Draghi: “Verso obbligo vaccino e terza dose. Green pass sarà esteso”

(adnkronos.com) – Si va verso l’obbligo vaccinale e verso la terza dose di vaccino? “Sì a entrambe le domande”. Il premier Mario Draghi, in conferenza stampa dopo il Cdm, risponde così. Il presidente del Consiglio annuncia anche che il Green pass verrà esteso. “Il ministro Speranza ed io ne stiamo parlando da un po’ di tempo. L’orientamento è ‘sì’, verrà esteso. Per decidere esattamente quali sono i passi da compiere e i settori che dovranno averlo prima, faremo una cabina di regia come chiesto dal senatore Salvini. La direzione è quella”.

La Lega in Commissione, sul Green pass, ha votato contro il parere del governo. “La cabina di regia ci sarà perché dobbiamo decidere tante cose, tra cui l’estensione del green pass: a chi, non se” estenderlo “e quanto svelti. La cabina di regia ci sarà di sicuro. Secondo: il chiarimento politico lo fanno le forze politiche. Terzo: è auspicabile una convergenza e una maggiore disciplina nelle deliberazioni politiche. Quarto: il governo va avanti”.

“Vedo una coalizione con le sue divergenze, ci sono provenienze politiche, culturali, personali e professionali diverse in questa maggioranza. Il governo va molto d’accordo nei suoi membri, il Parlamento ha fatto un lavoro straordinario e continua a farlo: non vedo nessun disastro all’orizzonte e non mi preoccupo per me stesso di sicuro”, afferma ancora.

Capitolo immigrazione: “Secondo me la ministra Lamorgese lavora molto bene. Il problema è molto difficile, non ho trovato qualcuno che avesse la bacchetta magica e lo risolvesse in un attimo. I numeri di quest’anno non sono spaventosi, abbiamo avuto anni peggiori di questo. Credo che la ministra Lamorgese faccia il suo dovere e lo faccia molto bene”.

Tra i temi d’attualità, le minacce no vax nei confronti di medici, politici, giornalisti: “Esprimo solidarietà a chi è oggetto di odio da parte dei no vax. E’ una violenza odiosa e vigliacca nei confronti di persone in prima linea contro la pandemia e nei confronti di chi fa informazione”, dice il presidente del Consiglio.

“La campagna vaccinale procede spedita – sottolinea- oggi siamo al 70% della popolazione completamente vaccinato. Sono fiducioso, raggiungeremo l’80% per la fine di settembre”. “Vorrei ribadire l’invito a vaccinarsi: – aggiunge- è un atto verso se stessi, è un atto di solidarietà e di protezione verso gli altri. Ho usato frasi più incisive in passato, ribadisco la necessità di farlo. “La campagna vaccinale è stata abbracciata dai giovani: tra i 16 e i 19 anni, almeno il 70% ha ricevuto una dose di vaccino e quasi la metà dei ragazzi è totalmente vaccinata – ha detto ancora Draghi – Questo ci permette di affrontare l’apertura delle scuole con minori incertezze rispetto allo scorso anno. La riapertura della scuola in presenza è sempre stata una priorità di questo governo”.

Sulla scuola “l’impressione è che la preparazione sia stata accurata, ben fatta, che insomma il Governo non abbia passeggiato durante l’estate, come dice qualcuno. La scuola in presenza è stata sempre la priorità di questo Governo”.

Quanto all'”economia continua a crescere, cresce anche molto di più di quanto ci si fosse aspettati, basta andare a vedere le cifre che il Mef aveva previsto nei documenti ufficiali a marzo di quest’anno. Anche questo ci dà un forte incoraggiamento. Il mercato del lavoro va bene, se non sbaglio c’è circa mezzo milione di occupati in più, l’occupazione in generale non mostra cenni di cedimento”.

17 replies

  1. Visto com’ha fatto questo finammo’, per me vuol dire il Green Pass sara’ esteso un po’ a tutti.

    Mi raccomando, non ha detto “a tutti”, senno’ chi sa che pensano quelli…

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  2. Insomma, il Migliore si dà la pagella: 110 e lode.
    Viva, viva. E se non ci sembra tutto così straordinario saranno “percezioni”.

