Combattente e sempre dalla parte dei più deboli: all’Italia mancherà la voce ribelle di Gino Strada

(Luca Telese – tpi.it) – Adesso, nel momento in cui i talebani conquistano l’Afghanistan e realizzano la sua ennesima profezia, chiedetegli scusa. Non scrivete in suo nome bei pensierini, per Gino, non santificatelo in morte, e soprattutto se siete fra quelli che fino a ieri lo bollavate come “estremista”, o, peggio ancora “amico dei terroristi”, regalatevi un minuti di decoroso silenzio.

Perché Gino Strada non fu un personaggio ecumenico, non fu un santone buonista, non fu un pacifista da vetrina. Fu un leader, un savonarola, un polemista, un combattente. E basterebbe leggere le righe sul triage di guerra nel suo bellissimo “Pappagalli Verdi” (un best seller senza recensioni benevole) per capire che per Gino, tutta la sua storia personale – dai movimenti ad Emergency – era scandita da una sola costante: stare da una parte.

Non voler piacere a tutti. E soprattutto: “Stare dalla parte – come diceva lui – di chi paga il prezzo delle guerre, sotto le bombe, e di chi non ha voce”.

Gino Strada iniziò a diventare un personaggio mainstream in Italia, in corrispondenza con l’era di quelle che sarcasticamente definì “le guerre dei buoni”.

Ed a partire da allora Gino Strada divenne il più fiero oppositore delle guerre condotte in nome delle bombe e delle sante alleanze. E la sua organizzazione umanitaria – “Emergency” – la bandiera di chi si rifiutava di prendere parte nei conflitti.

Fu in quelle polemiche che Gino divenne un riferimento culturale per tutto il mondo pacifista, “Gino”. A partire dalla prima guerra in Iraq cominciò a schierarsi contro la propaganda delle “Bombe intelligenti”, a denunciare i crimini di guerra, a organizzare mobilitazioni.

Fu contestato perché spiegava: “Quando si cura qualcuno, negli ospedali di Emergency, non si guarda la divisa che ha addosso. Chiunque entri in un nostro ospedale la depone, insieme alla armi”. Apriti cielo. Lo accusarono di fiancheggiare gli estremisti, di schierarsi contro l’Occidente.

Ed invece lui teneva il punto, e raccoglieva ovunque i fondi per sostenere una associazione umanitaria internazionale basata in Italia, con una forza e un prestigio senza precedenti, che era presente in tutti i teatri di guerra. Strada si batteva per la riabilitazione delle vittime dei bombardamenti delle mine antiuomo e, dalla fondazione di Emergency in poi – si vantava con legittimo orgoglio – “dalla sua nascita nel 1994 sino alla fine del 2013, noi abbiamo fornito assistenza gratuita a oltre sei milioni di pazienti in sedici paesi nel mondo”. I “pappagalli verdi” erano un altro simbolo della sua controinformazione: ovvero gli ordigni camuffati da giocattoli per diventare oggetto della curiosità dei bambini.

Nel 2003, con la seconda guerra dell’Iraq, Strada divenne un vero e proprio leader nazionale dei movimenti per la pace insieme a tre preti anticonformisti come Don Andrea Gallo, padre Alex Zanotelli e Don Luigi Ciotti. Si schierò contro la guerra nel Kossovo, incorrendo negli strali della sinistra ufficiale, contestò il segretario del Pds Piero Fassino, che pretendeva di partecipare alle manifestazioni per la pace contro quella seconda guerra dell’Iraq, pur avendo preso posizione contro l’Intervento: “Farebbe bene a restarsene a casa”, dichiarò Strada, e Fassino (malgrado una sciarpetta arcobaleno al collo) fu letteralmente cacciato, a via Amendola, a Roma, dai manifestanti che lo scorrevano gridando: “Vergognati! buffone!”.

Il leader di Emergency dopo quel giorno finì nel mirino, accusato di essere un ispiratore della cacciata. Gli fu chiesto di dissociarsi. Rispose con un sorriso: “Non ritratto nemmeno una parola. Sono Fassino, e il suo grippo dirigente che si dissociano dalla maggioranza del paese, con i loro distinguo e inaccettabili”.

Erano i giorni in cui quasi in ogni balcone d’Italia era esposta una bandiera arcobaleno, in segno di protesta contro la guerra. Strada rincarò la dose e disse: “Quando gli eserciti che adesso si impiegano in una guerra Santa in nome dei supremi valori di libertà dell’Occidente se ne andranno, i loro alleati si squaglieranno come neve al sole e in Afghanistan tornerà al potere chi c’era prima”. Ovvero i talebani.

