E’ tempo di resistenza

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – C’è un comportamento comune a sondaggisti, esperti di marketing, studiosi della percezione che profilano comportamenti, inclinazioni e atteggiamenti delle gente: quando le loro analisi vengono smentite, quando toppano le loro profezie, hanno pronto un agile instant book per dimostrare che a sbagliare è il Paese, irrazionale, ferino, selvaggio e dunque imprevedibile.

Non c’è da stupirsi pensando a chi gli dà la biada, chi commissiona studi “indipendenti”, chi finanzia indagini preelettorali perfino quando le elezioni sono sospese per quelle ragioni di forza maggiore, che giustificano altre analisi aggiuntive, volte a identificare e rintracciare i veri pericoli per la democrazia momentaneamente in eclissi.

Possiamo dunque augurarci di pregustare prima o poi i ravvedimenti operosi dei Pagnoncelli, Piepoli  & affini, quando non sarà più possibile mantenere inalterata la narrazione apocalittica, quando alla quarta dose si presenterà l’ipotesi non remota di un futuro nel quale la maggioranza girerà per strada, andrà a lavorare o in vacanza con la flebo vaccinale appesa all’arto, quando si dimostrerà l’impossibilità di imporre e far rispettare regole dispotiche quanto arbitrarie e irragionevoli, quando cioè gli toccherà dire che è stato il Paese a sbagliare penalizzando chi aveva dubbi, chi è stato prudente nel valutare il rapporto rischi e benefici e non ha sottoposto alla cerimonia officiata dalla soldataglia i propri figli.

Certo sarà una soddisfazione magra quella di veder sconfessato l’identikit dei manifestanti del sabato contro il green pass:  “no vax, commercianti e disoccupati, elettori di Lega e FdI che vivono  nel Nord-Est, hanno tra i 35 e i 49 anni di età, possono esibire al massimo la licenza media, sono artigiani o commercianti, inoccupati o disoccupati, votano a destra, si informano sui social media, hanno una condizione economica bassa”, in una parola la feccia che dà forma a “assembramenti di  gruppi negazionisti, accomunati da un sordo rancore verso la scienza”, in una parola la marmaglia arruolata dall’estrema destra insieme a vecchi arnesi della filosofia, clinici e virologi rincoglioniti e frustrati per via di insuccessi professionali e per la scarsa visibilità televisiva.

Secondo l’arte della guerra applicata soprattutto all’interno di nazioni da parte di chi è entusiasta di annettersi a un impero tirannico e funesto, gli strateghi possono avere gioco facile nel costruire un nemico, durante una crisi che impoverisce e demoralizza, suscitando i peggiori istinti prima rimossi  o educatamente soffocati e dando, a chi li lascia scatenare, l’illusione di una superiorità sociale e culturale intesa alla tutela del bene comune, della morale condivisa, dell’appartenenza  identitaria che si manifesta con atti di fede nei confronti di autorità, patria, religione, scienza.

Non sono sempre o solo generali, più spesso di tratta di tartufi, di fanatici del Bene in lotta contro il Male, oggi incarnato da bestioni ignoranti, da stolidi misoneisti che negano il Progresso e le magnifiche sorti della Scienza.  È sempre successo che l’idealtipo del nemico possedesse delle caratteristiche ripugnanti, dei tratti nauseanti, fosse sporco tanto da far temere il contagio e l’infezione, costituisse un pericolo da mettere ai margini, in riserve, in carcere, in siti fuori dallo sguardo della brava gente, in modo da prevenire e contrastare la sua infiltrazione e la diffusione dei suoi messaggi mortiferi, ancestrali e primitivi, comunque oscuri e tenebrosi.

Veniva  bene dunque l’immagine proposta all’immaginario  del nemico 2021, gente maledetta da maledire per via del rischio che comporta, perlopiù immaginario e costruito ad arte sfidando proprio le certezze erogate dalle passerelle televisive e virtuali,  i disertori che non si vaccinano o che, vaccinati, sottraggono i figli a doveroso sacrificio, colpevoli di contagi, varianti, restrizioni conseguenti,  impermeabili alla voce della Ragione e della Responsabilità personale e collettiva che si manifestano assecondando i voleri delle autorità anche se non hanno dato nessun risultato positivo.

Se non fosse che si comincia a capire che nelle file del nemico si annidano familiari scapestrati che non ci sentono a farsi convincere, soggetti apparentemente assennati, persone normali che hanno compiuto studi regolari, che sanno che Galileo non è il personaggio di una fiction e che la terra non è piatta anche per via di fertili crociere e trasvolate.

Così è più complicato conservare la certezza di aver a che fare con animali, di dover trattare con selvaggi impermeabili alla persuasione virtuosa “di chi sa”, con loro si rischia, non solo di entrare in perniciosi contenziosi, ma di essere malignamente influenzati dalle loro convinzioni che potrebbero avere l’apparenza della verità, tanto è demoniaca la loro potenza.

