Caso Covid, esposto di Pd e 5 stelle per danno erariale. Segnalazioni a Procura e Corte dei Conti

Caso Covid, esposto di Pd e 5 stelle per danno erariale. Conte: “Quei soldi  una ricompensa per chi mi ha accusato”

(estr. di Ilaria Proietti – ilfattoquotidiano.it) […] E ora le opposizioni sono pronte a passare all’attacco. Con un esposto in Procura e un altro alla Corte dei Conti per danno erariale nella convinzione che l’operazione che ha fatto la fortuna degli “amici di Giorgia Meloni”, sia stata frutto di una precisa scelta politica. Tradotto: una decisione contro l’interesse dello Stato. “Una ricompensa per chi mi ha accusato”, si spinge a definirla Giuseppe Conte. I 100 milioni che per ammissione del ministro meloniano alla Salute Orazio Schillaci sono stati liquidati senza colpo ferire (ossia senza nemmeno provare a fare appello dopo una sentenza in primo grado) all’imprenditore delle mascherine Dario Bianchi sono un caso: ieri il capogruppo del Pd Francesco Boccia, dopo la risposta di Schillaci al question time, si è detto basito: “È forse la prima volta nella storia della Repubblica, che non si è atteso l’appello prima di agire, nonostante una sospensiva, e si sia dato per scontato che il terzo grado sarebbe andato come il primo. Si vede che non erano soldi loro, ma dei contribuenti”, ha detto l’uomo di Elly Schlein al Senato, che ha incalzato il ministro a mettere a disposizione le carte per individuare le responsabilità. “Vedremo chi ha chiesto a chi, quale ordine è arrivato da Palazzo Chigi al ministero. Vogliamo sapere – ha detto ancora Boccia – chi ha deciso di pagare più di 100 milioni di euro a un’azienda che fatturava al massimo 4 milioni, e quando andava bene perdeva 250mila euro, che ha scoperto all’improvviso di produrre mascherine”.

[…] I 5 Stelle puntano al cuore della questione: più volte, pure di fronte alla Commissione Covid, avevano sollecitato inutilmente risposte sullo stato della vertenza con l’azienda di Bianchi nella convinzione che la sentenza di primo grado fosse facilmente smontabile in appello. Salvo le rivelazioni del ministro di ieri sulla transazione milionaria e della norma varata da Palazzo Chigi per le coperture economiche ma senza dichiararne le finalità.

“Mentre noi fornivamo documentazione utile a ribaltare nel processo d’appello la sentenza su JC Electronics, scopriamo che Meloni e i suoi già nell’ottobre scorso avevano raggiunto un accordo per una transazione economica da più di 100 milioni. Soldi dei cittadini italiani versati nelle casse di una società che ha in passato finanziato Fratelli d’Italia e il cui amministratore delegato risulta ospite fisso degli eventi del partito della premier”, ha detto Stefano Patuanelli, mentre il leader […] Conte affonda il colpo contro Bianchi “quello che Fratelli d’Italia ha chiamato più volte in commissione Covid” per farne “il mio principale accusatore”. Sullo sfondo resta la scarsa trasparenza dell’operazione chiusa alla chetichella lo scorso autunno grazie a un provvidenziale decreto partorito dal Consiglio dei ministri il 14 ottobre scorso e passato inosservato: provvedimento entrato in vigore il 30 dello stesso mese, giusto in tempo per la firma della transazione, avvenuta il giorno dopo. Di che decreto si tratta? “Misure urgenti in materia economica”, incardinato il 5 novembre alla Camera dove era stato approvato il 10 dicembre poi passare al Senato dove era giunto l’ok definitivo in appena una settimana, il 18. La norma provvidenziale è contenuta nell’articolo 5: la previsione di un contributo al ministero della Salute da 110 milioni senza nessun riferimento a cosa dovesse servire. Come hanno annotato i Servizi studi e bilancio di Camera e Senato: “Le relazioni illustrativa e tecnica del disegno di conversione del decreto non recano specificazioni sulle sentenze e transazioni richiamate dal comma 1”.