A chi gli rimproverava di essere un “pacifista utopista” senza contatti con la realtà rispondeva con un’altra battuta destinata a far discutere: “Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra”. Poi inventò un altro slogan destinato a diventare celebre: “Noi siamo contro tutte le guerre, senza Se e senza Ma”.

Oggi quel cerchio afghano si è chiuso, proprio mentre Strada ci lascia. Ma Gino scese in campo anche ai tempi del governo gialloverde, nell’estate degli sbarchi e di Matteo Salvini ministro: “Non è un leader politico. È uno che sequestra bambini”. Mobilitò Emergency nel Mediterraneo, venne in Televisione a dire: “Salvini è un fascista e spero che si tolga dai coglioni!”. Poi un lungo silenzio. Poi la notizia della sua morte improvvisa, che arriva come un fulmine a ciel sereno.

Si poteva condividere tutto i nulla delle sue idee, ma non negare che Gino rischiava sempre la pelle per difendere quelli che lui considerava i più deboli. A questa Italia semi-anestetizzata del tempo dei governissini unanimi, la sua voce ribelle mancherà.

23 replies

    • Come avrai intuito i figli di p….. sono sempre moooooooooooolto più longevi delle brave persone. Nemmeno COVID e reazioni avverse ai vaccini ce li tolgono di torno.

      Pensa solo alla probabilità che 945 parlamentari, anche di una certa età, sopravvivano in blocco e in salute per 5 anni. Se tu conoscessi 945 persone e le seguisti per 5 anni, potresti essere sicura che qualcuna di loro si ammalerebbe o morirebbe nel frattempo. Loro no.

      E tanto meno gli ‘emeriti’.

