Troppo pochi 25 anni per 150 omicidi

(Maurizio Belpietro – La Verità) – Siccome siamo in un Paese civile e la pena di morte è stata abolita da un pezzo, non si può dunque pretendere che Giovanni Brusca, il killer della mafia con un curriculum da 150 delitti, sia sciolto nell’ acido come lui sciolse nell’ acido Giuseppe Di Matteo, un ragazzino di 14 anni che aveva la sola «colpa» di essere figlio di un pentito di mafia.

Tuttavia, se non lo si può segregare in un bunker senza finestre, né lo si può strangolare a mani nude, come pure lui fece dopo due anni di prigionia con il piccolo Di Matteo, almeno penso che si dovrebbe lasciarlo marcire in galera, buttando la chiave fino a che morte non intervenga.

Lo so, la legge di fatto ha abolito l’ ergastolo, poi c’ è la Gozzini che concede sconti di pena anche agli assassini più crudeli, e però la scarcerazione di Giovanni Brusca, uno che sulla coscienza ha la strage di Capaci e pure quella di via D’ Amelio, mi fa venire il voltastomaco.

Sì, la legge è uguale per tutti, anche per i carnefici, ma 150 omicidi, la sofferenza delle vittime e dei familiari di magistrati e poliziotti morti a causa del boss, non può essere risarcita con 25 anni di galera, cioè con meno di due mesi di detenzione per ogni omicidio. La legge è uguale per tutti, ma esiste un limite oltre il quale non si può andare e nel caso di Giovanni Brusca credo che lo si sia abbondantemente superato.

Ha ragione il padre del piccolo Giuseppe, Santino Di Matteo, l’ uomo a cui Brusca sequestrò il figlio per impedirgli di collaborare con la Giustizia, a cui all’ epoca fu negata la possibilità di abbracciare il cadavere del ragazzo e ancora oggi gli è inibita quella di piangerlo su una tomba.

«Non trovo parole per spiegare la mia amarezza», ha detto in un’ intervista al Corriere della Sera, «È passato meno di un anno da quando hanno liberato un carceriere di mio figlio. La verità è che tutti i sorveglianti e gli aguzzini della mia creatura sono liberi. Tutti a casa. E ora va a casa pure il capo che organizzò e decise tutto».

Il giornalista gli obietta ciò che ho scritto all’ inizio, e cioè che esiste una norma che ne consente la liberazione, perché la giustizia è uguale per tutti. «La legge non può essere uguale per questa gente», replica Di Matteo: «Brusca non merita niente. Oltre a mio figlio, ha pure ucciso una ragazza incinta di 23 anni, Antonella Bonomo, dopo aver torturato il fidanzato. Strangolata, senza motivo, senza che sapesse niente di affari e cosacce loro. Questa gente non fa parte dell’ umanità».

Difficile dargli torto. Perché è impossibile credere che siano sufficienti 25 anni dietro le sbarre per dimenticare e redimersi, tornando a 64 anni a una vita normale senza più le mani lorde di sangue.

Può essere cambiato un uomo che con Giuseppe Di Matteo giocava con la playstation, uno che lo ha visto crescere ma non ha esitato a tenerlo in catene per due anni, per poi disfarsi di lui, cioè di un ragazzino, quando ha capito che non gli sarebbe servito più a nulla e per questo lo ha strangolato e sciolto nell’ acido?

Si può giustificare uno sconto di pena in cambio della testimonianza contro i complici dei suoi stessi omicidi? Perché questo è il tema. Brusca si è pentito un secondo dopo essere finito in manette e da criminale capace di delitti efferati, con la stessa freddezza ha consegnato ai magistrati i nomi di chi lo aveva affiancato nelle stragi e negli omicidi.

Da mafioso si è trasformato in un collaboratore di giustizia, cioè in una persona che ha diritto a uscire dal carcere e magari, come ha detto Santino Di Matteo, a farsi una passeggiata sul corso del paese che per anni è stato il suo feudo. Il padre del piccolo Giuseppe si dice disgustato. «Dopo trent’ anni mi fanno ancora testimoniare ai processi. Io vado per dire quello che so. Ma a che serve se poi lo stesso Stato si lascia fregare da un imbroglione, da un depistatore».

Già, perché quello che Brusca ha raccontato ai pm non è tutto oro che luccica. Molte delle sue testimonianze non sono state riscontrate o, peggio, hanno avuto riscontri negativi. E nessuno sa dire quanti altri segreti il boss si sia tenuto per sé, evitando di raccontarli nei tanti processi che ha subìto. Ma anche se il suo pentimento è dubbio, anche se è aberrante sapere a piede libero l’ autore di una strage (non penso solo a Giovanni Falcone e alla sua scorta e nemmeno a Paolo Borsellino e agli agenti che lo proteggevano, ma a quei 150 cadaveri che in altro modo non saprei definire se non una carneficina), lo Stato lo libera.

È la legge, dicono tutti in coro. Beh, allora cambiate la legge, perché è vero che la Costituzione dice che la legge è uguale per tutti, ma non tutti gli omicidi sono uguali, così come non tutti gli assassini sono del calibro di Giovanni Brusca.

