Berlusconi al Quirinale? I giornaloni stanno zitti

“Quella che fino a qualche mese fa poteva sembrare solo una boutade, o piuttosto un incubo, “Berlusconi for President”, fra un anno potrebbe diventare una concreta, concretissima realtà. Il Corriere ne ha parlato più volte in questi giorni senza peraltro dar mostra di scandalizzarsi per questa indecenza, segno che evidentemente non la ritiene tale per i suoi lettori così come, probabilmente, non lo è per buona parte degli italiani.”

(di Angelo Cannatà – Il Fatto Quotidiano) – Massimo Fini ha ragione a scrivere “Berlusconi for President è un’indecenza” (il Fatto, 11 giugno). È un’analisi precisa. Puntuale. Ricca di fatti documentati su cui tornerò, intanto dico che B. al Quirinale è uno scandalo a) Per la malafede di chi, per calcolo politico, ha avanzato l’idea; b) Per l’assenza di rossore dello stesso B. che punta a candidarsi pur sapendosi impresentabile; c) Per il fetore che emanano alcuni media (giornali e tv) capaci d’ingoiare e giustificare qualsiasi cosa torni utile al loro “campo di appartenenza”. Perché questo è il punto: quintali di carta e chilometri di paroloni sull’“interesse generale” e “il bene del Paese”, poi tutti proni ad accettare (anche) Silvio Berlusconi presidente della Repubblica. Dai giornali di famiglia non mi aspetto nulla contro il Caimano, ma dai direttori di Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa… attendo qualcosa di più di una semplice “registrazione” di ciò che accade perché quando vogliono sanno opporsi, indignarsi, organizzare campagne giornalistiche di protesta. Adesso invece tacciono. Perché?

A Molinari, a Fontana, a Giannini… sta bene la candidatura del plurinquisito al Quirinale? Lo dicano. Il prezioso articolo di Fini è scritto con la schiena dritta (non è un particolare secondario) e ricorda che “Berlusconi è stato condannato in via definitiva a quattro anni, poi ridotti, via condono, a un anno e mezzo, per una colossale evasione fiscale”. È un dato enorme che dovrebbe bastare a squalificarlo, e invece prevale l’incredibile tendenza a soprassedere: gli italiani dimenticano. Insomma, mentre negli Stati Uniti gli evasori fiscali vengono sbattuti in prima pagina, indicati agli americani con disprezzo, e, naturalmente, finiscono in carcere; in Italia accade il contrario: dopo la ridicola “rieducazione” ai servizi sociali, finiscono al Quirinale. Bisogna fermare questa sconcezza! E ricordare a tutti – “gridarlo dai tetti” – che oltre alle condanne, B. “ha usufruito di nove prescrizioni e in tre casi la Cassazione ha accertato che i reati li aveva commessi.” È sulla parola “prescrizione” che bisogna soffermarsi. I cortigiani del Re giocano spudoratamente su questo termine sproloquiando in tutti i salotti Tv come se “prescrizione” significasse “assoluzione”. È un falso assoluto. È sulla manipolazione della realtà che poggia la credibilità sia pur ridotta di cui gode B; mentre in verità, ricorda l’autore de La ragione aveva torto?, una sentenza della magistratura dice che si può definirlo “delinquente naturale, pregiudicato, corruttore”. È una miniera d’informazioni il suo articolo, invito chi l’avesse perso a leggerlo perché ogni riga è un omaggio alla giustizia. E all’etica. Vedi la denuncia della “truffa miliardaria” di B. “ai danni di un’orfana minorenne”; un dato scandaloso che i giornaloni nascondono, occupati ad attaccare “i populisti” e quel bolscevico di Conte. Breve considerazione finale. Sono stati scritti migliaia di articoli, e molti libri e girati film su Berlusconi, e tutti (tranne quelli agiografici) colgono qualche suo tratto. L’indole. Una sfumatura del carattere. Il cinismo. L’arroganza. La sete di potere. Il disprezzo delle regole. Il rifiuto della giustizia. È nella satira latina tuttavia che trovo meglio rappresentata la fase odierna del Caimano. Sto pensando a Giovenale; scrisse 16 Satire pubblicate in 5 libri: “Di fronte a una società che gli appare irrimediabilmente corrotta – dice la critica – Giovenale svela i vizi e le ingiustizie della società romana… il servilismo,

l’indegnità delle classi dominanti, il legame tra ricchezza, corruzione e potere”: afferma: “C’è chi, come prezzo del proprio misfatto, ebbe la forca, chi la corona”. Sembra scritto per il Caimano. Ha compiuto molti misfatti: ora è pronto per il Quirinale.