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  1. Le cifre dei bilanci di chi cura le vittime della guerra possono sembrare alte ma sono briciole davanti alle enormi cifre che vengono spese per le guerre. In genere i volontari sono tollerati purché non prendano posizione contro le menzogne dei governanti. Questo è l’atto politico che non è assolutamente consentito
    La guerra, come il colonialismo o la depredazione, si fondano su una serie di atteggiamenti ipocriti che permettono di compassionare le vittime purché ci si astenga dall’accusare i carnefici
    Ma assumere un comportamento etico significa necessariamente assumere un atteggiamento politico, perché non si può curare il male senza accusarne la fonte
    Per questo Strada sarà sempre messo in stato di accusa da chi trova comodo difendere la guerra
    Teniamo presente che dietro ogni guerra ci sono capitali gestiti da banche. Le banche armate sono quelle che
    Se gli uomini tenessero i loro occhi più aperti, meno uomini di questo mondo dovrebbero chiuderli.
    Gino Strada, fondatore di Emergency, era un chirurgo di guerra, specializzato in chirurgia d’urgenza. Con i libri “Pappagalli verdi” e “Buskashì” ha vinto due premi.
    Emergency nasce nel 1994 da una piccola organizzazione, per aiutare le vittime della guerra e delle mine antiuomo. Obiettivi: curare gratuitamente le vittime e attuare i diritti umani, promuovendo una cultura di pace e solidarieta’.
    Emergency e’ sempre assolutamente neutrale in qualsiasi conflitto, non si chiede se ci siano buoni o cattivi, ma vede solo persone la cui dignita’ e’ da rispettare e che hanno diritto ad essere curate.
    Emergency è presente in Cambogia, Afganistan, Iraq e Sierra Leone, dove ha fatto ospedali per i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e di altri traumi, posti per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l’assistenza medica di base. Dal 2002 interviene anche in Palestina, Sudan, Nicaragua e Kosovo.
    Decide i propri interventi su due criteri fondamentali: l’effettivo bisogno della popolazione di assistenza medico-chirurgica specializzata, e la scarsita’ o mancanza di altri interventi umanitari analoghi nel Paese.
    Forma personale locale secondo criteri e standard di alto livello professionale, assiste i prigionieri in situazioni di conflitto, realizza progetti di sviluppo e cooperazione. Cura anche malattie invalidanti come la polio o endemiche come la malaria. Prevede interventi oltre che in guerra anche in situazioni di poverta’ e di abbandono.
    In Italia i gruppi di Emergency sono più di 200 e diffondono una cultura di pace.
    (Da wikipedia)
    ammiro e stimo i volontari di Emergenzy come i senza frontiere, i Comboniani delle bidonvilles, quelli di Manitese, del Microcredito o di Un ponte per… come ammiro tutti coloro che danno la loro energia per aiutare chi ha meno o può meno in qualunque luogo o modo con o senza organizzazioni, perché se si vuol fare, si fa
    Mi gira la testa pensando a quanti milioni di persone si prodigano, un minuto o una vita, nel segreto delle loro case o in luoghi lontani e in condizioni disagevoli per aiutare, curare, sistemare, accomodare, assistere, amare… milioni di mani operose, di cuori gentili, di energie spese bene, di vite degne di essere vissute, persone di religioni diverse, colori diversi, laici o credenti, milioni di creature incredibili che i nostri media ignorano, di cui non ci raccontano le storie, mentre le tv devastano le nostre menti con personaggi francamente inutili, vacui e disdicevoli, il peggio del peggio
    Strada attivò un n° di cellulare con cui si poteva versare un euro con un sms per la costruzione del famoso ospedale di Khartoum, l’unico ospedale cardiochirurgico in una zona dell’Africa grande come 3 Europe dove vivono 300 milioni di persone senza alcuna assistenza. Strada disse: “Negli USA ci sono 55 milioni di persone, 15-20% della popolazione, che non hanno diritto all’assistenza sanitaria, il mio ospedale è aperto anche a loro”.
    Il mondo si divide tra chi è neutro e vive solo in sé e per sé, chi distrugge il mondo indifferente al dolore che porta come se non avesse anima, e chi tenta faticosamente di ricostruire e risanare ciò che è stato distrutto
    La Bibbia dice che Dio getta lontano da sé le pietre tiepide e che nessun distruttore avrà la sua pietà
    L’Apocalisse predice che si salveranno solo 144.000 giusti. Forse noi siamo ancora solo pietre tiepide e il cammino è tanto, ma non possiamo diventare elogiatori della distruzione o trovarle degli alibi. Per nessun motivo
    La guerra è il retaggio di un mondo barbarico e crudele che deve essere superato. Dobbiamo arrivare a un Parlamento Mondiale e mettere al bando la guerra, come abbiamo messo al bando la schiavitù, il cannibalismo, i sacrifici umani… come dovremmo mettere al bando la pena di morte e la tortura. Ma chi applica ancora la schiavitù, la guerra, la pena di morte e la tortura non ha nessuna credenziale per presentarsi come sceriffo del mondo
    Il mondo è diviso tra coloro che sentono orrore per la guerra e quelli che appartengono a un’era di dinosauri.Con tutto quello che sappiamo ormai sulle menzogne della guerra, con tutto quello che sappiamo ormai della crudeltà, dell’orrore, dell’inutilità della guerra.. come è possibile che visia ancora qualcuno che difende la guerra?
    Solo lo stolto continua a pretendere che la via delle armi sia chiamata la via della Pace.
    La via della Pace è quella di Gandhi e Strada, una via difficile e complessa. Andare con le armi in pugno ad esportare la democrazia non può essere la strada giusta, ma la cosa che spaventa di più è con quanta noncuranza venga presa questa decisione. Non si pensa al dolore che si può generare da una guerra, non sarebbe prima il caso di cercare una strada NON VIOLENTA?

