Massimo Fini: “Il vero complesso di inferiorità è quello dell’uomo”

(Massimo Fini – massimofini.it) – “Io che avevo ormai perduto / tutte quante le speranze / non credevo nei miei occhi / quando sei venuta tu / hai saputo dar la mano a chi / non credeva più a nessuno / tutto hai dato senza chiedere / per un uomo come me” (Vita mia, Tony Del Monaco).

Tony Del Monaco, oggi dimenticato, è stato, con la sua voce dal timbro molto potente, un notevole cantante nei Sessanta. Vita mia, che presentò nello spettacolo televisivo ‘Campioni a Campione’, lo consacrò al grande successo. Ma non intendo qui fare una biografia di Del Monaco, semplicemente estrapolare da questa canzone un breve verso,  quando dice: tu hai dato tutto “per un uomo come me” cioè lui si sente una nullità, inferiore a lei. Nelle canzoni al femminile, parlando ovviamente in linea generale, un atteggiamento del genere non c’è, lei si dispera per un amore finito, diventa una furia per un tradimento, ha nostalgia di un uomo del suo passato che l’ha lasciata e pensa che lasciandola ha perso l’occasione della sua vita. Non si sente affatto di “essere da meno”, per dirla con Jannacci.

La verità è che, non solo nelle canzoni ma nella vita reale, l’uomo si sente inferiore alla donna anche se non è disposto ad ammetterlo a nessun costo. Lo scrittore D. H. Lawrence, finissimo conoscitore dei rapporti fra i sessi (Donne innamorateL’arcobalenoFigli e amanti oltre al celeberrimo L’amante di Lady Chatterley) lo dice nel modo più esemplare e chiaro: “Quasi tutti gli uomini, nel momento stesso in cui impongono i loro egoistici diritti di maschi padroni, tacitamente accettano il fatto della superiorità della donna come apportatrice di vita. Tacitamente credono nel culto di ciò che è femminile. E per quanto possano reagire contro questa credenza, detestando le loro donne, ricorrendo alle prostitute, all’alcol e a qualsiasi altra cosa, in ribellione contro questo grande dogma ignominioso della sacra superiorità della donna, pure non fanno ancor sempre che profanare il dio della loro vera fede. Profanando la donna essi continuano, per quanto negativamente, a concederle il loro culto.” (La verga d’Aronne).

Nella grande storia antropologica del genere umano la protagonista è la femmina, perché è lei che dà la vita, il maschio è solo un fuco transeunte (l’invidia del pene è una sciocchezza freudiana). Nella tradizione kabbalistica, e peraltro anche in Platone, l’Essere primigenio è androgino. Con la Caduta si scinde in due: la donna, che viene definita “la vita” o “la vivente”, e l’uomo che è colui che “è escluso dall’Albero della Vita”. Ciò che in definitiva, e nonostante tutto, spinge l’uomo verso la donna è la nostalgia della vita. Nel linguaggio degli innamorati lui le dice “tu sei la mia vita” (come nella canzone di Del Monaco), lei invece lo chiama amoretesorogioiacucciolo e con ogni altra sorta di vezzeggiativi, ma quasi mai gli dice “Tu sei la mia vita”. Perché la vita è lei.

Ad aggravare la situazione c’è che, per ragioni antropologiche poi divenute culturali, è l’uomo ad essere dalla parte della domanda. Per quanto facciano i bulli i maschi non sono sempre pronti al rapporto sessuale. Nemmeno lei lo è, ovviamente. Ma la défaillances di lui è decisiva. Per questo l’uomo può fare la sua ‘avance’ solo quando si sente veramente pronto, ponendosi così,  per la gioia di quelle del MeToo, nella posizione debole della domanda.

La reazione a questo inconfessato ‘inferiority  complex’ è la violenza. Esemplare, in questo senso, è lo stupro. Con la facilità, almeno apparente, che c’è oggi nei rapporti fra uomini e donne non c’è alcun bisogno di ricorrere allo stupro per soddisfare il proprio bisogno sessuale. La ragione dello stupro non è sessuale, è psicologica: si vuole umiliare, dominare, distruggere l’odiato nemico di sempre (“L’amore? L’eterno odio tra i sessi.” scrive Nietzsche).

Sulla parità dei diritti tra uomo e donna non si discute. Ma a me pare che oggi, raggiunta bene o male questa parità, la donna approfitti un po’ troppo di questa sua posizione di forza mascherata da fragilità “Lacrime (femminili) Irresistibili. Disarmanti. Eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto che la donna utilizza a piene mani, se si può dir così, sfruttando la propria emotività che con fragilità fa solo rima. Insincere anche quando sono autentiche. Bisognerebbe estrarre la pistola al primo singhiozzo. Invece ci si arrende senza condizioni.” (Di[zion]ario erotico, 2000).

