Dal 16 Sicilia gialla, rischio per Sardegna e Calabria

PASTICCIO SUL GREEN PASS. IL GARANTE SMENTISCE LAMORGESE: “PURE IL RISTORATORE PUÒ CHIEDERE I DOCUMENTI”. SILVESTRI: “SÌ A TERZE DOSI IN AUTUNNO”

(pressreader.com) – di Marco Franchi – Il Fatto Quotidiano – Dopodomani il verdetto: la prossima cabina di regia deciderà se Sardegna, Sicilia, a rischio pur se meno immediato anche la Calabria, torneranno in zona gialla già dopo Ferragosto con milioni di turisti in vacanza proprio in quelle regioni.

La Sicilia è la regione messa peggio col record di positivi, di ospedalizzazioni, di decessi ed è ultima nella graduatoria delle vaccinazioni in quasi tutte le fasce d’età. Un fallimento totale per il governo Musumeci. Con il tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri al 14 per cento (il limite è 15 per cento) basta un punto percentuale in più per tornare a indossare obbligatoriamente le mascherine in pubblico, mentre per quanto riguarda le attività di bar, pub e ristoranti, viene permesso di rimanere aperti, anche a cena, ma con un limite di quattro persone per tavolo (se non conviventi) sia all’aperto sia al chiuso. Regola valida anche per le feste e i ricevimenti di matrimonio. Nessun problema per gli spostamenti tra Regioni, che rimarranno in ogni caso liberi. “Tutte le regioni a vocazione turistica rischiano di lasciare la zona bianca – corre ai ripari giustificandosi il discusso assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza –. Fino alla fine della stagione in Sicilia fra turisti e siciliani che tornano sull’Isola per le ferie avremo due milioni di presenze in più”.

D’altra parte i nuovi dati Agenas, diffusi ieri, parlano chiaro rispetto ai tre indicatori che fanno scattare le restrizioni: 50 o più casi settimanali di nuovi contagi per 100 mila abitanti; 10% per cento dei posti occupati in terapia intensiva; 15% per cento dei posti occupati in area medica. La Sicilia ha 306 positivi su 100 mila abitanti, 7% terapia intensiva e 14% in area medica. La Sardegna 414 positivi su 100 mila abitanti, 11% in terapia intensiva e 7% in area medica. La Calabria 152 positivi su 100 mila abitanti, 2% in terapia intensiva, 11% in area medica. “Se le condizioni epidemiche rimanessero invariate, la Sicilia potrebbe raggiungere nell’arco di 10 giorni i requisiti per essere classificata come zona gialla, mentre la Sardegna potrebbe avviarsi a un esito analogo in 17 giorni”, a seguire la Calabria: lo indica l’analisi dell’andamento dei ricoveri condotta dal matematico Giovanni Sebastiani del Cnr.

Intanto, dopo la scelta di Israele di inoculare le terze dosi, anche in Italia gli esperti cominciano a discuterne. Due giorni fa era stato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, a dirsi favorevole per chi ha “un’alterata funzionalità del sistema immunitario, come chi ha una patologia oncologica o oncoematologica”. E ieri dagli Stati Uniti è intervenuto sul tema anche l’immunologo Guido Silvestri: “Suggerirei al Cts di preparare il Paese a fare una terza dose di vaccino nei soggetti a rischio nel periodo settembre, ottobre. E usiamo solo vaccini a Rna, quelli più mirati sulla Delta e altre varianti. La situazione è sotto controllo. Però non bisogna sottovalutare la possibilità che l’immunità indotta dal vaccino cali nel tempo in persone molto anziane e o con quadri di immunodeficienza. Se questo calo coincidesse con l’arrivo dell’inverno potremmo trovarci a scherzare col fuoco”.

Intanto il garante per la privacy ha stabilito che i ristoratori possono chiedere al cliente il documento di identità insieme al green pass come previsto, eventualità che, cortocircuito, il giorno prima la ministra dell’Interno Lamorgese aveva escluso: “Non sono poliziotti”.