    Se la guerra costa 10 volte di più della pace, non mi è possibile, nemmeno con la più buona volontà, credere nella guerra umanitaria (ossimoro insopportabile)
    Se poi penso che quel decimo è servito per ricostruire qualcosa che prima c’era e che noi abbiamo distrutto, il debole pretesto diventa ancora più vergognoso
    L’acqua c’era e l’abbiamo inquinata
    L’agricoltra c’era e l’abbiamo schiavizzata agli OGM americani
    La terra c’era e l’abbiamo contaminata
    Il petrolio c’era e lo abbiamo rubato
    Le case, le scuole, gli ospedali c’erano e li abbiamo rasi al suolo
    Le vite c’erano, le famiglie, gli uomini, le donne, i bambini.. e li abbiamo uccisi
    Nessuno, nessuno, ci dice quanti sono gli iracheni morti. Non si fa nemmeno un pallido tentativo di dire quante sono le vittime
    Bush e Blair facevano rientrare le bare dei loro stessi soldati in incognito come fossero una vergogna da nascondere
    Le leggi c’erano e le abbiamo devastate
    Le opere d’arte c’erano e le abbiamo bombardate
    La religione c’era e l’abbiamo dissacrata
    Le leggi internazionali c’erano, c’erano le leggi sulle guerra, sui prigionieri, sulle vittime civili, e ci abbiamo sputato sopra
    In questa guerra non si salva nulla. Nulla
    Siamo primi nel mondo nella produzione di mine antiuomo, 10 milioni di mine seminate ogni anno che continueranno per decine e decine di anni a esplodere tranciando gambe e corpi di bambini, di innocenti
    Hanno la forma di gai giocattoli colorati per colpire l’attenzione dei bambini ed essere raccolte e cosi’ far esplodere i bambini
    G. Strada operava questi disgraziati, le vittime della nostra follia, operava e curava corpicini devastati, rosi dal fuoco, dagli arti lacerati, opera e cura e metteva arti artificiali perché chi non cammina non vive
    Abbiamo riempito il mondo di morti e di orrori.
    La differenza tra Gino Strada e personaggi governativi è che Strada non riconosceva alcuna patente di guerra umanitaria o di esportazione di democrazia, rifiutava ogni retorica militarista o patriottarda, era contro la guerra in modo secco e dunque è anche contro i governi che la guerra la fanno sia che il presid. che la racconta si chiami D’Alema o Berlusconi

    Diceva:
    “L’orrore della guerra in Iraq e Afghanistan non viene mai mostrato: viene mostrata una caricatura, una parodia della guerra. Si vuole trasferire un’immagine della guerra come fosse un’operazione anticrimine, di una guerra che addirittura produce democrazia, partecipazione, benessere. Basterebbe essere là per vedere che in realtà la guerra è la grande vergogna della razza umana, il grande mostro da eliminare: il vero nemico è quello. È ciò che fa decidere a un gruppo di potere di andare ad ammazzare qualcuno.
    Cosa significa processo democratico? Che democrazia sarebbe se nel nostro Paese vi fossero circa 150.000 militari stranieri che possono scorrazzare, ammazzare, torturare, prelevare chiunque vogliono? Credo che, se la democrazia si riduce al voto, avremo solo un grande trucco che consente alle classi dominanti di continuare a dominare la maggior parte dei cittadini del mondo
    Se si tratta di curare i bambini non servono carabinieri ma servono pediatri.
    Se si tratta di costruire case, pozzi, scuole, ospedali servono ingegneri e non serve il battaglione Tuscania
    Non capisco perché per attività civili siano necessari i militari
    Se si vuole camuffare un’aggressione militare, cui noi partecipiamo ovviamente come servi dei potenti, con un’operazione umanitaria, questo non sta in piedi”

    G. Strada è stato proposto al Nobel per la pace da persone come Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco, Dario Fo, Michail Gorbaciov e Rigoberta Menchu

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    • Sono dáccordo con te, viviana, le guerre costano troppo. Una volta ero in un bar alla Bowery, entra un nostro amico pirata tornato da chissá dove. Ci raccontiamo le cose nostre e poi, parlando dei costi della vita, si lascia andare ad un pistolotto piú che irritato.

      “Lo sai quanto costa un metro quadro di vela? Cinque talleri e settanta, hai capito bene: cinque e settanta. Adesso dimmi tu che ci vado a fare io in mare, non posso piú saccheggiare, stuprare, rapire. Mi stanno mettendo fuori dal mercato!”

      Non é possibile che fare la guerra costi tanto, io sono sicuro che si tratti di accordi tra i soliti noti, che si mettono dáccordo sui prezzi.

      Ë ora di dire basta.

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      • …quindi in Olanda non esistono tastiere che possono mettere l’accento tra “d” e “a”, mentre tra “qual” e “è” ci riescono? Caspita: domanda al Turco se ne ha una da venderti del suo paese, fessacchiotto…

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      • CIAOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!! Sono tornate per te!

        Le tastiere sono compatibili con il formato ANSI e quindi offrono operatori per i caratteri extra, ovvero non quelli dei vincitori della solfa. Per cui, passando da una alláltra, vedi?, é sicuro che l’abitudine porta a ripetere combinazioni altrimenti valide ma in tale contesto ANSI incorrette dal punto di vista della ortografia.

        E piantala di toccarti quando ti scrivo!

