Porca puttena, c’è il Moige

MILAN, ITALY – SEPTEMBER 17: Lino Banfi attends FuoriCinema on September 17, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Stefania M. D’Alessandro/Getty Images for FuoriCinema)

(Stefano Iannaccone – tag43.it) – Era stato sdoganato all’Europeo di calcio con l’esultanza casereccia di Ciro Immobile dopo la rete realizzata contro la Turchia. Ma nemmeno questo ha salvato il “porca puttena” di Lino Banfi, anzi suo proprio marchio di fabbrica, dalla censura. Lo spot di Tim Vision, con il famoso intercalare, è stato modificato dopo la crociata avviata dal Movimento italiani genitori (Moige). L’accusa? La frase è diseducativa, un cattivo esempio per i più piccoli.

Dalla coppia gay di Toscani allo spot di Rocco Siffredi: le crociate del Moige

L’associazione, del resto, non è nuova a campagne del genere, tutte votate a un modello conservatore, anche se colpiscono simboli tutt’altro che rivoluzionari come Lino Banfi. Figurarsi il piacere che è stato provato, in passato, nello scagliarsi contro un artista fuori dagli schemi, come il fotografo Oliviero Toscani. Anni fa, infatti, il Moige prese di mira una campagna pubblicitaria di una marca di abbigliamento, con le immagini immortalate da Toscani, che mostrava una coppia omosessuale in atteggiamenti affettuosi. Gli scatti erano troppo intimi, quindi scandalosi per “i bambini”. Insomma, da censurare. Così c’è stato gioco facile nel caricare a testa bassa un noto spot, quello con il pornoattore Rocco Siffredi come protagonista, di una marca di patatine. Un gioco di riferimenti troppo ardito per i fustigatori dei Moige, indefessi pretoriani dell’educazione dei bambini.

Nel mirino anche Sailor Moon, troppo fluida, e i Simpson

Sull’orientamento sessuale, a dire il vero, il movimento dà il suo meglio. Addirittura sono finiti “sotto accusa” due personaggi del manga giapponese Sailor Moon, colpevoli di trasformarsi – per magia – da uomini a donne. Inaccettabile e foriero di confusione, secondo il Moige. Perché è chiara la ragione sociale, almeno quella ufficiale, del Movimento: la tutela dei minori rispetto a possibili azioni diseducative. Tutto apprezzabile, come accade per le numerose campagne contro gli abusi e il cyberbullismo. Sono numerosi i progetti di sensibilizzazione in tal senso e per questo la rete coinvolge meritoriamente decine di migliaia di genitori. Ma questo è anche il grimaldello perfetto per portare avanti iniziative dal retrogusto censorio. Gli strali del Moige non sono, come era evidente, un fatto raro: hanno centrato addirittura i Simpson. Ebbene sì: Homer e l’allegra brigata, ideata da Matt Groening, è stata considerata diseducativa per la formazione dei piccoli. «È sconcertante che il direttore di Italia 1, Giovalli, continui a mandare in onda i Simpson in una fascia oraria molto gettonata dai bambini un cartone cosi inadatto», era la posizione del Moige, secondo cui questo stravolgeva «le più elementari regole pedagogiche di rispetto e tutela dei minori, che avendo una capacità critica ridotta sono portati all’emulazione». L’impegno, poi, tracima in politica con la contrarietà a qualsiasi ipotesi di legalizzazione della cannabis, con tanto di petizione per dire “no”.

cos'è il moige che ha censurato il porca puttena di Banfi
Maria Rita Munizzi, presidente del Moige (dal sito Moige).

Chi sono i fondatori del Moige Munizzi e Affinita

Dietro la sigla, ovviamente, ci sono le persone. La mente e il braccio operativo del Moige è la presidente Maria Rita Munizzi, di professione specialista in geriatria, che – come si legge sul profilo Linkedin – lavora a Roma, all’Ospedale San Giovanni Battista dei Cavalieri di Malta, da oltre 20 anni. Ma prima di specializzarsi nel prendersi cura degli anziani, ha pensato di impegnarsi per i bambini, fondando il Moige, attivo dal 1997. Da allora è stata una continua azione di critica ai “cattivi maestri”, a chiunque abbia sforato di una virgola dal codice autofissato dall’associazione. Ma la dottoressa Munizzi non è sola ai vertici dell’associazione. Al suo fianco c’è Antonino Affinita, direttore generale del Moige, con un trascorso, molti anni fa, a Rai Educational. Una figura esperta in marketing e comunicazione. E si vede bene. Il tridente è completato da Elisabetta Scala, già consigliera al Consiglio Nazionale degli Utenti, presso l’Agcom. Grazie al ruolo nel Moige è stata anche componente Forum Istituzionale che raccoglie le più rappresentative Associazioni Nazionali del terzo settore, così come è stata all’interno della commissione di consulta per la scuola e membro del forum regionale genitori della scuola della Regione Lazio. E precedentemente aveva fatto parte dell’osservatorio comunale mass media del Comune di Roma. Insomma, un ruolo al Moige pesa tanto. E pazienza se ogni tanto bisogna lanciare l’assalto all’immagine di monumenti popolari come Lino Banfi.

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2 replies

  1. Ragazzi, ma è proprio il caso di continuare a commentare questa roba? Per i nostalgici dei filmetti anni ’80 consiglio di registrarsi la “fatidica” frase e metterla come suoneria al cellulare. Così potranno sfogarsi, ed il Moige non potrà avere nulla da ridire.

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  2. Ipocrisia allo stato “puro”.Va bene che un uomo di 80 anni che spara “cazzate” per denaro è perdonabile. Ma chi è che non le spara adesso e a “grattis” per pura ignoranza?La sagra dello scemo del villaggio è un must

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