Roma, la tacita resa dei 5 stelle: nessun candidato in corsa al seggio di Primavalle

(Lorenzo D’Albergo – la Repubblica) – La resa è silenziosa. Ma fa un gran rumore: alle suppletive di Primavalle, undicesimo collegio della capitale, non ci sarà un candidato grillino. Riunioni, mal di pancia, contorsioni. Persino un paio di casting. Alla fine, però, il Movimento è rimasto a guardare.

Nessun annuncio: non c’è un nome per il seggio preso alle Politiche del 2018 con il 34% delle preferenze e poi rimasto vacante dopo la nomina di Emanuela Del Re a rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel. Il Movimento non ha un rimpiazzo per la sua ormai ex deputata. Il 3 ottobre a contendersi lo scranno allora saranno in cinque.

Il favorito è Pasquale Calzetta, ex presidente di Municipio di Forza Italia ricandidato dopo la sconfitta di 3 anni fa. Ma c’è chi scommette che parte del centrodestra possa convergere su Luca Palamara, il pm radiato dalla magistratura.

A destra si presentano anche il Partito liberale europeo e Rinascimento Sgarbi Italia: il loro uomo è Giovanni Antonio Cocco, tesoriere nazionale del Ple. Per il Pd c’è Andrea Casu, segretario del partito romano di scuola renziana. Corre anche l’ex ministra della Difesa, Elisabetta Trenta. Un tempo di fede pentastellata, oggi veste la casacca dell’Italia dei Valori. Alla periferia Nord Ovest di Roma (si va da Primavalle al Trionfale) si candiderà con la lista Nuovi orizzonti per l’Italia. Sperando, appunto, di prendersi i voti dei 5S senza candidati. Un vuoto che si ripercuote sul Campidoglio.

Nelle ultime ore c’è stato più di un vertice sulle suppletive in casa grillina. Lunghi incontri per vagliare i possibili effetti della mancata corsa a Primavalle sulla campagna elettorale di Virginia Raggi, sindaca a caccia del bis. Nel Movimento si racconta di una spaccatura tra il capo, Giuseppe Conte, e i suoi parlamentari. Il primo, considerato pure l’alto rischio di flop, avrebbe premuto fino a ottenere il ritiro di ogni proposito di candidatura. Il resto della ciurma, onorevoli e senatori romani in testa, avrebbero invece preferito esserci.

Tentare la sfida anche solo per supportare la prima cittadina uscente. Nulla da fare. Il M5S non ci sarà. E tra i fedelissimi di Raggi c’è anche chi sospetta che la desistenza sia un favore al Pd. Perché se a livello cittadino l’ex premier Conte per ora è costretto a sorridere nei manifesti accanto a Raggi – c’è chi giura che Conte parlerà soltanto al ballottaggio, se potrà sostenere il suo ex ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri – lo stesso non vale a livello nazionale. Mani più libere, si può lasciare spazio all’intesa con i dem. Perché al Nazareno ci credono. Sperano che l’assenza dei 5S e la contemporanea presenza di Palamara possano favorire Andrea Casu.

Ma i numeri che circolano nella coalizione di centrodestra lasciano intendere che alla fine sarà Pasquale Calzetta a portare a casa la partita. «Si vedrà, il loro fronte è spaccato in tre. Noi, invece, corriamo compatti con tutto il centrosinistra», commentano dal Pd romano.

Dove, appunto, si fa in gran segreto il tifo per Palamara in funzione di guastatore. Già componente del Csm e presidente dell’Anm, travolto dalle inchieste sul suo ruolo di mediatore tra le diverse correnti della magistratura, l’ex pm si presenterà da solo. Dopo aver provato a corteggiare le destre, si è arreso e ha deciso di correre senza simboli.

Ma potrebbe scippare preferenze a chi lo ha respinto. «Il mio orientamento politico non esclude nessuno. In questo momento io mi approccio in un collegio importante della mia città su un tema specifico, quello della Giustizia, rispetto al quale le forze di centrodestra hanno mostrato sempre un grande interesse. Io mi metto a disposizione per tutti, anche per loro », spiega l’ex toga. La Lega si era mostrata interessata. Poi è arrivato il «no» di Forza Italia.

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7 replies

  1. “Il primo, considerato pure l’alto rischio di flop, avrebbe premuto fino a ottenere il ritiro di ogni proposito di candidatura. ”

    Repubblica è tornata dalle ferie: c’era alto rischio di flop di Conte a Primavalle.
    .

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  2. Ma gli elettori non dovevano essere gratissimi per il sacrificio di essere rimasti nel governo a fare la guardia?!? Non lo sapremo mai

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  3. ma è inutile fare i tifosi, carissimi.

    Questa cosa non si puòsentire: ma come, nemmeno provarci?

    Lasciare spazio a forzisti e pure a Palamara (a proposito, ma è imputato pe rqualche reato oppure l’hanno solo cacciato via?).

    Questo è un disastro.

    Ringraziamo l’ex capetto 5Sedie Di maio, che tanto ha fatto pers montare i meet up sul territorio.

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