L’apocalisse si avvicina

(Francesco Erspamer) – L’apocalisse si avvicina, annunciava in prima pagina il “New York Times” di ieri. No, non perché malgrado il Covid anche quest’anno verranno consumate molte più risorse di quante il pianeta sia in grado di generare; non perché la prossima pandemia sarà peggiore ma nessuno si sta preparando, troppo pressante il bisogno di tornare al più presto ai livelli di irresponsabilità e spreco precedenti; neppure perché il cambiamento climatico sta accelerando (ma come mai, si chiede la gente: è vero che non si fa nulla di serio per impedirlo però se ne parla tanto, anche ai talk show: non basta?); non perché, in sintesi, i legami sociali stanno allentandosi e l’egoismo trionfa ovunque. Ma figuriamoci: l’individualismo è una virtù, la virtù dei vincenti. A terrorizzare i quali, invece, è la possibilità, anche la sola ipotesi, che la crescita rallenti. Quella economica e quella demografica. “La crescita della popolazione degli Stati Uniti è la più bassa mai registrata”, era il titolo del “New York Times”; leggetelo bene: il numero degli americani continua ad aumentare (sospiro di sollievo), però con minore velocità (grido di orrore).

Gli italiani capiscono benissimo il problema visto che ogni inizio anno, appena escono i dati dell’ISTAT, tutti i loro giornalisti e intellettuali si stracciano le vesti per un motivo analogo: che il paese, pur restando oltre i 60 milioni, con una densità fra le più alte del mondo (cinque volte di più che gli stati Uniti), invece che raddoppiare in un secolo, come fece fra metà ottocento e metà novecento, si è stabilizzato e addirittura potrebbe diminuire di poche centinaia di migliaia di abitanti. Anatema, in particolare per i leghisti, quelli che dei morti di Covid se ne fregano, benché anch’essi contribuiscano al calo della popolazione.

Ovvio: fermare il contagio e salvare più persone rallenta l’economia mentre moltiplicare i consumatori la accelera. Chi pagherà le vostre pensioni?, insinuano gli stessi che creano disoccupazione per aumentare i guadagni degli speculatori finanziari e che per lo stesso motivo e con lo stesso effetto stanno investendo i capitali sottratti al fisco (legalmente: a cosa credete che servano le lobby?) in automazione. Rispondo io alla loro domanda: nessuno le pagherà, le future pensioni, ma non perché la popolazione cresca più lentamente o magari sia stagnante. La ragione è che il capitalismo è un gigantesco schema Ponzi, in cui gli eccessivi profitti ottenuti dai primi investitori sono pagati con i versamenti dei successivi, in una catena che si interrompe bruscamente non appena (e accade sempre) le richieste di rimborso superino i nuovi versamenti. Ecco, la bolla sta per scoppiare e per evitarlo devono trovare nuovi fessi, pardon, investitori, anche se significa solo rimandare il problema. Ma che gliene importa? Il liberismo non ha futuro come non ha passato: solo presente.

Quanti abitanti credete che possa ospitare il pianeta? Dieci miliardi? Ci siamo vicini e ci arriveremo di sicuro. E dopo? Chi pagherà le loro pensioni? Un ulteriore aumento della popolazione. Fino a quando? Venti miliardi? Cento miliardi? E in Italia quanti volete essere? Cento milioni? Un miliardo? Aumentando le nascite come chiedono Salvini e la fascista immaginaria o importando giovani dall’Africa come vogliono i piddini e i liberal? A un certo punto bisognerà fermarsi in ogni caso, non pensate? Perché non farlo oggi, che forse si può ancora salvare la nostra specie e addirittura la civiltà, oltre che un po’ di bellezza naturale? Ma forse siete di quelli che confondono tecnologia e teleologia e ammirano il nababbo più pericoloso d’America, Elon Musk, che fa decine di miliardi all’anno vendendo sogni di colonie su Marte, che chissà perché sarebbero più attraenti (avrete visto le fotografie) di un po’ più di responsabilità e eguaglianza qui sulla Terra e di un po’ meno deregulation.

Appunto. Meno deregulation, più responsabilità, più eguaglianza significherebbero più Stato, più solidarietà, meno consumi, meno edonismo individualista. Meno crescita. Si potrebbe fare facilmente e senza alcun sacrificio per il 95% della gente, semplicemente riportando i miliardari e multimilionari sulla Terra, farli cadere dall’Olimpo in cui si sono insediati. La ricchezza globale esistente è immensa, parecchie volte superiore a quella di qualsiasi altra epoca storica: basterebbe ridistribuirla meglio.

