Mascherine, finestre aperte, distanziamento flessibile: le nuove regole per il rientro a scuola

(Gianna Fregonara – corriere.it) – C’è incertezza sui green pass, sulle vaccinazioni, sulla questione che riguarda bus e treni per arrivare a scuola. A questo si aggiunge la preoccupazione per il rischio di un’ondata di contagi post rientro dalle vacanze. Intanto arrivano le prime regole per le scuole. Il metro di distanza diventa flessibile dove non c’è spazio per far entrare tutti i banchil’areazione dei locali resta affidata al ricambio d’aria di porte e finestre che dovranno restare aperte anche se fa freddo. Il ministero ha attivato un Help desk per i presidi, i tavoli con i prefetti e consultazioni con enti locali e sindacati. Si ammorbidiscono le regole sulla quarantena per i vaccinati.

Mascherina in aula dai sei anni in su

Restano in vigore anche quest’anno le principali regole di igiene per prevenire il contagio da Covid nelle scuole. Innanzitutto l’uso della mascherina chirurgica per i bambini dai sei anni in su. Per gli studenti con disabilità e per gli insegnanti di sostegno si potranno sperimentare anche le mascherine trasparenti. Si tiene anche al banco e anche se c’è il distanziamento. Per tutti sarà comunque la scuola a fornire le mascherine come già è successo lo scorso anno. Non sarà necessario misurare la temperatura all’ingresso a scuola. Previsti turni differenziati di ingresso e uscita e in mensa, per mantenere il distanziamento.

Più flessibilità sugli spazi in aula

Insieme al green pass e alla vaccinazione, il principale cambiamento nelle regole per il ritorno in classe è l’indicazione di una maggiore flessibilità del distanziamento. Secondo quanto indicato dal Cts a luglio il metro di distanza tra un alunno e l’altro e i due metri dalla cattedra diventano una raccomandazione». Sono dunque ammesse deroghe. Si legge nel protocollo che «laddove le condizioni strutturali-logistiche degli edifici scolastici, legate anche alla disponibilità di risorse umane, non consentano il distanziamento di sicurezza interpersonale, resta necessario mantenere le altre misure di prevenzione», a partire dalle mascherine.

Finestre aperte anche con il freddo

Resta irrisolto il tema dell’aerazione dei locali scolastici, che è molto importante vista la presenza di gruppi anche di trenta persone per un numero di ore che può arrivare anche a sei o sette. Il consiglio del ministero è quello di procedere «artigianalmente»: «Nelle aule è opportuno tenere aperte leggermente e una o più ante delle finestre e/o di eventuali balconi e la porta dell’aula in modo intermittente o continuo. La misura raggiunge la massima efficienza se finestre, balconi e porte si trovano su entrambi i lati dell’aula (ventilazione incrociata) e dovrà essere adottata anche con meteo avverso».

Il nodo delle sanzioni sui green pass

Nella bozza del protocollo del ministero per il ritorno in classe non si parla di green pass, perché la questione è prevista nel decreto legge approvato la settimana scorsa. Sulle sanzioni — sospensione dal servizio per assenza ingiustificata dopo cinque giorni senza aver presentato il green pass e multa al preside se non controlla — deciderà il Parlamento. Presidi e sindacati chiedono di togliere le sanzioni: non è chiaro se la sospensione possa portare anche al licenziamento del personale non in regola. Ma, poiché la scuola riapre il primo settembre e la conversione in legge con modifiche arriverebbe non prima di un mese, c’è il rischio di una sovrapposizione di regole.

1 reply

  1. Massì, dai! Perchè cercare spazi più ampi! Apriamo le finestre, no? Così anzichè di Covid ci si ammalerà di polmonite: abbiamo un clima così mite e secco qui al Nord! E tutto a costo zero! Ed anche con “deroghe”! Magari si potrebbe far lezione fuori, tanto la scuola serve per “socializzare”, “accogliere”, “formare il cittadino”(?), educare alla “creatività.
    Trovata la quadra, e gratis. Per fortuna che sono arrivati i “migliori”!

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