Il ministro Cartabia e quella voglia di calpestare la Costituzione

Art. 112, della Costituzione, questo sconosciuto!


(Stefano Rossi) – Sono anni che si aprono gli anni giudiziari con l’annosa querelle: l’azione penale è obbligatoria?

Memorabile fu la risposta che ricevette il presidente della corte d’Appello di Milano, Giovanni Canzio, che aveva auspicato un maggiore uso dell’archiviazione per arginare la mole di fascicoli pendenti nelle procure da parte del procuratore generale, Manlio Minale: “L’azione penale non ha aggettivi è solo obbligatoria”.

Uno schiaffo in faccia sarebbe stato meno doloroso.

Dunque, questo è il problema. La nostra tanto amata Costituzione prevede che l’azione penale sia obbligatoria; così i sostituti procuratori sono obbligati a lavorare tutte le denunzie e querele presentate da noi cittadini, non dopo aver superato i larvati consigli di polizia e carabinieri nel non presentarle (così, tanto per lavorare meno). Invece, se l’azione penale fosse a discrezione, le procure, potrebbero decidere di seguire solo una parte del lavoro da svolgere e cestinare tutto il resto. Con buona pace delle parti offese e danneggiate dai reati e con grande soddisfazione dei criminali.

Da anni la politica, il CSM, ampi settori della magistratura hanno cercato, in ogni modo, con ogni sforzo, di introdurre questo principio: il criterio di priorità. In poche parole, questo criterio è un falso storico, o politico o giudiziario ma, comunque, un falso. In pratica il CSM detterebbe le regole per limitare le indagini nei casi più gravi e importanti, sentite le procure. Ma nel mare magnum dei fascicoli si possono perdere, cioè, si possono rallentare o cestinare fascicoli che riguardano corruzione, peculato, abuso d’ufficio, finanziamento illecito, omissione in atti d’ufficio, tutti reati che levano il sonno ai politici corrotti. Una volta scritto il criterio di priorità, come un contratto, vincola le parti in causa: CSM (quindi anche la politica), procure e indirettamente, le polizie giudiziarie. Ci sono tutti tranne i cittadini che, in definitiva, sono poi le parti lese o danneggiate dai reati.

Per farla breve, per il crollo del ponte Morandi, l’omissione o l’errore nel valutare un pilone potrebbe non rientrare nel “criterio di priorità” e i mascalzoni la farebbero franca (la faranno comunque visto poi la riforma, sempre della Cartabia, sulla prescrizione). Chi avesse voglia di vomitare e di leggere i deliranti commenti del fior fiore dei giuristi e magistrati che da anni si impegnano a far valere questo mostro informe del “criterio di priorità”, potrà vedere che hanno fatto scempio dei Principiuguaglianza del cittadino di fronte alla legge (art. 3, Costituzione), obbligatorietà dell’azione penale (art. 112, Costituzione), tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art. 24 Costituzione). Questi Principi sono alla base del sistema democratico, giuridico, processuale del nostro Paese ed ora, per poche scellerate persone, vengono calpestati e violati in nome di altri due Principi: buon andamento della pubblica amministrazione e breve durata del processo.

Sul secondo c’è poco da dire, è sacrosanto. Sul primo, grida vendetta un particolare: tutti questi insigni giuristi indicano sempre SOLO una parte dell’articolo che io ora ripropongo completo.

Art. 97, Costituzione, II comma: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. Nei commenti a sostegno di questo mostre “criterio di priorità”, questi valorosi giuristi, stranamente riportano solo “il buon andamento dell’amministrazione” e mai la sua imparzialità. E come potrebbero. A questi signori interessa solo abbattere la mole di lavoro per cui sono pagati in base ad interessi che, allo stato, abbiamo seri dubbi che siano solo quelli di amministrare la giustizia. Basta vedere gli scandali che coinvolgono ogni mese, da anni, i magistrati, e ci rendiamo conto che questi interessi non hanno a che fare con la giustizia ma con l’ingiustizia!

Ci sarebbe poi il “notaio” della Costituzione Mattarella che, siamo arci convinti, non dirà nemmeno una parola a sostegno dell’art. 112, Costituzione. Cartabia, purtroppo, potrebbe sostituirlo al Quirinale. Meglio non mettere il dito.

6 replies

  1. Prego leggere curriculum di Marta Maria Carla Cartabia vien dal mare.
    C L “comunione liberazione” il celeste.

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  2. Letta segretario del PD
    indovinate la differenza con Renzi

    “Un bel passo avanti, erano 30 anni che non si riusciva ad andare avanti su una riforma così bipartisan e così larga. Dopo 30 anni di scontro politico a me sembra una bella notizia, segno che questo governo è una cosa positiva”

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  3. Meglio un delinquente che fa il delinquente rispetto a una costituzionalista che vuole calpestare la Costituzione. Tradotto: meglio Renato Vallanzasca che Marta Cartabia.

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