Se Conte non ce la fa, addio a Draghi

(pressreader.com) – La stampa che stravede per Mario Draghi (bella compatta, con uno 0,1 di guastafeste) va in un brodo di giuggiole ogniqualvolta può segnalare al mondo che il Superpremier ha cancellato, oscurato, rinnegato qualcosa del lascito del suo predecessore.

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Ah ah, il Recovery plan di Giuseppe Conte era una barzelletta, ci ha pensato Lui a presentare un documento scritto come si deve e senza macchie di unto. Ah ah, l’Europa ci ha dato i soldi perché sapeva che stava per arrivare Lui: il rider Giuseppi ha fatto solo le consegne. Ah ah, prima i vertici dei servizi segreti bivaccavano negli autogrill, ma da quando c’è Lui pasteggiano solo con Champagne Brut millesimato. Rapiti nella dionisiaca ebbrezza, i laudatores senza se e senza ma non tengono conto di un piccolo particolare: semplicemente che dalla buona cera, politica e personale, di Conte dipende la sopravvivenza del governo Draghi.Infatti, se il tanto disprezzato (da costoro) avvocato di Volturara Appula non riuscisse a prendere saldamente nelle sue mani le redini del M5S, il movimento si frantumerebbe in una balcanizzazione tale da rendere al confronto la dissoluzione dell’ex Jugoslavia un modello di stabilità. In tale caso, tra i 5Stelle, le spinte contrarie al governo di (quasi) unità nazionale tornerebbero a scatenarsi in una sorta di liberi tutti, adesso facciamo come ci pare. Così, la coesione della forza di maggioranza relativa, pilastro dell’esecutivo, andrebbe rapidamente a farsi benedire. Ragion per cui: bye bye al Prodigio dei Migliori. Trattandosi di una frana in movimento potrebbe diventare inarrestabile anche prima del 3 agosto e dell’inizio del semestre bianco. Ma anche senza la mannaia dello scioglimento delle Camere, in un tale casino, quali certezze avrebbe in Parlamento un governo che tra Pnrr e attività ordinaria ha già messo in calendario 53 provvedimenti tra disegni di legge e richieste di deleghe? Se Mario Draghi, come siamo convinti, non sottovaluta il problema dovrebbe, nel suo primario interesse, adoperarsi per dare (e non togliere) sostegno e credibilità a Conte e alla sua fatica di Sisifo. Quanto ai ridicoli cultori del Mito (che sul Fatto di ieri, Tommaso Rodano ha citato, idiozia dopo idiozia) forse dovrebbe dire loro, come si fa con i bambini fastidiosi quando gli adulti devono parlare di cose serie: basta, andate a giocare di là.

22 replies

  1. POLITICA
    – 25 GIUGNO 2021
    Cari parlamentari 5s, per me senza Conte non avrete più alcuna credibilità
    di Melania Ferrucci

    “In questi anni deputati e senatori del M5s sono stati etichettati in vari modi e ce n’è uno in particolare che mi torna in mente in questo momento. Ma andiamo con ordine.

    Chi segue le vicende del Movimento, che sia un suo elettore o semplicemente una persona interessata alle vicende politiche, non ha potuto non notare l’estenuante attesa che avrebbe dovuto portare alla ri-fondazione del Movimento. Alcuni hanno evitato di infierire riguardo la per nulla appassionante diatriba tra Casaleggio e il Movimento stesso per la restituzione dei dati degli iscritti, una soap che non ci ha appassionato per niente e che, chiarisco, non ci appassiona neanche ora.

    Arrivati dunque alla conclusione di tanto noiosa storia, attendevamo con ansia la presentazione del nuovo statuto, per una ragione che forse sfugge a molti degli eletti dei 5stelle – e cioè non per continuare a parlare senza sosta dei due mandati, del simbolo, della nuova sede o altro, quanto per permettervi finalmente di avere un’organizzazione interna che vi mettesse nelle condizioni di iniziare, alla buon’ora, a fare politica all’interno di questo osannato governo dei migliori (!).

    L’arrivo di Beppe Grillo a Roma, dopo giorni burrascosi di trattative con Giuseppe Conte, avrebbe dovuto sancire la fine di questo travagliato percorso e lasciarvi ripartire. Sappiamo benissimo che non è andata così.

