Gli embedded da divano arresi a Kabul

Oltre che militare, politica, umanitaria, l’Afghanistan rappresenta anche la catastrofe del giornalismo embedded. Che è l’informazione di guerra dei corrispondenti aggregati alle truppe.

(pressreader.com) – di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano – Oltre che militare, politica, umanitaria, l’Afghanistan rappresenta anche la catastrofe del giornalismo embedded. Che è l’informazione di guerra dei corrispondenti aggregati alle truppe.

Che fu, ricordiamolo, la politica dell’esercito degli Stati Uniti già dall’invasione dell’Irak nel 2003, in base a uno scambio concordato: i giornalisti avevano l’opportunità di seguire le truppe da vicino ma con l’impegno di non rivelare notizie suscettibili di danneggiare la condotta bellica.

Anche se limita fortemente la libertà d’opinione, l’embedded sul campo può avere una giustificazione nelle ragioni di sicurezza (ricordiamo il grande tributo di vite umane versato dai reporter e fotoreporter spesso volontari al fronte). Che all’embedded sul divano, o al sicuro dietro una scrivania non può essere riconosciuta.

Soprattutto se il privilegio delle fonti cosiddette esclusive ti escludono dalla corretta percezione della realtà dei fatti. Com’è facilmente accertabile consultando gli archivi della stampa più “accreditata” che in questi vent’anni non ha mai smesso di magnificare l’esportazione della democrazia a Kabul e dintorni. Portata, abbiamo letto, sulla punta delle baionette e sugli investimenti in ambito economico e culturale. Nella realtà, pochi spiccioli se paragonati alle migliaia di miliardi spesi nel gigantesco arsenale “regalato” ai Talebani, come apprendiamo in queste ore, dai militari del governo Ghani in fuga. Una disinformazione a tal punto intossicata dalle veline che non solo non aveva previsto nulla della dissoluzione del regime fantoccio, ma che tre giorni fa ancora insisteva nel prevedere una resistenza di “circa tre mesi” intorno alla capitale.

Una “fascia di sicurezza” che avrebbe garantito l’esodo ordinato e pacifico degli occidentali ma anche degli afgani desiderosi di sottrarsi allo stato islamico. Abbiamo visto com’è finita. Ebbene, invece di chiedere scusa per avere diffuso montagne di fake news debitamente timbrate dagli uffici stampa e propaganda delle famose cancellerie, riposto finalmente l’elmetto adesso i nostri Hemingway in panciotto continuano imperterriti a pontificare sulle cause della disfatta, come se la cosa non li riguardasse.

È il trionfo degli opinionisti “secondo me”, gli stessi che chiamati a commentare la scomparsa di Gino Strada si permettono di criticare le “opinioni politiche” di chi sull’Afghanistan aveva previsto tutto. Col sorrisetto di chi la sa lunga.

Loro che gli ospedali di guerra li hanno visti solo al cinema.

12 replies

    • Mi sembra una buona idea….,si potrebbe dotare la nostra polizia locale (vigili urbani) di di AK-47 invece che delle “pistolette” che gli hanno dato…,così la “lunga canna della giustizia” può colpire il terrorista untore no-vax a 300 metri di distanza senza rischiare di infettarsi.

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    • Ahahahahahah … grazie mi ha fatto ridere un sacco, ma è vero?…. c’è aria di liberazione altrochè, quanto avrei voluto sentire che dice il ragazzo, così tanto per capire …

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  1. Ultima ora: Afghanistan-Stoltemberg (un nome che la dice lunga) : tutta colpa del (ex) governo Afghano.

    No caro “stolto”…la colpa e vostra e dei governi fantoccio (i nostri) che hanno partecipato,adducendo scuse assurde,e con la contrarietà dei propri popoli all’invasione militare dell’Afghanistan (ma non solo ovviamente).

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    • Con Atlantide…il famoso continente “sprofondato” nel mare?

