Mangiano per terra come cani: gli effetti del pass per i lavoratori

La foto dei magazzinieri dell’Ikea che mangiano per terra come animali ci riporta indietro di un paio di secoli in quanto a diritti del lavoro. Dice la Cisl che “non è dignitoso”, noi ci permettiamo di rettificare con un più chiaro e sentito: “è vomitevole”.

(pressreader.com) – di Silvia Truzzi – Il Fatto Quotidiano – La foto dei magazzinieri dell’Ikea che mangiano per terra come animali ci riporta indietro di un paio di secoli in quanto a diritti del lavoro. Dice la Cisl che “non è dignitoso”, noi ci permettiamo di rettificare con un più chiaro e sentito: “è vomitevole”. Come si sa il problema è che chi non ha il Green pass non può accedere alla mensa aziendale, in virtù del decreto 6 agosto. A Ferragosto il governo ha specificato con una “Faq” che sì, intendevano proprio dire che anche per accedere alle mense aziendali bisogna avere il Green pass, come negli altri luoghi di somministrazione di cibi e bevande al chiuso. Nella stessa sezione si può leggere che invece se sei cliente di un albergo puoi accedere ai servizi di ristorazione, anche al chiuso, senza avere la certificazione verde (sempre che il ristorante non sia accessibile anche a clienti che non soggiornano nella struttura, nel qual caso bisogna avere il Green pass). La logica sfugge. Ma trovare un po’ di raziocinio in questa surreale situazione in cui il vaccino non è obbligatorio, però bisogna avere il Green pass per accedere a servizi ed esercitare diritti, è impresa ardua. Adesso si parla di un’estensione anche per accedere ai supermercati (a quando per il Pronto soccorso?). Ti dicono che serve per “incentivare” la campagna vaccinale: una moral suasion piuttosto invasiva e codarda, non priva di profili di incostituzionalità. Si può andare al lavoro senza Green pass, ma per usufruire di un diritto bisogna averlo. Dunque i dipendenti possono avere contatti tutto il giorno, ma sedersi distanziati a mensa no. Senza dire che i vaccini non garantiscono una protezione completa dall’infezione, quindi è ben possibile che un vaccinato sia contagioso (e questo è il vero problema che riguarda il Green pass in generale).

A gran voce si chiede che sindacati e Confindustria (sul Corriere, sul Sole 24 Ore che poi è il quotidiano di Confindustria) trovino un’intesa per evitare queste poco edificanti scene di “pranzi al sacco”. S’invoca anche la repentina costruzione di tensostrutture dove gli sventurati sprovvisti di vaccino possano mangiare, elevandosi dal grado di quadrupedi a quello di essere umani. Ma sono pannicelli caldi (ancorché all’Ikea dovrebbe essere piuttosto semplice reperire gazebi e tavoli). Il punto è che questa non è materia che possa essere gestita da una negoziazione tra le parti sociali, visto che il governo ha preso disposizioni nel decreto 6 agosto: è ovviamente una responsabilità dell’esecutivo e del Parlamento, che non si possono sottrarre perché in gioco ci sono sicurezza, salute pubblica, diritti personalissimi e non da ultimo quello al lavoro fondamento della Repubblica.

Leggendo le “Faq” del governo però sembra che il diritto dei lavoratori a una pausa pranzo “umana” sia più comprimibile del diritto del cliente del ristorante. Una curiosa inversione di priorità costituzionali: sarà che il governo dei migliori è più sensibile alle esigenze dei consumatori (e dei padroni, come dimostra la vicenda della mancata proroga del blocco dei licenziamenti, a fine maggio) che a quelli dei lavoratori. A proposito di Costituzione: è previsto, con riserva di legge, che in caso di emergenza sanitaria si possano rendere obbligatori trattamenti sanitari.

Ecco, sarà bene provvedere a una legge dello Stato e piantarla con questa logica attendista: tra poco il Paese riaprirà e la moral suasion non è più un’opzione. Sono i migliori, è ora di dimostrarlo.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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22 replies

  1. Non solo, il Parlamente deve _costringere_ datori di lavoro come questi a fornire soluzioni pronte e confacenti ai diritti dei lavoratori. Porcoddue!

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  2. “Si può andare a lavoro senza green pass”… in realtà ci si dimentica di tutto il personale scolastico e universitario che dal 1 settembre ha l’obbligo di avere il Green pass, pena la sospensione da lavoro e quindi dello stipendio.
    Un diritto ancora più essenziale della mensa aziendale.

