Intervista ad una maestra vincolata: “Il vincolo quinquennale o triennale distrugge la vita, faccio 7 ore di viaggio al giorno in piena pandemia”

(Libero Tassella – tecnicadellascuola.it) – Incontriamo l’insegnante di scuola dell’infanzia Angela Mancusi, 33 anni, docente di ruolo “vincolata” perché ha avuto la sfortuna, come afferma, di rientrare in ruolo nell’anno scolastico 2020/2021. Vive in Campania nella provincia di Salerno ed è stata assunta in ruolo dalla graduatoria ad esaurimento nella sua provincia.

La maestra si presenta: “ho scelto di lavorare qui, perché ho tre bambine di 8 e 5 anni e la più piccola di nemmeno 3 anni. Sono stata assunta a 142 chilometri dalla mia residenza. Abito a Sarno e lavoro a Montesano sulla Marcellana. Per 5 ore di lavoro ne impiego ben 7 per gli spostamenti tra autobus, macchina e treno e questo in piena pandemia”.

Angela, innanzitutto in quanti siete nella situazione di docenti vincolati? Come vi siete organizzati in questi mesi con i partiti e i sindacati per una soluzione politica del vincolo sulla mobilità introdotto dalla L. 145 prima per gli ex FIT e poi dalla L. 159 per tutti i neo immessi in ruolo a partire dal 2020/21?

I docenti neoassunti 2020/2021 sono al momento circa 22 mila, destinati a crescere con le prossime immissioni in ruolo a settembre 2021. Abbiamo un vincolo imposto retroattivamente grazie all’ ex ministra on. Lucia Azzolina durante il Governo Conte 2, non contemplato nei bandi di concorso e nemmeno nelle graduatorie ad esaurimento provinciali con cui siamo stati immessi in ruolo lo scorso settembre. In questi mesi, sin dai primissimi giorni di settembre 2020, ci siamo organizzati prima in vari gruppi Facebook e poi in sei chat WhatsApp. Abbiamo iniziato a contattare i politici di Camera e Senato. Li abbiamo chiamati tutti, da Mario Pittoni, a Tiziana Drago, da Luisa Angrisani a Rossano Sasso, da Francesco Verducci, a Barbara Floridia, a Ella Bucalo. Insomma li abbiamo davvero contattati tutti.

E i sindacati?

Abbiamo contattato anche tutti i sindacati della scuola. Alcuni ci hanno sostenuto con emendamenti, con proposte, già nel decreto 59 e poi nel decreto Sostegni 1, ma ahimè le nostre speranze con il tempo sono tutte svanite, soprattutto dopo la pubblicazione dell’OM 106/21 sulla mobilità che in applicazione delle leggi 145 e 159 ci escludeva dai trasferimenti 21/22.

Cosa pensate della riduzione a 3 anni del vincolo quinquennale introdotto dalla 159? Siete soddisfatti?

Molti docenti avevano già un vincolo quadriennale previsto nei bandi di concorso del 2018, docenti ex Fit. Noi non siamo affatto soddisfatti. Ci sentiamo ulteriormente presi in giro. La soluzione non doveva essere questa, ma l’abolizione dei vincoli.

Il vincolo, come ho detto, è stato imposto dalla Legge 159 retroattivamente e per noi donne lavoratrici lede i diritti costituzionali (ricongiungimento al coniuge, ai figli, ai nostri genitori anziani). Siamo delusi e amareggiati dal DL 73, il Sostegni bis, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso mese di maggio.

Cosa chiedete in sede di conversione in Legge del DL 73/21 ora all’esame della Camera? Sono stati presentati emendamenti che vi riguardano?

In sede di conversione in legge del D.L. 73 chiediamo innanzitutto e a gran voce il ripristino della mobilità annuale che solo a noi neo immessi in ruolo è preclusa. Chiediamo quello che ancora oggi ci viene negato, cioè la possibilità di richiedere le assegnazioni provvisorie, le utilizzazioni provinciali su sostegno per gli specializzati e la trasformazione del contratto a tempo determinato per un anno per altra tipologia di posto o classe di concorso, prevista dall’articolo 36 del nostro contratto di lavoro. Ribadisco che mai prima il diritto alla mobilità annuale era stato precluso a una sola categoria docenti.