16 replies

  1. Mi pare più interessante, nella canzone di Del Monaco, la frase “tutto hai dato senza chiedere” perché credo che uno come Fini (cioè un uomo di 77 anni) avrebbe tanto desiderato una donna così. Un maschio mediamente complesso, con qualche paturnia di tipo esistenziale e qualche ambizione letteraria, ambisce ad una donna che lo renda oggetto di ammirazione e stima e che si accontenti di stare in un cantuccio. Quante donne delle passate generazioni hanno contribuito concretamente alla fortuna e al successo del proprio uomo (che, come dice la canzone, molte volte non lo meriterebbe).
    Mi pare che sia un luogo comune nell’immaginario maschile del secolo scorso volere al proprio fianco una specie di mamma: amorevole, paziente, indulgente, perennemente innamorata.
    Quanto alle lacrime come forma di ricatto, penso che anche questo orpello sia stato riposto fra i vecchi attrezzi. Oggi tendono a piangere più i giovani maschi delle ragazze.
    Non riesco a capire perché un essere umano voglia illudersi di incontrare una specie di angelo custode che non lo abbandona mai. Forse è un residuo delle favole che ci leggevano da bambini. .

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  2. Io veramente non capisco questa lotta tra i sessi. Ovvero, la capisco. Il discorso è lungo e forse – non solo forse – è solo una mia idea e mi sbaglio, comunque la butto lì, prendetela con beneficio di inventario, come tutto quello che scrivo.
    Lessi anni fa un bel libro riguardo donne che si erano impegnate, poco conosciute, in favore dell’ emancipazione femminile (non ricordo il titolo, l’ ho di sopra e non ho voglia di cercarlo adesso, se a qualcuno interessa, guardo). Una di loro, impegnata ad assicurare il voto alle donne nel primo dopoguerra, fu ad un certo punto presa da un dubbio: aveva constatato che le donne erano particolarmente inclini ad assecondare il padre, il marito, e soprattutto parroco: quanto sarebbe stato libero ( ed utile) il loro voto?
    I tampi sono cambiati, e molto per fortuna, e i media – ed i telefilm – ci mostrano moltissime donne “cazzute” e di potere (la “parità” significa diventare come gli uomini: non è poi tutta questa gran liberazione…) che si comportano con ancora più determinazione ( leggi stronzaggine) dei maschietti. Ma se guardiamo la realtà, la cronaca spicciola, le nostre conoscenti… mi pare che poco sia cambiato.
    Chi abbocca ai vari luetti pseudo green, “animistici”, omeopatici, etnico-tribali, santoni, santini, bio trio e quadrio? Soprattutto donne.
    Chi è pronto ad annullarsi per lo stronzo di turno? Le donne. Chi abbocca alle pubblicità più farlocche delle mode più cretine? Le donne. Chi si fa stravolgere faccia e corpo con piccoli e grandi interventi costosi ed invasivi fino a sembrare orribili mascheroni per pensare di continuare a piacere? Le donne. Le donne sono le prime che abboccano, alla qualunque, e che fanno quello che è utile ai maschietti. Basta non dirglielo. Poco è cambiato: basta far ventilare loro il fatto che lo fanno “per loro stesse” (abboccano anche in questo) ed il mercato è assicurato.
    Adesso col “gender fluid” anche gli uomini – pure quelli che non ci avevano mai pensato – diventano femminili: più facili da controllare e da intordare, anche loro contribuiscono a foraggiare il mercato delle illusioni, quindi conviene.
    Non so, è solo un pensiero, ma mi pare che in qualche modo ci prenda.

    Un’ultima notazione. Ormai le donne sono ovunque: magistrati, avvocati, PM, ingegneri, fisici, medici, atlete, CEO a capo di grandi industrie, con responsabilità e potere ormai immensi. Sono donne le massime cariche europee, economiche, donne sono a capo di Paesi che contano, una donna sarà la prossima presidentessa degli US e forse da noi. Tutti si affannano per candidare donne dovunque: che sia per il discorso di cui sopra? Cioè con la scusa della donna mi libero di maschietti scomodi (recente manovra di Letta per liberarsi dei capigruppo renziani, ad esempio)? E con tutte queste donne in posti di potere, le cose, nel mondo, stanno andando meglio? Non mi pare proprio…

    Insomma, tutto fa brodo per mantenere il controllo e non scegliere mai qualcuno meritevole, intelligente, colto, capace, indipendente. Sono tutte qualità che non hanno sesso, sono equamente divise tra maschi e femmine ( e trans) ma sono pericolose e non possono essere usate a piacimento.
    Quindi avanti con “una donna a capo di”… “un nero a capo di”… “un/a omosessuale a capo di”… “un immigrato a capo di”… Se sono imbecilli chi se ne importa, la bella figura l’ abbiamo già fatta. Tutti esultano: che passo in avanti!

