massacrano per cercare di pagare gli esosissimi contributi che mai, alla fine vedranno, i poveri operai. almeno un poco di basso profilo, perdio…

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    • Temo che tu sia un cretino. Ferrero è un’azienda che da lavoro ad oltre 35000 persone nel mondo, pagate regolarmente e con buoni benefit. Ha fatto crescere economie locali e al brand viene riconosciuto un appeal notevole ( mi pare sia tra i primi 20 tra i marchi più affidabili e con migliore reputazione al mondo, primo tra gli italiani ). Quanti conosco e lavorano in Ferrero stanno molto bene, l’azienda riconosce ottimi servizi, e ogni anno paga un lauto premio. Lo trovi scandaloso? Non ti piace la Nutella? non la comprare, mangiati altro cioccolato, il mercato è libero.

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  4. Hai scritto tre risposte, e sei sempre la stessa persona ignorante che mette il punto e poi comincia a scrivere con la lettera minuscola.
    Una volta tanto che un imprenditore paga i suoi dipendenti bene lo si deve criticare.
    Sarai il solito che parla bene degli affamatori.
    La Nutella è una crema con cui sono cresciuti tutti i bambini.
    Quando facevo le elementari mia mamma riempiva un croissant con la Nutella e me lo portavo a scuola per mangiarlo a ricreazione.

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  5. Bisogna sempre lamentarsi mettendo nello stesso calderone Imprenditori con la I maiuscola e i soliti Prenditori affiliati a certa politica nazionale

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  6. Essere contro il tuo dio? O il dio di un altro?
    Bah! Non so come farei visto che proprio non mi pongo il problema.

    Mi permetto invece di segnalare all’aifa i casi di persone cui non piace la nutella: studiateli bene e fateci sapere cosa è andato storto.

    Poi ho letto adesso il commento secondo cui i prodotti Ferrero non si vendono. Ma esattamente dove vivi?? La fiesta, l’uovo kinder, Ferrero rocher (ambrogio??) cioè ti serve fare un sondaggio tra i conoscenti per sapere che sono stra stra venduti?

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    • “…studiaTeli bene e faTeci sapere cosa è andato storto.”: l’itaGliano!

      “Poi ho letto adesso il commento secondo cui i prodotti Ferrero non si vendono. Ma esattamente dove vivi??”: diTe a me (mi)?

      E per finire:

      “Essere contro il tuo dio? O il dio di un altro?
      Bah! Non so come farei visto che proprio non mi pongo il problema.”… Infatti, mi riferivo proprio a questo: il bestEnniatore non ti smuove nemmeno un pelo pubico (almeno non per questo…), l’avversione – presunta – alla Nutella invece, ti fa sanguinare il Quore.

      Siete fatti così: cr3tini natural born.

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  7. parafrasando freud, le nevrosi delle persone mai cresciute, derivano dalle rimozioni inconsce delle latenze mai confessate. taluni, invece, lavorano per porre delle compensazioni e trarne profitto. cosa meglio di una pasta molle, plastica, dal colore rassicurante, invitante, famigliare che rimanda all’infanzia, alla fase anale, primordiale delle pulsioni, poi ampiamente canalizzata a scuola con il pongo, la plastilina? cosa di meglio per placare le latenze di coprofagia alimentare?

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  8. Freud, appunto…
    Peccato che sia ormai chiarissimo che è il cervello che predispone al gradimento del dolce o del salato, ecc… Insomma, ci entra la genetica.
    Ma la “fase anale”, vuoi mettere…

    Se non è la Nutella è qualcosa di altro. Di “anale” in “anale” qualcosa ci deve pur piacere. Le lasagne? Il filetto,? Le patate fritte?,Il sushi? ( Ah, già, il pesce, famoso simbolo fallico. Per non parlare della cacciagione: tutti “uccelli”).

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