Morte di un medico per mano della falsa scienza

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – «Perdono a tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi», recita così l’addio di Cesare Pavese vergato con l’inchiostro violetto sul retro di una scheda di prestito bibliotecario.

È probabile che lo  stesso pensiero abbia attraversato la mente di Giuseppe De Donno, il medico balzato agli onori della cronaca, come ricordano oggi i giornali,  quando con i colleghi dell’ospedale Carlo Poma di Mantova aveva profuso impegno personale e energie nella cura del Covid per mezzo del plasma iperimmune, cura che nel corso del tempo era stata denigrata, ridicolizzata e infine abbandonata, a fronte, si disse,  di ritrovati, ricerche e studi internazionali, ma soprattutto per via dell’incompatibilità della ricerca e applicazione di protocolli terapeutici con la decisione unanime dei decisori e  della maggioranza vociante della comunità scientifica.

Si racconta a posteriori della sua amarezza per gli ostacoli, vissuti come un tradimento,  che avevano interrotto la sua sperimentazione, della decisione di lasciare il posto di primario pneumologo all’Ospedale di Mantova, preferendo l’esercizio della medicina di base a Porto Mantovano, dove abitava e dove era apprezzato dalle centinaia di pazienti che aveva guarito.

Come sempre accade un suicidio apre la via a mille interrogativi, mille dubbi, molti rimpianti e qualche rimorso, si sprecano le interpretazioni del gesto “insano” oggi ancora più incomprensibile o inspiegabile, per via dell’egemonia culturale e morale dell’ideologia pandemica che predica l’inviolabilità del tabù della morte e il primato della sopravvivenza a qualsiasi condizione e a qualunque costo.

Se andate a digitare suicidio su Google avrete la rivelazione di un voce di Wikipedia che in un cospicuo numero di pagine elenca le celebrità letterarie e artistiche, i filosofi e i pensatori che ad un certo momento della loro vita non hanno sopportato più il passato, il presente o il futuro con lo stesso dolore e la stessa sofferenza che accomuna chi si guarda indietro come l’angelo della storia e comprende, incompreso, – come Primo Levi – che gli altri non vogliono conoscere né sentire l’indicibile;   chi si guarda intorno nella contemporaneità e altrettanto incompreso, come succede a profeti e visionari (Benjamin, Bettelheim, Stefan Zweig) sceglie  la solitudine estrema e la definitiva estraneità   da una realtà avvelenata e disumana e chi (Monicelli, Deleuze)non si perdona di aver contribuito a un futuro ancora più minaccioso dell’oggi, nel quale sarà inevitabile essere sottoposti a umiliazioni, oltraggi della dignità, della giustizia, della libertà e della ragione.

Tra i tanti nomi non poteva non venirmi in mente a proposito del suicidio di De Donno, quello di un altro medico, ricercatore e anatomopatologo, Giuseppe Jona, figura leggendaria della mia città, Venezia, al vertice per anni del prestigioso Ateneo Veneto, esponente di spicco della ricca borghesia cittadina e generoso filantropo, che ricopriva la carica di presidente della Comunità ebraica veneziana negli anni bui tra il 1940 e il 1943. Laico e positivista dedica la sua esistenza alla professione e alla formazione dei giovani  allievi della  “Scuola Pratica di Medicina e Chirurgia” fondata nel 1863 all’Ospedale Civile con l’intento di addestrarli a tradurre nella pratica le nozioni apprese.

Fino a pochi anni prima stimato, apprezzato, ammirato, e probabilmente invidiato, oggetto di culto per via della sua fama di “dottore dei poveri”, insignito della menzione di  “patriota entusiasta di fede incrollabile”  per la sua abnegazione e il suo coraggio durante la Grande Guerra in qualità di maggiore-medico ausiliario, aveva conosciuto la discriminazione e l’ostracismo imposti dalle leggi razziali, costretto ad abbandonare i suoi incarichi professionali, andando prematuramente in pensione, destituito dalla libera docenza, radiato dalle istituzioni culturali alla cui autorevolezza aveva contribuito, isolato, marginale e mal sopportato dalla coscienza codarda dei colleghi interessatamente concordi con i principi del Manifesto della Razza, che assistono senza intervenire quando nel 1940 viene infine  depennato dall’Albo dei Medici come gli altri suoi correligionari.

