Morire di sanità

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – C’è qualcosa di profondamente vile e servile nel linciaggio condotto contro chi ha responsabilmente deciso di non vaccinarsi o da vaccinato, di non sottoporre a questa prova i suoi figli e di non volersi dotare della vergognosa “certificazione” di appartenenza al consorzio civile,  con la motivazione abietta, preliminare alla pretesa che si paghino le cure mediche, che in caso di ricovero sottrarrebbero risorse  professionali e posti letto agli sventurati che contraggono il Covid malgrado la vaccinazione.

Vile, perché sfrontatamente ammettono che la panacea, il prodigio farmaceutico moralmente più che concretamente atto a salvarli, ha delle pecche e dei limiti accertati, perfino per quanto riguarda la promessa che tuteli da fenomeni patologici cruenti, se appunto si teme che indegni terrapiattisti, osservatori delle scie chimiche e filosofi in prepensionamento possano occupare abusivamente le terapie intensive destinate ai valorosi vaccinati.

Servile, perché i fanatici promoter in servizio per BigPharma, impegnati nella guerra contro gli irresponsabili che minacciano di pesare sul sistema sociale per i loro capricci e le loro paure misoneiste, hanno, con codarda indole all’omissione e alla rimozione, smesso perfino di fare menzione dei decenni di tagli alla sanità pubblica, di consegna della ricerca all’industria, della riduzione del ruolo dei medici di famiglia a impiegati addetti all’emissione di ricette e allo smistamento dei “clienti” a laboratori diagnostici a pagamento. Eppure all’inizio dell’epidemia,  perfino i più ottenebrati dalla narrazione apocalittica, riconoscevano che decessi, gravità dei fenomeni patologiche, cure sbagliate o proibite, erano la feroce concausa dell’emergenza sanitaria che scaturiva da una drammatica crisi sociale.

Adesso no, adesso che hanno preso sul serio l’incarico di zittire il dissenso, convinti che le autorità pubbliche, quelle che fino a ieri incarnavano nell’immaginario popolare, corruzione, distanza dai bisogni della gente, istinto al malaffare come doverosa qualità del politico, combinati con opachi interessi personali, agiscano per il nostro bene, che stiano facendo quel che possono per fronteggiare la minaccia, che si prodighino per tornare a quella normalità sospesa e diventata desiderabile, dopo che per mesi si era sostenuto che fosse all’origine di gran parte del male e con l’auspicio che nulla tornasse come prima.

MicroMega che ormai si candida a diventare l’house organ dei “poteri forti”, in competizione con il Manifesto, titola Big Dementia  il “pezzo forte” della settimana, di tal Vincenzo Cottinelli (fotografo? filosofo?  Cui non si deve chiedere se ha titolarità a concionare sul virus a differenza di chiunque osi esprimersi in forma dubbiosa o critica) che a suo dire cerca “di penetrare anche in teste che sembrano perdute nella loro cocciutaggine o nascoste dietro furberie”.

Sgombrato il campo nemico dalla paccottiglia dei “terrapiattisti”, dei pavidi che temono l’ago, dei primitivi barbari che negano Progresso e Scienza impersonati dall’Oms, dai governi occidentali e dalla cerchia farmaceutica che ha “debellato il vaiolo”, l’autore nelle grazie della direzione dell’autorevole periodico convertito a Agenzia Stefani del regime, sceglie un nuovo obiettivo da denigrare e ridicolizzare. Si tratta della pericolosa razza degli “anticapitalisti duri e puri, che rifiutano il vaccino perché è un prodotto  delle industrie farmaceutichecolossi multinazionali, spesso monopolistiche” delle quali – secondo loro – “fanno parte, insieme a governi, gruppi finanziari, singoli miliardari (Bill Gates, Clinton, Soros) di un complotto mondiale finalizzato a indurre un falso bisogno di un farmaco da loro prodotto” e che in ogni caso  “lucrano miliardi da questa produzione artificiosamente indotta, a spese dei governi e cioè dei popoli”.

Che scandalo per gli illuminati opinionisti convertiti alla distruzione creativa dei padroni di Draghi,  questo ciarpame del secolo breve che ha l’ardire di dimostrare che senza socialismo vince la barbarie e che invece dovrebbe invece occuparsi di ben altro:  “la fiscalità progressiva sui profitti, i diritti dei lavoratori, la sicurezza del lavoro, la lotta all’inquinamento, i limiti alla delocalizzazione”,  secondo la regola che per chi comanda e chi è al servizio di chi comanda, c’è sempre qualcosa di prioritario rispetto alla verità, alla libertà d’opinione, ai diritti cui in casi eccezionali è doveroso e democratico rinunciare, come in questo specifico caso nel quale è di rigore abiurare a garanzie e diritti, per dotarsi della degna sostituzione, quel vaccino, “barriera contro il virus, se quantomeno ne neutralizza le forme più gravi e l’incidenza di mortalità”.