Ma i ricchi ormai si credono dèi e non rinunceranno mai ai loro incredibili privilegi. Neanche un’imposta del 2% sui patrimoni più alti sono disposti ad accettare; e alla sola ipotesi che Biden possa tassare i profitti speculativi dei miliardari in un’emergenza come la pandemia, hanno reagito facendo cadere la borsa – un tipico avvertimento mafioso. Avrete notato sul “Fatto quotidiano” di ieri (la versione online, diretta dal liberista Gomez) l’articolo in cui ansiosamente si rivelava che in Cina, un miliardo e mezzo di abitanti (erano tre volte di meno un secolo fa), si rischia, udite udite, un calo demografico. Perché non dovrebbero diminuire visto che sono troppi? E comunque cosa gliene importa a Gomez, che la detesta perché ostacola la dittatura planetaria degli Stati Uniti? È che se l’economia cinese rallentasse gli investimenti in borsa degli italiani benestanti renderebbero di meno e magari gli toccherebbe aspettare un altro anno prima di comprarsi il nuovo SUV Mercedes, elettrico però, così si sentono doppiamente virtuosi per aver contribuito sia alla crescita del PIL che alla salute dell’ambiente.

Lo sanno benissimo, i filistei, che senza crescita il capitalismo crollerebbe di colpo: la sua ideologia è l’avidità. Ma gli altri? Non so se i ricchi di un tempo fossero migliori; so che il popolo lo era, almeno quello dello scorso secolo e del precedente. Oggi si è persa la capacità di lottare collettivamente, di combattere per qualcosa che non sia l’affermazione del diritto privato di esprimersi e di realizzare i propri desideri immediati, per lo più indotti dalla pubblicità e a rapida obsolescenza. Invece combattere contro i miliardari, le loro multinazionali e le loro televisioni è faticoso, costoso, rischioso, soprattutto poco di moda.

La generazione più benestante della Storia umana non vuole né impegnarsi né fare qualche rinuncia per assicurare un futuro dignitoso a chi verrà dopo di lei. Piuttosto lascerà perire l’umanità, miliardari inclusi, anche se loro si illudono di potersi rifugiare nei bunker di lusso che si sono costruiti in Nuova Zelanda o in altre isole del Pacifico. Ma la colpa non è loro: sono solo degli stronzi. La colpa è sempre e solo dei coglioni che consentono agli stronzi di dominare.

8 replies

  1. Quando anni fa Beppe Grillo parlò di decrescita felice, venne preso per pazzo dai soliti giornali e tv, oltre che dai partiti.
    In un pianeta che ha dei limiti è veramente stupido basare il benessere sulla crescita infinita. Prima o poi non ci sarà più spazio e risorse per crescere.

    Si produce già più di quanto consumiamo. In Italia abbiamo 7 MLN di appartamenti sfitti, cimiteri sterminati di auto invendute e tonnellate di cibo che ogni giorno finisce al macero perchè scaduto. Contemporaneamente i patrimoni dei più ricchi diventano sempre più grandi; i più ricchi di 50 anni fa guadagnavano molto ma molto meno dei più ricchi di oggi.

    La redistribuzione delle grandi ricchezze è una strada obbligata se si vuol dare benessere ad una società che già produce più di quanto serve.

    Ma anche ipotizzando un boom economico dell’Italia, e cioè aumento della produzione, vorrebbe solo significare che abbiamo tolto produzione/lavoro ad altri Paesi, che quindi soffriranno per l’impoverimento e la disoccupazione. Insomma il problema passa ad altri, ma non è risolto.
    E’ come se fossimo perennemente in guerra contro altri popoli: chi vince ottiene il benessere; a chi perde fame e miseria.

    C’è poi il “problema” della vita che si allunga, grazie alla scienza e alla medicina. Hanno alzato l’età pensionabile, pensando che fosse la soluzione, ma han fatto finta di non capire che così diminuiscono i posti di lavoro lasciati da chi va in pensione. Di conseguenza buona parte dei giovani di oggi non riusciranno a versare i contributi necessari per una pensione dignitosa. Prenderanno la minima o poco più, cioè una pensione da fame.
    A mio parere nessuno dovrebbe lavorare dopo i 60 anni e nessuno dovrebbe avere meno di 1.000 euro al mese.
    Qualcuno dirà: e i soldi da dove si prendono?

    Dai ricchi!

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  2. Articolo che deve ,deve far riflettere. L’egoismo stupido, e l ‘imbecillita’ costruita, creano l’indifferenza, male pandemico.

