Sull’Afghanistan Draghi parla in stile Paolo Fox

Nel giorno della prima conferenza stampa dei talebani dopo la presa del potere è passata un po’ sotto silenzio la prima intervista assoluta di Mario Draghi, rientrato da Città della Pieve a Palazzo Chigi per conferire in esclusiva col Tg1.

(pressreader.com) – di Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano – Nel giorno della prima conferenza stampa dei talebani dopo la presa del potere è passata un po’ sotto silenzio la prima intervista assoluta di Mario Draghi, rientrato da Città della Pieve a Palazzo Chigi per conferire in esclusiva col Tg1. Invidiamo chi non l’ha vista perché può vederla per la prima volta. Intervistatore: “Presidente, c’è apprensione per i nostri connazionali ancora in Afghanistan: che messaggio rivolge a loro?”. Draghi, che risponde da una scrivania completamente vuota se non fosse per un telefono bianco tipo Sirio della Sip, non ha chiaramente niente da dire ai nostri connazionali, e infatti dice compassato: “L’Italia ha perso 54 soldati e ha circa 700 feriti: alle loro famiglie voglio dire che il loro sacrificio non è stato vano (ah, no?, ndr), hanno difeso i valori per cui erano stati inviati (i famosi nostri valori: la sudditanza agli Usa e la devozione mercatista, ndr), hanno fatto del bene (bilancio di 20 anni di guerra del Bene: più di 47 mila civili afghani morti, ndr), per me loro sono eroi”. Abbiamo un titolo: il giorno dopo i giornali avranno di che scrivere, oltre al fatto che Di Maio è al mare in Salento (ma in serata è rientrato, dopo aver disposto i rimpatri dei connazionali: mannaggia. Però si può sempre alludere al fatto che il Salento è meno chic dell’Umbria). L’eloquio di Draghi, in questa specie di intervista-comunicato plastificata e con domande telefonatissime, smarmella il contenuto del discorsetto. “La prima cosa da fare è riflettere”, dice. Non è chiaro chi debba riflettere, né quando. Forse noi, a cena. Intanto Palazzo Chigi di pomeriggio, col sole d’agosto che si riversa sulla scrivania desolata, è un non-luogo: pare il reparto truciolati di un Bricofer. “Cosa deve fare la comunità internazionale per scongiurare una nuova escalation terroristica?”, chiede l’inviato con deferenza; e qui si spera che il presidente risponda che la peggiore escalation terroristica l’abbiamo avuta a guerra in corso, e che quindi prima toglievamo le tende e meglio era, fermo restando che non siamo stati nemmeno capaci di farlo in modo strategico e dignitoso; invece: “A fine mese ci sarà un G20 dedicato alle donne a Santa Margherita Ligure”. Accipicchia, l’artiglieria pesante. Le domande si fanno sfidanti: “L’Europa sarà all’altezza?”. Risposta di Draghi, inaudita e dirompente: “Sì, lo sarà”. Capite? Non “no”, non “speriamo”, e nemmeno “così e così”: “Sì, lo sarà”. Aggiunge: “Abbiamo parlato con la cancelliera Merkel… Siamo d’accordo che la cooperazione è assolutamente necessaria”. Non “necessaria”: assolutamente necessaria. Come bere molta acqua con questa calura. Poi “accoglienza, sicurezza”, ma soprattutto “diritti delle donne”. (Gliel’hanno detto che nel suo esecutivo c’è uno che prende soldi da un fondo collegato alla famiglia reale saudita, il cui delfino è accusato dalla Cia di aver fatto ammazzare un giornalista? E che costui prendendo soldi è arrivato a definire la sistematica distruzione dei diritti sociali, civili e delle donne in Arabia Saudita un nuovo Rinascimento? A proposito: Matteo Renzi, che ogni giorno cerca di sopravviversi come può, dopo aver mobilitato le truppe socialare contro Di Maio che era in spiaggia, ci ha tenuto a informare il popolo di quanto segue: “Sono rientrato in ufficio, al #Senato, a Roma per sottolineare la gravità di questo momento”. In effetti, la sua presenza aggrava il momento. Chissà lo spavento dei leader talebani. A ogni modo un bel gesto, da parte di uno che in Senato ha normalmente il 41% di presenze. Postato il video, il tempo di risolvere il problema dei diritti delle donne afghane, si è teletrasportato in Versilia a presentare il suo libro).

Purtroppo l’intervista (ripetiamo: la prima di Draghi di sempre) nel finale assume toni escatologici, tipo previsioni di Paolo Fox: “È un piano complesso, che richiede una cooperazione tra i Paesi; dovremo prevenire infiltrazioni terroristiche”, e rivela che Draghi è certamente persona perbene (non è scontato: ci sono state al suo posto anche persone non perbene), ma oltre a ciò, in generale, tenendo conto anche degli altri fondamentali interventi sul tema (Carfagna e Zanda su Repubblica: mancano solo Tajani e Lollobrigida), non è detto che tacere non sia più onorevole. In certe congiunture storiche è chiarissimo come gli uomini e le donne di potere, gli apparati, le truppe, le diplomazie e gli osservatori non siano per niente all’altezza della situazione. La realtà è spesso tragica, violenta, complessa; chi comanda, e nel disbrigo degli affari correnti è moderatamente inadeguato, in questi momenti può apparire ridicolo, pomposo o inetto. Davanti ai fatti dell’Afghanistan che in grandissima parte l’Occidente ha storicamente contribuito a determinare, i nostri leader si mostrano fermi, circonfusi di democrazia, risoluti: sono o non sono i rappresentanti di una delle più belle colonie vacanziere e militari dell’Impero del Bene?