Grandezza di Giovenale! Insisto: non hanno nulla da dire Molinari, Fontana, Giannini? Tacciono. “Le menzogne più crudeli sono spesso dette in silenzio”.

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12 replies

  1. Scandalosamente vero. Chi ci ha raccontato di Berlusconi come esempio pessimo di politicante,per 20 anni,chi lo ha dipinnto,secondo me giustamente,come un demolitore del senso civico e amministratore dei propri interessi utilizzando le istituzioni, oggi soffre di amnesia peggio dello smemorato di Collegno.A questo punto c’è da chiedersi se siamo ancora una democrazia.Se quella smemoratezza sia strumentale e pagata per smemorizzare gli italiani comuni,poco avvezzi a cercarsi le notizie vere perchè complicato ed ad abbeverarsi di falsità ed omissioni al bazar dell’informazione mean stream.Cosa fare ?Credo che l’esperienza decennale del M5s è stato un ottimo antitodo ma qualcuno ha pensato di dire basta.

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  2. Basti ricordare 15 anni fa lo scandalo che suscità IL CAIMANO che la ‘sinistra’ accusò subito di ‘tirare la volata’ al Berluskaiser, perché lo attacca direttamente.

    Mica come loro, che manco pronunciano il nome e quando lo fanno, è per invitarlo al Nazareno.

    E pensare che uno che non riesce ad andare alle udienze dei PROCESSI sia così malato, ma così malato, ma così malato, che poi tra un anno lo potremmo ritrovare per un SETTENNATO al Quirinale.

    E i giudici che hanno spacchettato il processo zitti? Non hanno niente da dire? O hanno già detto tutto e non gli è richiesto fare altro?

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  3. Se dovesse accadere, spero di morire prima, perchè è da una vita che nonostante la lotta partigiana, l’Italia non è mai, mai diventata democratica. Gli italiani sono veramente dei superficiali quaquaraquà che si pigliano vari tipi di inculate senza identificare CHI è stato veramente, ma guardando solo se è stata colpa di una carota, una banana, o una mazza. Un pò come indicare la luna e guardare il dito. Coglioni megalitici aspiranti ruderi di archeologia. Pompeiani, per ora senza ancora un’eruzione-rivoluzione che li seppellisca, o li accenda del fuoco di libertà.

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  4. Per me ci può stare tranquillamente anche Silvio Berlusconi. Del resto abbiamo Mattarella e abbiamo avuto Napolitano che a me personalmente non sembrano presidenti eccelsi anche e soprattutto perché sono orientati a sinistra. Quanto al resto debbo dire che tutta la gente che conosco, a favore della cultura LGBT e immigrazionista sostenuta dai moderni governi, è fondamentalmente avvezza a supportare ed esercitare la pedofilia in tutte le sue forme palesi ed occulte chiamando il tutto “diritti civili” e “libertà individuali”.

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    • Primo: Mattarella e Napolitano eccelsi non lo sono di sicuro, ma tra non essere eccelsi ed essere in odore di mafia c’è ancora una bella differenza, a casa mia, altrimenti “ci può stare tranquillamente” pure Giovanni Brusca, visto che ormai è un uomo libero.

      Secondo: se tutti quelli che conosci a favore della cultura LGBT esercitano “la pedofilia in tutte le sue forme”, in pratica ti stai autodenunciando come complice.

      Terzo: guarda che stai male forte.

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    • Meglio la mignottocrazia che esclude tutte le altre varianti che esistono in democrazia. Ecco perchè il soggetto è fascista: solo le sue preferenze sono autorizzate. Tutte le altre no. Infantilismo decerebrato. Ciò non toglie che continua ad essere altamente pericoloso, perchè è tuttora alleato con le mafie che finanziano con il reciclaggio
      tutte le destre suprematiste nel mondo, e le sinistre deviate che hanno smarrito l’ideologia sana.

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