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  3. DI GIANNI BARBACETTO
    Dovremmo prestare più attenzione a quello che sta accadendo a Trieste, estremo lembo a Nord-est dell’Italia. Quello che succede lì,
    sotto il soffio della bora, potrebbe arrivare presto in tutto il Paese. È in corso un attacco alla riforma psichiatrica di Franco Basaglia, che aprì i manicomi e nel maggio del 1978 ispirò la legge 180. È stata una delle grandi conquiste civili (insieme al divorzio e allo Statuto dei lavoratori) arrivate sull’onda del movimento democratico scoppiato a partire dalla grande rivolta del Sessantotto. Il manicomio di Trieste, dove Basaglia operava, fu il primo a essere aperto e a sperimentare le sue idee innovative. Nella città in cui più di tutte il confine è stato un trauma, si provò a eliminare il confine sempre incerto tra “normalità” e follia. Ma oggi i confini tornano di moda, diventano muri. E proprio a Trieste è avvenuto un fatto che diventa un segno dei tempi. Qualche mese fa, viene indetto il concorso per trovare il nuovo direttore del Centro di salute mentale 1 di Trieste, conosciuto come il Csm di Barcola. Al concorso partecipano alcuni medici che da anni continuano il percorso basagliano, sviluppando soprattutto u n’assistenza diffusa sul territorio che aiuti il disagio dove e quando insorge. Nella prima fase della gara, quella che valuta i titoli, le pubblicazioni e il curriculum, risulta primo Mario Colucci, docente universitario, da trent ’anni al Dipartimento di salute mentale (Dsm) di Trieste, continuatore dell’esperienza di Basaglia. Secondo Fabio Lucchi, che ha lavorato agli Spedali civili di Brescia. Poi c’è il colloquio orale, una chiacchierata a porte chiuse di pochi minuti, che ribalta la graduatoria dei tre candidati finali: il primo diventa l’ultimo e l’ultimo diventa primo. Il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina (di nomina politica) sceglie Pierfranco Trincas, psichiatra con una specializzazione in ambito criminologico che proviene dai Servizi di salute mentale di Cagliari. Una realtà che gli addetti ai lavori considerano arretrata, dove si pratica la psichiatria in reparti ospedalieri fatiscenti e inospitali, si usa ancora la contenzione fisica e dove non c’è quasi esperienza del fiore all’occhiello dell’eccellenza (finora) triestina: l’assistenza diffusa sul territorio, in centri aperti che sembrano delle case e dove i pazienti sono trattati come fossero a casa. È UN SEGNALE. Che piace tanto al presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (Lega), e al suo assessore alla Salute, Riccardo Riccardi (Forza Italia). Piace meno agli assistiti e agli operatori friulani e giuliani, che temono un ritorno al passato. L’allarme si diffonde anche all’estero, dove la riforma di Basaglia è conosciuta e imitata. “An unfolding nightmare” (Un incubo che si rivela), scrive il quotidiano britannicoThe Independent. Se ne occupa anche il British Medical Journal. E l’autorevole Lancet ospita una petizione dal titolo: “Save Trieste’s mental health system” (Salviamo il sistema della salute mentale di Trieste). In Italia, qualche articolo sulla stampa locale, qualche raro commento sui giornali nazionali (Massimo Recalcati sulla Stampa). Poi più niente. Non è una piccola vicenda amministrativa locale, quella che tenta di liquidare l’esperienza basagliana, sostituendola con il ritorno a un passato di camicie di forza e letti di contenzione. È un ulteriore sintomo di un tentativo di rivincita culturale delle destre italiane, le stesse che vorrebbero cacciare un rettore eletto perché si oppone all’equiparazione Foibe-Shoah, le stesse a cui piace che a dirigere l’Archivio di Stato sia un bibliotecario che ha elogiato un protagonista della stagione delle stragi.

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  4. Draghi&Company di governo, mi state tutti sul cazzo. Non voglio vedervi più.
    Tranquilli, non farò nulla di violento o armato. No. Ma sono un Siddha che medita e pratica poteri paranormali che cerco di usare saltuariamente, perchè focalizzano le energie non necessariamente negative, in quell’unico obiettivo
    che in genere blocca il naturale scorrere dell’evoluzione di milioni di persone. In genere nella tradizione Hinduista i Siddha mettono in fuga gli Asuras, detti anche forze del Male. Prego che con l’aiuto del pensiero di tutti si mettano in fuga gli impostori. Jay Guru Dev.

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  5. Questi hanno rotto veramente le 00.

    Avranno l’80% delle vaccinazioni entro settembre, no? Eppure continuano ad imporre obblighi alle persone come se fossimo degli schiavi.

    E nessuna forza politica fa almeno finta di opporsi a quest’andazzo dittatoriale.

    Comunque ribadisco: il vaccino non lo faccio,qualsiasi cosa succeda. Se mi ritrovo trombi nelle vene, non ne risponderà questo bankster, ma l’obbligo te lo vogliono infliggere in qualsiasi modo possibile perché ovviamente è una credenza irrazionale che ci siano 2.000.000 di segnalazioni all’Eudravigilance, vero ‘migliore’?