Preclare virtù sociali e patrie, meriti e qualità di scienziato e di individuo, tutto era stato spazzato via da quell’atto del 5 settembre 1938, in virtù del quale un uomo dabbene, un medico scrupoloso, uno scienziato illuminato diventava d’improvviso un nemico, un pericolo per la società, il suo sapere veniva catalogato come scienza degenerata perché si prestava a stabilire differenze, superiorità e inferiorità antropologiche, genetiche e razziali tra persona e persona.

Il professor Jona è sempre più solo e a quell’isolamento si aggiunge un tremendo peso: nel 1940, ancorché non sia praticante, accetta l’incarico di mettersi a capo della comunità israelitica ed è in questa veste che le autorità tedesche il 14 settembre del ‘43 pretendono da lui, in luogo del rabbino Ottolenghi anziano e quasi cieco,  che consegni la lista aggiornata degli ebrei veneziani. Jona prende tempo, redige il suo testamento  lasciando i beni rimastigli ad opere sociali e caritatevoli, a un fondo per premiare lo spirito di servizio di infermieri e medici meritevoli, destina la sua preziosa biblioteca all’Ospedale,  distrugge tutti i documenti documento che potrebbero rivelare l’identità e il domicilio dei correligionari e infine la notte tra il 15 e il 16 settembre si toglie la vita.

La notizia del suicidio corre di bocca in bocca, ma la conferma ufficiale si avrà solo il giorno dopo: erano stati tedeschi e fascisti a esigere che non trapelasse nulla che potesse mettere in allarme gli ebrei sui propositi di dar luogo a una immediata “soluzione finale” cittadina. Ma il gesto del “dotor dei poareti” come mi è stato raccontato in famiglia, ebbe il merito di svegliare quelli che ritenevano impossibile la banalità del male, condotto e esercitato anche in via amministrativa e burocratica, spulciando i nomi da un elenco e nel rispetto di una legge dello stato. Qualcuno, molti si salvarono, ma  246 veneziani finirono nei lager insieme al loro vecchio rabbino.

Dopo la liberazione la sua figura venne celebrata e il suo martirio ricordato anche, c’è da giurarci, da luminari firmatari del manifesto e degli appelli in difesa della razza, della scienza ariana e degli interessi accademici. Resta la lapide posta sul padiglione che gli è stato intitolato nell’Ospedale Civile di Venezia, oggetto di tagli e restrizioni che fanno sospettare la volontà di chiuderlo, e che ricorda che il suo atto  volesse affermare i “Diritti insopprimibili dell’umana coscienza, in quei tempi triste di violenze e di arbitrio”.

59 replies

  1. Cara Anna, lo so che e’ brutto sentirlo dire a questa maniera, ma non sara’ mica che per una volta la vergogna di fronte al proprio narcisismo ha davvero fatto il suo buon effetto?

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  2. La storia si ripete in modo apparentemente diverso ma ripercorendo invece gli stessi itinerari. Sono quelli del disprezzo per chi propone soluzioni non in linea coni pareri della casta dominante.Che si tratti di quella che si fa passare per scentifica,per illuminata, all’avanguardia, ma invece è solo la solita categoria di conformisti detita a restare in sella ad ogni costo.

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  3. Ho letto solo le prime righe, sperando che il titolo fosse fuorviante, ma purtroppo non lo è.

    Mi rivolgo in generale a coloro convinti (FEDE) che la cura (vecchia come il cucco) sia stata boicottata da farabutti/assassini corrotti che avrebbero falsificato i dati per fare un favore (far vendere vaccini) alle cause farmaceutiche, di fare i nomi questi presunti, a vostro dire, stragisti mondiali.

