Su green pass e libertà di stampa

(Andrea Zhok) – La presente nota tocca due questioni: l’operazione di politica tecnocratica prodotta con l’introduzione del Green Pass e lo stato della libertà di stampa nel nostro paese.

La seconda parte del testo riporta un articolo che mi è stato chiesto in data 30 luglio 2021 dalla “Stampa” di Torino e che non è mai uscito.

La prima parte è invece la semplice cronaca di ciò che è avvenuto dal 30 luglio ad oggi, e a mio avviso spiega molte cose senza bisogno di commenti addizionali.——– In data 30 luglio sono stato contattato da una giornalista della “Stampa” (chiamiamola “A”), chiedendomi la disponibilità a scrivere un pezzo sul Green Pass. Ho accettato volentieri, perché nonostante la continua emorragia di lettori, la carta stampata rimane un veicolo importante di accreditamento delle opinioni.

Alla mattina di sabato 31 luglio ho ricevuto conferma della tempistica e dell’estensione dell’articolo: 70 righe per 60 caratteri da consegnare possibilmente in giornata. Lo spazio non era davvero molto per argomentare in modo articolato, ma ho comunque accettato. Alle 17.05 del giorno stesso ho dunque inviato l’articolo alla direzione del giornale, immaginando che, vista l’urgenza, sarebbe uscito l’indomani.

L’indomani ho notato che l’articolo non era uscito, ma sono abituato a questi piccoli contrattempi nei giornali, dunque ho atteso fiducioso.

Martedì 3 agosto, non essendo ancora uscito il pezzo, ho chiesto chiarimenti ad “A” e mi è stato garantito che il pezzo sarebbe uscito.

Sabato 7 agosto, mentre sgambettavo giù da un monte delle Alpi Giulie, mi è arrivata una telefonata da parte di persona a livello apicale nella redazione del quotidiano (chiamiamolo “B”; non ne preciso il ruolo per non renderlo identificabile). Nella cortesissima telefonata si scusava del ritardo e mi garantiva nuovamente che il pezzo sarebbe uscito. Avrebbe dovuto essere pubblicato in giornata, ma, fatalità, si era appena ritirato Valentino Rossi, e questo apparentemente occupava tutti gli spazi disponibili.

Altri 5 giorni dopo, giovedì 12 agosto, ho scritto ad A e ho spiegato che se il pezzo non fosse uscito entro Ferragosto mi sarei visto costretto a ritirarlo.

Dopo essersi detta in imbarazzo, A mi ha detto che avrebbe provato nuovamente a sollecitare.

Da un altro contatto che ho nel giornale (chiamiamolo “C”), mi è stato confermato che l’articolo era stato sollecitato più volte, ma, com’è come non è, ogni volta il direttore mancava di dare l’assenso.

Ora, un articolo scritto per un quotidiano è redatto, ovviamente, pensando a una situazione e un momento specifico. Non è un saggio che si rivolge alle generazioni future. Dunque rinviarne la pubblicazione sine die è un modo classico per renderlo obsoleto, e dunque inutile, e alla fine impubblicabile (senza passare formalmente per censori).Per rispetto ad “A”, “B” e “C”, che hanno agito con cortesia e hanno cercato di darmi voce, non ne faccio i nomi per non metterli in imbarazzo. (Ma naturalmente se vorranno farsi avanti sono i benvenuti).Questa piccola vicenda mi conferma nelle mie più tristi convinzioni circa lo stato dell’informazione in Italia. Ma non voglio qui aggiungere alcun commento, lasciando la nuda cronaca dei fatti alla valutazione del lettore.

Segue l’articolo.

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ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL GREEN PASS

La strategia italiana sul Covid sfociata nell’adozione del “Green Pass” è eticamente preoccupante e pragmaticamente fallimentare.

Questo perché implica: 1) una campagna moralistica che mina la convivenza civile;

2) una violazione della deontologia medica consolidata; 3) una strategia che allontana indefinitamente il ‘ritorno alla normalità’.

Provo concisamente a spiegare.