      Sto facendo una “seduta spiritica” nel tentativo di “evocare” Il Conte…. Se ci sei batti un colpo…noi tuoi umili sevi ti invochiamo…Conte scendi fra noi a portare la luce della tua immensa saggezza….Conte nostro signore ti preghiamo…proferisci il tuo verbo rivelatore a noi poveri sudditi…
      Niente non risponde…ma dove cavolo è finito il nostro Dio?

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  2. Molinari, Lavia, Polito…gente che in qualsiasi Paese serio potrebbe al massimo fare il pur onorevole mestiere di tipografo. E invece stanno a twittare cazzate tutto il giorno dal divano o da qualche amena località. Lavia, in particolare, è un autentico demente che non sa un cazzo ma tira in ballo la Cina e la Russia. Fossi il suo direttore, ancora prima di licenziarlo, gli farei fare tutto il lungotevere a calci in culo

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  3. “Vae victis” Guai ai vinti! Come è facile sparare sui perdenti, specie se americani, quand’anche colpevoli di tanti errori. Anche questo giornalismo embedded da divano e del senno di poi, non mi sembra molto lungimirante , obiettivo e costruttivo. I colpevoli in questa disastrosa vicenda afgana sono tanti, e io vorrei capire anche a che servono Nato e ONU e sentire proposte operative alternative, su cosa si sarebbe dovuto prima e cosa si potrebbe o dovrebbe fare ora per fermare una barbarie talebana che non è meno pericolosa dell’Isis, oltre che per l’Afghanistan, per l’Occidente tutto. A criticare l’Occidente e recitare mea culpa son buoni tutti, ma a dire cosa e come fare per non arrendersi di fronte a un nemico spietato che odia l’Occidente e fa di tutto ed è disposto a tutto per annientarne i valori e lo stile di vita. E che ne dice il giornalista Padellaro della libertà di stampa nei paesi islamici, tutti, della Russia, della Cina e di questo nuovo Emirato guidato da gente che sembra uscita da da un viaggio nel tempo di 1400 anni fa?

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    • Cosa vuoi fare, cabaret alla buona?
      Secondo te gli americani in politica estera sono ossequiosi dei comunicati ONU o sganciano bombe come c. pare a loro?
      Per la libertà di stampa vai orgogliosa di quella esistente nel tuo paese prima di tirare in ballo quella degli altri?
      Il problema è che alcuni letamai mediatici (altri termini non ne ho) si fanno belli dei diritti civili quando e dove fa comodo a loro. L’Arabia Saudita, alleata degli Usa, ammazza il popolo yemenita bombardandolo indiscriminatamente. Non vedo tutta questa agitazione per i diritti di quella povera gente.
      Atlantismo fa rima con .. aspetta che ce l’ho sulla punta della lingua..

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      • E ridaje, siamo sempre fermi ai soliti argomenti dell’antiamericanismo dei tempi della guerra fredda, del pacifismo a senso unico, del disarmo unilaterale, degli amerikani brutti, sporchi e cattivi, e di paesi islamici si critica solo l’Arabia Saudita perche loro amica….E mentre noi ci autoflagelliamo, divisi fra noi, italiani , europei e americani, dimentichi del nostro passato e dei nostri valori di libertà e democrazia faticosamente conquistati, ora pronti alla resa di fronte a chi grida più forte, gli altri fanno il comodo loro e si fanno beffe di noi. Cerca una rima con “atlantismo”? Ce n’è fin che vuole: islamismo, comunismo, fascismo, nazismo, fanatismo, isolazionismo, colonialismo, imperialismo… Poi però si sforzi di conoscere il bene e il male che sono venuti da tutti questi “ismi”, che non sono tutti farina del sacco amerikano.

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    • Perbacco! questa sì che è una replica intelligente! Quando si ricorre all’insulto personale significa che si è privi di argomenti ,poveri di spirito e in malafede….

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