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  6. tanto nessuno verificherà se ti sei vaccinato o meno
    quindi a che pro gridarlo ogni 3×2?
    vuoi o non vuoi? sono fatti tuoi

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    • Più che questo, su cui peraltro dubito, quel che mi pare valere interesse è lo stato di ESTREMO NARCISISMO di questo rettile che con la sua totale mancanza di espressività (e di compassione) si loda sperticatamente in maniera tale da dover essere considerato un caso di studio almeno al pari di Berlusconio e di Renzie.

      Le sue parole sono semplicemente agghiaccianti, perché non solo dicono molto della sua convinzione di essere intoccabile, ma anche della totale assenza di contrapposizione politica in Italia.

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      • X Adriano:

        ho appena avuto notizia dell’ennesimo caso di ‘sfiga’ vaccinale. Da Messinatoday:

        La direzione sanitaria dell’ospedale Papardo ha deciso di segnalare all’Aifa la morte di Antonio Mondo, l’infermiere deceduto al Papardo domenica scorsa a cui ieri è stato dato l’ultimo saluto da amici e parenti nella chiesa di San Giuliano.

        L’autorità per il farmaco dovrà valutare eventuali correlazioni con il vaccino anticovid somministrato a gennaio.

        La decisione, dopo una riunione tra la direzione sanitaria e i medici anestesisti per approfondire tutti gli aspetti della morte dell’infermiere, molto stimato e conosciuto in città anche per la sua attività di judeka.

        I medici che si sono occupati di lui dovranno stilare una relazione dettagliata dopo l’analisi di tutte le cartelle cliniche.

        La morte dell’infermiere ha destato tanto dolore e preoccupazione anche per la vicinanza con il decesso di un altro infermiere, Giacomo Venuto, amico e collega di Mondo, avvenuta appena venti giorni prima con dinamiche simili. “Ci sono analogie che vorremmo studiare con calma e mi riservo dunque di allegare alla relazione su Mondo anche quella che riguarda Venuto”, spiega il direttore sanitario Giuseppe Trimarchi. “Una decisione che nasce da un principio di massima cautela ma in nessun modo questi dubbi devono incidere sulla campagna vaccinale che resta una priorità per tutto il Paese”.

        Per entrambi, come causa della morte, è stata ipotizzata la vasculite, un’infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni.

        QUINDI in 20 giorni ben due infermieri morti di ‘vasculite’ nello stesso ospedale…

        Non è strano che i media nazionali non parlino MAI di questi casi, relegati alle notizie locali?

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  7. anche il discorso del ‘in nessun modo questi dubbi debbono incidere sulla campagna vaccinale che resta una priorità per tutto il paese’.

    Quindi chi muore tace, chi vive si dà pace.

    Come caxxo fanno questi, a dire che la morte di due infemieri per ‘vasculite’ nello stesso ospedale,a 20 giorni di distanza, sia indifferente per la campagna vaccinale?

    E se si dimostrasse che sono morti per il vaccino che si fa, si continua fischiettando sennò i confindustriali e Draghi non possono riaprire ‘tutto’?

    E questa sarebbe ‘scienza’, ovviamente. Di fatto quella frase tradisce la ragione per la quale così pochi casi vengono considerati e citati nei media nazionali. Ma questa è tutto fuorché scienza, non c’é alcun dubbio.

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  8. L’ospedale a Messina e’ uno dei luoghi piu’ insalubri del pianeta ed il fatto che in meno di un mese ben due infermieri abbiano tirato le cuoia forse ha piu’ a che vedere con la tossicologia che la virologia. Se mandi questa segnalazione al VAERS vogliono prima dare un’occhiata alle unghie del primario per vedere se sono sporche o no.

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  9. https://livesicilia.it/2021/08/30/vaccini-pfizer-infermieri-morti-messina/

    “Giacomo Venuto è morto per l’aggravarsi una vasculite auto immune, di cui soffriva da anni. Ecco perché la direzione dell’ospedale Papardo ha escluso la correlazione col siero anti Covid 19 e ha deciso di non inviare la segnalazione ad Aifa, l’agenzia italiana per il farmaco.

    Diversa la vicenda del secondo infermiere, che lavorava sempre al Neurolesi. Mondo non aveva alcuna patologia conosciuta. Nessuna avvisaglia della trombosi che lo ha ucciso. Il Papardo sta valutando il caso e domattina, dopo aver sentito gli anestesisti, la direzione deciderà se segnalare o meno il decesso all’Aifa come sospetto “evento avverso”. Mondo lascia moglie e due figli maschi. “

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    • Ebbravo Ennio, non volendo mi hai fatto un assist per svelare le menzogne che raccontano per le morti delle persone che hanno fatto il vaccino.