    Le cliniche che hanno fatto la sperimentazione, in Italia e non solo, sono note. Prendetevi le vostre responsabilità e fate i nomi. La dietrologia complottista non è un’opinione, ma un continuo accusare IMPLICITAMENTE persone innocenti, fino a prova contraria, di aver commesso stragi apocalittiche per, evidentemente, un ricco conto alle Bahamas.

    Concludo dicendo, a chi non lo sapesse, che la comunità scientifica non sono 4 ragazzini col camice chiusi in uno scantinato, dove arriva mr. big pharma a minacciarli di toglier loro la paghetta se non fanno come dice. La comunità scientifica è composta da centinaia di migliaia di esperti in tutto il mondo, gente con un cervello “enorme” che ha studiato anni materie COMPLICATISSIME, e che vaglia ciò che viene pubblicato sulle riviste scientifiche, invece di leggere topolino.

    Se lo capite che il mega complottone mondiale covid/vaccini è irrealizzabile, perche dovrebbe essere corrotta e senza scrupoli una quantità mostruosa di persone in tutto il mondo, bene.

    Se non lo capite, o probabilmente fate finta di non capirlo perchè è molto piacevole credersi il tenente Colombo, fate i nomi dei cattivi dottori che avrebbero sabotato (reato) la sperimentazione uccidendo, di fatto, milioni di persone. Tanto avrete sicuramente delle prove a sostegno della pesante accusa. No?

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      • Sì, ma se il suo sogno, come ho letto negli articoli che sono andata a cercare perché da questo articolo non si evince chiaramente il suicidio REALE di DeDonno, se il suo sogno, dicevo, era tornare a fare il medico tra la gente, le motivazioni sarebbero da cercare altrove…probabilmente una qualche forma depressiva scatenata dallo stress e da attacchi sui social.
        Dopotutto la sua cura è stata finalmente approvata mesi fa e già utilizzata negli ospedali più importanti e attrezzati, anche se è rimasta circoscritta, per l’esiguità della produzione, ad una ridotta schiera di malati nella fase iniziale della malattia,che presentassero fragilità e rischio di gravi conseguenze della stessa (o che fossero ricchi e potenti come B. e Trump 🤬)
        Non mettiamoci a fare 2+2, magari per portare l’acqua al proprio mulino, come fa qualcuno, ancora più sciacallo e squallido di coloro che sta accusando, perché, invece che la vita e i meriti di De Donno, ne sfrutta addirittura la MORTE.

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      • Non so se hai risposto a me. Comunque sì, penso anche io che alla base ci sia una profonda depressione.
        Ma è ciò che è alla base della depressione che non comprendo. Comunque no, 2+2 lo lascio ad AdrianaRossi, che Pavese, che era stato al confino, si è ucciso per problemi con le donne.

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    • Guido, tu chiedi di fare i nomi….. non li conosco ma conosco i luoghi: De Donno sperimenta con successo una cura al plasma iperimmune nella clinica di Mantova che dirige. salva molte vite e potrebbe applicare con successo quella cura ma il governo Conte decide di finanziare la sperimentazione in un altro ospedale, a Pisa, dove devono comunciare daccapo e dove non ci sarà un seguito. Si trattava di una cura che non costava nulla alla comunità.
      Dopodichè De Donno è stato insultato, come ha fatto sopra la “cruna” in modo vergognoso.
      Qualche domanda bisogna farsela, prima di sparare sentenze, o no?

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      • 𝐷𝑒 𝐷𝑜𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑎𝑙 𝑝𝑙𝑎𝑠𝑚𝑎 𝑖𝑝𝑒𝑟𝑖𝑚𝑚𝑢𝑛𝑒
        ———————————————————————————————–

        DOMANDA: sarebbero morti quei pazienti se, invece del plasma, avessero fatto un’altra terapia?

