Napoli: mentre il Vomero muore nel degrado, si svelano targhe

Dopo quella del cantante Mario Abbate, arriva quella del filosofo Masullo

            “Mentre nell’ambito della municipalità collinare, che comprende i quartieri del Vomero e dell’Arenella, con quasi 120mila residenti, si assiste a uno stato di degrado e d’abbandono che non si registrava dall’ultimo dopoguerra, con strade piene di buche e avvallamenti, alberature stradali non potate e afflitte da parassiti, cumuli di spazzatura quotidiani nei pressi delle campane della differenziata, aiuole con poca erba secca e ingiallita e, ciliegina sulla torta, con le scale mobili sia di via Scarlatti e che di via Cimarosa anche oggi chiuse al pubblico, si continua, in piena campagna elettorale, con lo svelamento di targhe  toponomastiche “. A intervenire ancora una volta sui gravi problemi che affliggono l’area in questione è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero.

            ” Così, dopo che nei giorni scorsi si era intitolato un incrocio posto nei pressi del parco Mascagna al cantante attore Mario Abbate – afferma Capodanno -, oggi sindaco e parte della giunta comunale, poco dopo mezzogiorno, alla presenza di poche decine di persone, hanno svelato una targa intitolata al filosofo politico Aldo Masullo, nel tratto di via Cimarosa, posto tra le scale e piazza Fuga.

            ” Anche in questo caso – sottolinea Capodanno – la targa toponomastica non è stata apposta sulla facciata di un edificio, bensì collocata su una palina metallica, mentre sono rimaste le targhe che indicano il tratto di strada in questione come via Cimarosa “.

            ” Un’intitolazione quella di stamattina che destò, quando fu proposta, non poche perplessità – ricorda Capodanno – sia perché avveniva in difformità alla norma che prevede che debbano essere trascorsi dieci anni dalla morte della persona alla quale si intende intitolare un luogo pubblico, tranne alcune specifiche deroghe indicate nella legge n. 1188/1927, sia perché lo “stralcio” di questo tratto di strada con diversa denominazione, interrompeva la continuità di via Cimarosa creando due nuovi tronconi, a monte e a valle del tratto stralciato, creando dunque una terza nuova via quasi in mezzeria. Un fatto che  , in verità,  non ha precedenti. Vero è che, sempre rimanendo al Vomero, anche via Scarlatti è suddivisa in due tronconi ma a dividerli c’è piazza Vanvitelli, dunque una piazza con una propria numerazione autonoma e non certo un terzo tratto stradale con la stessa ampiezza dei due limitrofi “.

            ”  Da evidenziare – sottolinea Capodanno – che mentre si alternavano i vari oratori prima dello svelamento,  a pochi passi dalla manifestazione, alcune persone, anche anziani e con problemi di deambulazione, protestavano per l’ennesima chiusura delle scale mobili che li costringevano, con il caldo canicolare, a salire le non agevoli scale di piperno. Peraltro, sempre stamattina, risultavano chiuse anche quelle di via Scarlatti che portano alla stazione superiore della funicolare di Montesanto e alla zona di San Martino, tra la rabbia dei cittadini per l’ennesimo disservizio “.