La falsa Ripresa è iniziata

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Lo so, sembra una considerazione marginale, invece la dice lunga sull’atteggiamento del ceto dirigente il nome che è stato dato alle misure che dovrebbero favorire la ripresa, in attesa della cornucopia europea: “Ristori” prima, e “Sostegni” poi. Termini adatti a definire mancette e beneficenza caritatevoli quanto arbitrarie nel primo caso, sostantivo evocativo di grucce, stampelle, meglio ancora bastone nel secondo, che la carota proprio non ce la meritiamo.

Le indiscrezioni filtrate ad arte, raccomandano di prendere atto della benevolenza di Draghi, oggetto di rimbrotti da parte della Banca d’Italia, per via della sorprendete audacia  dimostrata dal banchiere di dio tramite comunione e liberazione, persuaso della bontà di qualche licenzioso scostamento dal pareggio di bilancio (40 miliardi di euro per 2021)  per il suo Recovery domestico, probabilmente guardato dai suoi padroni di Bruxelles con l’indulgenza che si riserva a una giovanile e scapestrata leggerezza, sia pure dettata dall’etica del profitto.

Difatti,  basta dare un’occhiata alla distribuzione delle risorse per capire che non si tratta certo di una concessione pensata per noi, che non meritiamo certo l’impunità per aver vissuto al di sopra delle nostre possibilità, per le locandiere e i ristoratori che pretendono risarcimenti dopo che per anni hanno evaso, per i commercianti che hanno lesinato sugli scontrini, per gli artigiani posseduti dal demone del “nero”, ceti che adesso frignano senza quello spirito di collaborazione che l’emergenza esige e si premettono anche di manifestare in indecenti piazze populiste. E siano grati dei 4,2 miliardi complessivi destinati a lavoratori e famiglie in difficoltà (10%), anche grazie al rifinanziamento del Reddito di Cittadinanza e del Reddito di Emergenza, dei 2,8 miliardi per la Sanità (7%), dei 1,9 per i servizi degli Enti Locali ormai al fallimento  Enti Locali (5%), mentre per giovani, istruzione e ricerca lo stanziamento ammonta a 1,4 miliardi (3,5%).

E’ che il  bottino infatti serve a sostenere il motore dello sviluppo, adesso che tutti concordano nel mostrarci la luna della ripresa e la mano che la guida, serve a dare ossigeno a quelli che da sempre sono incaricati di creare quel benessere che poi, come una polverina magica, potrebbe ricadere anche su di noi immeritevoli:   15 miliardi di contributi a fondo perduto, 9 miliardi per la liquidità e l’accesso al credito e altri 5,7 miliardi per ulteriori misure di “aiuto all’economia” o di carattere settoriale, sui 40 miliardi complessivi, 30 miliardi, il 75%, va alle imprese.

Naturalmente anche quelle oggetto di una rigorosa selezione:  quelle grandi, robuste, strutturate che superano le verifiche e l’expertise di banche e istituti di credito, gli unici in possesso dei requisiti per valutare   la redditività e dunque l’utilità “sociale” delle aziende, sono nella condizione di meritarsi, in prima battuta, i necessari aiuti, garantiti dallo Stato, per contribuire alla rinascita,  in previsione della seconda fase – anticipata dai casi di studio, Alitalia, Autostrade, Ilva, Unicredit –  quando le risorse pubbliche entreranno direttamente  nel capitale delle aziende, evitando così  anche il problema dell’insolvenza che potrebbe mettere in difficoltà le banche, piene di crediti inesigibili e scaricandone il peso direttamente sullo Stato, cioè noi.

Dalla selezione alla soluzione finale il passo è breve, e mica tutte le imprese vanno salvate, quelle improduttive come gli anziani secondo Lagarde, Fornero e Toti, quelle che la distruzione benefica del Covid ha condannato, zombi che per fortuna hanno un irrilevante potere contrattuale nei confronti del governo e perfino dei sindacati che non possono coinvolgere nelle pratiche di welfare aziendale, ecco quelle è meglio vanno chiuse, come è giusto avvenga con i pesi morti e i parassiti.

I soggetti e gli strumenti sono già pronti e qualcuno già operativo, ci aveva pensato perfino l’avvocato degli italiani grazie all’imbeccata degli ospiti illustri presenti alle sua kermesse di Villa Pamphili, ai comandi di Confindustria e ai suggerimenti offerti ai suoi ministri proprio da quello che si preparava alla rapida e indolore successione:   Cassa Depositi e Prestiti, con il suo “Patrimonio destinato” di 44 miliardi, il Fondo del ministero dello Sviluppo “per la salvaguardia dei livelli occupazionali e l’attività d’impresa”, che prevede che lo Stato, attraverso l’Invitalia, ancora nelle mani di Arcuri,  possa entrare nel capitale delle aziende in difficoltà, originariamente nato per il salvataggio di marchi storici con più di 250 addetti, ma che dovrà aggiornare la sua mission per favorire  settori strategici, “rivestono un ruolo chiave nel promuovere lo sviluppo e il benessere della comunità”, a cominciare, che sorpresa, dai brand sanitari.