Angela, quali sono i vostri obiettivi nell’immediato? Vi riconoscete nelle piattaforme dei sindacati?

Mi piacerebbe dire che speriamo ancora nella possibilità di poter fare la domanda di mobilità, ma sappiamo benissimo essere una richiesta impossibile, i trasferimenti da cui siamo stati ingiustamente esclusi saranno pubblicati lunedì prossimo. Adesso il nostro obiettivo, come ho detto è poter presentare la domanda di assegnazione provvisoria, di utilizzazione e usufruire dell’articolo 36 e lo stiamo chiedendo anche e soprattutto attraverso i social, videofilmati, articoli e lettere ai politici di ogni schieramento e ai segretari generali dei sindacati maggiormente rappresentativi.

Tutti i sindacati, e, per quanto mi riguarda, mi riferisco al sindacato Cisl Scuola, sono stati d’aiuto e di supporto e ci stanno sostenendo e hanno indicato il problema dei vincolati nelle loro piattaforme.

Pensate di partecipare alla Manifestazione del 9 giugno a Roma e ai presidi provinciali organizzati da tutti i sindacati, proporrete altre manifestazioni?

Molti docenti vincolati saranno presenti alla manifestazione del 9 giugno a Roma e ai presidi provinciali. Io personalmente credo che sarò presente a Napoli con altre colleghe campane.

Se tu potessi avere un incontro con il Ministro Patrizio Bianchi che pure aveva manifestato in una diretta una certa apertura al problema dei vincolati, cosa gli diresti?

Se io potessi avere un incontro con il Ministro Patrizio Bianchi, che dovrebbe essere organizzato a Ferrara da alcuni nostri colleghi, gli chiederei di immedesimarsi nelle nostre vite e nei problemi di tutti i 22 mila docenti vincolati e delle loro famiglie. Chiederei il rispetto dei nostri bandi di concorso e delle nostre graduatorie ad esaurimento. Non esistono docenti di serie A e di serie B. Ci sono madri e padri di famiglia lontani dai loro figli, anche nelle loro province di residenza o nelle regioni di immissione in ruolo.

Però il vincolo lo sapevate che esisteva. O no?

Noi non abbiamo scelto di avere questo vincolo! Noi non lo sapevamo. Il vincolo è entrato nelle nostre vite con prepotenza da quando siamo di ruolo, le nostre vite e il nostro ruolo sono diventati un incubo. Moltissime colleghe saranno costrette a licenziarsi; altre, come me, avendo giorni di congedo per tre figli minori usufruiranno di questi congedi previsti dalla legge. Dunque a lei ministro Bianchi chiedo: è questa la scuola che lei auspica per il 1° settembre 2021?

Cosa accadrà?

I docenti lasceranno le cattedre vuote e alle nostre cattedre vuote si aggiungeranno anche quelle dei futuri colleghi che saranno neoassunti tra qualche mese. Chiediamo al Governo e ai partiti di maggioranza e di opposizione di non dividersi ideologicamente e di essere ascoltati dopo tanti mesi. In fondo chiediamo solamente ciò che ci spetta, il nostro lavoro ma anche la nostra famiglia.

1 reply

  1. Semplice,cambi lavoro, o si sposti con la famiglia ( o senza). Moltissimi uomini lo fanno, nel privato è quasi una regola.
    Non vogliamo la parità? Solo per i posti di comando e ben retribuiti? Troppo comodo!
    Non si può continuare all’infinito con insegnanti che cambiano come minimo ad ogni anno.
    Bisogna smettere con queste graduatorie: due concorsi, seri:( prove scritte e orali, e più di due) ogni due anni, per i posti realmente disponibili in Regione, e se non passi neanche la seconda volta cambi mestiere. 33anni, 10 anni dalla laurea e ancora così? Scherziamo?

    "Mi piace"

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