1) Il Green Pass è un’operazione di persuasione obliqua: si presenta come una misura per ridurre i contagi, ma è di fatto una manovra per spingere la gente a vaccinarsi. Chi prendesse sul serio lo scopo preventivo faticherebbe a capire perché senza Pass sia possibile ad un anziano recarsi in Chiesa o al Senato, ma non ad un adolescente recarsi ad uno spettacolo all’aperto. Il cuore del provvedimento sta però nello ‘sforzo persuasivo’, che ha preso sciaguratamente le forme di un’aggressione moralistica. Nel momento in cui una decisione libera e legale viene investita da uno stigma morale promosso dall’alto è chiaro che, giù per li rami, questo stigma finirà per amplificarsi in forme parossistiche. Se le più alte cariche dello stato dicono che non vaccinarsi implica morire o far morire, o che vaccinarsi è un doveroso atto di responsabilità verso il prossimo, difficile che chi sia privo di remore istituzionali non traduca ciò in accuse ai non vaccinati di essere assassini irresponsabili o simili. Così, la categoria “No Vax”, da designazione di un’esigua minoranza di soggetti ostili ai vaccini in sé è diventata una categoria morale, in cui accatastare come ‘impuri’ tutti i non vaccinati, ma anche i vaccinati dubbiosi. Pieno spirito di guerra con ricerca delle quinte colonne. Capita così di sentire sindaci che suggeriscono ai non vaccinati di girare con un cartello al collo, virologi che ne parlano come di sorci da cacciare, segretari di partito che propongono di escluderli dall’elettorato passivo, sindacalisti che vogliono farlo per l’elettorato attivo, infermiere che minacciano di staccargli la spina, fino a sobri e diffusi auguri di avere un morto in casa. Il problema del Green Pass non è dunque che leda in astratto la “libertà”, ma che la sua implementazione quotidiana ricordi così tanto gli orwelliani “due minuti d’odio”.

2) La formulazione italiana del Green Pass spinge a vaccinarsi, pena la morte sociale, tutti i cittadini dai 12 anni in su. Ora, principio deontologico fondamentale è che un farmaco vada somministrato solo in caso di evidenza univoca che i benefici superino i rischi. Ad oggi, quest’evidenza nel caso di soggetti giovani e giovanissimi (in assenza di patologie pregresse) manca. Per questi gruppi i dati ci parlano di una malattia con letalità sostanzialmente nulla e scarsissima incidenza di complicanze. Di contro, i vaccini attuali non danno garanzie circa gli effetti a medio o lungo termine. Da quando sono in uso su larga scala (7 mesi o meno), i loro bugiardini si sono impreziositi dei rischi di: trombosi atipiche (Vaxzevria), sindrome di Guillian-Barré (Janssen), miocarditi e pericarditi (Pfizer). Chi e su che base può escludere che quella lista non crescerà ancora? Chi è nella posizione di smentire quanto scritto nei contratti di fornitura (“gli effetti a lungo termine e l’efficacia del vaccino non sono attualmente noti e potrebbero esserci effetti negativi del vaccino che non sono attualmente noti”)? Sotto queste condizioni la somministrazione di questi vaccini a giovani e giovanissimi è una pratica semplicemente inappropriata, perché non c’è evidenza che i benefici superino i rischi.

3) La strategia adottata mira a una vaccinazione rivolta idealmente al 100% della popolazione, con l’intento di “bloccare il virus ed evitare le varianti”. Questa meta è del tutto irrealistica. Sappiamo infatti:

a) che il vaccino protegge il vaccinato, ma non arresta la capacità di contagiare;

b) che ad oggi solo il 14,4% della popolazione mondiale è pienamente vaccinata;

c) che già tra un mese dovranno ripartire i richiami dei primi vaccinati, perché l’immunità Covid (diversamente da casi storici come il vaiolo) dura solo 6-9 mesi. Sotto queste premesse è fatale che il virus continuerà a circolare, dentro e fuori il paese, e a produrre varianti, rimanendo endemico come l’influenza. Una strategia di vaccinazione a tappeto (anche a chi ha gli anticorpi; anche ai giovani) insegue perciò un bersaglio irraggiungibile e ci spinge ad un’emergenza senza fine.

35 replies

  1. Un Paese senza coesione sociale si riduce alla manutenzione dell’equilibrio di frange e frangette con la massa insultabile a piacimento di chi prova a campare secondo un modello di coesione sociale “umanistico”, “civile”.

    L’unica coesione sociale a disposizione cella cittadinanza e’ quella delle comunita’ di base (addio M5S), mentre la coesione sociale promossa dal Sistema e’ quella dei festeggiamenti di piazza senza controllo, perch’e coerente col metodo di governo illustrato in un articolo qui esposto sull’idea di Stato basato sul principio di falsita’, di contraddizione, di favoritismo.

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  2. “Culto covid : vaccinazione o carcere.