    Hanno abboccato anche questa volta.

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  3. A me sembrano un cumulo di sciocchezza.
    La cosa difficile è riuscire a non prevaricare senza farsi prevaricare ma questo prescinde dai sessi.
    Che una delle due parti prevalga può capitare pure in una coppia gay.
    Bisognerebbe considerare le donne esattamente come gli uomini, ne più, ne meno.

    “bisogno di ricorrere allo stupro per soddisfare il proprio bisogno sessuale. La ragione dello stupro non è sessuale, è psicologica: si vuole umiliare, dominare, distruggere l’odiato nemico di sempre (“L’amore? L’eterno odio tra i sessi.” scrive Nietzsche)”

    Lo stupro è una meschina prevaricare, la più brutta e violenta in assoluto.
    Si vuole dominare e umiliare la donna perché è l’antico nemico?
    E se invece si trattasse semplicemente di uomini teste di cazzo?

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    • @Carolina

      Ma rispetto ad una ipotesi di stupro parteggerei per la donna solo perché è l’elemento più fragile in un contesto da gangbang con quattro ragazzi amici palestrati e mezzi alcolizzati (ogni riferimento…. è decisamente voluto).
      Non in quanto femmina va gevolata la donna (come per una sorta di cavalleria) ma in quanto soggetto più fragile in un contesto come quello descritto.
      Parteggiare ovviamente non vuol dire assolvere o colpevolizzare.
      Per essere più chiari faccio un esempio.
      Nel caso di Ciro Grillo le opzione sono due:
      1) la ragazza ha mentito e non è stata stuprata
      2) la ragazza ha detto la verità ed è stata stuprata

      Bene.
      Se aveste un figlio ed una figlia, qual è per voi la prospettiva peggiore:
      1) un figlio ingiustamente accusato di stupro?
      2) una figlia stuprata?

      Da una accusa di stupro falsa puoi difenderti, uno stupro ti traumatizza a vita.
      Alcune ragazze si sono tolte la vita.
      Capita anche col revenge porn, figuriamoci con uno stupro.
      Per questo l’equidistanza tout court mi fa un po’ schifo in casi ipotetici di stupro.

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      • Non si parlava di stupro,
        Ed anche lì bisogna guardare caso per caso, non è una questione di “parteggiare”per qualcuno.
        Il suo esempio, @andreaex, non è calzante: anche i maschi vengono stuprati, quindi sono anche loro delle vittime di abusi sessuali. Un “meglio”o un “peggio”non c’è.
        Molto difficile difendersi da certe accuse se non vi sono violenze evidenti. Il dubbio rimarrà sempre in tante persone.

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      • Certo Carolina, hai centrato il punto.
        Si parla infatti di soggetti fragili.
        E se la subisse un uomo forse, e dico forse, sarebbe anche peggio, ancor più devastante nel caso in cui l’uomo fosse etero.

        Ma l’eventualità che possa accadere ad una ragazza è decisamente più probabile.
        E sai perché? Perché sono più deboli (sua fisicamente che mentalmente) rispetto a degli uomini coalizzati ed incattiviti.

        Caterina ho paura che dietro la tua apparente razionalità ed imparzialità (ma ti ho spiegato perché non si può essere imparziali, altrimenti le ipotetiche vittime sono può esposte allo stupro di quanto gli ipotetici carnefici lo siano da una falsa accusa) ci sia poca empatia.
        E non capisco perché.
        Non posso dire che tu sia poco empatica, voglio dirti che lo sei in questi casi.
        Ma non fartene un problema, stai in buona compagnia.

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  4. Mah, dove vuole andare a parare Fini? Come che sia: “Quasi tutti gli uomini, nel momento stesso in cui impongono i loro egoistici diritti di maschi padroni, tacitamente accettano il fatto della superiorità della donna come apportatrice di vita. Tacitamente credono nel culto di ciò che è femminile”…