    Ecco, quello che mi stupisce di più di questa vicenda non è tanto lo show di Grillo davanti ai gruppi parlamentari: in fondo da uno come lui che altro dovevamo aspettarci, non certo la calma glaciale del povero Conte che decide, bontà sua, di non rispondere a caldo alle farneticazioni che si sono susseguite durante il pomeriggio.

    No, quello che mi ha stupito di più è stata la reazione dei vari deputati e senatori del Movimento. Applausi, risate, selfie, battute del tipo Grillo è tornato, Grillo si riprende il Movimento, insomma una grande festa prima dello sfascio totale. Ora, io non so se voi (onorevoli?) vi rendete conto della situazione in cui siete finiti, evidentemente no. La cosa peggiore, a mio parere, non è tanto l’inspiegabile superficialità con la quale state affrontando questa situazione, quanto il fatto che state commettendo l’errore più grave che un partito/movimento possa fare: pensare che tale partito o movimento appartenga a voi e soltanto a voi, perché noi, elettori e non, non possiamo capire l’affetto che vi lega a Grillo, il fatto che lui “è fatto così”, i bei tempi andati quando giravate per le piazze e via dicendo.

    Lasciatemi allora rispondervi con un po’ della vostra sana retorica: voi siete lì per noi cittadini, per portare avanti le nostre istanze, siamo noi che paghiamo il vostro lauto stipendio e certo non lo facciamo per permettervi di assistere ad uno spettacolo fuori programma di Grillo, che fra l’altro ormai fa ridere solo voi. Ora credo sia inulte ricordarvi che senza Conte, e dopo questo casino, non avrete più nessuna credibilità, perché lui magari non sarà andato nelle piazze, ma ha governato il paese durante uno dei momenti più difficili della storia recente e portato a casa i soldi che ci permetteranno (speriamo) di non affondare definitivamente.

    Alle prossime elezioni, quindi, se ci arriverete senza Conte, dovrete forse accontentarvi di un 4 o 5 per cento e non so ancora se vi vedremo esultare perché avrete passato la soglia di sbarramento, o forse invece vi vedremo allibiti e increduli per la batosta presa; ma dai, non ci pensate e tiratevi su, in fondo potete contare non solo sul Ministro degli Esteri più bravo della storia, ma anche su un garante visionario.

    E concludo tornando quindi alle prime righe: tra i molti modi, spesso offensivi, con i quali vi hanno chiamato in questi anni, ce n’è uno che mi ha sempre lasciato un po’ interdetta, scappati di casa. Ma che significa esattamente? Non lo so, ma date le vostre ultime performance mi sembra calzi a pennello.”

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    • Tracia,

      ecco, penso altrettanto. Tuttavia, toglierei il voto ai 5S solo ed esclusivamente qualora Conte fondasse un proprio Partito o Movimento. Viceversa, non so se me la sentirei di non votare più il M5S, dopo otto anni. Insomma, il testo da te riportato, che come detto condivido, mi manda (come si dice a Firenze) “in ciampanellw”; ovvero, nel più profondo dei conflitti. Vediamo che fa Conte, che mi pare, al momento, sia l’unica figura politica in grado di fare le cose per bene. Altri, a ‘sto punto, mi pare che non ve ne siano più…

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    • “No, quello che mi ha stupito di più è stata la reazione dei vari deputati e senatori del Movimento.”
      A me il modo in cui si sono affrettati a far trapelare le battutacce. Quasi con godimento.

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  2. “No, quello che mi ha stupito di più è stata la reazione dei vari deputati e senatori del Movimento. Applausi, risate, selfie, battute del tipo Grillo è tornato, Grillo si riprende il Movimento, insomma una grande festa prima dello sfascio totale”

    Ieri; dopo selfie ,applausi, risate, battute “Grillo e tornato”

    Oggi ; pontieri a lavoro nei 5 stelle per evitare lo strappo tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. I big del Movimento, compreso Luigi Di Maio, sono tutti a favore della leadership di Conte, si sottolinea in ambienti pentastellati, e hanno avviato un pressing sia con Beppe che con l’ex premier perché si trovi un punto di caduta.

    Intanto Conte ha fatto sapere che salta la sua partecipazione al webinar previsto nel pomeriggio con il ministro Luigi Di Maio e ha annullato l’intervista a Sky prevista in serata. Giuseppe Conte sceglie per ora la linea del silenzio, ma, a quanto apprende l’Adnkronos, nei prossimi giorni potrebbe indire una conferenza stampa, spiegando le sue scelte e le sue ragioni dopo l’affondo di Beppe Grillo, ieri riunito con i parlamentari M5s.”

