Perché gli americani vincono le battaglie e perdono le guerre?

(Andrea Zhok) – Perché di norma gli americani vincono tutte le battaglie e perdono le guerre?

Perché pensano che la guerra sia solo quella cosa che fai scambiandoti mazzate, mentre la guerra è solo un passaggio per arrivare a una pace su nuove premesse. Romani e Inglesi, per parlare di due dei più grandi imperi della storia, lo sapevano perfettamente e costruivano, in modi diversi, forme di fidelizzazione con la popolazione locale e di fusione con i costumi locali (vi si insediavano, ci vivevano). Gli americani pensano che non c’è bisogno di curarsi del dopo, perché assumono che ovviamente tutto il mondo vorrebbe essere americano e non ha alcun’altra aspirazione che godere della libertà americana. Basta che schiacciamo il nemico e poi tutti spargeranno fiori dove camminiamo.

E su queste premesse, ogni giorno in più che passano come esercito vittorioso e invasore su un territorio è solo un giorno in più in cui cresce l’insofferenza nei loro confronti.

Così, persino rispetto a energumeni opprimenti persino per gli standard locali come i Talebani, ad un certo punto si ritrovano l’intera popolazione, o quasi, a preferirli ai ‘liberatori occidentali’.

16 replies

  1. Ha perfettamente ragione: infatti nessuno preme alle frontiere occidentali ( europee, statunitensi o australiane) per venire a mescolarsi nel diabolico e schifoso nostro modo di vivere. Quanto alla fidelizzazione e all’amalgama di etnie e culture dell’impero inglese, mi chiedo se il Nostro articolista abbia studiato su Panzanepedia: gli Inglesi hanno perso l’India proprio perché non volevano dare la cittadinanza britannica ( e relativi diritti) nemmeno ai maggiorenti locali…

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  2. L’esito nefasto (per gli usa) della guerra in Vietnam può spiegare molto:
    • gli americani hanno combattuto una guerra militare, i vietcong e i nord vietnamiti ne hanno combattuta una politica
    • gli americani sono in grado di vincere una guerra convenzionale, cioè tra due eserciti che si affrontano in battaglie campali, con una linea del fronte ben definita o individuabile. Se l’avversario pratica la guerriglia (il mordi e fuggi), e disseminano il territorio di trappole esplosive, le truppe si trovano frustrate nel dover inseguire dei fantasmi. L’11% dei soldati americani morti in Vietnam furono vittime di trappole esplosive, fosse punji ecc.
    • le motivazioni di chi combatte sul suolo del proprio paese sono molto più forti delle motivazioni dell’invasore.
    • vietcong e Nord vietnamiti erano disposti al sacrificio della vita, anche con attentati suicidi (rari, ma vi furono) o con assalti massivi o assedi, studiati per distrarre truppe usa dai veri obiettivi (khe sanh – Tet ad esempio) Negli Usa il contrasto alla guerra salì a causa dell’Alto costo di vite umane, mostrato da tg, giornali e testimonianze dei reduci.
    In circa venti anni (1954 – 1975) gli americani hanno perso 58.000 mila truppe. Hanno usato tutte le armi in possesso esclusa l’atomica, hanno fatto uso di defolianti, b52 e diverse strategie di guerra psicologica. Niente da fare.
    Operazione “frequent Wind” e a casa, ma veloci anche.

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  3. “Romani e Inglesi, per parlare di due dei più grandi imperi della storia, lo sapevano perfettamente e costruivano, in modi diversi, forme di fidelizzazione con la popolazione locale e di fusione con i costumi locali (vi si insediavano, ci vivevano)”
    Fidelizzazione e fusione… gli Inglesi?!?!?!

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  4. I Talebani – non proprio invisi alla popoloazione locale: quando smetteremo di pensare che tutti vogliono occidentalizzarsi? Questi sono i risultati…- non ci entrano alcunchè, come non ci entra alcunchè “vincere” o “perdere”. Gli US sono rimasti in Afghanistan fino a quando è convenuto, anche per propaganda interna (ricordate Bin Laden?), coinvolgendo truppe NATO (persino noi, e ci abbiamo perso uomini) e fino a quando non si sono aggiunti nuovi attori in commedia, o altri interessi chiamavano altrove. Non è una questione di “vincere” o “perdere”, è una questione di armi, convenienze tra le più varie e rapporti di forza.
    L’ Afghanistan è terra di confine e gli interessi sono anche e soprattutto dei confinanti, o dei più o meno vicini. I Talebani da soli non “vincono” nulla. Per la popolazione, tutto sommato, è meglio così: piuttosto che un conflitto perenne meglio la legge islamica. Non tutte le donne sono belle blogger, giornaliste, attiviste, studentesse più o meno abbienti… che non vedono l’ ora di togliersi il velo. La stragrande maggioranza concepisce la vita diversamente: i modelli imposti generano attaccamento alle tradizioni, qualsivoglia esse siano. Questa idea di essere i “salvatori” del mondo attraverso un modello etico e di consumo nato e sviluppatosi solo in Occidente la pagheremo presto, ed anche a casa nostra. Le tradizioni, specie se di matrice religiosa, sono dure a morire.