    Intanto quel “Quasi” è tutto un programma. In primis, evidentemente, non sono “tutti”. Secondariamente, pur non nascondendo l’aspetto coercitivo, che pure esiste, bisogna precisare che l’imposizione, non essendo affatto una questione egoistica, ha legittimità solo nel caso in cui un ordine deve essere ristabilito, ordine che trascende sia il maschio che la femmina, per cui deve estendersi allo stesso modo, anche a quei maschi promotori dello squilibrio; maschi che qualsiasi donna normale avrebbe, non solo il diritto, ma soprattutto il dovere di imporre loro il ritorno ai propri compiti. Parlare poi di superiorità o inferiorità della donna rispetto all’uomo, non ha senso alcuno, in quanto non è il valore che qui deve entrare in gioco, ma il ruolo: una differenza specifica insomma, non di grado. Una donna può essere superiore a qualsiasi uomo in quanto uomo, non in quanto donna, ma così facendo abdica al ruolo ontologico che le appartiene in una condizione normale. I maschietti, più che le donne, che hanno incentivato la parità dei sessi, in questo molto più colpevoli delle stesse fruitrici, si sono resi responsabili del caos che è sotto gli occhi di tutti al giorno d’oggi, e che ha raggiunto come magnifico traguardo, la demolizione completa del senso profondo della famiglia e, di conseguenza, della società stessa. Non mi pare, come diceva bene Carolina, che alla donna (ma nemmeno all’uomo), questa condizione abbia portato granché giovamento, ma anzi le sia servita più che altro per diventare più stronza che mai, in questo emulando i peggiori tra i maschietti. Un gran bel vantaggio se si guarda il rapporto costi benefici…

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    • Veramente non so che tipo di uomini frequenti Fini. E mi pare che la senilità gli porti un sacco di masturbazioni mentali…

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  5. Me piace come scrive Sor Fini, ma ’sto articolo me fa pensa’ un po’ a ’sti cuochi in televisione che te fanno ‘matriciana revisitata. C’ho sempre voja de derje: “Si boh, bello, però… dov’è finita ‘sta ‘matriciana?”.

    Se levamo tutti l’anni de maschilismo patriarcale, religione e ogni occasione pe’ da’ la colpa de tutto a le donne, un po’ come alla Sora Raggi oggi ;-), alla fine se po’ riassumere tutto a competenze, rispetto, orgoglio e senso de superiorità o inferiorità.
    Quanno er cocktail nun é equilibbrato cominciano li casini. E l’equilibrio comincia da piccoli in famiglia.
    Er cambiamento sociale prenne tempo, e in Italia a ogni generazione si é fatto sempre de’ passi in avanti, quinni armeno stamo na’ giusta direzione.

    Er sesso “forte o debole” so’ invenzioni pe’ mantene’ er potere, so’ cazzate, e qualunque omo onesto c’ha assistito a un parto senza peridurale lo po’ conferma’. Io me stavo a sveni’, e nun solo la prima volta. Però quanno c’è da porta’ li pacchi d’acqua me tocca portarli a me.
    Sarebbe mejo comincia’ a parla’ de Merito, Professionalità, Serietà, Dedizione, Passione, etc… chi fa nun è importante.
    Ce guadagneremmo tutti alla fine.

    Quinni c’è differenza tra omo è donna? E per fortuna SI. Ma se po’ èsse complici, complementari, è questo er bello. In certi paesi è già così.

    P.S. Ma com’è finito poi er duello co’ Sor Sallusti?

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  6. Beh, a me questi discorsi ricordano irresistibilmente gli scontri tra Capitan Harlock e la regina Raflesia, che nel mondo reale si sono rivisti tra Dibba e la Boldrina.

    Per il resto certo che l’uomo è quello con l’inferiorità.

    L’altro giorno dal dentista stavo a tracimà perché l’assistente, con la 5a di reggiseno, mi passava di continuo vicino. E io non potevo nemmeno famme vedé troppo interessato, anche se gli occhi andavano un pò per conto loro.

    Non vi dico i pensieri impuri.

    Lei non mi guardava allo stesso modo. Anzi, proprio non mi calcolava.

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  7. @ Stef Menc

    Se si ricorda Capitan Harlok è meglio che si dia una calmatina… O cambi dentista…
    (scherzo, ovviamente…)

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    • 🙂

      Oddio, e chi guardava Goldrake, anzi Supergulp fumetti in TV?
      Dai che per passare intere giornate a dare becchime ai piccioni c’è tempo.
      La natura avrebbe però dovuto far invecchiare il corpo in modo che anche l’apparato cardio respiratorio invecchiare come il resto.
      Ti ritrovi su una vecchia automobile con il motore funzionante e tutto il resto che casca a pezzi.
      E la natura ti spinge al massimo incurante dei bulloni e le borchie che si vedono saltare dal retrovisore.
      Forse sarà per questo che spesso strippiamo d’infarto?
      Che dicono le statistiche?

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    • X Carolina:

      Secondo te, basta entrare negli anta per raggiungere la pace dei sensi?

      Strana concezione degli uomini e della loro passionalità per il gentil sesso.

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