    Ha digerito tutto anche “criminale”, ma dopo “Conte ha bisogno di me non io di lui”
    e dopo il “trionfo” di Grillo con i parlamentari tra selfi , risate ,applausi ,finalmente Grillo è tornato…….

    Mi aspetto anch’io come Travaglio
    “Conte si grillizza per un giorno, manda tutti affanculo e se ne torna a fare l’avvocato e il professore, dopo quattro mesi di volontariato senza stipendio, riconsegnando i 5Stelle a Grillo: è lui che li ha fondati, è giusto che sia lui ad affondarli.”

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  3. E giu lacrime x la mancata incoronazione a capo supremo di un pidiota che con sotto la bandiera dei 5* voleva e vuole ricompattare e rinforzare il suo partito di riferimento, il pd-l

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  4. Di Maio, la sciagura N.1 del MoV, assieme al suo mentore Grillo a questo punto.

    E Casaleggio, oh, uno che non voleva cedere i nomi per principio e poi li ha ceduti quando almeno in parte l’hanno pagato.

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  5. M5s, per Conte la “diarchia” con Grillo è “impossibile”
    di Luca De Carolis e Paola Zanca | 25 GIUGNO 2021

    La rifondazione è (quasi) affondata. Travolta dal Garante che ai parlamentari doveva parlare di pace e invece proprio no, ha seminato guerra. Troppo per i contiani, tutti, che in serata sussurrano un superlativo come una parola d’ordine per riconoscersi nella bufera: “Malissimo”. È andata malissimo, dicono. Ed è la stessa, identica valutazione di Giuseppe Conte: l’avvocato che dovrebbe o doveva essere il nuovo capo, l’ex premier a cui il 29 febbraio scorso Beppe Grillo e tutti i maggiorenti avevano chiesto di prendersi il Movimento per salvarlo da se stesso. E che ora è a un passo dal rinunciare, dal farsi di lato e lasciare il Garante a gestirsi il suo M5S, che a occhio considera ancora come il suo giocattolo. Conte non crede ai suoi occhi, quando nel tardo pomeriggio cominciano a girargli le agenzie che riassumono il discorso di Grillo ai deputati. Ma a stupirsi non è certo solo lui. Tutti i big pensavano e speravano che il Garante avrebbe usato toni distensivi, magari limitandosi a qualche puntura di spillo.

    L’obiettivo per cui avevano lavorato sotto traccia pochissimi mediatori, tra cui Luigi Di Maio. Ma anche il ministro, raccontano, rimane di sale nell’ascoltare Grillo. E quel diluvio di paletti e staffilate non può che irritare Conte. L’avvocato sa bene che il baratro è lì, a un passo. E si morde le labbra. Decide di non rilasciare dichiarazioni pubbliche. E per ore schiva le telefonate, anche dei 5Stelle a lui più vicini. “Se dovessi reagire a caldo, non ci sarebbero più le condizioni per andare avanti” confida ai suoi. “Per come ha parlato Grillo – si sfoga – il Movimento diventerebbe una diarchia”. Con due capi e due voci, l’una a marcare l’altra. Impossibile da accettare, per l’avvocato. Anche perché le premesse erano ben altre. L’avvocato lo ricorda, nel giovedì in cui il suo progetto rischia di franare. Ai pochissimi che lo sentono rammenta che in quell’hotel romano, a febbraio, Grillo insisteva per affidargli tutto, per dargli senza condizioni e remore i pieni poteri sul Movimento. E che fu proprio lui, Conte, a frenare, a predicare equilibrio: “Prima fatemi studiare le carte e valutare ogni aspetto”.