Sarà che mi colloco volentieri  tra i dementi meritevoli di Tso, tra le teste dure o i furbastri che cercano visibilità  grazie a ipotesi complottiste o che trafficano nell’oscurità della cospirazione, ma, a fronte di complicazioni, danni collaterali immediati o nel tempo e dell’abuso che viene fatto di un prodotto per incrementare uno stato di eccezione con conseguenti penalizzazioni e discriminazioni, se l’effetto unico del vaccino è quello di limitare gli esiti più gravi del virus, allora in un anno e più di promesse e di annunci,  non sarebbe stato più fertile e razionale mettere mano a interventi sulla sanità, sul sistema di cura e di assistenza, sulla medicina di base, sulla prevenzione e sulle terapie?

Chi da sempre si batte e non soltanto  per la fiscalità progressiva o per l’ambiente grazie alla propaganda della Green economy,  ma per smantellare l’edificio ideologico e le misure che ne derivano e che hanno promosso disuguaglianze, sfruttamento, impoverimento di interi ceti, sa che un fronte strategico della guerra di classe alla rovescia di chi ha troppo e vuole di più togliendolo a chi non può premettersi nemmeno i figli come era concesso un tempo ai sottoproletari, è proprio la cura  diventata un privilegio per pochi, come d’altra parte è dimostrato proprio dalle statistiche, perfino quelle più farlocche, sull’incidenza del Covid e sui decessi che a esso vengono attribuiti.

E se un’indagine condotta da Anaao-Assomed ha rivelato che a ogni posto letto in meno per 1.000 abitanti è associato un aumento del 2% della mortalità legata al Covid nei primi 8 mesi del 2020, così l’Italia con 3,1 posti letto ogni 1.000 abitanti ha registrato un +17% di mortalità, mentre la Germania con 8 posti letto ogni 1.000 abitanti ha registrato un aumento della mortalità pari allo 0,  uno studio dell’Università di Pavia, ripreso dalle riviste scientifiche ma anche dalla stampa, ha messo in luce che il 57 % dei 106.600 morti in eccesso avuti nel 2020 non è imputabile al Covid-19, ma all’interruzione delle cure ospedaliere, delle visite non urgenti e degli screening, che hanno registrato  1,3 milioni di ricoveri in meno rispetto al 2019   (-17%), di cui circa 620.000 interventi chirurgici e 747.011 ricoveri programmati saltati dei quali  554.123 urgenti.

E difatti la stessa ricerca ricorda  che  a metà degli anni ’70 l’Italia aveva 10,7 posti letto ogni 1.000 abitanti, più di tre volte gli attuali standard. E dunque se avessimo conservato quegli indici si sarebbero potute salvare almeno 20.000 vite su 106.600 (circa 8.000 se i morti per Covid-19 del 2020 sono stati realmente  45.838 come suggeriscono gli autori dello studio).

Ma siccome non si deve disturbare il manovratore è meglio non dar retta agli antagonisti prestati alla militanza novax, è preferibile tacere sul passato: negli ultimi 10 anni sono stati chiusi 173 ospedali, il 15% della dotazione,  ridotto il personale sanitario di quasi il 7% come  le strutture per l’assistenza specialistica ambulatoriale passate dalle 9.635 nel 2010 alle 8.798 attuali. E meglio ancora è non occuparsi del presente e meno che mai del futuro, quello che si sta preparando con le linee direttrici della spesa sanitaria ipotizzate grazie al gruzzolo del Recovery Fund, 20 miliardi principalmente destinati all’incremento della digitalizzazione del settore, alla creazione di “aziende” territoriali con impronta privatistica per l’assistenza in strutture ad hoc grazie alle “reti di prossimità”, ben viste dal welfare aziendale e soprattutto alla telemedicina, in modo da cancellare qualsiasi forma di relazione umana nel rapporto tra operatori sanitari  e pazienti.

E non conforta prendere atto delle “tendenze” della spesa sanitaria, che riconferma l’ampia delega data alle regioni malgrado le loro prestazioni criminali, così come sono delineate   nel Documento di economia e finanza che nel sottolineare come nel 2020 la spesa sanitaria sia risultata pari a 123.474 milioni, con un tasso di incremento del 6,7 per cento rispetto al 2019, ha annunciato che è finita l’epoca delle vacche grasse e che ci sarà un assestamento post Covid, che prevede nel triennio 2022-2024, un decremento   ad un tasso medio annuo dello 0,7 per cento, quando nel 2022 verrà meno la necessità di affrontare “buona parte dei costi programmati per contrastare l’emergenza sanitaria”.