        Gli studi/sperimentazioni, in Italia è all’estero, han dato lo stesso verdetto: non è più efficace delle altre terapie.

        In Italia la sperimentazione non è stata tolta a De Donno, come molti pensano, ma affidata a 27 centri clinici con cui ha collaborato pure De Donno. Questo perchè non può essere chi afferma di aver trovato la cura miracolosa a sentenziare se sia vero o no, altrimenti è come domandare all’oste se il vino è buono. Devono essere altri a confermare se il vino è buono.

        Poi se uno vuol pensare che tutti i medici che han fatto la sperimentazione, in Italia e non solo, siano tutti corrotti e senza scrupoli (milioni di morti del mondo) è libero di pensarlo. Ma io sono tra quelli che giudica in base a prove, non su congetture. Non sono io quello che emana sentenze.

        Oltretutto lo stesso De Donno ha chiarito che la “cura” non avrebbe sostituito i vaccini (presunto movente del complotto mondiale) ma li avrebbe affiancati. Esattamente come avviene tutt’ora per le altre terapie.

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      • “DOMANDA: sarebbero morti quei pazienti se, invece del plasma, avessero fatto un’altra terapia?”: capperi che domandona ficcante! Per trovare il Graal bisogna porre le domande giuste, non le domande…

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      • Guido: che c’entra il fatto che quei pazienti non sarebbero morti? Quella terapia, come altre, ha dato buoni risultati. Certamente meglio delle “tachipirina e vigile attesa”.
        La domanda che io mi pongo è questa: perché la sperimentazione, e relativi finanziamenti, è stata assegnata ad una clinica di Pisa, anziché nel luogo dove quella era già stata messa in atto con successo?
        Non credo che tutti i medici siano corrotti, anzi, il caso De Donno mostra il contrario. Forse Pisa si trova in un feudo rosso? E lì vanno a collocarsi i finanziamenti?
        E’ possibile?
        E’ ovvio che quella cura non sostituisce i vaccini, per i miracoli bisogna rivolgersi altrove.

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  4. Per ragioni insondabili questa notizia mi ha un po’ sconvolto.
    Non lo so, mi è sembrato che un caso maledettissimo abbia fatto sì che il destino si sia messo proprio di prepotenza sulla via di una persona stimata e tranquilla che avrebbe potuto morire a 90 anni stimata e tranquilla. Il sistema mediatico ha fatto carne di porco di quest’uomo e dei suoi studi (aldilà del merito, aldilà che la sua cura funzioni o meno), e lui non se ne è accorto.
    Per reggere a quel sistema, Iene, Vita in diretta, Salvini, Lucarelli, devi avere una struttura inossidabile e uno che si fa i complimenti con un profilo falso non ha una struttura inossidabile. Perché diavolo ha cominciato a rincorrere la fama e non ha continuato a fare solo quello che stava facendo, e perché diavolo quando ha smesso e si è dato un’altra possibilità tornando solo a fare il medico non gli è più bastato? Questo mi sconvolge, il fatto che lui una vita ce l’aveva e che un microfono possa aver contribuito a non fargliela più amare. Mentre nei paragoni altissimi che fa Anna (questo medico di cui non sapevo nulla, quindi grazie, e poi Pavese) mi sembra che non si tratti di un caso, hanno fortemente voluto le loro vite e le loro morti.

    P.s. Anna, sono umilissima al tuo cospetto. Sia chiaro! Cerco solo di verbalizzare lo sgomento odierno e la ragione per cui mi sembra diverso. Ma lo faccio con la mia faccia sotto i tuoi piedi. E puoi anche muoverti.