Quindi  è preferibile, anzi, doveroso, passare alla coercizione: zittirli, imbavagliarli;  alla minaccia: penalizzarli, emarginarli, licenziarli; all’intimidazione: sottoporli ad anatema ed ostracismo, come è giusto avvenga se si possiede la forza della maggioranza, nel governo, nel parlamento defraudato, nella società rappresentata da un’opinione pubblica che non può permettersi di contenere voci discordanti o gli sterili lamenti delle vittime degli effetti collaterali, sanitari, vaccinali o economici.

È ancora più necessario quando la prevalenza numerica e quantitativa  deve aver ragione e stanare quel nemico che si è infiltrato in categorie e professioni ad alto contenuto sociale e “morale”, operatori sanitari, docenti, bersagli di un inevitabile linciaggio e oggetto del ricatto più vile ma più efficace, la perdita del posto, del ruolo, della dignità, necessario, pare, perché è quello irresistibile, ma anche perché mette in luce la loro miserabile umanità di codardi che non possiedono la determinazione per mantenere le loro posizioni.

È arduo sperare che resistano alla pressione vigliacca esercitata perfino sulle mense aziendali di quelli che fino a ieri erano indicati come gli eroi sconosciuti, dediti al sacrificio e all’abnegazione. Insegnanti e personale sanitario  hanno dimostrato acquiescenza, rassegnazione, salvo qualche sussulto corporativista. Hanno accondisceso a tagli, demansionamenti, instaurazione di gerarchie con la promozione di figure autoritarie, hanno acconsentito all’avvilimento del loro incarico pedagogico ridotto a funzioni di trasmissione dei principi del mercato, hanno tollerato che si imponesse un’ideologia secondo la quale il merito consiste nella valorizzazione di privilegi ereditati, rendite, fidelizzazione e affiliazione.

Eppure il modo ci sarebbe. Sempre lo stesso, quello di ribellarsi e resistere uniti, compatti, scioperare, non andare a scuola e non vaccinare i propri figli, non sottoporsi al vaglio di controlli illegittimi, avviare i ricorsi, sottoscrivere le azioni dell’Anief e dei gruppi di pressione che si battono contro il lasciapassare, come hanno insegnato anni di lotte operaie, studentesche, femminili, prima che la necessità facesse sembrare impossibile la libertà.

21 replies

  1. “l’Oms si ravvede: no all’obbligo vaccinale:

    Lo avevate sentito anche voi che l’Oms era il culmine della scienza? E’ un’allucinazione oppure tutti i social si erano impegnati a bloccare la disinformazione ovvero tutto ciò che non era ufficialmente detto dall’organizzazione mondiale della sanità? E allora come mai viene messo all’indice chiunque si ribelli all’arbitrio delle vaccinazioni obbligatorie di fatto e dei relativi passaporti, quando lo stesso Oms sconsiglia questa pratica? Lo ha detto una portavoce dell’agenzia in risposta al fatto che diversi paesi stanno considerando di renderla obbligatoria. “In generale, l’OMS si oppone a qualsiasi vaccinazione obbligatoria”, ha detto la portavoce dell’OMS Fadela Chaib a una conferenza stampa. La cosa davvero paradossale è che la notizia viene riportata da alcuni organi di stampa mainstream,in maniera vergognosamente defilata, quattro righe e una foto quando meriterebbe invece la prima pagina a caratteri di scatola perché evidentemente l’appello si riferisce a tutte quelle situazioni in cui la vaccinazione viene estorta in maniera criminale per conservare il lavoro o un minimo di vita sociale.

    Certo siamo di fronte a un cambiamento della narrazione che viene portato avanti a passi lenti perché i maggiori fautori della narrazione pandemica possano sfilarsi alla chetichella dalle loro enormi responsabilità che comprendono anche centinaia di migliaia di morti, da quelli dovuti all’inutile panico scatenato un anno e mezzo fa a quelli sacrificati in nome del vaccino che sono ufficialmente oltre trentamila solo tra Usa, Europa e Gran Bretagna, ma in realtà molti di più. Certo diranno che hanno salvato molte vite da una malattia che al peggio è un’influenza, ma sanno benissimo di mentire e di essere colpevoli. Lo sanno tanto bene che adesso cercano vie d’uscita, anche se fin da subito hanno cercato di costruirsi una via di fuga. Per esempio, al contrario di quanto si sia letto da qualsiasi parte e in qualsiasi salsa, l’Oms non ha affatto ufficialmente dichiarato la pandemia, ma è stato il suo direttore, il falso laureato Tedros Ghebreyesus – ministro a suo tempo di un governo stragista e falsificatore di dati sanitari per coprire tre epidemie di colera in Etiopia quanto era il responsabile della sanità di quel Paese – a dare l’impressione che le cose stessero in questo modo, sostenendo che il covid “poteva ” essere considerato una pandemia quando ancora non c’erano i numeri per dichiarare un’epidemia di quartiere. E in seguito l’Oms non ha chiarito la cosa, ha lasciato che si desse una versione falsa degli avvenimenti. Quindi all’occorrenza questi galantuomini diranno : “Noi, ma non abbiamo mai dichiarato una pandemia, avete capito male”. Così va il mondo, anzi è così che permettiamo che vada.”.

