Green pass, tampone, certificato vaccinale: viaggi in Italia e in Europa, le regole (anche per i bambini)

(di Leonard Berberi – corriere.it) – Serve il tampone o il certificato Covid digitale per i viaggi in Italia? Il green pass rilasciato dopo la prima dose vale all’estero? Quali regole per i viaggi in aereo? Domande e risposte sui viaggi in Italia e all’estero.

1) Serve il tampone o il certificato Covid digitale per gli spostamenti in Italia con aereo, auto, treno o traghetto?
No. Anche se diversi lettori segnalano richieste in questo senso per muoversi, nel nostro Paese test e certificato non servono.

2) E per andare all’estero?
Il consiglio è seguire le regole d’ingresso stabilite dallo Stato di destinazione. Se non si è vaccinati completamente il tampone bisogna farlo (molecolare o antigenico), ma attenzione alle tempistiche: alcuni Paesi accettano i test effettuati entro 48 ore prima dell’arrivo, altri entro 72 ore. La terza alternativa è presentare il certificato di recupero per chi ha avuto il Covid-19.PUBBLICITÀ

3) Cosa si può fare con l’esito negativo del tampone?
Il risultato del test può essere stampato e mostrato al momento del check-in o dei controlli di frontiera. Oppure si può usare il codice QR (assegnato al tampone) e che compare sulla app «Io» e si può inserire in «Immuni»: si ottiene così il certificato Covid digitale Ue con una durata di 48 ore. Attenzione: non sempre chi controlla è dotato di lettore ottico del codice e per questo è meglio avere una copia cartacea.

4) Chi ha ricevuto in Italia il certificato Covid dopo la prima dose è libero di volare all’estero?
No. Il certificato dal 1° luglio consente di circolare dentro l’Ue — evitando test e quarantene — a chi è vaccinato con la doppia dose (per i vaccini di Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca) o una (Johnson & Johnson) almeno due settimane dopo la puntura. Per ora la Francia chiede quattro settimane per chi riceve il monodose. Quindi il codice QR della prima dose non vale all’estero e tocca sottoporsi al tampone.

5) E l’italiano all’estero — in possesso del certificato dopo una dose — che deve rientrare?
Dovrà presentarsi all’imbarco del volo per l’Italia con un esito negativo del tampone eseguito entro 48 ore (se si tratta di un antigenico) o entro 72 ore (se molecolare). Attenzione a eventuali voli con scalo in un altro Paese dove potrebbe servire un test fatto non più di 24 ore prima.

6) Perché facendo il check-in online non compare la carta d’imbarco?
Molte compagnie preferiscono controllare la presenza di tutti i documenti richiesti. Bisognerà così recarsi ai banconi in aeroporto per ottenere il biglietto.

7) Chi ha il certificato appropriato (dopo le due dosi) è libero di andare all’estero?
In teoria sì, ma nella pratica è bene informarsi perché localmente le regole potrebbero cambiare in conseguenza dell’evoluzione della pandemia. Da ricordare che molti Paesi richiedono di compilare online (o su carta) una dichiarazione che contiene tutti i dati personali e anche eventuali spostamenti.

8) La dichiarazione va presentata sempre?
Ci sono eccezioni. In Spagna, per esempio, chi vuole recarsi in aereo deve compilare un modulo elettronico (entro 48 ore dalla partenza). Ma chi viaggia via terra — in auto o treno — sempre verso lo stesso Paese non è obbligato.

9) All’arrivo nel Paese estero, anche se immunizzato, si viene sottoposti ad altri controlli in dogana?
Dipende. In Grecia è prevista l’applicazione di un test rapido secondo un sistema di campionamento mirato.

10) Si deve compilare una dichiarazione di rientro in Italia?
Sì. Bisogna creare un profilo e inviare i dati attraverso il «Passenger locator form» (disponibile qui: app.euplf.eu) che poi creerà un codice QR.

11) Questo in tutti i casi?
No. Se ci si sposta per meno di 48 ore all’estero, ma nel raggio di 60 chilometri dall’abitazione e con mezzo privato non è necessario compilare il formulario digitale di localizzazione.

12) Cosa deve fare chi viaggia all’estero con i figli?
Anche in questo caso le regole variano tra i Paesi. In Spagna i bambini di età inferiore ai 12 anni sono esentati dal test e dalla quarantena. In Francia la soglia si abbassa a 11. A Malta sono esentati quelli che hanno meno di 5 anni. Chi ha un’età compresa tra 5 e 11 anni può entrare nell’isola se i genitori sono vaccinati e se presenta un test molecolare negativo.

13) Non c’è il rischio che il codice QR dell’esito negativo del tampone caricato sull’app finisca per sostituire il codice QR del certificato vaccinale?
No. Per come è stato pensato il sistema ogni tipo di servizio — prima dose, seconda dose, esito del tampone, guarigione dal coronavirus — genera un differente codice QR.

14) Quanto durano i codici?
Il codice QR della seconda dose (o quella unica perché precedentemente infettati) ha una validità di 270 giorni dalla data di somministrazione. La certificazione generata dall’esito negativo del tampone dura 48 ore (a partire dal momento dell’effettuazione del test). Nei casi di guarigione il lasciapassare digitale è valido per 180 giorni.

