Sulla giustizia il centrodestra: “Niente cambi, il governo rischia”

L’incontro di lunedì tra il nuovo leader M5S Giuseppe Conte e il presidente del Consiglio Mario Draghi. Un faccia a faccia che spaventa le forze di governo del centrodestra – Lega, Forza Italia (e Italia Viva) – che temono il colpo di coda dei 5 Stelle sulla loro battaglia storica, la giustizia e in particolare la prescrizione.

(pressreader.com) – di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano – Enrico Costa, deputato calendiano che sulla giustizia è uno dei riferimenti parlamentari dei pasdaran garantisti, arriva a scomodare le metafore militari per definire lo stato della maggioranza sulla riforma Cartabia, che da lunedì entrerà nel vivo prima in commissione Giustizia alla Camera e poi in aula. Secondo Costa, di mestiere avvocato ed ex viceministro della Giustizia del governo Renzi, sulla riforma approvata in Cdm sarebbe in atto un “sabotaggio” del Movimento 5 Stelle che “mina alle fondamenta l’esecutivo”. È così che nel centrodestra viene visto l’incontro di lunedì tra il nuovo leader M5S Giuseppe Conte e il presidente del Consiglio Mario Draghi. Un faccia a faccia che spaventa le forze di governo del centrodestra – Lega, Forza Italia (e Italia Viva) – che temono il colpo di coda dei 5 Stelle sulla loro battaglia storica, la giustizia e in particolare la prescrizione. Il timore della destra è che venga stravolto l’impianto della riforma Cartabia che ha cancellato la “Bonafede” resuscitando “l’improcedibilità” se il processo non si celebra in tre anni.

In primis, c’è una questione di timer: l’incontro a Palazzo Chigi arriverà alla vigilia della scadenza, martedì alle 18, per presentare i subemendamenti alla proposta Cartabia e quindi i partiti di centrodestra hanno paura di rimanere beffati da un accordo Conte-Draghi (“si troverà una mediazione” ha detto ieri Luigi Di Maio) che li vedrebbe sconfitti. È tutta una questione di tempi, e di nervi, con il M5S (e forse il Pd) che proverà a ritardare l’arrivo in aula della riforma (previsto per venerdì 23) e i partiti di centrodestra che invece proveranno in tutti i modi a non dare tempo ai 5 Stelle di riorganizzarsi con la leadership di Conte spingendo per approvare la riforma il prima possibile. E non è un caso che Antonio Tajani, dopo aver incontrato il premier a Palazzo Chigi, abbia chiesto di “rispettare i tempi previsti” e Matteo Salvini abbia puntato i piedi proprio su un iter spedito della riforma: “Va approvata entro l’estate” ha detto. Che poi, concretamente, significa entro le vacanze dei parlamentari, cioè metà agosto. Per farlo, però, servirebbe un iter rapidissimo in commissione e per questo, sotto la regia del sottosegretario berlusconiano alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, i partiti di centrodestra più i renziani al momento sono orientati a presentare pochissime e mirate proposte di modifica e, nel caso, ritirarle del tutto per far arrivare la riforma in aula così com’è e approvarla con tempi contingentati, magari con la fiducia. D’altronde, chi nella Lega nelle ultime ore ha chiesto lumi a Salvini sulla strategia da tenere, ha ricevuto una risposta da realismo politico condita con la chiamata alle armi per presenziare ai banchetti sui referendum: “Con questa maggioranza la riforma Cartabia è il massimo che possiamo ottenere – va dicendo il leader del Carroccio ai suoi – per tutto il resto ci sono i nostri quesiti e poi una riforma ampia quando andremo al governo. Certo, non provino a modificare il testo attuale…”.Sì, perché la strategia del centrodestra potrebbe infrangersi contro lo scoglio del M5S. E allora Salvini e Tajani hanno già messo le mani avanti con il premier facendogli sapere che se il M5S dovesse ottenere modifiche sostanziali alla riforma (ipotesi improbabile), servirebbe un nuovo accordo politico. Oppure, i capigruppo in commissione giustizia Jacopo Morrone (Lega), Pierantonio Zanettin (Forza Italia) , Lucia Annibali (Italia Viva) ed Enrico Costa (Azione) sono pronti a presentare decine di emendamenti in senso opposto rispetto a quello dei 5S. Provando a modificare quelle norme che non erano piaciute al centrodestra nel testo finale: dalla prescrizione allungata per i reati contro la pubblica amministrazione alle pene alternative al carcere fino all’abolizione del reato di abuso d’ufficio che non ha trovato spazio nella riforma. Tentati da Fratelli d’Italia che presenterà richieste di modifica sulla prescrizione e sulle misure alternative al carcere. In quel caso la maggioranza rischierebbe grosso: “A quel punto verrebbe meno il vincolo di maggioranza” minaccia Costa. Ed è per questo che la linea di Draghi è quella di concedere poco al M5S. L’equilibrio sulla giustizia è fragilissimo. E basta una virgola per spezzarlo.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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8 replies

  1. perchè chiamarlo centrodestra essendo un ossimoro?
    Loro farebbero cadere il governo Draghi?
    Chi farebbe cadere il governo Dracula?
    ma se vi sono avvinghiati come l’edera, senza Dracula come farebbero a succhiare soldi e leggi loro favorevoli?
    Giacomo, Giacomo come notista politico ti manca un pò di realismo.
    Se gridano al lupo al lupo, al massimo è un topolino.

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  2. neanche Berlusconi sarebbe riuscito a fare una riforma cosi schifosa come questa. Infatti è stracontento. La cosa che mi fà impazzire è come tanta gente non si renda conto che vota dei ladri matricolati quando avrebbe la possibilità di votare persone per bene.

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  3. Siamo vicini al semestre bianco (sporco), lo facciano cadere il governo arlecchino, e siano coerenti per la prima volta nella loro vita…hahaha voglio proprio vederli questi paraculo tagliarsi il ramo su cui siedono .

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  4. Il vile affarista si sarà premunito, se il M5S esce del governo , questo non cade perché tutti gli altri partiti saranno pronti a rimpiazzare i ministri uscenti. Sarà tutta salute per il governo del drago.
    E Fdi fa solo opposizione di facciata , perché Il suo SHREk ha interessi nell’aerospaziale , che ci lavora con lo Stato.

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  5. La NIBALI, incredibile, ma del resto ci vuole ‘una bella faccia’ per stare con IV o sbaglio?

    Ovviamente per le avvocatesse in carriera c’é sempre posto, per i William Pezzullo solo la d’Urso.

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