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  3. L’economia non può crescere all’infinito come anche la popolazione per un semplice motivo: viviamo in un sistema eco biologico chiuso cioè con risorse limitate. La limitazione della popolazione può avvenire senza riduzione di essa ma con politiche demografiche tendenti,nel medio lungo termine, a un equilibrio fra le varie fasce di età.Sul sistema mega Ponzi,a cui sarebbe riconducible il capitalismo,sono dello stesso avviso di Francesco Erspamer:è una boiata pazzesca che prima o poi ci crollerà addosso,basti pensare alla disinvoltura con cui Usa,Eu ed altri stanno facendo debito stratosferico per affrontare la crisi covid. Ma chi lo pagherà questo debito? E se il covid vincesse con la sua variabilità genetica la guerra che ci sta conducendo,quanto altro debito potremmo cosentirci?

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  4. ”Quanti abitanti credete che possa ospitare il pianeta? Dieci miliardi? Ci siamo vicini e ci arriveremo di sicuro. E dopo? Chi pagherà le loro pensioni? Un ulteriore aumento della popolazione. Fino a quando? Venti miliardi? Cento miliardi? E in Italia quanti volete essere? Cento milioni? Un miliardo? Aumentando le nascite come chiedono Salvini e la fascista immaginaria o importando giovani dall’Africa come vogliono i piddini e i liberal? A un certo punto bisognerà fermarsi in ogni caso, non pensate? Perché non farlo oggi, che forse si può ancora salvare la nostra specie e addirittura la civiltà, oltre che un po’ di bellezza naturale? Ma forse siete di quelli che confondono tecnologia e teleologia e ammirano il nababbo più pericoloso d’America, Elon Musk, che fa decine di miliardi all’anno vendendo sogni di colonie su Marte, che chissà perché sarebbero più attraenti (avrete visto le fotografie) di un po’ più di responsabilità e eguaglianza qui sulla Terra e di un po’ meno deregulation.”

    Cose che fanno davvero incazzare.

    Negli anni ’70, quando la popolazione non era nemmeno la metà di adesso, già il Club di Roma concluse che la sovrappopolazione era una minaccia per il futuro.

    Avete visto SE ne hanno riparlato negli ultimi anni, quando solo nel 2011 arrivammo a 7 mld e adesso siamo a 2-3 anni dagli 8?

    Avete visto le facce dei tanti ‘abitanti globali’ rossi, bianchi e gialli, neri e marroni, che comprano i Levis, le Nike, la Coca e via così?

    Ecco perché non se ne riparla più. I mercati globali cercano follemente altri consumatori, e altri lavoratori schiavi da sfruttare per la maggior gloria di gentaglia come i Maletton.

    I debiti che si fanno ora si faranno pagare alle generazioni future, quindi conviene fare più figli!

    E nel mentre, solo nell’ultimo anno, i Paperoni globali hanno aumentato la ricchezza di centinaia di miliardi.

    Secondo questi imbecilli di tutti i tipi, dovremmo avere tutti tra 3 e 9 figli come Grillo, Renzi, Delrio e Berlusconi?

    E’ questa la loro ricetta per uscire dalla ‘crisi’?

    PAZZESCO.

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  5. Tanto per capire meglio: riguardatevi il film 2022: i sopravvissuti.

    Lì si ipotizzava che nel 2022 si sarebbe arrivati a 20 mld di abitanti.

    Grazie a Dio non siamo nemmeno al 40% di quel valore.

    Ma secondo queste teste di caxxo sarebbe un limite e non una virtù.

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  6. E’ la globalizzazione – sorella gemella del liberismo del “terzo millennio” – che non ha futuro. Lassù lo sanno bene, e mentre con una mano promuovono con tutti i mezzi i movimenti di merci e di uomini dove possono essere sfruttati meglio (un giovane in Nigeria serve a poco: in Italia raccoglie pomodori in semischiavitù), con l’ altra arraffano più possibile: non durerà.
    Non durerà, perchè l’ uomo è un animale. Territoriale e gragario. E’ la sua natura e non si cambia. E dove si sposta – soprattutto se non è culturalmente attrezzato , cioè Occidentalizzato da studi superiori, e la maggior parte di chi emigra non lo è – tende a riprodurre le tradizioni di “casa”, odio e simpatia compresi per i suoi “vicini”, e diviene corpo estraneo in un corpo estraneo. Perchè per altro si dovrebbe “integrare” cioè condividere usi e costrumi, gusti e credenze, che non gli appartengono? Si parla tanto di razzismo nei confronti di chi arriva: il loro sentimento non è certamente da meno nei nostri confronti: solo che non possono mostrarlo, per ora.
    Col crescere dei numeri la “balcanizzazione” di ogni nazione crescerà, e non avremo un mondo tutto giovane e più o meno “abbronzato”, come le pubblicità dei prodotti ormai ci mostrano (notato?), ma conflitti continui. Che impoveriranno tutti. In tutti i sensi.

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