Certo aumenterà il numero dei disoccupati che si aggiungeranno alle vittime della fine del blocco. La gestione della pandemia   ha già provocato nel 2020 una perdita di 900 mila occupati,  un crollo delle ore lavorate (circa 5 miliardi, pari al -11), che ha riguardato in maniera più rilevante  le donne, già interessate da forme contrattuali precarie. Tra gli occupati, i part-time “coatti” erano a inizio anno oltre 2,7 milioni, i disoccupati oltre 2,5 milioni, ai quali vanno aggiunti  circa 3 milioni di “disincantati”, soggetti  che hanno perso la speranza di trovare un posto, e i cosiddetti Neet,   quella zona grigia di giovani che non studiano, non lavorano e non seguono attività formative. Oggi si calcola che lo sblocco dei licenziamenti porterà a  una perdita certa nell’immediato di oltre 600 mila posti di lavoro, ma il numero dei soggetti a rischio ammonta a due milioni.

Ma in fondo si tratta degli effetti collaterali della distruzione creativa: i lavoratori che mostreranno dinamismo, buona volontà, impegno formativo, ambizione potranno godere della benefica onda lunga dell’innovazione e della digitalizzazione, quando piattaforme, multinazionali dell’informatica e della logistica potranno scremare gli essenziali più duttili e obbedienti, da mettere in competizione con robot e intelligenze artificiali pronte all’uso.

La  sceneggiatura  del colossal rovinologico  noto come Emergenza Covid-19 si compone  del gonfiaggio dei “casi”, dei decessi, con i morti per altre patologie, dei risultati inaffidabili dei tamponi, dalla trasformazione di una malattia in morbo incontrastabile   mediante il boicottaggio sistematico, da parte delle autorità sanitarie nazionali e internazionali, della possibilità di “curarla” con protocolli terapeutici appropriati, mentre si cancellavano quelli per qualsiasi altra patologia, indegna di attenzione e assistenza.

Ma non solo le cure sono state negate, è stata negata un’informazione trasparente che non fosse quella “ufficiale”, è stata negata qualsiasi forma di partecipazione al processo decisionale grazie al ricorso a leggi speciali, procedure eccezionali e alla sospensione delle elezioni, è stato negato il libero arbitrio retrocesso a vergognosa manifestazione di irresponsabilità e egoismo.

Senza samizdat o radio Londra, il risultato è che l’unica voce è quella delle “autorità”, chiuse nei palazzi e negli studi tv, che ci raccontano che la ripresa è cominciata, che il treno dello sviluppo sta prendendo velocità, che chi non sa salirci sopra merita di andarci sotto, perché ormai sono state narcotizzate le coscienze, accecate dalla paura, è stata criminalizzata la collera e tacitate la ragione e le nostre ragioni.

2 replies

  1. ”si compone del gonfiaggio dei “casi”, dei decessi, con i morti per altre patologie, dei risultati inaffidabili dei tamponi, dalla trasformazione di una malattia in morbo incontrastabile mediante il boicottaggio sistematico, da parte delle autorità sanitarie nazionali e internazionali, della possibilità di “curarla” con protocolli terapeutici appropriati, mentre si cancellavano quelli per qualsiasi altra patologia, indegna di attenzione e assistenza.”

    Ecco le solite sbrodolate della Lombroso.

    D’accordo sul discorso delle terapie negate.

    Ma per il resto, che cavolo dice?

    Non si è accorta che adesso i casi ‘calano’ ma al contempo calano anche i tamponi fatti?

    Ma quando mai questi hanno avuto una qualsiasi volontà di ‘creare’ il covid come emergenza? Solo un MENTECATTO può pensarlo.

    Che se ne approfittano, come Nerone con l’incendio di Roma, è un altro discorso.

    Ma non è la stessa cosa.

    Per referenze, vedi UK, Svezia e Brasile, tutte nazioni con molti più morti dei loro paesi vicini, avendo ritardato qualsiasi misura importante per ridurre i rischi in nome della ‘libertà’.

    E così il Brasile si trova con 450.000 morti.

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  2. Rezza: “Miocarditi nei giovanissimi dopo Pfizer? Infiammazioni lievi. Ma aspettiamo dati più completi” “Miocarditi nei giovanissimi vaccinati con Pfizer in Israele e negli Usa? Ancora non ci sono valutazioni definitive. È stato segnalato qualche caso di miocardite, apparentemente lieve e che si risolve in poche settimane, tra i giovani tra i 16 e i 20 anni. Quello che si sta cercando di valutare è l’eccesso di miocarditi in questa fascia di età, soprattutto nei ragazzi di sesso maschile”. Così Gianni Rezza “Al momento non ci sono dati definitivi – aggiunge – Qualcuno sostiene che poiché i giovani in genere superano molto brillantemente la malattie, forse non vale la pena vaccinarli, ma se non si vaccinano continuano a trasmettere l’infezione, anche a persone particolarmente fragile”. Quindi, conclude, “prima di esprimere un giudizio definitivo su questo, attendiamo dei dati più completi su questa reazione avversa, anche sulla gravità che sembra non esserci”, conclude Rezza.P.s Ma non si diceva che i “vaccinati trasmettevano lo stesso il covid?Sono io rimbambito ho non c’è logica?…Per sapere?

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