    Il sistema sta decisamente entrando in una fase di follia terminale: mentre l’inutilità dei vaccini è sotto gli occhi di tutti e viene persino pubblicamente confessata da uno dei responsabili della loro produzione ( Clamoroso, un produttore di vaccini dice ” abbiamo fallito” ) negli Usa si hanno segnali di paranoia se non di rimbambimento come forse sarebbe più esatto dire: alcuni giudici hanno iniziato a fare della vaccinazione una condizione di cauzione . Brandon Rutherford, un 21enne di Cincinnatti, è stato condannato con la sospensione della pena per possesso di fentanyl, ma la sentenza è arrivata con un motociclista: deve essere “vaccinato” contro il Covid19 nei prossimi 60 giorni, o sarà mandato a carcere per diciotto mesi. Non è la prima volta che accade perché il mese scorso un altro giudice dell’Ohio ha emesso una sentenza simile, offrendo a un imputato condannato una scelta tra cinque anni di libertà vigilata o un anno e un vaccino. Mentre in Louisiana, i giudici si offrono di tagliare le condanne ai servizi sociali in cambio di persone che ricevono i vaccini.

    Indurre l’uso di una procedura medica sperimentale, attraverso l’intimidazione o la coercizione, è una violazione del Codice di Norimberga sulla sperimentazione medica , oltre ad essere probabilmente illegali, rispetto alla giurisdizione, ma qui evidentemente ci sono problemi che hanno a che fare da una parte con il politico nella sua accezione più volgare e dall’altre con il prepolitico e il presociale se è vera la grottesca notizia che sta facendo il giro degli states: un uomo completamente vaccinato è morto in presenza di positività e la figlia dice ” poteva andare peggio” , “non può immaginare quanto avrebbe sofferto di più se non avesse ricevuto il vaccino”. Ora c’è da dire che questo signore era diabetico in maniera grave e soffriva di disturbi cardiaci per cui è stato stroncato da un’affezione polmonare tout court attribuita al Covid, anche senza alcun esame differenziale., cosi come accade ormai da un anno e mezzo. Ma a parte questo le parole insensate della figlia non hanno alcun senso se non in ambito in cui la sostanza è oggetto di un culto. Fra un po’ vedremo i vaccini piangere come le madonnine.

    Allora si capisce bene come l’occidente sia in una drammatica crisi cognitiva e che che il Covid è diventata ormai una religione e infatti l’atteggiamento di questa figlia rassomiglia a quello di chi dice il padre è morto dopo aver ricevuto i sacramenti quindi in santa pace di Pfizer. Andando avanti così resisteremo meno di Kabul mentre tutto il resto del mondo si prende gioco di una elite che sta cercando di instaurare un nuovo medioevo facendo leva sul raffreddore. .”

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      • “…apprezzo la tua simpatia, soprattutto la tua sagacia. Mi piace molto il tuo modo di argomentare, inteso proprio come esposizione e ragionamento. Poi certo ci si scompiscia dalle risate quando scateni l’ironia, una ironia sferzante ma al contempo acuta, su quel tipo che chiami Coso (ma cos’è un troll? Un disturbatore?). ‘Coso’: ma come ti vengono?”: ahahah…

        Questo nuovo cicisbeo ti ha scavato una fossa così profonda che difficilmente ne uscirai vivo, e tu ci sei caduto canne e tutto… ahah… Pagliaccio infinito…

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      • ”e tu ci sei caduto CANNE e tutto”.

        Sto ridendo da almeno 2 giorni per ‘sta frase.

        Praticamente Ennio ha perso la battaglia di CANNE e adesso si consolerà a CANNES?

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  3. Eeeeh, ma che maniere! Perche’ a ‘o Fess fanno postare il chiacchericcio corrucciato del Simplicissimus e a me non permettono di postare altri punti di vista, tratti da fonti locali (come dice dannunzianamente il Cosatto: le fonte. Ma che typeface…)

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    • l’immunologo avrebbe già parlato nello specifico: Cristanti ha detto chiaro e tondo che il green pass non ha senso medico ma è una coercizione a vaccinarsi, che non è affatto la stessa cosa.

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      • ha lo stesso senso medico del certificato vaccinale che ognuno di noi ha
        se ha il fascicolo sanitario elettrico lo può verificare
        e come sa bene ogni persona che lavora
        negli alimentari
        chi viaggia all’estero per lavoro o diletto in paesi esotici
        chi deve iscrivere minori alle scuole dell’obbligo (sono 10 + 1)
        alcune, tra l’altro, sono cose obbligate, quindi
        per cortesia evitiamo sciocchezze.

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  4. Mamma mia che figura barbina che ci fa massimino Giannini (colui che lo voglio ricordare, quando si è preso il covid ha INFETTATO la madre novantenne e non si è nemmeno suicidato per riparare): cosa c’era di impubblicabile in queste riflessioni?

    Pregasi Marco bo di non rispondermi, grazie.