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    • Apprezzo il tuo commento, ma il dott. Jona di cuii ci racconta Anna visse purtroppo all’epoca delle Leggi razziali e si può capire la ragione di tanta disperazione. Il caso di Pavese poi è noto … nel “Mestiere di vivere” lui stesso accenna a problemi con le donne che gravavano sulla sua psiche. Qui credo vada chiamata in causa – e tu lo fai- certa stampa becera, superficiale, incosciente che spara a raffica giusto per attirare l’attenzione.
      Ecco, quello non è giornalismo, a mio avviso, è solo il cinico desiderio di ottenere riscontri sui social. Certe persone non vanno assecondate, al contrario, vanno richiamate all’etica professionale.

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      • Lui stesso accenna a problemi con le donne.
        No vabbé, non ce la faccio.
        Secondo questa qua Pavese si è ucciso perché una lo aveva lasciato.
        Ma cosa leggi? Novella 2000?

        Signor Ennio, non ce la faccio, che si sappia!

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      • Paola pci, leggi il “Mestiere di vivere” e saprai quello che è noto ai più, cioè che Pavese era impotente. Mi stupisco che una laureata in Lettere sia così digiuna …..

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      • Noooo sul serio?
        Devo leggere il mestiere di vivere? Nientedimeno!
        E chi me lo doveva dire che a 38 anni su infosannio la Adriana Rossi mi avrebbe fatto scoprire il mestiere di vivere di Pavese.
        Ma falla finita! Manco stesse parlando di un diario inedito che hanno letto lei e pochi altri! E sei arrivata in ritardo ma appena di 10 anni!

        Rileggilo tu il mestiere di vivere, e stavolta cerca di capirlo magari! E abbandona le tue tristi, trite e ritrite tesi precostituite! Che orrore! Sarai una di quelli secondo cui D’Annunzio si era fatto togliere una costola.

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    • Paola, stavo per votare il tuo commento, ma dopo questo PS, per quanto ironico(ma non solo) che questa irriducibile no vax, no pass etc NON merita, se non per averci fatto conoscere la storia del prof Jona, me lo rimangio.
      A proposito di quest’ultimo, che però fu isolato per via delle leggi razziali, e di De Donno, che ho tanto apprezzato per i suoi studi, voglio condividere una storia:
      Mito e faro che mi spinse agli studi è Ignaz Semmelweis, il medico ungherese di cui, da adolescente, lessi la storia romanzata.
      Scoprì l’antisepsi, studiando la febbre puerperale.
      Dobbiamo a lui la “DISINFEZIONE delle MANI”, per dirla in soldoni, base di qualsiasi pratica medica, nei tempi in cui non si conosceva ancora l’esistenza di batteri e virus.
      Fu osteggiato, denigrato, ripudiato, finì in manicomio.
      Dimostrò la veridicità della sua scoperta, già dimostrata AMPIAMENTE dalla pubblicazione delle sue statistiche, con la sua morte, per la stessa causa: infezione contratta durante un intervento chirurgico, sicuramente a mani nude, com’era prassi di quei tempi.
      Ma dovette attendere le scoperte di Pasteur per essere riabilitato e NOBILITATO, finalmente, per il suo immane contributo alla scienza.
      Ti SUPPLICO di leggere la sua biografia, non dico la sua formazione, ma la storia della sua scoperta e dell’ostracismo subito a causa di quella.
      Connsidero la storia di Semmelweis una dei maggiori contributi alla mia formazione come amante della scienza, medica in particolare, ma non solo, e come essere umano.

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      • https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ign%C3%A1c_Semmelweis

        Questo è Wikipedia, ma ci sono molti altri articoli su Google.
        Mi piacerebbe poterti dare il titolo del romanzo che ho letto da ragazzina, ma non lo ricordo… era una riduzione del Reader’s Digest, mi sembra.
        Mi sono rimasti impressi alcuni passaggi indimenticabili: ricordo che le stesse donne, della cui vita lui si faceva custode, gli spuntavano addosso, quando lo vedevano lavarsi le mani per visitarle…la ritenevano un’offesa, un affronto…
        Che dolore.
        Mi fa sempre male questa ingiustizia, questo equivocare il bene e il male, questa ignoranza senza comprensione…specie da parte degli accademici, dell’intero mondo scientifico, che isola e denigra da sempre i precursori, per invidia ed incapacità di comprenderne il genio.