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  3. Io sono contrario alla obbligatorietà del trattamento sanitario per il vaccino anticovid, e quindi sono contrario alla obbligatorietà di vaccinazione anticovid per tutti coloro che per un motivo o per l’altro non vogliono fare il vaccino.

    Sono favorevole alla obbligatorietà del green pass perchè può essere ottenuto anche senza l’obbligo farsi inolculare il vaccino per scelta del cittadino informato. Sulla incostituzionalità dell’ obbligo del greenpass (come nelle scuole) riservo grandi dubbi, per me è costituzionale soprattutto in quanto siamo in una situazione di emergenza pandemica, checchè se ne dica, per legge siamo in “stato d’emergenza”.

    Poi, ci sta il discorso delle conseguenze delle proprie azioni e delle proprie scelte, tra cui la conseguenza della impossibilità di poter fare determinate cose a causa della propria scelta di non avere il greenpass e/o quella di non vaccinarsi.

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    • Ma questi lavoratori possono permettersi tre tamponi la settimana, visto che sono a loro carico?

      Inoltre subordinare l’esercizio di un diritto costituzionale a una terapia preventiva che però _si_può_rifiutare_per_diritto_costituzionale_ è un controsenso pari a “Berlusconi onesto”, “SaIvini capace”, “Meloni liberale” e “renzi rispettabile”.

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    • Già il g.p. è un trucchetto da gioco delle 3 carte se spacciato, come dichiarato da Dragomen, come certificazione di sana e robusta salute, cosa differente se fosse stato presentato per quello che è, ovvero un certificato di bassa possibilità di rischio e che, a tuo giudizio, ti permette d’osare lo stare in luogo pubblico.
      Il g.p. da tamponi invece è un raggiro d’incapaci in quanto fotografa una situazione ad un certo momento, diciamo le 10 di oggi, ma nessuno può essere certo che alle 18, sempre di oggi, la situazione non sia differente (occorre rammentare che esistono le finestre temporali tra infezione e suo rilevamento), quindi quel certificato che valore potrà mai avere sempre nell’ottica di sana ecc ecc?
      Diciamo che il giochino aumenta il PIL e questo rende felice Dragomen

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    • Si, ma vi ricordo che oltre ai diritti costituzionali da rispettare (e i trucchetti dei governanti…) abbiamo anche un virus in giro che ha causato una pandemia e che solo ieri ne ha ammazzati altri 60 solo in Italia.

      Ve lo ricordo perche con i vostri discorsetti sembrate dimenticare (o peggio sembrate peccare di non curanza – del tipo “e chi se ne frega”) dei 60 morti di ieri, dei 45 dell’altro ieri eccetra eccetra………… .

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    • Io anche sarei per la libertà di scelta, per lo meno al momento, è passato troppo poco tempo, non si sa nemmeno quanto dura l’immunità.
      Però non ho capito perché per te il green pass può essere obbligatorio, cioè se si tratta di andare al cinema posso capirlo, ma in mensa non lo capisco. A questo punto è come rendere il vaccino obbligatorio.

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      • Credo che la risposta sia: per sua stessa natura la legislazione riguardante alimenti e luoghi ad essi connessi aderisce (o dovrebbe) ad altri standard. Questo indipendemente dalla schzifrenia delle regole Green Pass.

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      • Per due motivi: 1. Che in stato di emergenza dinpandemia di un virus bisogna adottare misure cautelative che valgono al cinema come sul posto di lavoro o in mensa. 2. Che un trattamento sanitario rimane una libera scelta, e che allo stesso tempo si isituisce l’obbligo di mostrare un certificato valido che può essere ottenuto anche senza l’obbligo di fare il vaccino.

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      • Sul punto due sono d’accordo, anche se il lavoratore che ogni due giorni deve fare il tampone la vedo dura che rimanga libero di scegliere. CIoè, io non resisterei (e non parlo del costo, anche, ovviamente), mi vaccinerei subito.
        Sul punto 1 no, non sono d’accordo. Se fosse come dici tu l’obbligo imposto ai sanitari sarebbe stato esteso a tutti. E la questione alimenti che tira in ballo il signor Ennio non mi convince: qua non è in discussione chi prepara il cibo.
        Continuo a non capire perché le misure più efficaci, cioè mascherina e distanziamento, siano improvvisamente scomparse. Capisci che se la richiesta viene da Bonomi c’è da interrogarsi? (Ripeto per gli scienziati dle blog che sono vaccinata da MESI e non conosco nemmeno un no vax!)

