Terre rare: l’Afghanistan conserva un tesoro che vale 1000 miliardi

Il sottosuolo dell’Afghanistan è ricchissimo di terre rare e minerali del valore di 1000 miliardi di dollari. Una cifra da capogiro se si considera che la superficie di questo Paese non è molto vasta, poco più del doppio dell’Italia

(FRANCESCA MANCUSO – greenme.it) – L’Afghanistan conserva 60 milioni di tonnellate di rame, 2,2 miliardi di tonnellate di minerale di ferro, 1,4 milioni di tonnellate di terre rare come lantanio, cerio e neodimio, ma anche alluminio, oro, argento, zinco, mercurio e litio. È quanto stabilito dalle indagini aeree condotte dall’US Geological Survey.

Per fare un esempio, solo il deposito di carbonatite Khanneshin, nella provincia di Helmand, ha un valore di 89 miliardi di dollari.

Cosa sono le terre rare

Le cosiddette terre rare sono 17 metalli, sconosciuti fino a circa 100 anni fa, oggi fondamentali per l’industria tecnologica. La loro importanza è tale da avere un peso anche nei conflitti geopolitici, visto che la Cina ne controlla quasi interamente la produzione mondiale.

Il primo a scoprirle nel 1787 in un villaggio di Ytterby in un’isola dell’arcipelago di Stoccolma, fu il chimico e militare svedese Carl Axel Arrhenius. L’uomo notò un minerale nero mai visto prima, che ribattezzò itterbite. Toccò poi al prof. Johan Gadolin dell’Univeristà finlandese di Turku, circa 10 anni dopo, a capire che si trattava di un mix di ossidi di elementi mai analizzati prima, ai quali iniziò a riferirsi come terre rare. Dal campione nel 1803 si riuscirono a estrarre due elementi, l’ittrio e il cerio. Circa 100 anni dopo venne scoperto il il lutezio, 17esimo e ultimo elemento di quello strano miscuglio scoperto nell’800.

Come mai l’Afghanistan è così ricco di minerali?

La causa è da ricercare nell’urto violento del subcontinente indiano con l’Asia. La US Geological Survey ha iniziato ad ispezionare il Paese nel 2004.

Nel 2006, i ricercatori statunitensi hanno effettuato diverse ispezioni aree, che hanno permesso di accertare la ricchezza del sottosuolo dell’Afghanistan, al cui interno si trovano anche praseodimio, cerio, samario e gadolinio.

Nel 2010, i dati dell’USGS attirarono l’attenzione della Task Force della Difesa Usa, a cui è affidata la ricostruzione dell’Afghanistan. Quest’ultima ha stimato che le risorse minerarie del paese sono pari a 908 miliardi, mentre la stima del governo afghano è pari a 3000 miliardi.

L’AFGHANISTAN È UN PAESE MOLTO, MOLTO RICCO DI RISORSE MINERARIE – HA DETTO IL GEOLOGO JACK MEDLIN, PROGRAM MANAGER DEL PROGETTO USG.

Il governo afgano ha firmato qualche anno fa un contratto di 30 anni per 3 miliardi con il China Metallurgical Group, un’impresa mineraria statale con sede a Pechino, per sfruttare il deposito di rame di Mes Aynak. E non tutti sanno che sia gli Stati Uniti che l’Europa dipendono rispettivamente per l’80% e il 98% dalla Cina per la fornitura di terre rare, materiali senza i quali non sarebbe possibile produrre batterie al litio, pale eoliche e pannelli solari. 

Una bella lotta di influenza geopolitica, insomma, su questo martoriato Afghanistan.

Categorie:Cronaca, Inchieste, Mondo

Tagged as: , ,

6 replies

  1. veramente ci sono anche

    un enorme giacimento di minerale di ferro ad Hajigak la cui caratteristica principale è che il minerale
    è depositato molto vicino alla superficie, il che consente di estrarlo a cielo aperto, semplicemente con l’aiuto di escavatori
    i cui confini esplorati sono ci circa 32 chilometri per un totale stimato di due miliardi di tonnellate di minerale di ferro,
    che, tra l’altro, è molto ricco con un contenuto della componente utile che supera il 62%.

    Nelle regioni vicine di Shabashak e Dar-l-Suf ci sono giacimenti industriali di carbone da coke il che consentirebbe
    di avviare stabilimenti metallurgici.

    a questi sopra è interessata l’India che, insieme all’Iran, è pronta a investire dieci miliardi di dollari
    nella costruzione di una miniera e di una ferrovia diretta a Chahbehar (un porto in Iran) e pure
    negli stabilimenti per la trasformazione del materiale

    Nella provincia settentrionale di Balkh , lungo l’Amu Darya e al confine con Uzbekistan e Tagikistan,
    sono state scoperte grandi riserve di idrocarburi.
    L’US Geological Survey, che ha condotto rilievi sul campo sotto la copertura dell’esercito americano,
    ha stimato il potenziale del bacino in 1,8 miliardi di barili di petrolio, 440 miliardi di metri cubi di gas
    e oltre 560mila barili di gas condensato.

    Qui invece è interessata la Cina che già, nel 2011, aveva firmato contratti lo sviluppo dei campi
    petroliferi e la costruzione di tre raffinerie

    la Cina è pure interessata al litio di cui però non si hanno notizie dirette, ovvero esplorazioni
    minerarie, ma solo ipotesi fatte grazie ai moderni metodi di ricerca dei minerali, per cui la
    della loro esistenza si è certi, della loro consistenza meno ma la Cina, che oramai è il primo produttore
    di veicoli elettrici, ne ha in ogni caso bisogno per la costruzione delle batterie che servono per muoverli.

    così come per altre terre rare che servono anche nella costruzione dei pannelli fotovoltaici dei
    quali sono principali costruttori e consumatori.

    "Mi piace"

  2. Con tutta questa roba da utilizzare l’effetto serra ha un futuro garantito. Moriremo tutti ricchi (finalmente anche gli afgani !) ma abbrustoliti.

    "Mi piace"

    • mi hai preceduto, ma complimenti per l’efficacia dell’intervento.

      Massì, bruciamo tutto quel dannato coke, sennò i Bonomi di tutto il mondo frignano che non si cresce più economicamente, se poi piove pure sul picco più alto della Groenlandia è tutta salte.

      "Mi piace"