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      • Numero 1 salto a piè pari la parte in cui denigri la mia amata (Anna, perdonali, perché non sanno quello che fanno, cit.)
        Numero 2: ma per caso è un ginecologo? Se sì, anni fa, lessi la sua biografia, me ne parlò quello che sarebbe divenuto mio suocero, di questo medico e del primo miracolo accertato davanti al notaio in Spagna nel quasi 1600 (cit.) non posso scordarlo, perché il giorno dopo li cercai entrambi. Ma oggi a distanza di 6 anni, la mia memoria pessima eccetto che per gli articoli di Travaglio (ieri addirittura non mi ricordavo il libro della Murgia, vabbé) me lo fa solo visualizzare che apre e chiude porte da una paziente all’altra e per caso fa la sua scoperta.
        Numero 3: Liana, ma che te lo sei persa ieri? Io ti cercavo sotto l’articolo di Travaglio. No vabbé. Una scena meravigliosa, la nostra vendetta servita manco fredda, proprio bollente. L’hai colto tutto l’ambaradan oppure no? Dimmi di sì ti prego, che ieri gioivo da sola per la miserrima sorte del lurido e del sociopatico e del loro algoritmo. No no, logaritmo. Ah ah ah!

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  5. X la Cruna dell’Ego: hai un cervello che passerebbe per la cruna dell’AGO.

    Per gli altri: Pfizer ha già guadagnato oltre 5 MLD dal vaccino anti-covid.

    dal plasma iperimmune nessuno ci guadagna niente.

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  6. Porco cane, ma cosa succede con i post adesso. Bisogna essere fer forza loggati da qualche parte. Eh, Don Raffaele, che t’hanno fatto fare questi qui…

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  7. Non capisco un’acca. Se quello che scrivo super le cinque o sei righe deve passare il vaglio dell’algoritmo? E dopo quanto appare?

    Succede solo a me?

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  8. “Non mettiamoci a fare 2+2, magari per portare l’acqua al proprio mulino, come fa qualcuno, ancora più sciacallo e squallido di coloro che sta accusando, perché, invece che la vita e i meriti di De Donno, ne sfrutta addirittura la MORTE.”: quando qualcuno qui ha giustamente parlato di GIOCARE SPORCO COL PENSIERO… Non vale commentare, che si sappia!

    Invece, un amico proprio di Porto mantovano, dove abitava il De Donno, mi scrive questo:

    “…non credo che De Donno si sia suicidato. Inoltre, il Dottor Franchi oggi ha rivelato che De Donno era molto religioso. Prende forma un’ipotesi molto più oscura. https://www.imolaoggi.it/2021/07/28/de-donno-audio-inedito/ “.

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      • Idiota, credi forse che mi fossi precipitata a leggere gli articoli dei tuoi link?
        Rispondevo a TE, ponevo una DOMANDA, per la precisione, per quanto ironica, perché, in casa mia, quel concetto si chiama induzione al suicidio, non omicidio.
        Domanda: parola, di cui ti sfugge il concetto, essendo sempre così sicuro delle poche caxx…certezze di cui disponi, nella tua profonda ignoranza, opportunamente camuffata da copia/incolla provvidenziale, fumo negli occhi per chi ti dà per colto oltre la MEDIA😆 (un nome una garanzia).
        Ed è proprio la capacità di fare e farsi domande, che denota l’intelligenza di cui sei palesemente privo, forse soffocata dal tuo abissale senso di inferiorità rimosso e ribaltato.
        L’aggressività finirà col nutrirsi del tuo fegato.

        E ora, cortesemente, Sc3mina scritto vigliaccamente col 3, dillo a tua madre, se ancora ti frequenta.