15) Quali sono i siti web da monitorare?
C’è la piattaforma «Re-open EU» della Commissione europea, creata per favorire la ripresa sicura degli spostamenti in Europa e che contiene le informazioni aggiornate sui singoli Paesi per poter pianificare gli spostamenti. Sul fronte italiano c’è il sito «Viaggiare sicuri» curato dal ministero degli Affari esteri e dall’Unità di crisi della Farnesina. È sempre buona norma controllare in caso di dubbi anche le pagine ufficiali delle ambasciate italiane sparse all’estero.

lberberi@corriere.it

10 replies

  1. FQ-Imperia.
    Quando ha visto i due uomini in divisa entrare non ci ha visto più: “Via, fuori! Qui non potete entrare, vi ordino di uscire”. Al sindaco di Imperia, Claudio Scajola, ex ministro dell’Interno e tra i protagonisti degli anni d’oro del berlusconismo, quella visita di giovedì di due carabinieri in consiglio comunale proprio non è an- data giù. Peccato che l’intervento dei due uomini di pub- blica sicurezza fosse stato richiesto dalla consigliera co- munale del M5S Maria Nella Ponte che stava osservando come molti suoi colleghi – non il sindaco Scajola – du- rante il consiglio comunale non stavano indossando la mascherina nonostante ci sia l’obbligo nei luoghi al chiu- so. Tanto più se quel luogo è un consiglio comunale dove si dovrebbe dare l’esempio ai cittadini per rispettare le norme anti-Covid.
    La consigliera ha chiesto ai colleghi di indossare le protezioni, ma le è stato risposto che “le paratie in ple- xiglass” erano “sufficienti” e quindi, in ultima battuta, ha chiesto l’intervento dei carabinieri che sono arrivati per ripristinare l’ordine e far ripartire il consiglio in sicurez- za. “L’ho fatto – ha spiegato la consigliera Nella Ponte – perché non mi è stato consentito di esercitare un mio diritto, quello di partecipare al Consiglio in sicurezza”. Ma a quel punto il sindaco Scajola ha iniziato a inveire contro un agente, divisi dalla paratia in plexiglass, accusandolo di essere intervenuto in un luogo politico. “Qui voi non potete entrare – ha urlato Scajola rivolgendosi al cara- biniere – ma stiamo scherzando!”. Quando l’agente gli ha spiegato che era solo venuto per far rispettare l’obbligo di indossare le mascherine, il sindaco ha risposto minaccio- so: “Non è un problema nostro… voi non potete entrare in un luogo pubblico e politico interrompendo una riunio- ne”. Il carabiniere ha provato a spiegargli che, ovviamen- te, non si trattava di “un intervento politico ma solo “di sicurezza”. Ma niente, alla fine i due agenti sono stati co- stretti a lasciare la sala consiliare. Poco dopo la giunta co- munale guidata dal sindaco berlusconiano ha firmato u- na nota di apprezzamento nei confronti di Scajola contro “l’intervento della polizia” in un luogo democratico: “Non era mai successo, a Imperia, che il dibattito con- siliare fosse interrotto da un intervento in armi di una forza pubblica. Un fatto inaudito” è stata la denuncia del- la giunta di Imperia. Insomma, c’era il rischio di un golpe armato. E tutto per qualche mascherina abbassata.

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      • in effetti è sgradevole constatare che c’è qualcuno che cerca di fare rispettare,
        a coloro che sono eletti per rappresentarci in una istituzione, anche se di rango inferiore,
        gli obblighi imposti a coloro che li eleggono.
        questo ovviamente a insaputa di Scajola, anche se non si tratta di casa sua.

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  2. Alla lista del Corrierone manca una possibilità. Cioè un a non possibilità ( e per questo manca…)
    La vaccinazione “creativa” (eterologa) è stata autorizzata solo dall’ AIFA, quindi non è valida in Europa. Nel green pass risulta solo la vaccinazione con una dose (la seconda). Ergo se ti controllano ti mandano indietro, e fai il tampone..
    Occorre dirlo al Generale…

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    • fa un poco di confusione

      il fatto del green pass che segnala solo la seconda, nel caso sia differente, è un problema di chi
      ha preparato, in Italia, la procedura d’emissione del green pass, non certo dell’EU,
      ed è per questo che alla frontiera chi aveva quel certificato è stato rimbalzato

      se sistemano la procedura, e lo rilasciano dopo 14 gg dalla seconda, quale essa sia,
      dubito che uno possa essere bloccato

      sul fatto che non sia accettata l’eterologa
      se vuole cimentarsi con questo documento

      Fai clic per accedere a RRA-15th-update-June%202021.pdf


      dove il discorso è affrontato ma non mi pare rigettato

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  3. Provato in prima persona: a Ventimiglia ti bloccano perchè sul green pass “eterologo” è segnata solo l’ ultima dose e per l’ estero ce ne vogliono due.
    L’ eterologa è stata una trovata esclusiva dell’ AIFA.
    Quello che c’è scritto sui”documenti” non interessa: conta che non passi. O almeno non passavi 10 gg. fa.
    Mi hanno detto (affidabili) che il problema sorge anche se hai fatto il Covid da più di 6 mesi e, come da protocollo, devi ricevere solo una dose.
    Penso ci metteranno una pezza, purtroppo però non ne parlano.

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  4. Qualcuno lo sa che né Russi né Cinesi, anche se vaccinati, non possono accedere al green pass europeo, vero? Sentivo l’altro giorno in TV un albergatore piangere la mancanza di quei turisti ma nessuno in studio ha aperto bocca per informarlo , e informarci, del divieto…

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