    PS: piccola glossa etimologica, per la serie, il diavolo non fa nemmeno più i coperchi:

    Il nome di Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS, desta una certa curiosità per quella sua desinenza chiaramente evocante il Cristo. Incuriosito, così “per caso”, ho fatto una ricerca sul termine “Ghebre” che lo introduce, senza ovviamente sospettare che potesse avere un significato particolare, né punto uno qualsiasi. Ebbene, con mio sommo stupore ho scoperto questo:
    “GHEBRI. – Con questo nome (probabilmente dall’arabo Kāfir “infedele”), variamente trascritto nelle lingue europee (fr. Guèbres; ingl. Gabars)…”: ora ditemi che le coincidenze non esistono! E che il “cristo infedele” non possa essere il blasfemo sinonimo di quel “falso cristo” di cui noi tutti conosciamo bene le gesta attuali.

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  2. Ora, comunque la si pensi sui vaccini green pass ecc. ditemi (sperando che qualcuno che so io non si senta chiamato a rispondere) se il penultimo paragrafo non è la verità vera.
    Allora se confindustria e bergamo non si ferma decidono che le attività non si fermano e gli operai sono sacrificabili possono pure lavorare in tempo di lockdown, perché noi dobbiamo scegliere tra 61 tipi di latte e 94 tipi di farine.
    Se poi Bonomi cambia idea e vuole il green pass e noi ci facciamo il green pass. E se non ce lo facciamo ci licenzia per giustissima causa.

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      • Veramente nemmeno io credevo ti riferissi a me, ma per spiegare meglio l’equazione: è vero, per essere massoni bisogna anche essere “liberi e di buoni costumi” e non schiavi, cosa a cui tu non potrai mai ambire.

        Io, nel caso, partirei già avvantaggiato…

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      • Sbagliato, per essere massoni bisogna sentirsi superiori aglil altri, come quelli che hanno trovato un parcheggio all’ombra come per miracolo.

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  3. oramai l’anima ordoliberista della rosso-bruna ideologa á la carte dell’ex dirigente del FUAN si esprime oltre le colonne gramsciane del chierico, inneggiando allo sciopero per l’eliminazione di ogni forma di protezione della propria salute sul luogo di lavoro. Lombroso vorrebbe che la profilassi fosse customerizzata secondo i gusti del singolo e che nessuna autoritá (sopratutto statuale essendo una inconsapevole devota della Rand) imponesse protocolli igienico-sanitari. in tale guisa l’aziende lascerebbero la classe operaia libera di infettarsi ed infettare chiunque in un orgia darwinista, dove solo il più attrezzato come corredo cromosonico prevalga, essendo stato temprato dalla dura fatica del lavoro che ci rende liberi.

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  4. Stiracchiato, un esempio possibile sarebbe questo: il cognome Cuffaro in Sicilia vuol dire l’apostata, da kufr. Ma Ghebreyesus e’ etiope copto, e vattelapesca a beccare l’etimo. Quanto sotto conta sul passaggio da palatiali a gutturali e da velate a labiali, ma non credo sia consistente con il personaggio, essendo poi l’etimologia scienza composta non di frammenti ma di frantum ( per parafrasare una delle critiche di [boss grecista italiano prima meta’ ‘900] a Quasimodo per i suoi “Lirici Greci”) che ne sai la “i” finale come c’e’ arrivata in quella posizione.

    Ma che strane associazioni d’idee, no?

    https://www.treccani.it/enciclopedia/ghebri_%28Enciclopedia-Italiana%29/

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  5. ognuno dovrebbe essere libero di fare come gli pare, sia che voglia vaccinarsi o meno. Salvo quelli che per lavoro DEVONO stare a contatto fisico con le persone.
    Come la vaccinazione per l’influenza. Ogni anno muoiono tot persone per gravi conseguenze dell’influenza ma mica è obbligatorio vaccinarsi.
    Non mi sembra che ci siano state conseguenze tra le squadre che si sono affrontate nei campionati europei finiti da più di un mese.
    E dove sono ora le previsioni catastrofiche delle infezioni in Inghilterra?
    Chi non vuole si tiene la mascherina e distanziamento nei luoghi chiusi, come nei negozi, mica chiedono il green pass.
    Il green pass è una misura coercitiva, che carta costituzionale alla mano dovrebbe essere vietata.
    Voglio proprio vedere come faranno a identificare e sanzionare tutte le persone presenti a tutti i concerti e feste improvvisate che si stanno svolgendo in tutta Italia.
    Come al solito tante “grida” ma poco costrutto.

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  6. Non so se avete notato: non piove da mesi, un caldo incredibile da settimane, ma nessun “servizio” sul caldo che uccide, sugli ospedali “in affanno ” per i ricoveri a causa del caldo, nessuna vecchietta che telefona ai carabinieri e nessun “esperto” ci snocciola il solito rosario: bere molto e non uscire nelle ore più calde ( se non ci fossero questi esperti…)
    Come mai?

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