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      • …La sc3min4 (scritto vigliaccamente per paura dell’algoritmo più che altro…ahah…) strizza cervelli dei me’ cojoni, quella della cultura e del QI sopra la media, che nessuno mai le ha riconosciuto, ché basta la sua parola, si abbassa al nostro livello e ci fa lo spelling: “quel concetto si chiama induzione al suicidio, non omicidio.”! Ci pungeva vaghezza, infatti! Tra qualche annetto arriverà anche per te e la tua burionaggine il “red” rationem! Tic, toc, tic, toc…

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      • Poverina sc3mina, sai leggere?

        “Io penso fermamente all’ipotesi di un omicidio ma non in senso abituale e cioè di mandanti e di esecutori materiali; lo penso per altri motivi Io penso ad un omicidio indotto rispetto al quale i responsabili possono forse sfuggire alla legge penale (e con i tanti magistrati corrotti che abbiamo, sicuramente sarebbe così), ma non possono sfuggire alla condanna morale che, se non sono proprio bestie, li tormenterà per tutta la vita… I mandanti morali di questo omicidio che si vuole far passare per un tradizionale suicidio privo di ragione (e lo si disse già avvenuto tre mesi fa … con ciò evidenziandosi un profilo di preordinata organizzazione del fatto) sono quei giullari televisivi, politici corrotti e da tempo retribuiti da Big Pharma, affinché avessero provocato la morte e non difeso la vita: il peggio del peggio di una fetida fogna. I mandanti vanno anche cercati, e facilmente trovati, nella stampa e TV di regime ma Giuseppe De Donno è figlio di Ippocrate, e tale è stato sempre. Cosa intendo dire? Non importa accertare tecnicamente se si è trattato veramente di un suicidio ovvero si sia trattato di un omicidio. È stato un omicidio perché se tecnicamente può parlarsi di suicidio, la morte del Dottor Giuseppe De Donno è stata ferocemente voluta costringendolo alla tragica scelta che lo ha condotto a morte.”.

        Adesso datevi pure, te e il tuo amichetto Pindaro, ai vostri 2+2…

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      • Ci pungeva vaghezza… Ecco un altro che lo usa senza sapere che cosa significa😂😆🤣
        Eccolo, lo vedo… Sta correndo a COMPULSARE Wiki🤓

        E per “vigliaccamente” s’intendeva esattamente per PAURA dell’algoritmo…
        Appunto.
        Tutto ti devo spiegare.

        Signora, il ragazzo si applica, MA NON CE LA FA…

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      • La sc3mina non sospeetta neppure che ci sono andato prima di commentare su wiki: adesso ci può andare lei per constatare quanto io l’abbia usato a sproposito. E a proposto di sciacalli insensibili, per rispetto all’oggetto dell’articolo, la pianto qui, chè già abbiamo abusato con le risate.

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      • C’è andato a controllare e poi lo piazza dove non c’entra niente… Ma lo voleva taaanto usare, piccino.Che cosa fai, lo privi di questa gioia?
        L’articolo NON è mica un necrologio da rispettare, per me è un ignobile sfruttamento della notizia, a fini strumentali e stop, quindi
        rispetto per De Donno, per carità, ma non facciamo buffonate lacrimevoli, ché non se le beve nessuno.
        Poi le risate le avrai fatte tu. Io ti perqlavo.
        Diverso.

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      • “L’articolo NON è mica un necrologio da rispettare, per me è un ignobile sfruttamento della notizia”: la tua insopportabile burionaggine, un giorno, dovrai ingoiartela tutta in un colpo, e quel giorno sarà la tua misera e meritata fine: (col permesso della gradassa) sic transit gloria mundi!

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      • ‘la tua insopportabile burionaggine’.

        Aggiungiamo anche che è BURINA, oltre che BURIONA, e pure alquanto BORIOSA.

        Questo blog mi piace perché è come un match tutti contro tutti, non c’é niente da fare.

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    • Proviamo a usare la logica?