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      • Ok però io non sono per niente d’accordo all’obbligo di t.s.o. per il vaccino anticovid. Poi se mi spieghi meglio ” Sul punto 1 no, non sono d’accordo. Se fosse come dici tu l’obbligo imposto ai sanitari sarebbe stato esteso a tutti. ” ti rispondo; io dicevo che sono d’accordo al green pass per lo “stato d’emergenza” che come per legge è in vigore oggi, non certo all’obbligo vaccinale.

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  4. Dragonball, più probabilmente.

    E di questo passo sarà il caso di evocare il Drago Shenron.

    La Truzzi mi è sempre piaciuta. Un pò meno il finale dell’articolo, che invoca chiaramente una legge, come direbbe Totò a Peppino. O il contrario.

    In realtà, il problema è che se fanno l’obbligo di legge, poi devono risponderne anche per le conseguenze e questo, i vigliacchi, non lo fanno, piuttosto mandano avanti i giornalisti a tromboneggiare sulla necessità di vaccinarsi e sulla velocità della campagna vaccinara.

    Riporto da altro articolo del FQ:

    Se lo Stato esita a dare compiuta efficacia a quella che, pure, sarebbe l’unica soluzione del problema, delle due l’una: o il Covid, pur nella sua reale gravità, non è la catastrofe che si dice, oppure i vaccini non sono, di questa catastrofe, l’unica, più sicura ed efficace soluzione. Lungi dall’ottenere lo stesso scopo dell’obbligo vaccinale pur senza imporlo, il green pass, da questo punto di vista, è il sintomo paradossale di uno Stato tanto più invadente e autoritario quanto più si sottrae alle responsabilità che gli competono. Di più. Se davvero i vaccini sono la soluzione, uno Stato che, pur di non obbligare formalmente al vaccino, affolla di norme la vita sociale e lavorativa delle persone per indurle a vaccinarsi è uno Stato fondamentalmente “no vax”. Il che può significare solo due cose: o che lo Stato sta sbagliando tutto, o che i no vax, su obblighi e green pass, stanno segnalando un problema reale.

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      • Eppoi eppoi… ti ricordi di questo: https://infosannio.com/2021/07/26/dellignoranza/#comment-75233 ?

        Eura/erurovidrance e’ una parola ignota ai “ragni” di Google. Finche’ non ne provi l’esistenza per me esiste solo nella tua coccia.

        Il problema di cui si parla risiede in quanto certe persone voglio accettare di fare e schegliere di non fare. O viceversa… Ma se non ammetti che i punti elencati a favore di questo comportamente “collettivizzato” dalle divisioni politiche (e incanalato nei sottogruppi che sono attivi anche in altre ben note aree di sfascismo) sono dagli stessi “disobbedienti” in altri campi del loro vivere in societa’ allora diventi una Bruna, ma senza il Nome Fantastico. Dimmelo, non ti va di avere cose sperimentali nel corpo? Essere schedato? Vivere nella separazione per status? Dimmelo, e ti sbatto in faccia uno qualunque dei comportamenti quotidiani coi quali tu accetti quello che qui roboantemente chiami apocalisse del giusto.

        E che cacchio, euravidrance…

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      • X Ennio: Ecco qualcosa che il tuo ragno solitario potrà trovare.

        EudraVigilance

        Volevi il nome corretto, no?

        Il riassunto della casistica lo trovi su esclusacorrelazione.

        Divertiti a vedere i dati complessivi delle reazioni.

        E poi vedi di andartene a quel paese. Non mi riferisco all’Olanda.

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  5. No, non faranno il vaccino obbligatorio, ci sarà ancora la libertà di andare al gabinetto. Solo in casa propria, ovviamente.

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  6. Ma alla buvette parlamentare lo chiedono il green pass? O quelli senza mi mandano a mangiare dal gavettino seduti per terra come i cani?

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  7. Il non lasciar accedere alla mensa non significa obbligare a mangiare per terra. Poi chissà quante volte questa “vomitevole pratica” l’abbiamo fatta di nostra volontà in vacanza, facendo trekking, etc…

    “Nella stessa sezione si può leggere che invece se sei cliente di un albergo puoi accedere ai servizi di ristorazione, anche al chiuso, senza avere la certificazione verde” questo sarebbe da correggere, non la storia delle mense!

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