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      • Quando mai???
        Mille mila volte, dall’alto della cattedra su cui SI è autoposizionato! E senza mai e dico mai interagire con nessuno, solo dando i SUOI commenti definitivi! Credendo che lo siano definitivi, peraltro.
        Aggiungo che per dare una mano di vernice fresca alle SUE numerose competenze dovrebbe ripassare il concetto di divieto!
        Io ho chiesto se possibile che LEI non risponda ai miei commenti con un pregasi. Certo se proprio deve farlo pensando di dimostrare la SUA superiorità vadI pure. Me ne farò una ragione e risponderò a mia volta, non ho EVIDENTEMENTE il potere di vietare niente a nessuno.

        P.s. Come giustamente ha fatto notare qualcuno dare del lei non è indice di cortesia o educazione, e il SUO caso è l’esempio perfetto di questo corollario.

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  5. Quasi nessuno dei problemi che un essere umano incontra nella sua vita conduce ad una scelta binaria ci si riduce sempre ad una scelta del tipo “questa soluzione è un po’ meglio di quella” . La migliore strategia da seguire consiste pertanto nell’acquisire il maggior numero d’informazioni, verificando il più possibile le fonti, e decidere utilizzando le note tecniche fornite dal Calcolo delle Probabilità e dalla Statistica. Esistono anche dei software che implementano questi algoritmi, integrandoli anche con un po’ di Teoria dei Giochi.
    Questo ho fatto, mi sono vaccinato e consiglio di farlo a chi me lo chiede… inclusi i bambini…

    p.s. Per quanto riguarda la libertà di stampa è evidente che nel nostro paese NON ESISTE… con un’unica eccezione “Il Fatto Quotidiano”, unico quotidiano che vale la pena di leggere!

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  6. Anch’io “utilizzando le note tecniche fornite dal calcolo delle probabilità e dalla s tatistica,con l’aiuto di software che implementano questi algoritmi, integrandoli anche con un po’ di teoria dei giochi”, spendo soldi al superenalotto e non vinco mai. Quindi non mi sono vaccinato e consiglio di non farlo a chi me lo chiede… inclusi i bambini…

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    • La probabilità di morire di vaccino anti-Covid è la metà di quella di essere uccisi dal proprio partner in un paese occidentale.

      Il rischio di non sopravvivere alla vaccinazione è paragonabile a quello di essere vittima di un omicidio nei prossimi 30 giorni.

      Il rischio di morire salendo su una scala domestica a tre gradini per ordinarie operazioni di manutenzione (come cambiare una lampadina) è 9 volte superiore a quello della vaccinazione se si è donna, e 37 volte se si è uomo.

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  7. per fare un minimo di chiarezza in merito basterebbe che, nel bollettino giornaliero consueto,
    indicassero quanti dei ricoverati con sintomi e in terapia intensiva risultano vaccinati
    oggi ci sono 172 dei primi e 32 dei secondi
    portando il totale dei primi a 3.334 e dei secondi a 404

    con quella indicazione s’evidenzierebbe se i vaccini hanno efficacia o meno
    e dire che a quelli sani non serve è fuorviante, dato che non si sa a priori chi
    ha una reazione o un’altra.

    e serve poco spiegare che il virus attuale non è quello di un anno fa
    e quindi paragonare i due periodi associandoli alla presenza del vaccino o meno,
    vaccino tarato sul primo e non sull’attuale variante,
    ormai ho capito che non ha senso, tanto la cosa non viene compresa.

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    • 404 sta per Not Found, quindi datti pace sulla statistica mancante.

      Sì, il vaccino è tarato sul virus di un pò di tempo fa.

      E quindi dovrebbe esserti chiaro che non c’é modo di tenere dietro alle ‘varianti’.

      Specie se poi vaccinare ‘il mondo’ richiedesse 5 anni circa di questo passo.

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  8. “Morte sociale” non potersi sedere al chiuso in un ristorante, un bar …?
    Capisco il motivo per cui hanno depennato l’articolo. Certe esagerazioni vanno bene al… bar, non certo per fare informazione seria.

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    • Quando credi di averle sentite tutte, arriva il Silviatico di turno che se ne esce con una cassanata indimenticabile.

      Appena prima di ferragosto hanno decretato da Palazzo Chigi che i non greenpassati non possono nemmeno stare in una MENSA AZIENDALE, quindi pure fuori devono mangiare, oppure tirano la cinghia.

      Se le teste di cocco come te non capiscono quale problemino comporti, non è che è per mancanza di neuroni, è perché li avete sintonizzati su Teleburioni.

      Il quale tra l’altro VUOLE ammazzare socialmente le persone non vaccinate, come ha ribadito senza giri di parole tempo fa.

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      • Purtroppo l’ignoranza e l’improntitudine egoistica, la fanno da padrone di questi tempi, scambiando un problema sociale per una questione di libertà personale. Come se chiedere a un non vaccinato di infettare, fosse quasi come chiedergli di non ruttare.

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