Speriamo che sia femmina

(Marcello Veneziani) – Nella danza sul Quirinale, il galateo femminista e demagogico dà la precedenza alle donne. “Dopo tredici uomini vogliamo una donna al Quirinale”, dicono in coro. L’ultimo a ripeterlo è Carlo Cottarelli. Se si prescinde dalle persone e si procede per generi, quote o categorie faccio notare che non è mai stato mai eletto al Quirinale un presidente disabile, un nero, un ebreo, un omosessuale, un trans e potrei continuare. E non è stato mai eletto un presidente romano, milanese o adriatico… Che facciamo, rimediamo? E se invece di usare questi criteri generici si cercasse di eleggere qualcuno affidabile sul piano della qualità, dell’autorevolezza e della capacità di rappresentare al meglio tutti gli italiani? Se poi è donna fa piacere.

Ma è la lottizzazione del mondo per tipi che è grottesca e rovinosa. La donna. Il gay. Il migrante. Il rom. Il giovane. Il disabile. E a rovescio il sessista, l’omofobo, il razzista, il fascista. Spariscono i popoli con la loro storia, le loro tradizioni, le loro comunità e la loro identità. Spariscono le famiglie, coi loro legami, la loro vita, il loro amore. Spariscono le persone, coi loro meriti, i loro limiti, le loro capacità, le loro responsabilità. La sostituzione della vita concreta con le categorie astratte, le identità e responsabilità coi generi, risale ai giacobini della Rivoluzione francese. Ribattezzarono i giorni e le cose con astrazioni climatiche e concettuali, abolendo tutto ciò che ricordava usi, tradizioni, storia, persone. Quell’indole restò in eredità al comunismo, ma il genere allora si chiamava classe, e poi al radicalismo. Oggi è la retorica dominante, pervasiva, asfissiante.

Oh deputate, signori e ministri pensate che sia giusta e vivibile una società in cui per nominare un ministro, chiamare un medico o un idraulico si debba scegliere per genere? Qui ci vuole una Donna, qui un Gay e qui un Migrante. La filosofia delle quote è un’ideologia di genere che impone uguaglianza dove sarebbe necessaria la diversità e impone disuguaglianza dove sarebbero giuste le pari opportunità. A questo catechismo s’inchinano pure i capi di stato. A guidare il mondo ci vogliono un presidente trans, una cancelliera nera, un papa gay, un alto commissario rom e una regina disabile.

22 replies

  1. Trovarmi in accordo con un articolo di Marcello Veneziani dapprima mi stupiva parecchio. Poi sono arrivato a “Spariscono…” e ho ritrovato il Veneziani di sempre… uff: pensavo di essere peggiorato io, invece è lui che fa precedere i suoi soliti sproloqui da una premessa condivisibile.

    Una donna al Quirinale? Se i nomi sono Cartabia e Maria Elisabetta Alberti Casellati allora meglio tirare a sorte…

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    • Ras (abbreviazione di Rassegnato 1962😆),
      Sono allibita.
      Hai scritto ESATTAMENTE il commento che avrei scritto io. Identico. Al millimetro.
      Siamo anime gemelle😂🤣

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      • Elena Cattaneo, una scienziata, senatrice a vita… figurati, prima si sparano.
        Vogliono politici di lungo corso o figure istituzionali possibilmente sottotraccia e non troppo caratterizzate…
        Spero tanto che la Cartabia si sia bruciata e non si chiami Fenice, di secondo nome, ma anche l’alternativa MEACSMVDM non è meno inquietante.
        Peccato per la Carlassare 90enne, anche se, visto che è donna e abbiamo 7anni di aspettativa di vita in più (è ancora così? 🤔), equivarrebbe ad averne 83.
        Chiamasi “arrampicata sugli specchi” , ne sono conscia… 😏

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  2. Io vorrei le quote azzurre nella scuola.
    Ma siccome è diventato un lavoro di merda, sottopagato, pieno di responsabilità e considerato meno di zero, i maschietti se ne guardano bene.
    Ma non si trattengono dal magnificare la “comodità” di “tre mesi di vacanza,” , proprio quei padri che non sono capaci di tenere a bada un figlio ma pretendono che degli estranei ne crescano centinaia all’anno.
    Ovviamente si limitano a parlare: mai che diano, e vincano, un concorso
    Un lavoro tanto comodo ma lasciato volentieri alle donne. Chissà perché…

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  3. Ci vorrebbe un “moderno” illuminato un tipo che riuscisse a praticare questo. La morte?
    non mi fa paura
    penso a dare il massimo
    in quello che faccio
    per quello che amo
    e non mi spaventa più di tanto.

    La morte?
    arriverà come una liberazione
    un giusto riposo
    dopo tutta la fatica
    lo stress
    il dolore
    che hanno scandito gli attimi
    della mia vita.

    La morte?
    Una voce infondata?
    l’accetterò senza rimorsi
    senza alcun rimpianto
    perché è ciò che avrò aspettato
    se sarò certo di aver lottato
    di averci provato
    altrimenti credo sia saggio
    che arrivi molto prima.

    La vita è una
    non voglio buttarla così.

    Se smetti di lottare per i tuoi sogni
    sei come morto
    è un’eutanasia
    una lunga agonia
    che porterà alla scarcerazione
    da questa strana condizione
    di servo mondiale
    di schiavo sociale.Va da se che il “genere” scompare e si scioglierebbe come il ghiaccio al sole

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  4. Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
    la perdono, e te ne fanno colpa.
    Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
    tenendo pero’ considerazione anche del loro dubbio.
    Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
    O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
    O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
    Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

    Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
    Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
    Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
    E trattare allo stesso modo questi due impostori.
    Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
    Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
    O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
    E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

    Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
    E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
    E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
    senza mai far parola della tua perdita.
    Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
    nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
    E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
    Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

    Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
    O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
    Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
    Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
    Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
    Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
    Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
    E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

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      • Era x Limbo/quell’altra frase usata come nick.
        Sta prendendo piede questa usanza di usare come nick una frase/oggetto del commento, rendendo difficile individuare l’interlocutore e fare il riferimento nella risposta.
        Costa tanto mettere un cavolo di nick fisso? Se è privacy, è ridicola.
        Non so gli altri, ma io, ormai, tendo a saltare i commenti di questo genere di blogger.

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      • E tra l’altro, tutta ‘sta fatica per cambiare nick ogni volta e poi… Scrivi una poesia meravigliosa e non metti l’autore?
        Era per fiducia nella nostra cultura o contavi sul contrario, per spacciarla come tua?

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  5. visto che la voglion femmina, avrebbero potuto pensarci quando monica era ancora bona, almeno stavamo sui bellucci. se invece volevano una donna, dovevan pensare all’anselmi, quando era ancora viva. alla fine opteranno per una via di mezzo: una uoma e neanche tanto femminile. chissà cosa credono di ottenere, questi mammoni smidollati.come se la mamma presidenta offrisse un capezzolo da suggere ciascuno. un po’ come la lupa de rroma, una statua tutta di bronzo, sin la faccia, pardon, il muso. se fosse stata più vecchia, avrebbero acclamato la meloni a furor di popolo, una sorta di plebiscito d’antan, avendo le phisique du role e modi spicci, se non bruschi. pero’.non è il canone greco di femmina, porebbero obiettare, quantomeno dovrebbe esibire una bella pelata e camicia nera, fez( non fedez). siamo al gran finale del circo orfei: nani e leoni a far piroette insieme. i leoni, si sà, son vecchie tute impersonate da clown.

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