9 replies

  1. “Matteo Renzi, che ogni giorno cerca di sopravviversi come può, dopo aver mobilitato le truppe socialare contro Di Maio che era in spiaggia, ci ha tenuto a informare il popolo di quanto segue: “Sono rientrato in ufficio, al #Senato, a Roma per sottolineare la gravità di questo momento”. In effetti, la sua presenza aggrava il momento.” 🤣😂😆

    Solo per questo, Pulitzer subito.

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  2. “tipo previsioni di Paolo Fox”
    veramente nel leggere
    “Abbiamo parlato con la cancelliera Merkel”
    m’era venuto in mente il divino Otelma
    che usa la stessa forma verbale

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  3. aver ascoltato per la prima volta parlare il prof Mario Draghi in lingua italiana mi ha chiarito che il bancario romano preferibbe esprimersi come fa da 40 anni nel suo inglese fintamente british, tuttavia da lectio magistralis rispetto a quello dei suoi ex colleghi inquilini di Palazzo Chigi all’epoca del suo mandato. Romano di nascita ma anche d’accento non lesinerebbe espressioni popolari e dialettali invece che una lingua che non pratica più, pur di chiarire una volta per tutte che lui sta svolgendo il compito per conto terzi (il nostro PdR in dirittura di fine mandato ma impossibilitato a svolgere due ruoli per potenziale conflitto d’interessi). Lui è avulso da conoscenze tenico-giuridiche sul fuzionamento delle istituzioni di governo. Vaghe reminescenze di educazione civica, diritto ammunistrativo e storia gli permettono di non confondere il potere esecutivo da quello legislativo e comprendere abbastanza bene il suo ruolo di chairman nei diversi consessi nazionali ed internazionali, compreso il consiglio d’amministrazione dell’Italia che lui chiama consiglio dei ministri. Il problema fa sempre rimane l’ONU: un oggetto non pervenuto, mentre G7 e G20 rimangono grazie al cielo come ai tempi della BCE i suoi azionisti di riferimento. E’ assilato dal dubbio che Christine (Lagarde) sarebbe stata più brava di lui data la sua passione per la politica italiana e la capacitá straordinaria di comprendere l’inglese di Salvini e quello di Luigi. Sopratutto il prof ama sottolineare come lui le morti sul luogo di lavoro non le tollera, sopratutto quelle che avvengono in paesi ostici come l’Afghanistan ed è contento di aver potuto chiamare quei poveri 52 connazionali deceduti negli ultimi 20 nel cantiere di Herat, Eroi. Non ha però ancora chiaro di perchè si è chiuso quel cantiere sul quale tutti puntavano per il rilancio dell’industria di pietre preziose e terzo settore. Sicuramente ai prossimi vertici degli azionisti di maggioranza potrá ricevere le dovute spiegazioni sulla chiusura e la contemporanea apertura del cantiere diritti delle donne afghane, che riteneva da tempo chiuso dopo il nobel alla pace consegnato a Barack. Alla fine sono personalmente convinto che se potesse il prof Draghi tornerebbe con piacere a fare il nonno, piuttosto che inseguire le bizzarie di questo consesso d’esagitati che è diventato il G7. Ritengo che il prof l’unica con cui è ancora possibile confidarsi è Angela, sopratutto dopo lo sciagurato consiglio del PdR di telefonare a Matteo di Rignano per chiedergli consiglio sul dafarsi alle riunioni di governo. C’è mancata una ticchia dal doversi dimettere e chiedere scusa all’avv Bonafede. D’altro canto chi immaginava che Marta si occupasse proprio di tribunali e processi lei che non è nemmeno avvocato.

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  4. A me, più che Paolo Fox, sembra una specie di FORREST GUMP oppure a scelta di CHANCE GIARDINIERE, quel mentecatto scambiato per statista e messo a fare il presidente degli USA.

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  5. MT aveva ragione da vendere quando disse che Dragula non capisce un caxxo di cose che non siano soldi e banche.

    Tra l’altro, a differenza della Ranieri, io sono sicuro che Dragula nON sia una persona ‘perbene’. Il fatto che non faccia orge con minorenni non dimostra il contrario, visto che poi fa anche peggio, vedi MPS, pareggio in bilancio, Grecia, Britannia ecc ecc.

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  6. “Presidente, c’è apprensione per i nostri connazionali ancora in Afghanistan: che messaggio rivolge a loro?”.

    “L’Italia ha perso 54 soldati e ha circa 700 feriti: alle loro famiglie voglio dire che il loro sacrificio non è stato vano, hanno difeso i valori per cui erano stati inviati, hanno fatto del bene
    “La prima cosa da fare è riflettere”

    “Cosa deve fare la comunità internazionale per scongiurare una nuova escalation terroristica?”
    “A fine mese ci sarà un G20 dedicato alle donne a Santa Margherita Ligure”

    “L’Europa sarà all’altezza?”
    “Sì, lo sarà” “Abbiamo parlato con la cancelliera Merkel… Siamo d’accordo che la cooperazione è assolutamente necessaria”. “accoglienza, sicurezza” “diritti delle donne”.

    E questo sarebbe ‘il migliore’.

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