Non è andato tutto bene, nel migliore dei casi torneremo alla normalità del prima.

21 replies

  1. “mortalità legata al Covid nei primi 8 mesi del 2020”

    cherry picking temporale che non tiene conto che il problema covid in Europa ha colpito prima l’Italia , quando tutti gli esperti (tranne i cinesi) ci dicevano che fosse banale influenza. E poi non ha senso contare pure gennaio e febbraio.

    La Germania ha avuto più tempo per organizzarsi e, nonostante più posti letto, ha più di 92.000 decessi.

    Immaginate se Conte e Speranza avessero fatto spendere a gennaio 2020 decine di miliardi per fronteggiare il covid, e se questo si fosse poi rivelato una banale influenza come dicevano gli esperti. Danno erariale e processo per non aver ascoltato gli esperti.

    Col senno di poi è facile fare i sapienti.

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    • 92000 morti a fronte di 80 milioni? 82? Quindi almeno 20 milioni più di noi e 40.000 morti in meno.
      E in 3 settimane hanno organizzato tutte quelle terapie intensive? Se sì: GENI, noi nemmeno dopo 20 mesi ci siamo riusciti. Anzi, non ci riusciremo mai!

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      • “E in 3 settimane hanno organizzato tutte quelle terapie intensive?”
        ———————————–

        Non ho mai scritto questo, ma è ovvio che vedendo cosa accadeva in Italia qualche contromisura l’avranno presa.

        Il problema è trovare personale sanitario da mettere nei nuovi reparti, perchè non si possono formare medici e infermieri in 5 minuti. L’anno scorso ne sono arrivati alcuni da Cina, Cuba e Albania a darci una mano.

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      • Appunto, e se non possono inventarsi medici e personale vuol dire che erano attrezzati meglio e quindi come dice la Lombroso non avevano smantellato in anni e anni (non Speranza e COnte, a gennaio 2020, qua si parla di svariati ministri e governi) la sanità pubblica hanno potuto difendersi meglio e registrare una percentuale di morti pari a quanto alla metà della nostra?
        Non c’è affatto il senno del poi, c’è il senno del prima.

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      • Sì perfetto, ma sulla carta: infatti il grafico non riporta la fluidità di Musumeci, Zaia, De Luca, Solinas e altri che considerano un posto letto di TI quello dotato di respiratore comprato dalla struttura centrale sebbene non abbiano personale, spazio, addirittura bocchettoni dell’ossigeno. Mi pare di averli visti tutti in un magazzino questi posti di terapia intensiva, se non sbaglio a Report. Ma sono attivabili eh! Su richiesta, o necessità, dove per necessità si intendono le esigenze del momento: ora la necessità è rimanere bianchi, per dire. Poi vedremo.

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  2. In questa cacofonia spicca l’informazione.
    I grandi giornalisti e i virologi mediatici fanno ricorso ad ogni piè sospinto all’autorevolezza di Fauci.
    Evitando sempre di ricordarci che Fauci, con la sua autorevolezza, non ha mai dato il via libera ad Astrazeneca, da sempre vietato negli US.
    Insomma, autorevolezza a singhiozzo a seconda delle convenienze. Ed noi ovviamente dovremmo sentirci sicuri, però solo a giorni alterni…

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    • al tempo
      quella si chiama concorrenza sleale, mica scienza precisina.

      hanno il loro, usano il loro, gli altri stiano fuori dal nostro libero mercato
      o pensa che i miliardi di vaccinati con quelli cinesi, russi, o anche il cubano, abbiano
      anticorpi chimerici?

      se le interessa i russi stanno facendo un farmaco, il Mir-19, si usa come uno spray nasale
      qual ora si entri in contatto con un contagiato, se passa alla fase di libera distribuzione.
      è un farmaco, non un vaccino e, al momento, non avrebbe controindicazioni.
      altro che monoclonali, che è roba ben più sperimentale dei vaccini

      crede forse che, se funzionasse, verrebbe venduto da noi in EU o nell’America del nord?

      quindi citare una cosa proibita per motivi economici adducendo come spiegazione che non funziona,
      o addirittura che è dannoso a prescindere (pure l’acqua la uccide eh!), è alquanto bizzarro.

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  3. Basta! Avete mandato in soffitta il cervello. Basta. Davvero, non se ne può più. Vaccinatevi e smettetela di contagiare il prossimo. Ormai la rabbia ha preso il posto della comprensione. La gente ai sta ammalando e c’è chi muore. Vaccinatevi e smettetela di versare fiumi di inchiostro avvelenato.