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    • I Talibani sono delle merdacce alla stessa maniera dei soldati del Regio Esercito nel Corno d’Africa. Gli afghani sono persone che stanno sotto botta da parecchi anni e non vedono l’ora di tornare a fare la vita da “mangiatori di pietre”, come li chiamano in Iran. Non ne possono piú.

      Quanto al resto, a seconda delle convenienze questi guerriglieri talibani hanno preso armi da tutti eccetto Tonga e Vanuatu. Addirittura la robba a stelle e strisce gli arrivava mesi prima – credo che sia piú o meno cosí – della invasione sovietica.

      Peccato che abbiano ucciso Omar, ma probabilmente sarebbe stato reso maccabeo da qualcuno piú “politico”di lui, perché come dice Fini l’approccio legislativo, didascalico, ben definito nei confini e territorii dell’agire sarebbe stato almeno qualcosa di argomentabile (almeno credo nelle sue intenzioni). Invece adesso questi hanno “vinto” e diranno che adesso si fa un po’ come cappero dicono loro.

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      • Che abbiano “vinto” i Talebani è tutto da vedere. Dureranno finché lo “consentiranno”, Turchia, Pakistan, Cina, Russia, Iran…
        Un bel casino.

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  5. Analisi piuttosto superficiale quella di Zhok. In Afghanistan ci sono andati gli inglesi, i russi, gli americani e gli europei e tutti sono stati sconfitti. Dunque l’antiamericanismo di maniera qui è fuori luogo.
    Ricordo che furono i russi a cospargere il paese di mine antiuomo (i famosi pappagalli verdi di cui parlò Gino Strada in un libro) che mutilarono tantissimi giovani (qualcuno avrà visto il bel film “Viaggio a Kahdahar”). E’ evidente che non si può esportare la democrazia e il modello di vita occidentale, però non si dica per carità che le donne e gli uomini saranno soddisfatti del governo talebano la cui ottusità e ferocia è fuori della storia.

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  6. @Claudio

    Non voglio mettere in dubbio le tue conoscenze, però io sono cosciente delle mie. Ho letto troppa roba sull’argomento ma anche una semplice infarinatura può demolire qualsiasi pretesa di parificare le due forze in campo solo perché entrambe dotate di un certo armamento. Scusa se mi permetto: è una totale fregnaccia, ma enorme.
    Il tuo ragionamento contiene, a mio avviso, diversi errori di valutazione complessiva, il primo dei quali (e mi soffermo solo su questo al momento) è quello di prendere in considerazione il Nord, perché è lì che erano dislocati i SAM.
    La guerra vera era al sud, le truppe usa erano al sud.
    Scusa eh, tu vuoi paragonarmi la logistica usa con i viaggi di centinaia di chilometri dei soldati del nord attraverso il sentiero di ho Chi Minh, spesso a piedi, tra malaria zanzare dissenteria un pugno di riso e i grappoli di bombe sganciate dai B52 sul sentiero??
    E per logistica intendo il cinema all’aperto, le grigliate e le casse di birra , le navi ospedale coi chirurghi di guerra, la settimana di R&R alle Hawaii o a Hong Kong.
    Vietcong e nord vietnamiti avevano le foto e le lettere delle loro mogli come diversivo in mezzo alla jungla, da guardare magari dentro a un cunicolo.
    Per cortesia amico, lascia stare..

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    • @giansenio

      Io non ho detto che le forze in campo fossero alla pari…,ed è altrettanto ovvio che i Vietcong combatterono valorosamente….,ed è sicuramente vero che avevano degli alleati che gli permisero di vincere contro la più grande potenza mondiale (USA e alleati).

      Per quello che riguarda il proteggere il “nord”…non ci vuole un generale per comprendere che se non proteggi le retrovie poi le truppe in prima linea rimangono senza una “mazza” (pugnetti di riso,e petardi compresi).
      Rilassati “amico”….fa caldo.

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  7. Ai miei tempi Storia e Filosofia si studiavano assieme, almeno al liceo. Ora non è più così? Si può diventare professore di Filosofia senza sapere una beneamata mazza di storia? Che tempi tristi…

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  8. Anche qui “dipende”: dal libro sul quale la storia si studia. Anche solo cambiandi il libro ad es. di un altro Paese la storia è differente.

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