38 replies

  1. 25 anni = 300 mesi: 150 omicidi = 20 mesi ad omicidio
    ammazzerei qualcuno anch’io?????
    qualche giornalista???
    ma anche no.
    la sorella di Falcone difende la legge che suo fratello ha voluto….
    boccone amaro? certo, ma se serve a distruggere le cosche mafiose…
    la risposta allo stato.

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  2. Gusto per capire, ma a che punto è l’indagine sul molto presunto attentato a Belpietro? E sempre giusto per capire, come mai un evasore fiscale, corruttore di giudici, finanziatore della mafia, compratore di sentenze, presunto stragista, induttore alla prostituzione, compratore di senatori, ex padrone di Belpietro non ha mai fatto un solo giorno di galera? E perché questi garantisti a targa (e terga) alterne perdono improvvisamente la memoria (e la penna) e non ci dicono mai nulla sui conflitti d’interessi dei loro padroni, vecchi (come Silvio B.) o nuovi (Angelucci)? Questi cani da riporto dovrebbero sparire nell’iperuranio, invece che sparare cazzate sulla giustizia, piegata con leggi vergogna per non far finire i galera i loro padroni e gli amici dei loro padroni.

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  3. Laido come sempre (sor) Belpietro ce fa ‘na bella lista d’orrori pe’ farce vomita’, come s’avessemo dimenticato che sto Brusca è ‘na bestia, omettendo naturalmente che li giudici hanno applicato la legge creata dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio.
    Sor Falcone e Sor Borsellino credevano fortemente che ‘ste procedure potessero indebolire le mafie, e avevano raggione. “Rinascita Scott” ne è stata la prova.

    Il verme lo sa benissimo che se ricordasse ‘ste cose la gente avrebbe una visione meno populista e più realista da’ situazione, perchè noi qui de mafiosi n’avemo a iosa, nun semo mica la Svezia.
    Invece lurido com’è sta a fa’ l’editoriali su la pelle de vittime. A ‘nfame

    Se poi a ‘sto bel trenino turpe e spregevole se aggiungono Sor Salvini, Sora Meloni e tutti l’artri verginelli che vojono cambia’ le leggi (41bis, protezione e anonimato ai collaboratori di giustizia etc…), me chiedo cosa avrebbe pensato Totò Riina. Lui erano anni che chiedeva de cancellarle ste leggi e nun l’avemo mai accontentato.
    Poverello.

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  4. Se si pensa alle vittime sono pochi pure 5.000 anni più le spese.
    Se si pensa a combattere il fenomeno della mafia allora la legge ha un senso.
    È stata proprio la collaborazione dei pentiti che ha scoperchiato il fenomeno.
    In passato c’era chi diceva che la mafia non esiste, è una invenzione giornalistica.

    Quello che eviterei è di consentirgli di tornare nel suo Paese, sarebbe troppo doloroso per i familiari delle vittime incriciarlo a piede libero.

    Dovrebbe fottersi in qualche landa desolata all’estero con l’obbligo di non allontanarsi per più di un km da casa. Un carcere d’orato ma non la libertà.

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  5. Se fossimo nell’Arabia neo-rinascimentale, il problema sarebbe stato risolto alla radice decenni fa, ma Belpietro non è Renzi e qua non siamo su Arab News, infatti non è la legge del taglione ad essere invocata (ma solo evocata) dall’autore, no (anche perchè la suddetta implicherebbe che mezzo centrodestra sarebbe privato della mano destra, in un fantastico contrappasso). Lui vorrebbe solo sostituirsi alla giustizia, però non sempre (che è una faticaccia), ma solo nei casi estremi (decide lui quali), come gli imperatori, quindi: per Brusca galera eterna, ed eterna riabilitazione per il suo collega della cosca di Arcore.

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    • Che ci vuoi fare? Ci sono sempre questi falsi umoristi che si inventano dei ” pezzi” .. poi li chiamano articoli o editoriali!!

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    • Caro Jonny, il (tuo) pippone – senza offesa – si può sintetizzare in poche parole: predicare bene e razzolare male. Resta il fatto, non quotidiano, che la predica rimane buona!

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  6. Fermo restando che Brusca e’ un rifiuto umano, sorprende trovare nel coro degli indignati il verginello Bruttopietro.

    Bruttopietro, bello di mammuzza tua, gnente gnente hai mai sentito parlare di Dell’Utri, Bontate, l’eroico stalliere Mangano e dulcis in fundo Zu Scilvio da Corleone, anzi no, mi sono confuso, da Arcore?

    Bruttopietro, tescioro di Scilvio, li hai visti gli avvocati dei mafiosi in Parlamento, e i camorristi garantiti dai garantisti, e i ladroni reintegrati nei vitalizi?

    Tra l’altro, confrontando l’indignazione parlamentar-pennivendola relativa al Brusca fuori di galera con quella causata dall’ergastolo ostativo da abolire anche per i mafiosi non collaboranti, potrebbe sorgere il dubbio che il vero problema siano i mafiosi che parlano, invece di stare muti come l’eroico Mangano.