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    • Adri_an0, il tuo di cervello ricorda sempre di coprirlo quando ti alzi dalla tazza del c3sso: non è bello vedere gente a braghe calate girare per casa, specialmente se ci sono dei bimbi (cit.) in giro…

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      • VALE LA PENA INSISTERE: parlaci dei super diffusori 251 volte in più di chi? o di che cosa??

        Ah ca22ar000oooooo

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  4. “vile e servile nel linciaggio condotto contro chi ha responsabilmente deciso di non vaccinarsi o da vaccinato,
    di non sottoporre a questa prova i suoi figli e di non volersi dotare della vergognosa “certificazione”
    di appartenenza al consorzio civile”

    ok, è definitivamente sbroccata
    vile ed incivile è chi si sottrae da vigliacco, non chi ti fa notare che lo sei

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  5. Con cosa? Con Astrazeneca vietato negli US.? Che ne dirà Fauci?
    Lei, Adriano, è troppo ottimista. Io sono vaccinata, obtorto collo con due dosi, ma so benissimo che posso contagiare e contagiarmi. A me fanno molta paura quelli che pensano di essere “in sicurezza”e fanno di tutto e di più e “tornano a vivere” come prima. I disastri arriveranno proprio da quelli.
    Quindi su la mascherina e distanziamento, magari dopo aver smesso di ” versare fiumi di inchiostro avvelenato”.

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  6. Concordo con Marco-Bo.
    Oramai siamo agli epiteti: ti vaccini?
    Vigliacco, ipocrita, colluso con i mascalzoni che hanno tagliato la Sanità o hanno speculato o rubato, fascista, fascista servo, guerrafondaio, discriminatore, pescecane, oppressore dei poveri e magari anche della vedova e dell’orfano. Sig.ra Anna ma lei rivede quello che ha scritto ?

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    • Paolo DR,
      Il bello è che parlano di “caccia alle streghe” contro i novax.
      E invece pare proprio che avvenga il contrario…armati delle peggiori fake, di “studi” campati in aria, non certo revisionati dalla comunità scientifica, o analizzati coi piedi, da gente che non sa fare un cerchio col bicchiere, ma affronta gli esperti credendosi alla pari (chi ha visto l’orrida leghista che sbraitava contro Sileri, ieri da Floris? E con quale arrogante sicumera!) con argomentazioni zeppe di fallacie logiche e con gli epiteti che hai così ben riassunto tu…
      Non so voi, ma io sono stanca.
      Anzi stufa.

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      • Chi sarebbe, quella capra che voleva insegnare la medicina al medico?
        Penosa e senza vergogna.
        Uno spettacolo indecente.
        Propongo l’istituzione, su questo blog, della rubrica, ben nota ai lettori del grande “Cuore”: “Vergogniamoci per loro”, un meritorio servizio per chi non è in grado di vergognarsi da solo.
        La tizia, di cui, opportunamente, ho dimenticato le generalità, sarebbe la prima… ma non l’ultima, purtroppo.

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  7. Divide et Impera! L’intento prefissato è raggiunto: vigliacchi da un lato e servi dall’altro!
    Dal momento che il vaccino non può garantire l’incolumità di chi lo riceve, la scelta deve restare personale!
    Molti hanno semplicemente paura degli effetti avversi: in famiglia, una paralisi facciale che dopo 6 mesi non è ancora completamente risolta!

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  8. Una risata vi seppellirà, perchè morire ridendo è meglio.
    Questa finta pandemia, non potendo più andare in palestra solo per mantenermi in forma, senza esagerare,
    mi ha trasformato al livello larva, con quei pochi muscoli coltivati con fatica, scomparsi, appiattiti dalla iniziale
    paura, che ha dominato fino ad un certo punto. Poi ho trovato questo articolo e si sono rianimati.
    https://www.ultimavoce.it/come-crescono-i-muscoli/
    Al che mi sono ricordata che mentre uno si allena può canticchiare anche la canzone adatta.

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  9. C’è una soluzione rapida e gratuita: i lavori di casa. Ogni giorno spolverare e lavare pavimenti, scale, vetri, cucina, passare la lucidatrice ( per chi vuole bicipiti robusti lucidare a mano e lavare a mano lenzuoli e coperte). Fare la spesa ed ogni commissione a piedi o in bici se più lontano di 5km, giardinaggio per chi ha del verde… E di palestra non si sente certo la mancanza. Tutti i muscoli si muovono, la casa splende e si risparmia.
    Il metodo è infallibile. Controllare lo smartwatch per credere. Però non si acchiappa…

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