L’ultimo M5s di Conte

Alla vigilia dell’incontro con Mario Draghi in agenda domani, Conte ha deciso di dare il via, con un video, al percorso che porterà all’approvazione del nuovo statuto e alla sua nomina a presidente del partito.

(pressreader.com) – di Paola Zanca – Il Fatto Quotidiano – Il via libera degli iscritti arriverà solo ad agosto. Ma il tempo dell’attesa è scaduto da un pezzo e Giuseppe Conte sa che, mentre i Cinque Stelle si dilaniano a discutere di regole e cavilli, nella maggioranza di governo i 160 voti del Movimento alla Camera – ogni giorno che passa – contano un po’ meno. Figuriamoci adesso che in aula sta per arrivare la riforma della Giustizia, quella cui i ministri M5S hanno detto sì, nonostante smontasse la legge che aveva firmato il “loro” Alfonso Bonafede. Così, alla vigilia dell’incontro con Mario Draghi in agenda domani, Conte ha deciso di dare il via, con un video, al percorso che porterà all’approvazione del nuovo statuto e alla sua nomina a presidente del partito. Gli serve per legittimare il suo ruolo, innanzitutto. Ma anche perché ha bisogno di impegnarsi con la sua base, prima di andare a Palazzo Chigi. E con la base, ieri, ha ribadito l’aut aut già pronunciato nei giorni scorsi: così com’è, la riforma non può passare. “Noi siamo quelli che vogliono processi veloci, ma non accetteremo mai che vengano introdotte soglie di impunità e venga negata giustizia alle vittime dei reati”, dice l’ex premier nel video, non senza dimenticare di citare una delle vicende giudiziarie più tristemente popolari degli ultimi anni: “Non accetteremo mai, ad esempio, che il processo penale per il crollo del Ponte Morandi possa rischiare l’estinzione”. È l’ultimo capitolo, quello della Giustizia, della lunga carrellata con cui Conte ricorda – agli iscritti, ma ancor prima ai parlamentari – chi sono e da dove vengono, i Cinque Stelle. “Siamo gli unici che si occupavano dei temi che stavano a cuore solo ai cittadini”; è l’appello del futuro leader che ricorda le campagne per l’etica pubblica, per l’idea della “politica come servizio”. E ammette che “oggi questo progetto ha bisogno di nuova linfa, di ritrovarsi e ritrovare quella caparbietà, quello spirito che l’hanno portato a essere forza trainante per il cambiamento del Paese. Io sono pronto e non intendo mollare di un centimetro”.

Elenca le battaglie identitarie dei suoi due governi: il Reddito di cittadinanza (“che qualcuno ora vorrebbe smantellare”), la Spazzacorrotti, perfino il superbonus per le ristrutturazioni edilizie “che sta rilanciando l’economia”. Un mondo che, a sentire Conte, sembra già finito lontano. Per questo rinnova il messaggio a Draghi (e ai suoi): “Il M5S è diventato la prima forza politica grazie agli impegni presi con gli elettori. Questi impegni in parte li abbiamo già mantenuti, realizzando gran parte delle riforme che avevamo promesso e che oggi non possiamo lasciare che vengano cancellate. È una questione di rispetto della democrazia e degli elettori”.

Mette in seria discussione le ragioni della permanenza all’interno di questa maggioranza, l’ex premier. Eppure non è l’uscita dal governo il suo orizzonte prossimo: non solo perché tutti i maggiorenti M5S – a cominciare da Luigi Di Maio – ritengono che non sia quella la strada da percorrere, anche perché risulterebbe incomprensibile ai cittadini, a così poca distanza dalla caduta del precedente esecutivo. Ma soprattutto, è la valutazione condivisa, il Movimento ha bisogno di tempo per provare a rimettersi in piedi dopo lo sbandamento degli ultimi mesi, provocato – è questo il paradosso – proprio dalla decisione di sostenere il “governo di tutti” presieduto da Mario Draghi. Per questo Conte ha annunciato un “tour” per le piazze italiane, per rianimare la base stanca e per provare a recuperare nuovi consensi: “Saremo ben accoglienti con chi vorrà camminare al nostro fianco”, ha detto. E, semmai qualcuno facesse lo schizzinoso, nello Statuto ha perfino aggiunto una clausola contro chi “anziché favorire” l’adesione di nuovi iscritti metta in atto “ostacoli immotivati o chiusure ingiustificate”.

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6 replies

  1. Giuseppi giuseppi perche non ti fai il tuo partito e lasci stare il mv5 *,
    Mi sembra che tra te gigino e grillo di danni ne abbiate fatti abbastanza,

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    • sono un esterno, per cui la mia opinione è prossima allo ZERO termico,
      ma la dico in ogni caso.

      è consapevole che questo suo desiderio è lo stesso di quello degli altri partiti?
      a partire dal PD per arrivare alla Bonino (ma ha ancora un partito o rappresenta se stessa?).

      un paragone alla Bersani
      “se deve tirar su una casa (deve è diverso da vuole) e, a disposizione, non ha materiali nobili,
      financo materiali da estrusione per stampanti 3D (il must estate 2021), ma solo sterco di vacca essiccato,
      la casa, la tira su con quello”

      posso sbagliare, ma probabilmente lei è solo un infiltrato, un sabotatore prezzolato
      (non è detto che lo sia in denaro, magari spera in un promozione nell’albero dei troll)

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    • Cagliostri Cagliostri perche non ti fai il tuo partito e lasci stare il m5s,
      mi sembra che tra te e gli altri trolls di danni non ne abbiati fatti abbastanza.

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      • @rob erto
        Perche non provi ad andare affanculo?
        Hai paura che giuseppi non riesca a distruggere ulteriormente quel poco che resta del mv5 *?
        Proprio vero, in itaglia basta che uno suoni il piffero e subito trova degli ammiratori pronti a gettarsi dalla rupe,
        Se lo ami votatelo.

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