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  2. GIURO LO SO SOLO ORA E SONO CON LA TV ACCESA ALMENO 8 ORE AL GIORNO. DELLA TUCA TUCA SE NE E’ PARLATO PER GIORNI MA DI GINO STRADA NON HO VISTO O SENTITO NULLA. NEMMENO LA RASSEGNA STAMPA, NULLA. DITEMI PER FAVORE, QUANDO E’ MORTO UN ESSERE COSI’ IMPORTANTE PER L’UMANITA’ INTERA? CHE VERGOGNA LA NOSTRA STAMPA E TV, CHE VERGOGNA.

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    • Luigi, Gino Strada è morto stamattina, in Normandia.
      Questo è ciò che scriverla figlia Cecilia:

      “Amici, come avrete visto il mio papà non c’è più. Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio.

      Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere…beh, ero qui con la ResQ – People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre.

      Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo.”

      L’ho “conosciuta” giusto l’altra sera in TV, all’inizio non sapevo che fosse sua figlia, ma ho visto una donna meravigliosa, con la forza della bontà.
      Gino Strada non ci ha lasciato del tutto, se ha lasciato a lei la sua eredità migliore: la sua preziosa, profonda umanità.

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  3. (R.i.p) Da ragazzo ero sicuro che il mondo sarebbe stato migliore.Brutto risveglio dei più pessimi di quelli immaginabili.Gino ti risparmierai tante brutture.Saranno anche peggiori di quello che potevi immaginare, temo.

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  4. Gino Strada, la versione incazzata di Guccini, come l’ho sempre visto…

    E’ incredibile dopo 20 anni dalle Torri Gemelle come il concetto di guerra sia stato stravolto, reso routine, dissolto tra le notizie di sport e quelle di gossip.

    Non si sa più un accidente di niente.

    Pensate che persino nella famigerata guerra del 1991, quella in cui un F-117 bombardò un bunker pieno di civili il 13 febbraio (la ‘strage di San Valentino’ come alcuni non del tutto correttamente ma efficacemente ricordano), scambiato per un obiettivo militare.

    In quella guerra, anzi di quella guerra, sappiamo persino il numero di missione volate, le bombe sganciate, le ore di volo dei Tornado italiani, e tante altre cose. E le sapevamo praticamente in diretta con le conferenze di Swarzkompf.

    Dopo di allora è stato sempre peggio. Nel 1999 l’itaglia ammette la sua partecipazione al bombardamento del Kossovo solo il giorno dopo, purtroppo stavolta nessuno è stato abbattuto e mostrato alla TV come prigioniero, e hanno potuto mentirci per 78 giorni a fila senza dire cosa stessero facendo a due passi da casa.

    Dopo di allora non abbiamo saputo più niente nemmeno dopo le guerre.

    Ecco come è andata.

    I ‘pappagalli verdi’ sono mine antiuomo, fatte per mutilare più che per uccidere, sono state inventate in realtà dagli americani ma i sovietici le utilizzavano in guerra scaricandole dagli elicotteri. Non erano fatte per mutilare i bambini, ma il loro aspetto piccolo e inoffensivo causava puntualmente brutti scherzi ai tanti bambini afgani.

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    • i pappagalli verdi? quelli che giravano nelle foto di propaganda e con la scritta “Fatti in Russia” sopra?
      corretto?
      peccato che la Russia all’epoca non esistesse ancora…
      è più o meno la storiella dei russi che violentano, come metodo di guerra, le tedesche e
      non come casi singoli, che saranno sicuramente successi, elementi del genere esistono dappertutto, anche nelle
      famiglie italiane, come i tanti giovani arrestati in queste settimane, insegnano e, questi ultimi,
      non erano neppure scampati ad anni di provazioni e pericoli per la loro vita che in qualche modo poteva
      averli guastati.

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  5. Mi permetto di aggiungere all’ottimo ricordo di Telese che negli ultimi anni emergency aveva creato degli ambulatori nelle periferie delle nostre città d’Italia a cui si rivolge chi non può più permettersi un’otturazione al dente o altri servizi specialistici, che i professionisti di Emergency offrono gratuitamente. Fossimo la Francia, il governo, di qualsiasi colore, lo avrebbe proposto per il Nobel per la pace. Qui da noi gli toccava essere insolentito dai Gasparri

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  6. Giusto tra i giusti!! Onore ad un uomo che pur essendo essere umano, ha cercato di essere giusto andando contro!! R.i.p.😢

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  7. I morti fanno comodo a tutti. O perché sono diventati propagandati e spendibili “eroi” o perché si sono tolti dalle scatole o perché distraggono e riempiono i palinsesti gratis di coccodrilli.

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