      Infatti, controllando quel che dicono FUORI dalla direzione sanitaria dell’ospedale…

      Nessun segnale precedente di vasculite prima del vaccino. E’ quanto emerge sulla morte dell’infermiere Giacomo Venuto, deceduto il 5 agosto, venti giorni prima la morte di Antonio Mondo, l’infermiere il cui cuore ha smesso di battere domenica mattina, per il quale sono in corso accertamenti e non si esclude la segnalazione all’Aifa.

      La morte dei due colleghi è stata messa in possibile relazione con la vaccinazione anticovid anche se il direttore sanitario dell’ospedale Papardo, Giuseppe Trimarchi, ha escluso la correlazione nel caso di Giacomo Venuto attribuendola invece ad una vasculite di cui ci sarebbero stati sintomi pregressi.

      Una circostanza esclusa categoricamente dal medico curante, Sebastiano Tamà, che di Venuto è anche cognato.

      “Mio cognato – spiega il dottore Tamà – era nel mio elenco pazienti fin da quando esercito la professione di medico di famiglia a Messina. Ha sempre goduto di ottima salute, è stato anche un discreto sportivo che esercitava attività anfibica. Infermiere che ha lavorato al pronto soccorso del Piemonte e poi in rianimazione nonché al 118, non ha mai preso un giorno di malattia, anche quando aveva la canonina influenza se ne andava a lavorare perchè era un soggetto sano. Segnali di vasculite zero”.

      Tamà ricostruisce anche le tappe della vaccinazione.

      Giacomo Venuto, 55 anni, è stato fra i primissimi a ricevere la somministrazione della prima dose, quando il vaccino arrivò a Palermo già a fine dicembre, perchè faceva parte di quel team organizzato dall’Irccs Neurolesi che si è spostato nel capoluogo per le prime vaccinazioni. La seconda dose del Pfizer invece fu somministrata a gennaio, nell’hub del Piemonte.

      I primi disurbi arrivano però a maggio inoltrato. Dolori alla spalla, al ginocchio, un po’ di faringite. Malesseri che si accentuarono via via con otite e altri disagi. Per questo fu sottoposto a vari consulti medici specialistici che però non hanno portato inizialmente a nessuna diagnosi precisa fino al ricovero in Neurologia del Piemonte dove è stato curato per una ipotetica condizione settica. “Nonostante tamponi e ulteriori accertamenti sierologici e clinici – continua Tamà – non correlavano lo stato settico ad infezione dimostrabile e accertata”.

      Ma la situazione si aggravava di giorno in giorno, fino a quando non è stato necessario il trasferimento d’urgenza alla rianimazione all’azienda Papardo – con un transito dalla pneumologia – per l’ulteriore peggioramento della condizione respiratoria e renale.

      Ed è in rianimazione che si incrocia anche con il ricovero del collega Antonio Mondo.

      Venuto muore poco dopo le 11 del 5 agosto. “L’ipotesi vasculite – spiega Tamà – o meglio della sindrome di Wegener è stata avanzata solo in una fase medio terminale del paziente. Per avere una conferma certa occorreva almeno un esame istologico polmonare o renale che non è stato effettuato perchè a detta degli specialisti in quella fase non avrebbe aggiunto nulla di utile. Venuto è stato cremato ma esistono cartelle cliniche e medici che possono documentare quanto dichiarato”.

      Anche Venuto, come Mondo, lascia moglie e due figli che nella prima fase di elaborazione del lutto non hanno chiesto ulteriori accertamenti, così come la direzione sanitaria dell’ospedale non ha ritenuto di effettuare alcuna segnalazione all’Aifa.

      “C’è da dire – conclude Tamà – che dall’ospedale nessuno ha ritenuto opportuno rapportarsi né con la famiglia né con me che sono stato il medico curante, segnalato come l’interlocutore con l’area sanitaria che aveva in carico il paziente. Su questa vicenda andrò fino in fondo segnalando tutte le anomalie agli organi sanitari regionali”.

      Capito Ennio? Il medico di famiglia dice che la vasculite è arrivata DOPO la somministrazione del vaccino.

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      • Sempre Messinatoday

        NON TI POSTO IL LINK PERCHE’ VA QUASI SEMPRE IN MODERAZIONE.

        Te l’ho già spiegato, e non mi ripeterò oltre. Il titolo è questo, cercatelo su Google.

        Infermieri morti al Papardo, parla il medico di famiglia: “Nessuna malattia pregressa neanche per Giacomo”

        Dopo il decesso di Antonio Mondo, la testimonianza di Sebastiano Tamà, cognato e medico curante dell’altro dipendente del Piemonte deceduto il 5 agosto. “Andrò fino in fondo per segnalare tutte le anomalie agli organi sanitari regionali”

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