    Totovasiamo le mani.

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  7. Semplicemente ridicolo.
    Ogni volta ci dicono che “serve a vincere la mafia”, che non solo non viene vinta, anzi, ma si sono aggiunte anche quella nigeriana, cinese, albanese, russa, ecc… Ecc… Tutte fanno girare soldi, tutte fanno PIL.
    È solo l’ennesimo liberi tutti, la vita non vale alcunché. A meno che non ci si chiami George Floyd o qualcun altro poveraccio del quale a nessuno importa ma che si può sfruttare politicamente e ideologicamente. Allora ci si “mobilità”tutti, a comando mediatico.

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    • Ho la schiena a pezzettini, devo andare a lavorare, e mi tocca chiedere: George Floyd, dimmi, come lo sfruttiamo politicamente ed ideologicamente?

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    • Invece @Carolina sfruttare politicamente e ideologicamente Brusca per far uscire altri mafiosi che non collaborano con la Giustizia ti pare normale?!?

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      • Tutto viene sfruttato politicamente. Non cade foglia che non serva. Non se ne è ancora accorto?
        Di ciò che non “serve” non si parla.

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      • Ad esempio non si parla degli accoltellamenti che quasi settimanalmente sopportano i poliziotti/e francesi. La vita dei poliziotti doesn’t matter?

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  8. Condivido l’articolo di Belpietro, anche perché il falso pentito non ha scontato neppure i trent’anni assegnati, pur con le attenuanti previste dalla legge. Immaginavo che almeno avesse quasi ottant’anni e invece ne ha solo sessantaquattro, cioè abbastanza da godersi la ritrovata libertà. Credo sia un errore macroscopico e, a maggior ragione, lo sarà l’abolizione dell’ergastolo anche per i mafiosi che non collaborano, se saranno ascoltati i rilievi della Corte Costituzionale. Su questo tema sarebbe opportuno far parlare i costituzionalisti e far pressione sulle forze della Destra -la Sinistra è “sorda”- perché non venga attuato quel progetto.
    Quanto a Berlusconi, citato in molti commenti che mettono in rilievo, giustamente, la parzialità del giudizio di Belpietro, temo che ormai, data l’età, non pagherà più per i numerosi reati commessi nell’arco della sua esistenza.
    Resta il fatto che sul tema giustizia bisogna appellarsi alla Destra per far sì che le leggi siano meno flessibili, in modo da impigliare nella rete anche i colletti bianchi che, complice una magistratura a dir poco confusa, la sfangano sempre. La Sinistra pare non interessata, anzi, a sentire un Manconi qualsiasi, quasi quasi bisogna dare il resto ai criminali.

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    • “anche perché il falso pentito non ha scontato neppure i trent’anni ”
      E come al solito vorresti far passare il messaggio che la sai lungs. 30 anni li sconta chi prende l’ergastolo. Lui ha preso l’ergastolo e ha usufruito della legge sui pentiti.
      Che per te sia un falso pentito poco conta, contano i processi che con le cose che ha detto si sono fatti.
      Lui immaginava che avesse 80 anni: quindi? Immagina di meno.
      Sui tuoi deliri sulla destra lascio a chi ha lo stomaco più forte del mio.

      Quanto buonisno peloso! Il prof dell’occulto come Belpietro si indigna. Ma dai?! Gli altri sono invece contenti a vederlo fuori, tu e Belpietro e Salvini, e Giorgia sì che avete una coscienza. Maria Falcone no.

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    • “Resta il fatto che sul tema giustizia bisogna appellarsi alla Destra per far sì che le leggi siano meno flessibili, in modo da impigliare nella rete anche i colletti bianchi che, complice una magistratura a dir poco confusa, la sfangano sempre”,

      scusi , ma temo di non aver capito la battuta, perchè lei non stava parlando sul serio, vero?
      Glielo chiedo perchè, nel caso si fosse distratta, la dx italiana è quella che da quasi 30 anni cerca, neppure troppo nascostamente, di garantire l’impunità ai succitati colletti bianchi e che ha fatto da scendiletto ad uno che giudicava Mangano un eroe per non aver parlato e che ha fondato un partito con un tizio condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

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      • @nonrosso
        Quello che scrivi è vero, ma al momento presente, coloro che si esprimono per togliere i benefici ai boss purtroppo sono di destra . Chi è di sinistra si appella alla volontà di Falcone. Io auspico che quelle leggi siano riviste nel senso di inasprire le pene.
        Da ultimo: mi pare che proprio col governo Conte, ministro Buonafede, certi boss sono andati a casa…per il covid.

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  9. E bravo Abbelpietro! 25 anni sono pochi, così come sono niente pochi mesi a Cesano Boscone per un plurifrodatore del fisco. Ma almeno Brusca ha collaborato con la giustizia, mentre il plurifrodatore ha sempre tentato, e lo fa tuttora, di metterle i bastoni tra le ruote

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  10. Sicuramente l’attentato a Bazzaunta non lo ha ordinato Brusca, altrimenti le vittime sarebbero 151.
    “La Verità”

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