    Aveva avanzato solo una richiesta: “Risolvete voi la questione con Davide Casaleggio”. Cioè la diatriba con il patron della piattaforma Rousseau, che quella domenica aveva snobbato l’invito di Grillo sulla terrazza con vista sui Fori, perché ormai aveva rotto con il Movimento. Ma a scrivere la parola fine, con una trattativa da mediatore esperto di arbitrati, ha dovuto provvedere proprio l’avvocato Conte. “In fondo se deve diventare capo è giusto così” avevano commentato grillini di vario ordine e grado alla notizia dell’accordo con il figlio di Gianroberto. Pareva equo, che fosse il rifondatore a sancire il taglio netto con la casa madre di Milano, una cesura anche simbolica. Ma adesso siamo in un altro quadro. Conte si sente delegittimato, dal Garante a cui pure in queste settimane ritiene di aver dato ampi segnali. “Lo Statuto glielo aveva mandato a inizio giugno, e su trenta cose che Grillo chiedeva ha detto sì a venti” sostiene un contiano doc. Ma non è bastato, perché forse non poteva bastare. E le parole di ieri del fondatore sono una ferita difficilissima da suturare. Ad alcuni parlamentari, mercoledì, Conte lo aveva detto così: “Io ho già tanti avversari attorno a me, ma se adesso monta pure il problema con il Garante…”. L’ex premier voleva una soluzione, ordinata. Con uno scopo primario, evitare che Grillo potesse irrompere con un video o una dichiarazione e riscrivere la rotta politica o qualsiasi altra decisione. Magari senza alcun preavviso.

    Un copione ampiamente visto in questi anni. “Ma se bisogna cambiare, bisogna cambiare per davvero” ripete Conte ai suoi. In serata, l’avvocato comincia a rispondere al telefono. E parla con Grillo, a lungo. Ma la notte sembra sempre più scura. Con Conte pronto a lasciare dietro di sè il Movimento. O ciò che ne resterebbe, dopo l’alluvione di ieri.

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  6. Ma se bisogna combiare, bisogna cambiare x davvero.
    Perche io sono io e voi non siete un caxxo, i 2 mandati, l’elezione del capo politico da parte degli iscritti era solo fumo negli occhi, in quanto non aveva nessuna intenzione di rinunciare alla carica,
    In sintesi, giuseppi vuol essere il padre padrone del mv5 *, tutto il resto è noia.

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    • Eh no ciccio.

      Non ‘Giuseppi’, ma GIUSEPPE (Grillo).

      Se aveva affidato a Conte la rifondazione del movimento e Conte aveva detto sì a 20 delle 30 richieste di Grillo, vuol dire che Beppe VOLEVA mettere i bastoni tra le ruote.

      Di fatto ha continuato nella distruzione di M5S, prima affardellandolo dell’incarico governativo con DRAGULA, e adesso impedendo a Giuseppi di farne una struttura minimamente stabile.

      E la colpa sarebbe di Conte, eh?

      Ma quanti tifosi da stadio ci saranno in questo blog?

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    • “Ai pochissimi che lo sentono rammenta che in quell’hotel romano, a febbraio, Grillo insisteva per affidargli tutto, per dargli senza condizioni e remore i pieni poteri sul Movimento. E che fu proprio lui, Conte, a frenare, a predicare equilibrio: “Prima fatemi studiare le carte e valutare ogni aspetto”.”

      Adesso, da bravo, rileggi 100 volte e poi ripeti:” CHI ha detto una cosa e ora ne fa un’altra? CHI vuole essere l’imperatore del M5S, dopo aver sposato Draghi e Cingolani e dopo che gli hanno tolto le castagne dal fuoco con Casaleggio? ”
      Se poi rileggi TUTTO l’articolo c’è persino caso che tu capisca…ma è difficile, ne convengo.

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  7. IL non iscritto, a cui gli usurpatori avevano chiesto di cambiargli i conmotati perché si vergogna amo di essere stati falsi rivoluzionari
    Stava portando al PD lo scalpo di quegli elettori che nel 2013 avevano sbarrato la strada verso il potere alla peggiore casta politica italiana, i falsi difensori dei lavoratori. Il non iscritto che si credeva già padrone dei miracolati 5S, si comportava già come liquidatore del movimento e aveva tentato di cedere anche la capitale a quel partito, il PD, che volle, fortissimamente volle il rosatellum che avrebbe consentito al centro destra il potere, pur di vendicarsi di quel movimento che nel 2013 gli aveva sbarrato la strada sulla via della conquista del potere.

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    • Giustissimo.

      Adesso Grillo faccia una cosa: si autoproclami signore assoluto del Movimento e dia lui E SOLTANTO LUI la linea politica in maniera chiara ed inequivocabile.

      Poi vediamo se è colpa di Giuseppi l’instabilità mortale in cui è precipitato M5S, a differenza dei grillofili che continuano a difendere il troll al pesto.

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