Il coprifuoco incendia la destra e spacca l’ammucchiata Draghi

Scontro – La misura sarà “rivista”, ma la Lega e FI escono dall’aula sugli odg “aperturisti” della Meloni. Oggi il voto su Speranza

(di Giacomo Salvini – Il Fatto Quotidiano) – Che per il governo si sarebbe messa male lo si era capito intorno alle 16 quando, dopo il primo rinvio del voto alla Camera e nel mezzo delle scaramucce tra Lega-Forza Italia e le altre forze di maggioranza, il ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà era stato costretto in tutta fretta ad abbandonare il ring (“Così non si può andare avanti”) e raggiungere il Senato per incontrare personalmente il premier Mario Draghi: “Presidente, sul coprifuoco ci schiantiamo”. A quel punto il presidente del Consiglio, ancora una volta stretto nella morsa degli aperturisti Matteo Salvini e Antonio Tajani che chiedevano di fissare la data del 14 maggio per rivedere la norma e i giallorosa che non volevano concedere niente al leghista, ha dovuto cedere formalizzando l’impegno del governo a rivedere il coprifuoco “entro maggio”. E così, dopo sei sospensioni dell’aula e tre ore di ritardo, D’Incà è tornato a Montecitorio e la quadra nella maggioranza sembrava trovata con una riformulazione dell’ordine della discordia: “Il governo si impegna nel mese di maggio a valutare, sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico e dell’avanzamento della campagna vaccinale, l’aggiornamento delle decisioni prese con il decreto legge n. 52 del 2021, anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento”. Recepito (senza bisogno del voto). Subito dopo Lega e FI ci hanno messo sopra la bandierina: “Grazie a noi, il governo a maggio rivedrà il coprifuoco”. E Salvini andava alzando la posta: “Sto al governo per incidere, lavoro per cancellare il coprifuoco”.

Ma quando le tensioni nella maggioranza erano ancora fresche, Lega e FI hanno deciso in pochi minuti di dare un altro colpo al governo e all’alleata del centrodestra Giorgia Meloni. Di fronte ai due odg di Fratelli d’Italia, uno a prima firma Meloni, che chiedevano di abolire il coprifuoco o allungarlo alle 24, azzurri e lumbàrd hanno deciso di uscire dall’aula, come da ordine di Salvini che pochi minuti prima aveva incontrato i forzisti Ronzulli e Tajani a Palazzo Madama. Come dire: siamo d’accordo con l’opposizione ma non possiamo uscire dal governo. Soli a tenere in piedi il fronte rigorista Pd, M5S e LeU. Una giravolta soprattutto dei berlusconiani che, rispetto ai ministri leghisti, in Cdm avevano votato a favore del coprifuoco. Tant’è che un attimo dopo in aula esplode la bagarre: “Non ci può essere una maggioranza à la carte” attacca la capogruppo Pd Debora Serracchiani.Il ministro M5S Stefano Patuanelli prova a smontare la propaganda di Salvini: “Non è una vittoria di nessuno, il tagliando tra 2-3 settimane era già stato deciso in cabina di regia”. Sul coprifuoco invece Matteo Renzi si posiziona con la destra: “Va rivisto”. E nella maggioranza sale la tensione in vista del voto di oggi al Senato sulla mozione di sfiducia di FdI nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza. Ancora ieri sera non era chiaro l’orientamento di Lega e FI: sicuramente non voteranno con FdI per non far cadere il governo ma Salvini spinge per astenersi o uscire dall’aula. In questo caso sarebbe un gesto plateale e un altra bastonata all’esecutivo già sotto stress. “Una cosa alla volta – ha detto ieri Salvini lasciando ogni scenario aperto – prima parlerò con il viceministro Sileri”. Il leader della Lega è combattuto tra i duri e puri che lo invitano a non appoggiare Speranza che, in caso di voto contrario alla sfiducia, “diventerebbe un ministro della Lega” e i governisti guidati da Giancarlo Giorgetti che invece provano a far ragionare il segretario: “Matteo, se non votiamo contro rischiamo la crisi”. Alla fine la Lega potrebbe votare “no” ma ribadendo la necessità di una commissione d’inchiesta sulla pandemia.

Nel frattempo, restano le macerie di un centrodestra ormai imploso. Da FdI, mentre andavano in scena le liti nella maggioranza, si esultava: “Il governo è nel caos”. E di fronte alla richiesta di riformulazione del suo odg che chiedeva di allungare il coprifuoco alle 24, Meloni è esplosa: “È una misura illegittima e inutile– ha detto – va abolito”. Poi , dopo la bocciatura, ha rincarato la dose: “Assurdo, noi lo abbiamo votato, gli altri sono usciti o hanno detto no”. A distanza le ha risposto Salvini: “Al governo posso incidere, stando fuori potrei solo polemizzare”.

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2 replies

  1. La mia maestra alle Elementari mi ha insegnato che in aritmetica ” le pere con le mele non si possono sommare”. Ecco questi politicanti presuntuosi, pensano invece di poterlo fare in politica senza conseguenze…

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  2. Certo che invece, stando al governo in lombardia, la lega si è dimostrata proprio incisiva eh… specie quando ha mandato i malati leggeri nelle RSA.

    Non li perdonerò MAI per questo. Maledetti.

    Salvini e Renzi, stranamente sempre sugli stessi fronti.

    Ma il COVID non accoppa nessuno che sia una carogna conclamata?

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