      La “cura” non è una ricetta segreta che conosceva solo De Donno e che quindi ora è persa per sempre. E’ nota a tutti ed è stata sperimentata. Non è neanche vietata, perchè l’efficacia è uguale alle altre terapie. Se un medico/ospedale vuole usarla è liberissimo di farlo.

      Se il movente del presunto omicidio è la “cura”, con questo presunto omicidio han fatto di nuovo parlare in tutti i tg e giornali della “cura” di cui l’opinione pubblica si era già scordata, facendo pure sorgere in molti il sospetto di omicidio. Non mi sembra un piano geniale.

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  9. Signore, credanomi senza fallo: un tizio con evidenti tratti caratteriali si e’ tolto la vita. Suggerisco di ignorare la notizia ed il pulviscolo di pixel che la coinvolge al fine di evitare sterili bla bla o, peggio, strumentalizzazioni.

    Tra qualche mese se ne sapra’ abbastanza per, volendolo, dimenticarsene.

    Anna, adesso basta on queste tue tristi tragoni tetraggini con le traveggole.

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  10. Vi invito ad entrare nella pagina Facebook della tanto BRANDITA Arianna editrice per rendervi conto delle acque torbide e limacciose a cui si abbevera cotanto intellettuale. 🤮😆🤣

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    • Ma che inviti e inviti? E che diamo retta all’intellettuale che l’algoritmo cancella i messaggi.
      Ah ah ah! E allora leggiamoci GUenon, che lui non ha letto peraltro.
      Ma si può essere più scemi? Ah ah, è da ieri che rido.

      Che finaccia lui e l’amico suo. Nientedimeno ieri ha osato dire che lui non ha mai detto che il LOGARitmo cancelli i messaggi, ma che lo diceva Jerome e allora lui, notissimo amico di Jerome, ha fatto sua questa informazione.
      Patetico e patetici.
      Ah ah ah!

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      • Tu devi essere del tutto s-centrata:

        1) Logaritmo lo usò la Gazzella, ma si sa, i pesci rossi…

        2) L’informazione che fosse l’algoritmo e non Pengue-Zeus (ahah, ognuno ha il Dio che si merita…ahah…) a moderare i commenti su Infosannio, intercettando parole chiave, fu il c0jone del tuo amico “water aziendale”, dal quale, per sovrappiù, imparai anche l’uso vigliacco dei numerini… ahah…

        3) Questo è con molta probabilità il motivo per cui i commenti di FC sono stati bannati, come del resto, come puoi ben vedere, quello che ha fatto sparire anche molti dei tuoi.

        4) La crema abbronzante o protettiva, a seconda, devi spalmarla all’esterno del cesso che corrisponde al tuo inutile involucro che ti separa dai tuoi simili, non mangiarla e poi tirare lo sciacquone.

        Patetica e patetiche

        Ah ah ah!

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      • Tu devi essere del tutto s-centrata:

        1) Logaritmo lo usò la Gazzella, ma si sa, i pesci rossi…

        2) L’informazione che fosse l’algoritmo e non Pengue-Zeus (ahah, ognuno ha il Dio che si merita…ahah…) a moderare i commenti su Infosannio, intercettando parole chiave, fu il c0jon3 del tuo amico “w4ter aziendale”, dal quale, per sovrappiù, imparai anche l’uso vigliacco dei numerini… ahah…

        3) Questo è con molta probabilità il motivo per cui i commenti di FC sono stati bannati, come del resto, come puoi ben vedere, quello che ha fatto sparire anche molti dei tuoi.

        4) La crema abbronzante o protettiva, a seconda, devi spalmarla all’esterno del c3sso che corrisponde al tuo inutile involucro che ti separa dai tuoi simili, non mangiarla e poi tirare lo sciacquone.

        Patetica e patetiche

        Ah ah ah!

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  11. Studi ! Sig.ra Lombroso prima di conclamare complotti. E perchè la terrapia non è appliocabile in orizzontale.

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